Archivi categoria: Racconti

Axis mundi. Racconti della Brianza

mazzola

 

di Gianni Fumagalli

 

IL BOATO   ovvero un eroe* prima della conversione

 

Bisogna scomodare il premio Nobel E. Canetti e la sua opera più prestigiosa, Massa e Potere, per la storia che andiamo a raccontarvi perché tratta di una promessa del calcio e del suo primo impatto con la folla. Il giovane è Bertino, un talento calcistico figlio della nostra Brianza, la folla è quella dello stadio Meazza, conosciuto da sempre come la scala del calcio ovvero San Siro. La folla ha sempre esercitato un’attrazione enigmatica, qualcosa di paragonabile al fenomeno della gravitazione; può esaltarti o annientarti, come una pioggia primaverile incalzante il suo ticchettio può sfociare in un applauso incoraggiante o montare un’onda travolgente. E’ comprensibile lo smarrimento di un adolescente che affronta per la prima volta una simile forza. Ma stiamo correndo troppo e allora riprendiamo il racconto secondo l’ordine cronologico. Continua a leggere→

Axis Mundi. Racconti della Brianza

gianni 2

 

di Gianni Fumagalli

 

SEM

 

Porti un nome importante e hai saputo esaltare la vita degli amici e delle donne che ti hanno frequentato perché l’hai resa divertente, esilarante, eccessiva,  mai ordinaria. Ti ho conosciuto in quel periodo della vita dove l’amicizia è un bene primario che cresce e si rafforza per inerzia naturale, mantenendosi poi indipendentemente dall’intensità e dalle frequentazioni. Il mio primo ricordo è legato al binomio Samuele-Ermanno. In quella fase dell’età dove la forza fisica è un valore epico, avere un fratello alto e forte costituiva una garanzia aggiuntiva. Infatti fu proprio in un contesto di rivalità tra bande che vidi per la prima volta Ermanno. Alcuni balordi stavano minacciando i tuoi compagni, senza farti notare sei andato a chiamarlo; dopo pochi minuti comparve un gigante dal sorriso buono al quale bastò dire : “se sucess” per disperdere i piccoli teppisti. Nel tuo immaginario Ermanno rimase sempre l’emblema della bontà offesa, dello spirito puro incapace di affermare il proprio valore, del fratello, come deve essere un fratello. Morì a trentasette anni, come a trentasette anni morì l’altro fratello Mauro, alto e bello da fare invidia.

Continua a leggere→

Non sta succedendo anche a te?

images

La maschera l’ho messa lì perché mi è sempre sembrata viva.
L’ho appesa subito dopo esserci trasferiti, eravamo così sommersi da scatoloni e imballaggi, e la casa pareva talmente spenta, con tutte quelle file vuote di scaffali ad arrampicarsi fino al soffitto… e poi è stata la prima cosa a saltar fuori dalle casse. Prima ancora dei vestiti, prima ancora delle pentole o dei quadri o delle antichità.
“Per lei voglio un posto speciale” ha detto mia moglie osservandomi mentre la posavo sul pavimento.
Poi non è successo più nulla. Nel senso che c’eravamo noi due, che poi è come dire che non succedeva nulla: noi che posizionavamo oggetti e svuotavamo cartoni, metodici e concentrati come dei professionisti del disimballaggio, noi che discutevamo solo di quel tanto sufficiente a ricordarci d’essere ancora lì, e d’esserci insieme.
“Per cena cucino le lasagne” le avevo sentito dire mentre stavo continuando ad ammucchiare cose sul pavimento.
A ripensarci, non saprei dire a chi si stava parlando.

