Archivi categoria: Poesia

Cinque poesie giovanili di Gianmarco Parodi

Voi

Siete le sostanze primitive,

le carezze, gli occhi.

Siete i nervi saldi

e le fiaccole nel tumulto.

Le disuguaglianze

e le guerre senza rivali,

le tane delle vipere,

i sogni a scadenza.

Siete una parte

in un mondo senza divisioni,

dove noi non abbiamo terra

se non la vostra.

Siete le solitudini di cui sopra.

Ci raccontano del vostro passo,

delle vostre gesta

ma mai dei vostri dubbi.

La vostra mano è sempre alzata.

Sulla punta delle dita avete il potere

del disappunto, della correzione,

dell’indifferenza che cade

in controsenso, silenzio, invidia.

Siete il rifugio degli anni più delicati,

poi la prigione, poi l’umana nostalgia

di tutto ciò che pensavamo fosse stato

e in realtà non è mai accaduto.

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“La sete”, Sergio Bertolino. (Sete, o poesia 1)

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di Giovanna Menegùs

Poesia come sete, o sete di poesia. Desiderio inappagato e inappagabile, risorgente sempre e nonostante tutto a fornire una prova dell’esistenza dell’anima, se non di Dio. La metafora e il simbolo, tanto antichi quanto potenti, mi accompagnano in sottofondo da alcuni mesi con La sete, titolo del libro in versi di Sergio Bertolino pubblicato lo scorso ottobre da Marco Saya. Li ritrovo ora in un altro libro di poesia fresco di stampa (Collezione privata di Elisabetta Sancino), in cui un breve testo si intitola anch’esso La sete, ispirandosi a un’omonima scultura di Arturo Martini, che nel Novecento rappresentò il tema in più versioni.
La persistenza del tema in autori e forme differenti mi sollecita, e mi induce a tentare di dare forma a qualche considerazione nel presentare le due sillogi.

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Lirico terapia. Humberto Ak’abal, Chonimutux

Chonimutux

Le notti a Chonimutux sono dense e nere.

Se ne può prendere 

un poco tra le mani 

e chiuderci

i buchi delle pareti.

Sono come burroni a bocca in giù.

Se ti fermi a guardare la loro profondità 

ti sentirai girare la testa.

Come se la terra stesse sopra

e tu fermo nel cielo.

La poesia indigena latino americana ci riserva sorprese come queste. Non è difficile intuire lo spessore di una tale comunione con la natura, apprezzare la trasparenza del cuore di fronte alla bellezza del creato. Abbiamo bisogno, ogni tanto, di immergerci in questo sguardo vergine, capace di riconciliarci con la terra.

Lunario Zanzotto. Pasque

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Il tema pasquale è al centro dell’opera di Zanzotto tanto da intitolarne un libro. Pubblicato nel 1973, Pasque – che nella seconda parte segue la scansione e il calendario della Settimana Santa, spingendolo fino all’impossibile Pasqua di maggio – si presenta come una raccolta di non facile lettura, e nemmeno facile o opportuno sembra estrapolarne frammenti testuali.
Elegia pasquale, che proponiamo, è fra i testi iniziali della raccolta d’esordio del poeta di Pieve di Soligo, Dietro il paesaggio (1951).
Di Andrea Zanzotto ricorrono nel 2021 il centenario della nascita e il decennale della morte: dopo quello collocato al 21 marzo, questo è il secondo foglio di un possibile Lunario ricavabile dai suoi versi e con il quale ricordarlo. (Giovanna Menegùs)

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Con gli occhi del fiore nel vaso, di Giorgio Stella

 A Marco Munaro

Con gli occhi del fiore nel vaso

Me ne vado tra i rottami

Cercando fortuna di monete

Che non abbiano valore –

Tubi di ghisa ho trovato

Nel cantiere del cimitero 

Ci faccio l’acrobata sopra –

Veli di seta

Linee di morte verticale

All’orizzonte del meglio si possa

[trarre dall’ombra dello spavento [-

Così sto in mezzo ai cani

Pregando che un gallo

Quando abbaiano

Becchi nei loro denti

Il fiuto che lo rendono canto.

