Guido Michelone intervista Alberto Schiavone

schiavone foto 1
Parla l’autore di Nessuna carezza, romanzo sui giovani italiani

Una giovane coppia, un supermercato, una periferia urbana, un’umanità disorientata di trentenni afflitti da problemi economici: sono questi i principali ingredienti di un breve ma intenso romanzo, talvolta con le strutture del noir, ma in grado, tra colpi di scena più o meno realizzati, di descrivere in maniera convincente, autentica e profonda la condizione odierna della precarietà morale, in cui si dibattono i giovani italiani delle classi povere, alla ricerca d’una via d’uscita. Se ne parla in esclusiva per La Poesia e lo Spirito con l’autore di Nessun carezza, Alberto Schiavone. Continua a leggere→

Guido Michelone intervista Ennio Rega

ennio-rega_02
Nuovo disco e nuovo spettacolo per il celebre artista romano

Ennio, puoi anticipare ai lettori de La Poesia e Lo Spirito qualcosa del tuo nuovo album?
C’è molta Francia nel nuovo lavoro che sto componendo e non solo nella musica. Ultimamente sono stato in Francia: la tv francese trasmette un’infinità di programmi musicali, concerti live in prima serata. E’ un popolo che ama l’arte, noi per lo più amiamo i rigatoni con la pajata, i bucatini all’amatriciana, prelibatezze made in Italy senza dubbio, ma il resto? Da noi non c’è più il resto. Continua a leggere→

Provocazione in forma d’apologo 277

Nella saletta della lungodegenza dove sto dando da mangiare a mia madre ci sono altri malati in carrozzella e altri parenti; un unico malato mangia da solo, nel tavolino accanto. Ha le mani che tremano e sembra che le muova a casaccio, versandosi più pappa in viso e sul bavagliolone che in bocca; ma ha un’espressione che senza affatto essere idiota si può tranquillamente dire beata.
Però a un tratto s’adombra, posa il cucchiaio, si avvicina biro e taccuino che stavano in un angolo del vassoio e comincia a scrivere, certo a fatica, ma con gesto che in lui pare più naturale di quello di cibarsi.
Continua a leggere→

15. L’eco dei valori

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=vk4b_U0XIEc]

da qui

Il Catechismo della Chiesa Cattolica ricorda: “Nell’intimo della coscienza l’uomo scopre una legge che non è lui a darsi, ma alla quale deve obbedire e la cui voce, che lo chiama sempre ad amare e a fare il bene e a fuggire il male, chiaramente parla alle orecchie del cuore […] L’importante, per ciascuno, è di essere sufficientemente presente a se stesso al fine di sentire e seguire la voce della propria coscienza. Tale ricerca di interiorità è quanto mai necessaria per il fatto che la vita spesso ci mette in condizione di sottrarci a ogni riflessione, esame o introspezione”. Continua a leggere→

Vivalascuola. L’insegnamento della Fisica: una bella gatta da pelare

Siamo un Paese surreale, lo ribadisce il nuovo report del portale della Commissione Europea Eurydice. Un Paese che offende e affama i suoi insegnanti e dove si chiama “riforma“ un atto senza valore giuridico che contiene il peggio del Paese: parola di un’insegnante dello stesso partito del premier. Un Paese dove ogni finanziaria è un bollettino di guerra contro la scuola e le promesse elettorali “favole belle“ di cui non render mai conto. Un Paese che se si regge è anche grazie alla scuola e al lavoro spesso volontario e non retribuito di chi insegna, che è consapevole di avere il compito della formazione del Paese di domani. Un Paese dove insegnare è ancora un esercizio di libertà e dove comunque sarebbe doveroso un grazie all’insegnante che volontariamente regala il suo tempo oltre all’orario dovuto per ricercare e domandarsi come insegnare meglio la sua disciplina. E grazie, poiché anche questo è un lavoro gratuito, a tutti quelli che rendono possibile vivalascuola. Continua a leggere→

Negli abissi lucenti: leggendo Mnemosyne di Michele Montorfano

michele-montorfano-mnemosine

di Dario Talarico

Muoversi dalla storia è sempre difficile; quando questa è mondiale (o di pubblico dominio) ancor di più. Non resta allora che prenderla a spunto, per poi spersonalizzarla in un sistema assoluto e comune di segni, in un linguaggio delle nervature, fino ad immaginare ciò che forse Michele Montorfano ci suggerisce tra le righe: un poliglottismo della e nella morte, dove «la grafia è universale / mentre si scolano i corpi, / li si lasciano appesi ad asciugare» (XXVII). Continua a leggere→