L’ho appesa accanto alla libreria, di fianco ad alcuni Continua a leggere→

Axis Mundi. Racconti della Brianza

GIANNI RUBINETTO

di Gianni Fumagalli

Ci ho provato a sradicarmi ma non c’è stato niente da fare, il mio mondo ruota attorno ad un asse il cui centro  sta proprio nel piccolo paese della Brianza dove sono nato e tuttora vivo. Ma che cosa ha determinato un’ostinazione così persistente; un’idea di mondo circoscritta a pochi chilometri quadrati tale da fare inorridire anche il più imberbe viaggiatore? Non lo saprei dire con precisione, molte cose hanno agito in quella direzione, ma penso che un ruolo decisivo l’abbiano avuto le persone che hanno accompagnato la mia infanzia ed intersecato l’adolescenza e la prima maturità. Semplicemente hanno rappresentato il mondo: bello, divertente, diverso, malato, elegante, feroce, intrigante, volgare e a questo mondo mi sono docilmente lasciato ancorare. Sono state per me il ponte d’accesso alla realtà ed è forse per questa ragione che tutte mi sono rimaste nel cuore. Da quell’umanità mia madre tentava prudentemente di tenermi distante con raccomandazioni e moniti di ogni genere; io ne ero invece catturato dal fascino comico e conturbante, possente ed eversivo. Ed  era proprio lì, nei luoghi non protetti o negli interstizi di quelli sicuri, che  succedevano cose che non potevano accadere altrove; lì si potevano catturare frammenti di dialoghi che scuotevano il mio piccolo e tranquillo universo generando una ruvida inquietudine alimentata  da curiosità e turbamenti.  Continua a leggere→

Lia Albricci, Il silenzio della musica

Il silenzio della musica
di Lia Albricci

Le ultime note del preludio di Debussy rimasero sospese nell’aria, perfette come gocce di pioggia lucenti, acini di lacrime immobili inanellati da un filo di ricordi.
Il silenzio improvviso fu così intenso che sembrò poter contenere solo se stesso, lentamente e per uno straordinario tempo dilatato avvolse tutto quello che era intorno, immobilizzò terra e cielo, poi si infranse, repentino, per un rumore lontano.
Rimase il vuoto e riuscì a ricordare. Continua a leggere→

Mungere pietre, di Eliana Petrizzi

La mia faccia non mi piace, ma deve essere una bella giornata: dalla finestra entra una luce che mi libera dal terrore di cambiamenti improvvisi nelle cose e nel tempo. Il vento passa tra i piedi come un serpente. Anche ciò che non si muove un poco si trasforma.
Aria calda, asfalto umido. La mia dirimpettaia mi spia dal balcone con sguardo minerale. Poi chiude la tenda come si volta una pagina. Uomo che passa in bicicletta, corteccia di fango lungo una suola: evento senza ormeggi e, tuttavia, fermezza della traccia. Ascolto il ronzio del sangue nelle vene, il brusio selvatico nelle foreste, l’espirazione dell’acqua in pozzanghere e caverne, il fluire dei pesci, il rombo latente della Terra. Conservo del mondo una memoria fredda, come se da un ponte fissassi una città lontana.
Nel piatto del brodo, l’olio galleggia in dischi come galassie. Penso al mio nome: parola sola nell’onestà del vuoto. Nell’ordinaria perlustrazione delle falle, sono il punto in cui l’orologio fermo segna l’ora esatta. Non ho imparato il distacco con cui è bene legarsi alla vita: il mio desiderio non si impiglierebbe in niente, ma crescerebbe al di là, privo di oggetto. Continua a leggere→

Sara e Elia, di Rosa Salvia

Sara giunse ad Haifa servendosi di mezzi di fortuna, autobus e autocarri militari. Si fece portare solo per un primo tratto lungo il percorso per Ramat David, e preferì fare a piedi l’ultimo tratto che fiancheggiava la colonia agricola dove sperava di trovare suo marito Elia. Quel tratto di strada correva fra colline rudi che pareva fossero state messe lì apposta per proteggere da un nemico l’ampia pianura nel cui centro sorgeva il kibbutz. Un paio di volte sostò a percuotere la strada solida col piede. Non riusciva a convincersi del tutto che quello fosse terreno consacrato. Ad un certo punto s’inginocchiò sul ciglio della strada, fra i sassi e l’odore della polvere. Aveva un bisogno quasi fisico di toccare quella terra, ma le gambe non la reggevano e fu costretta a rialzarsi. Continua a leggere→