Poesia italiana del XXI secolo

Luigia Sorrentino è nata a Napoli, vive a Roma e lavora alla RAI. Giornalista professionista, ha collaborato per le pagine culturali di diversi quotidiani. Ha ideato e condotto programmi culturali per la Radio e la Televisione Italiana, con interviste a scrittori, poeti, narratori e artisti di fama internazionale, fra i quali i premi Nobel Derek Walcott, Seamus Heaney, Orhan Pamuk, il Premio Pulitzer Mark Strand, e il grande poeta francese Yves Bonnefoy. Dirige il primo blog della RAI dedicato alla Poesia, all’Arte, alla Letteratura sul sito di Rai News 24.(http://poesia.blog.rainews.it) Ha pubblicato C’è un padre (Manni, 2003); La cattedrale (Il ragazzo innocuo, 2008); L’asse del cuore («Almanacco dello specchio» Mondadori, 2008); La nascita, solo la nascita (Manni, 2009); Olimpia (Interlinea, 2013-2019), Recentemente Olimpia è uscito in America Latina con la Traduzione di Antonio Nazzaro, (Cile, Edizioni RIL, 2020). Un primo studio su Olimpia, tragedia del passaggio (drammaturgia di L. Sorrentino), è andato in scena a Napoli il 16 luglio 2020 nel Giardino Romantico di Palazzo Reale nella rassegna del Napoli Teatro Festival Italia diretta da Ruggero Cappuccio.

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Lirico terapia. Alejandra Pizarnik, Solo la sete

Solo la sete

Solo la sete

il silenzio 

nessun incontro


guàrdati da me mio amore 

guàrdati dalla silenziosa nel deserto 

dalla viandante col bicchiere vuoto

e dall’ombra della sua ombra 

La vita di Alejandra Pizarnik è avvolta in un mito oscuro, per certi versi indecifrabile. Gli ultimi studi hanno messo in evidenza la complessità della persona e dell’opera, non riducibile a un unico piano di significati. Credo bastino questi pochi versi per capirlo. Versi di una bellezza inquietante, magnetica. Le risonanze al lettore, come sempre.

Lirico terapia. Gerard Manley Hopkins, Certo tu sei nel giusto

Certo tu sei nel giusto

Certo tu sei nel giusto, Signore, se io disputo 

Con te; ma anche ciò ch’io dico, Signore, è giusto. 

Perché prospera la vita dei malvagi? E perché devon 

Tutti i miei tentativi nella delusione terminare?

Se tu fossi mio nemico, o tu che sei mio amico, 

Come potresti, mi domando, peggio di così schiacciarmi 

E ostacolarmi? Oh, gli sciocchi e gli schiavi del piacere 

Guadagnano di più col loro ozio di me che spendo

La vita, Signore, per la tua causa. Guarda sui boschi e le colline 

Come ora spuntano folte le foglie! Come tornano a vestirsi 

Di prezzemolo, guarda, e vento fresco le accarezza;

Come gli uccelli costruiscono – e io no, non costruisco,

E mi sforzo, eunuco del tempo, ma non produco un’opera che duri. 

O tu signore della vita, alle mie radici manda pioggia. 

***

C’è un’eco dei salmi biblici in questa poesia di Hopkins, che descrive il contendere dell’uomo con Dio, raffigurato, nell’Antico Testamento, con l’icona della lotta fra Giacobbe e l’Essere misterioso (Gen 32, 24-34). Ciascuno di noi può ritagliare, entro questi versi, i segni della propria personale “contesa”. 

Guido Oldani (Italia, 1947): Terragno e altre poesie

Terragno

ho io vissuto, e d’altro non capace,
da quasi conficcato nel profilo
del suolo di rottami del creato
come se masticando il mio percorso,
invece che dall’alto è più opportuno.
è vero ho rovinato tatto e vista,
paziente intanto addestra mio l’olfatto
che affonda giù all’imbasso periscopio,
di un po’ del suo sapere priva il ratto. Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Vincenzo Mastropirro Poemusico, è nato a Matera nel 1960, è pugliese di Ruvo di Puglia e vive a Bitonto (BA). È flautista, compositore, poeta, didatta. Ha inciso oltre 20 CD con varie case discografiche, col Trio Giuliani,  col Mastropirro Ermitage Ensemble e altre formazioni.  Ha composto musiche sui versi di Alda Merini  Vittorino Curci Anna Maria Farabbipubblicando rispettivamente il CD Ballate (1999); il CD Songs (2005) e il libro/cd La bambina cieca e la rosa sonora (2005).  In poesia ha pubblicato nove raccolte: Nudosceno (LietoColle, Faloppio 2007); Tretippe e Martidde (G. PerroneLab, Roma 2009, ampliata e ripubblicata Tretippe e Martidde 2.0 con SECOP, Corato 2015); Poésìa sparse e sparpagghiote/ Poesia sparsa e sparpagliata (CFR, Piateda 2013); Timbe-condra-Timbe/ Tempo-contro-Tempo (puntoacapo editrice, Novi Ligure 2016); Notturni (Terre Sommerse Roma 2017); Sud..ario Passio Christi-Passio Hominis (SECOP ed. Corato Ba 2019); Pezzecatìdde/ Briciole (Cofine ed. Roma 2019); Operette da sottoscala (Emersioni editore gruppo LIT Roma 2020). Compare in numerose Antologie e Blog letterari. Tra i numerosi premi letterari, gli è stato conferito il Premio Lerici Pea 2015 – Sezione poesia in dialetto «Paolo Bertolani»; Premio Poesia Onesta Sezione dialetto 2016 Falconara Marittima (An); Premio Nazionale Galbiate (Lecco) 2018; Premio “Pietro Giannone” Città di Ischitella 2019.

