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Luigi Maria Corsanico legge Jorge Luis Borges. 10
Lirico terapia. Màrgara Russotto.

Annotato in margine a un libro di astronomia di Padre Eusebio Kino
Ma allora
se la bellezza del sapere si nasconde
e tenui galleggiamo nell’etere
dalle chimere astronomiche solcato
a che pro cercare in tanti libri l’errata vanità mondana?
Tutto sapremo dello spazio sensorium di Dio e della sua misura
Qualcosa in più sapremo di certe passioni
Forse tutto dei venti
e dei climi
Meno dell’indicibile
tanto sospirato
Cosa conta sapere? Màrgara Russotto ci mette davanti a una domanda in apparenza banale, ma che non cessa di provocarci, se glielo consentiamo. Consciamente o inconsciamente, siamo tutti alla ricerca “dell’indicibile / tanto sospirato”.
Poesia italiana del XXI secolo

MADDALENA CAPALBI è nata a Roma nel 1948. Dal 1973 vive a Milano. La sua opera prima è Fluttuazioni (LietoColle, 2005), seguita da Olio (LietoColle, 2007), nel 2008 Sapevo (Ed. Pulcinoelefante), Il giardino di carta (Lab. Grafico Fil de fer), Arivojo tutto (LietoColle, 2009) poesie in dialetto romanesco. Nel 2011 Nessuno sa quando il lupo sbrana ( La Vita Felice), Testa rasata (Moretti&Vitali) e nel 2018 Ribbelle (Il Verri) Ha collaborato con Giuliano Turone responsabile del sito Dante Poliglotta, traducendo in dialetto romanesco alcune terzine tratte dal I-V e XXVI canto dell’Inferno – XXX del Purgatorio e XXXIII del Paradiso. È stata redattrice della rivista culturale Qui libri. Ha coordinato dal 2005 il Laboratorio di Poesia presso la II Casa di Reclusione di Bollate curandone ogni anno le antologie poetiche. Alcuni testi sono stati musicati dal Maestro Davide Gualtieri docente della cattedra d’improvvisazione del Conservatorio di Milano e rappresentati in Sala Verdi e in Sala Consiliare di Palazzo Marino. Nel 2015 il comune di Milano l’ha insignita dell’Ambrogino d’Oro.
Continua a leggereAnnamaria Ferramosca. “Per segni accesi”

Dal nuovo libro di poesia di Annamaria Ferramosca, uscito il primo marzo con Ladolfi Editore, propongo tre assaggi. Un frammento da tableau mourant 2 che lascia avvertire tutta la crisi epocale, ecologica e pandemica, e l’angoscioso smarrimento («l’assenza di ogni valico per l’arca») che stiamo vivendo. Una poesia d’amore (perché di poesie d’amore c’è sempre bisogno). E infine il penultimo testo del volume, che trovo particolarmente felice e suggestivo: si tratta di un’ariosa, luminosa preparazione alla morte («il mio allenarmi per il grande volo»), dove con tono sommesso e colloquiale l’ultimo, sollecito pensiero va ai propri «libri ordinati negli scaffali / fieri ben stretti», che, «ricordate vorrebbero di tanto in tanto respirare / esigono come tutti / di avere incontri essere aperti / (non solo spolverati)». Perché, a differenza di quanto il frammento da me un po’ arbitrariamente estrapolato come incipit potrebbe forse far pensare
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 29
Self-portrait
di Stefanie Golisch
Ho vissuto per sempre, inciampo
ma non inciampo, nel mio oggi di
carne di pietra di primavera sono
la vita che nasce, la vita che muore,
la vita sorpresa tra un respiro e l’altro,
sono la parola che mi tace, il tempo
che passa per e contro di noi, sono
la tigre di tutti, sono
Quando non eravamo ancora nati, tra
caso e destino abbiamo scelto altro,
siamo poveri ma sporchi, montiamo
in sella soltanto quando la meta non
c’è, la risposta alla domanda chi sono
è un corpo pesante di ossa, acque e io,
ancora non mi chiamo
Dove finisce la neve possiamo noi
cominciare, siamo la neve, la paura
di sbagliare e di non sbagliare, la mia
è la storia di tutti, sono la bocca che
dice sì e no, la fame, la voglia di essere
e di non essere, sono il ricordo del
pomeriggio d’infanzia più lungo,
l’attesa, le ore, l’ora, ora
Intervista ad Alfredo Rienzi, di Raffaela Fazio