Il mio paese, di Eliana Petrizzi

Vivo al centro di una valle vicina a città, stazioni ed autostrade, famosa per i carciofi e la cipolla ramata. Di lavoro ce n’è poco. I maschi si sposano giovani, le femmine vanno in palestra un mese prima di sposarsi. Dopo il matrimonio, ingrassano, sfornano figli come giumente, e a trent’anni ne dimostrano cinquanta. A mezzogiorno, sulle panchine davanti al Comune, i corpi dei vecchi assumono la posizione dei morti che si vedono al telegiornale dopo una strage. Al bar, mirabile accordo tra le persone ai tavoli e le canzoni alla radio: non conosco né le une né le altre.
Incontro per caso la bambina con cui giocavo da piccola nel giardino sotto casa: mi guarda come se non mi avesse mai incontrata prima.
In compenso, l’aria è buona; buoni la carne, il vino, la frutta, il pane. Il tempo è lento, i passaggi a livello si chiudono con largo anticipo e si riaprono con comodo, e nell’attesa non ci sono motori accesi, ma lucertole che riposano, cicale che brillano.
Spengo le azioni e me ne vado in giro. Continua a leggere→

Un libro ancora da leggere

Di Elisabetta Bordieri

Quando Martina si affacciò alla finestra, quello che vide fu solo neve e freddo e ghiaccio e sale. Si affacciava tutti i giorni, tutte le mattine alla stessa finestra, ma il paese di cinque anime, dove era finita a sopravvivere ormai da anni e anni, non concedeva altro. Tutte le migliori aspettative, nel giro di poco, tutte andate in fumo, così il dolce paesino piccolo, isolato e di gente semplice si era rivelato uno stucchevole agglomerato gretto, dimenticato e di gente ottusa. Continua a leggere→

chilometro37

Chilometro 37
Le sedie sono addossate al muro in perfetto ordine.
Incolori. Solitarie. L’aria del pomeriggio sa di deserto e di provincia. Lontano si sente il rumore di un treno. Le serrande sono tutte abbassate. Seduto su una di queste sedie, c’è un ragazzo con i calzoni corti la faccia gonfia ,che fuma nervosamente. All’improvviso ride, ma è un sorriso amaro pieno di voci che gridano solo nella sua testa. Non ci si fa neanche caso in quella solitudine ma quel ragazzo ha una storia di paura alle spalle. Nera. Terribilmente nera.
Era sempre stato ribelle Nicolino detto o’pitone per la sua abilità di sgusciare, di schivare le situazioni pericolose Un talento naturale per le occasioni mancate, per le storie che vanno dove non devono andare,inesorabilmente giù verso il fondo. Ma il tempo delle paure era cosi lontano che non riuscivi a vederlo neanche all’orizzonte. Il cielo aveva lo stesso colore del mare per tutti . Poi sono arrivate le nuvole. Tutte insieme. Continua a leggere→

“NeXT 17”, il Connettivismo si evolve. Intervista a Sandro Battisti

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Il Connettivismo si è inoltrato in un territorio sensibile. Extreme Ways è il titolo dell’Iterazione 17 del bollettino ufficiale del movimento, NeXT, che idealmente prepara all’imminente “NeXT-Fest”, la grande convention autunnale di questa avanguardia letteraria, in programma a Roma al Centro Culturale “Elsa Morante” dal 26 al 28 ottobre 2012.

I temi trattati dagli articoli, dai racconti e dalle poesie proposti in questo numero sono profondi: conoscenza e universi paralleli, l’evoluzione dell’informatica alla luce della fisica quantistica, ma anche la ricerca del contatto con la parte più intima dell’identità umana; le prospettive dell’arte digitale e dell’architettura del futuro; le sottili vibrazioni dell’ambiente e del paesaggio, come evidenziato da questi versi di Marco Milani, da 16 ottobre:

Cielo plumbeo sopra vecchie case,
dai tetti cadenti.
Come un mantelo di noia
ad ingrigire giornate, scadenti di per sé.