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Lirico terapia. Franco Fortini

Per le opere di Isaac Babel

a I. Ehrenburg autore della prefazione.

Se non sapete punire 

se non sapete incenerire 

quella parte di voi 

quella parte di noi

stessi, che è stata muta;

se non sapete dire

perché abbiamo fatto morire 

Babel e gli altri; e chi ha in noi premuta, 

vent’anni, la sua bocca;

non parlate, non scrivete

prefazioni, non dorate 

quei nomi per la pietà.

Lasciateci la nostra verità

imperfetta, umiliata

– tra la Rivoluzione che è passata 

e quella che verrà.

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Raffaela Fazio, La meccanica dei solidi

MECCANICA DEI SOLIDI di Raffaela Fazio

Un piccolo pro-memoria sul coraggio

Cosa è il coraggio? Ciascuno di noi troverà forse risposte diverse.

Personalmente, penso che il coraggio, per essere tale, debba sfociare in un gesto, in un atto. E credo anche che non esista coraggio senza una certa misura di sacrificio. 

Il sacrificio supremo è naturalmente quello della propria vita, non come autoimmolazione vittimistica, ma come slancio generoso teso a preservare la vita altrui. Questo impulso a volte sorprende perfino chi lo prova, perché spontaneo, non calcolato. Può essere una risposta istintiva a una situazione estrema e imprevista. Oppure il risultato di un processo di crescita graduale. 

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Lunario Zanzotto. 21 marzo circa

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Di Andrea Zanzotto ricorrono quest’anno, insieme, il centenario della nascita e il decennale della morte (10 ottobre 1921-18 ottobre 2011).
In quello che è noto come “il poeta del paesaggio” sono numerose le liriche legate alle stagioni, e altrettanto centrale è la presenza della luna. Da qui l’idea di accompagnare il 2021 con un “lunario” di versi tratti dalla sua opera, come minimo omaggio e come invito alla lettura o rilettura e alla memoria. Aggiungo però subito che in Zanzotto le lune naturali – dalla primavera all’inverno, nel ciclo destinato a ricominciare – intersecano a vari livelli il tempo umano, e il lunario è dunque anche calendario.

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Poesia italiana del XXI secolo

Giacomo Vit è nato nel 1952 a San Vito al Tagliamento in Friuli. Maestro elementare in pensione di Bagnarola, è autore di opere in friulano di narrativa (Strambs, Udine, Ribis, 1994; Ta li’ speris, Pordenone, C’era una volta, 2001) e di poesia (Falis’cis di arzila, Roma, Gabrieli, 1982; Miel strassada, Riccia, Associazione Pro Riccia, 1985; Puartis ta li’ peraulis, Udine, Società Filologica Friulana, 1998; Fassinar, S.Vito al Tagliamento, Ellerani, 1988; Chi ch’i sin…, Pasian di Prato, Campanotto, 1990; La cianiela, Venezia,  Marsilio, 2001; La plena, Pordenone, Biblioteca Civica, 2002, Sòpis e patùs, Roma, Cofine, 2006, Sanmartin, Faloppio, Lietocolle, 2008, Ziklon B- I vui da li’ robis, CFR, 2011, Trin freit, Montereale Valcellina, Barca di Babele, 2014.) E’ uscita per  Puntoacapo, nel 2018, la personale antologia Vous dal grumal di vint, cheraccoglie quarant’anni di produzione poetica. Ha fondato nel 1993 il gruppo di poesia “Majakovskij”, col quale ha dato alle stampe tre volumi.   Con Giuseppe Zoppelli ha curato le antologie della poesia in friulano Fiorita periferia, Campanotto, 2002 e Tiara di cunfìn, Biblioteca civica di Pordenone, 2011. Componente della giuria del Premio “Città di San Vito al Tagliamento” e “Barcis-Malattia della Vallata. Vincitore di diversi premi, fra cui il “Pascoli”, il “Lanciano”, il “Marin”e il “Gozzano”. Ha pubblicato anche alcuni libri per l’infanzia in italiano e friulano.

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