Alfredo, iniziamo da qui: secondo te, il limite della poesia è la sua forza (o può diventarlo)?
Per rispondere dovrei avere ben chiaro cosa posso considerare come “limite” della poesia e forse anticipare una qualche definizione, fatalmente soggettiva, ma, per brevità, mi concentrerò su due aspetti.
Il primo è intrinseco: la poesia, con la sua necessaria densità e concentrazione verbale e semantica si fa carico di una rappresentazione del mondo incompleta, frammentaria, parzialissima rispetto alle possibilità della prosa e della saggistica. Ma nell’equilibrio, secondo me necessario e inevitabile, tra il detto e il non detto si incontrano, appunto, i limiti e le potenzialità del verso. Il non-detto richiede confidenza con il silenzio, con il pre-verbale, con il secretum intuitivo. Apre porte, spiragli, prospettive (più delle altre forme di scrittura), che offrono ad ogni lettore (ogni ascoltatore del non-detto) il proprio angolo di visuale. In una realtà orfana, per sua stessa natura, del Vero, l’offerta e la convocazione nel testo di verità plurali ne può quantomeno richiamare l’esistenza, offrire un percorso d’avvicinamento.
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Poesia italiana del XXI secolo
Alfonso Guida è nato nel 1973 a San Mauro Forte, in Lucania, dove vive. La sua opera prima è Il sogno, la follia, l’altra morte a cura del Laboratorio delle Arti, Milano, seguita dalla plaquette Le spoglie divise (Quindici stanze per Rocco Scotellaro). Suoi versi sono apparsi su diverse riviste e antologie italiane, fra le quali Poesia. Ha approfondito in particolare l’opera di Beppe Salvia, Dario Bellezza, Amelia Rosselli e Paul Celan. Con Poiesis, ha pubblicato nel 2011 la raccolta Il dono dell’occhio e nel 2012 il lungo poema Irpinia. Nel 2013, per Aragno, è uscito il diario in endecasillabi sciolti Ad ogni passo del sempre. Nel 2014 ha pubblicato per LietoColle, L’acqua al cervello è una foglia, raccolta di madrigali dedicati, omaggio a Petrarca, Buonarroti, Pascoli. Nel 2015, per Il Ponte del Sale, Rovigo, pubblica Poesie per Tiziana, il compendio di un’esperienza psichiatrica e psicoanalitica di oltre ottomila versi. La sua ultima raccolta è Il luogo del sigillo del 2017 per Fallone Editore.
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Fernando Pessoa. 36
Poesia italiana del XXI secolo

Maria Grazia Palazzo è nata nel 1968 a Martina Franca, dopo gli studi classici e di Giurisprudenza ha esercitato per lungo tempo la professione forense. Vive a Monopoli dal 2006 ed a partire dalla seconda laurea in Scienze Religiose (2015) è impegnata nella costruzione di un nuovo percorso lavorativo e creativo. Dal 2014 infatti è mamma adottiva di Amit. Attualmente è insegnante precaria di religione cattolica. Ha esordito in poesia con la sua prima raccolta Azimuth, Lietocolle, 2012. Ha pubblicato di seguito In punta di piedi, Terra d’ulivi, 2017, e nel 2018 il poemetto Andromeda, I Quaderni del Bardo di Stefano Donno. Nel 2020 il suo ultimo lavoro in poesia, Toto Corde è stato pubblicato con La vita Felice. Sta lavorando alla riscrittura di un saggio dal titolo Per un’ermeneutica delle differenze, che tenta di tener conto anche di alcune prospettive degli studi di genere nella teologia delle donne.
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Marcello Comitini. 28
I poeti di trent’anni esordiscono su Poesia, di Antonio FIORI

La nuova rubrica di Milo De Angelis apre con Giovanni Ibello
Pur apprezzando anche la nuova versione bimestrale della storica rivista ‘Poesia’, mi
chiedevo quanto potesse resistere una rivista letteraria senza rubriche e stabili centri
d’interesse. Continua a leggere
Poesia italiana del XXI secolo

Enrico Barbieri è nato a Pavia nel 1976, ha frequentato la Scuola Paolo Grassi e ha fatto l’attore per 25 anni, ora, come lui stesso dice, “è fermo e allo stesso tempo non lo è.” Ha pubblicato quattro libri di poesia dal 2014, uno dei quali per la CFR di Gianmario Lucini con prefazione di Pasquale Vitagliano, Il Tremore della Terra. Con Ladolfi Editore, Provincia; con Zona Contemporanea, Terra Incognita. La sua ultima raccolta è Ore nere nell’utero della Bassa, Il Seme Bianco, 2017. Nel 2015 ha pubblicato un memoriale sulla guerra in Bosnia, La Tigre e La Morte, Giallomania Edizioni, grazie alla testimonianza dei parenti materni di origine croata.
Luigi Maria Corsanico legge Bertolt Brecht. 5
Giselda Pontesilli Su «CAPRONI. Il mio ENEA»