(…)

Inferriate arrugginite,
come siepi dell’inferno dalle geometrie scomposte,
pronte per cadere al primo alito di vento
scheletri di fine secolo.

(…) Continua a leggere→

Savina Dolores MASSA – OGNI MADRE

 

Dopo i romanzi Undici (2008) e Mia figlia follia (2010) escono di Savina Dolores Massa, scrittrice di narrativa, poesia e testi teatrali, tredici racconti sotto il titolo Ogni madre, sempre per i tipi de Il Maestrale di Nuoro. Continua a leggere→

Presentazione di “Chi è Jo Spatacchia”?

Vi ricordo la presentazione ufficiale dell’opera letteraria multimediale a puntate Chi è Jo Spatacchia? di Vieri Tommasi Candidi, di cui ho il piacere di essere il traduttore verso l’inglese. Il 10 luglio alle 19,30 presso Le Murate – Caffè Letterario, a Firenze.

Let me remind you of the forthcoming presentation of the multimedia serial literary work Who’s Jo Spatacchia? by Vieri Tommasi Candidi, of which I am pleased to be the translator into English. On July 10th at 7.30 pm at Le Murate – Caffè Letterario, in Florence.

PENSIERI DI PIPISTRELLO

Mi sveglio e subito sono pronto. Le dita si tengono ben salde, mentre sto felicemente a testa in giù e distendo le ali. Ho una certa fame, ma sento ancora il calore del sole sul corpo e mi rendo conto che c’è anche luce. Non troppa, credo che siamo verso il tramonto.
Non ho il dono di una vista acuta, come tutti i pipistrelli, ma non me ne sono mai lamentato. Perchè mai dovrei farlo? Distinguo comunque la notte dal giorno e mi basta.
Io «vedo» anche senza vedere, non mi sfugge nulla. Continua a leggere→

“So tutto di te” di Fabio Tiracchia

So tutto di te

Io ti conosco.
Ti vedo ogni giorno, dalle mie finestre.
Vedo casa tua. Il soggiorno, lo studio, la cucina.
So chi sono i tuoi amici. Spio le vostre cene. Vi vedo bere, ridere, scherzare. Vi guardo dalle mie stanze buie e penso che vorrei essere con voi, uno di voi.
So tutto di te.
So dove lavori. Lo so perché ti ho seguito, un giorno. Sono rimasto in macchina, fuori dal tuo ufficio, ti ho visto andare a pranzo con i tuoi colleghi. Poi ti ho seguito di nuovo fino a casa. Ho parcheggiato poco lontano da te. Tu sei entrato nel tuo palazzo, io nel mio, proprio di fronte. Ci abbiamo messo lo stesso tempo ad arrivare, ognuno nel proprio appartamento. Poi tu hai acceso la luce. Io no. Io sono rimasto a guardarti al buio, come sempre.
O quasi.
Continua a leggere→

Premio Teramo per un racconto inedito

Premio Teramo per un racconto inedito – XLII Edizione – 2012

È aperta la 42a edizione del “Premio Teramo” per un racconto inedito, promosso e organizzato dal Comune di Teramo. Il Bando di partecipazione può essere consultato sul sito ufficiale del Premio, www.premioteramo.it (per la precisione, qui).

La partecipazione è aperta a tutti e non comporta il pagamento di alcuna tassa.

Le Sezioni alle quali è possibile concorrere sono: Premio Teramo (di euro 3000); Premio Teramo “Mario Pomilio” (di euro 2500, riservato a uno scrittore abruzzese); Premio Teramo “Giacomo Debendetti” (di euro 1500, riservato a uno scrittore di età non superiore ai trentacinque anni).

La Giuria del Premio Teramo 2012 è composta da Raffaella Morselli (Presidente), Lucilla Sergiacomo, Attilio Danese, Roberto Michilli, Renato Minore, Stefano Petrocchi e Stefano Traini.

Per informazioni: [email protected]

SERAFINO PREPOSTO AL CORAGGIO di Pietro Pancamo

Gli angeli si diplomano al Conservatorio Astronomico perché studiano la musica, che le sfere celesti producono ruotando. Fanno l’analisi armonica degli accordi supremi che, una volta, anche gli uomini eletti (Pitagora, ad esempio) avevano la forza e il diritto di ascoltare.