Caproni. Il mio Enea, a cura di Filomena Giannotti»prefazione di Alessandro Fo postfazione di Maurizio Bettini ed. Garzanti, Milano 2020
I) Lo studio di Filomena Giannotti su Giorgio Caproni, di cui si è ricordato nel 2020 il trentennale della scomparsa, è incentrato sull’accurata riproposizione delle tante occasioni (articoli, interviste, interventi) in cui il poeta, dal ’48 all’ ’88, rievoca, con variazioni e aggiunte, il proprio «incontro» con Enea.
Ne risulta un ritratto inconsueto di Caproni, focalizzato grazie a un filo conduttore che ne sostiene unitariamente l’opera e mostra, nitidamente, un suo messaggio orientatore, risanatore per il presente.
«Un poeta profondamente in bilico» -così definì Caproni, Vincenzo Ostuni nel 2006; in bilico, «fra ripiegamento lirico e narrazione antilirica e deidentificata, fra negazione brutale e leggerezza suadente, fra novecentismo e antinovecentismo, fra nichilismo e umanesimo […]» (cfr. V. Ostuni, Flautoclarinescente, postfaz. a G. Caproni, Amore, com’è ferito il secolo).
Intervista a Giovanna Rosadini


di Raffaela Fazio
Giovanna, come e quando è nato il tuo amore per la poesia?
Direi annusando le librerie di casa, fin da piccola. Saggiando i volumi, aprendoli e sfogliandoli, trafugandoli in camera mia… La grande appassionata di letteratura, in casa, era mia mamma: ricordo la successione ritmica dei dorsi dei libri einaudiani, quelli bianchi di narrativa e poesia, ma anche gli arancioni dei saggi, e poi la veste di un tempo, color carta da pacchi, dello “Specchio” mondadoriano… da Cardarelli a Fortini ma, soprattutto, Montale. Indimenticabile l’impatto che ebbe, su di me adolescente, un’edizione nei “Supercoralli” delle poesie di André Breton: la scoperta del potere dell’inconscio tradotta nel dettato automatico, una meraviglia, e la continua sorpresa di immagini e accostamenti sinestetici inediti, pura energia. Ma determinante è stato il regalo di un piccolo e prezioso libretto di poesie di Federico Garcia Lorca, “Cinque lire di stelle”, ricevuto a dieci anni da un giovane amico che abitava nella grande casa rosso mattone con cui confinava, a Genova Nervi, la nostra proprietà. La poesia come elemento relazionale, come scambio nell’ambito di un legame di amicizia (come forma di comunicazione elettiva) nasce per me da quel dono, un concentrato di freschezza e fantasia espressive (“Mi hanno portato una conchiglia. //Dentro ci canta/un mare di mappa. / E il mio cuore/si riempie d’acqua/con pesciolini d’ombra e d’argento.”).
Continua a leggereLuigi Maria Corsanico legge Lawrence Ferlinghetti. 2
Poesia italiana del XXI secolo

Natàlia Castaldi è nata a Messina nel 1971. La poesia, la fotografia e la partecipazione attiva alla vita politica e civile, sono i suoi principali campi di interesse, che considera dipendenti e consequenziali gli uni dagli altri. Scrive poesie, saggi, recensioni, brevi brani in prosa, e nell’ottobre del 2009 fonda il Collettivo dei Meltin’po(e)t_s e la rivista di poesia Poetarum Silva, che abbandona definitivamente nel 2013 in seguito a un lungo periodo di malattia. Dal dirige Carteggi Letterari – critica e dintorni, divenendo Associazione culturale e casa editrice e web magazine. Nel 2009 Partecipa alla Biennale di Venezia con la composizione in versi “In Alta Armonia”, ispirata e dedicata a Eluana Englaro, e musicata dal Maestro Marino Baldissera per soprano, flauto, clarinetto, chitarra, arpa e live electronics. E’ presente in molte antologie poetiche. Nel 2011 pubblica Dialoghi con nessuno, Edizioni Smasher. Suoi lavori sono stati pubblicati da diversi siti e blog di poesia, tra i quali: La dimora del tempo sospeso– a cura di Francesco Marotta; Nazione Indiana – a cura di Marco Rovelli; La poesia e lo spirito – a cura di Fabrizio Centofanti e Francesco Sasso.
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