Gli esami sono molti, però che gran soddisfazione ultimare i corsi e ottenere infine (lode al Signore!) il permesso d’insegnare.

I miei studi sono a buon punto e fra poco l’esame conclusivo mi darà il titolo che sogno tanto: quello di Maestro! Continua a leggere→

Nuova generazione perduta

di Roberto Saporito

“Com’è strana una piccola città:
se non ti distrugge, ti difende.”
[Bernard Malamud]

Gli occhi non vogliono saperne di restare aperti, è più forte di me, devo spalancarli al massimo e fare piccoli urli con le mandibole estremamente dilatate per tenermi sveglio. Alzo la visiera del casco e mi lavo il viso con l’aria fresca del primo mattino. Sono ore che guido, non ce la faccio veramente più. Ho preso tanti di quei caffè che ho la nausea. Tra l’altro è una cosa abbastanza folle che io sia qui, in viaggio verso Pamplona. È che mia moglie mi ha fatto incazzare, più del solito, cioè, non lo so neanche io. Questi due anni di matrimonio sono stati un vero disastro. Continua a leggere→

Marina Torossi Tevini, L’Occidente e le parole

Pietas per l’Occidente
di Giovanna Mozzillo

L’Occidente e parole di Marina Torossi Tevini: una raccolta di racconti scanditi da continui interrogativi, interrogativi a cui l’autrice si impegna a dare risposta attraverso un inesausto spasmodico sforzo di indagine e riflessione. Uno sforzo in cui ella riesce a coinvolgere a pieno il lettore, dal quale è come se si facesse scortare passo dopo passo attraverso il processo conoscitivo e lungo l’avventuroso percorso che dovrebbe condurci a decifrare il mistero della condizione umana. Continua a leggere→

Il Foglio Letterario al Premio Strega

IL FOGLIO LETTERARIO EDIZIONI
Associazione Culturale
Editoria di qualità dal 1999
Sito internet: www.ilfoglioletterario.it

Il Foglio Letterario, casa editrice di Gordiano Lupi, raggiunge un nuovo successo, partecipando per la terza volta al Premio Strega dopo la presentazione nelle passate edizioni di Wilson Saba (Sole e baleno, adesso Bompiani) e Boris Virani (Mangia la zucca amore). Altri successi della Casa Editrice piombinese: la scoperta di Lorenza Ghinelli (Il divoratore, adesso Newtopn & Compton, 20.000 copie, tradotto in tutto il mondo), Sacha Naspini (Elliott), Gianfranco Franchi (Castelvecchi, Arcana), Marco Ballestracci (Instar), Alejandro Torreguitart Ruiz (Stampa Alternativa), Yoani Sanchez (Rizzoli)…
Molti giovani under 30 si sono affacciati al mondo editoriale partendo dalla nostra piccola realtà non profit, nata per contrastare l’editoria a pagamento, che si è data come manifesto il mio libro Quasi quasi faccio anch’io un corso di scrittura (Stampa Alternativa) e i successivi Nemici miei e Velina o calciatore, altro che scrittore! (Historica).

romanzo
di CLAUDIO VOLPE

PRESENTATO AL PREMIO STREGA 2012

Il ventunenne Claudio Volpe, giovanissimo e talentuoso esordiente de Il Foglio letterario è stato presentato al Premio Strega di quest’anno da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli. I due Amici della Domenica sono rimasti affascinati dal romanzo di Volpe, romanzo che narra in modo viscerale e con incredibile capacità narrativa una storia universale di dolore e di sofferenza, una storia di lotta interiore per cercare il proprio posto nel mondo e costruire a mani nude e a cuore spiegato la propria felicità. “Il vuoto intorno” è una spina che ti entra nell’anima e vi semina speranza e amore per l’essere umano in tutte le sue sfaccettature, è la ricerca di una felicità che non sia solo assenza di dolore ma gioia che ci circonda e ci abbraccia.

Continua a leggere→