Stefano Cucchi: la malagiustizia

Ilaria e Stefano Cucchi
Di Luigi Manconi e Valentina Calderone, dal Manifesto del 31 ottobre 2014. [vedi anche qua].
Una cosa, la sappiamo e non dobbiamo mai dimenticarla. Già la sentenza di primo grado ha dovuto riconoscerlo e quella di appello non ha potuto negarlo, se pure fosse stata questa l’intenzione. Il dato inequivocabile è che Stefano Cucchi ha subito violenze dopo l’arresto.
Violenze che hanno gonfiato e arrossato i suoi occhi, tumefatto il volto, ricoperto di lividi il corpo, e fratturato le ossa. Lo hanno raccontato i familiari dopo averlo visto sul tavolo dell’obitorio e lo abbiamo potuto sapere guardando quelle foto oscene scattate durante l’autopsia.
La sentenza di primo grado ha detto: le violenze sono innegabili, ma le prove non sono sufficienti e le indagini sono state fatte con negligenza. Continua a leggere→

I LIBRI DEGLI ALTRI n.101: Il lento spegnersi di un mondo.

Annalisa Macchia, Interporto est, Il lento spegnersi di un mondo. Annalisa Macchia, Interporto est, con una Postfazione di Luigi Fontanella, Bergamo, Moretti & Vitali, 2014

_____________________________

di Giuseppe Panella

Interporto est è la narrazione dolorosa e partecipata di un evento personale dell’autrice che, attraverso la mediazione della scrittura poetica, giunge a cogliere una possibile dimensione di condivisa commozione universale. Scrive Luigi Fontanella nella sua Postfazione al testo della Macchia, rilevando la funzione fondamentale del personaggio della madre, figura centrale e, contemporaneamente, muta nella costruzione di quel “filo rosso” che costituisce la sostanza del narrato e lo conduce verso una sorta di bilancio della situazione del presente :

Continua a leggere→

13. Un progetto irripetibile

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=obHs0ynCdSY]

da qui

Pindaro scriveva: “diventa ciò che sei, avendolo appreso”. Già allora, tra il 400 e il 500 a. C., intuiva l’unicità di ogni essere e il fatto che occorre, per raggiungere un’espressione completa di se stessi, una prassi difficile di apprendimento. Continua a leggere→

In ricordo di Gianmario Lucini

Lucini

La notizia della scomparsa di Gianmario Lucini mi ha molto scosso, per l’affetto e la stima di anni, per il dono grande del suo ascolto e della sua dedizione alle mie poesie (da ultimo, mi aveva dedicato un quaderno monografico) e a quelle di centinaia di autori, per la sua generosità davvero rara ed esemplare. Ma la notizia ha scosso anche la comunità poetica, basti visitare la sua pagina Facebook. Mi mancherà e ci mancherà tanto la sua presenza mite e forte di uomo autentico, schietto e aperto, il suo essere artista e operatore culturale in un contesto sociale e culturale spesso ingrato e apatico.
Il lavoro di editore lo vedeva presente in molti angoli d’Italia, e anche a Sassari, dove si era lavorato assieme alla rappresentazione di un poemetto di David Turoldo, ma anche ad un incontro con gli studenti in occasione dell’uscita dell’antologia di poesie sulla mafia (L’impoetico mafioso), con la testimonianza di un magistrato amico di Falcone e Borsellino, e di presentazioni di altri libri.
Ci siamo ospitati a vicenda, e ho ancora vivido il ricordo di una lunga escursione sulle Orobie, i suoi silenzi e la sua sobrietà che me lo facevano sentire così affine. Continua a leggere→

12. Prezzi salati

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=YrmX56Dlhes]

da qui

E’ urgente cambiare opinione riguardo alle scelte essenziali della vita; ricordare ai giovani, ad esempio, che intraprendere una strada per vantaggi economici ipotetici fa trovare a mal partito, perché il mondo è spietato sul rendimento personale e la produttività e i risultati si raggiungono solo nel campo per cui si è predisposti. Continua a leggere→

Siamo fatti di tempo

nastro

[Come già qui, ripropongo un brano del mio amico Momo Getter]
Noi siamo fatti di tempo. Siamo fatti del tempo delle cose e dei luoghi che ci circondano. Non c’è modo di sottrarsi a questa curiosa sovrapposizione, proprio nessuno. Nelle serate incantate del Caffè Centrale, ad esempio, siamo fatti della compagnia dei nostri amici; lungo i binari della piccola stazione, siamo fatti dell’attesa e della concitazione che, a turno, precedono e seguono gli arrivi dei treni. Davanti all’ oceano – che meraviglia! – siamo fatti della vastità silenziosa di quel panorama. Continua a leggere→

Vivalascuola. Appello. Date una mano, date gambe alla LIP!

Vivalascuola aderisce a un duplice appello in favore della LIP, la Legge di iniziativa popolare Per una buona Scuola per la Repubblica, sottoscritta da oltre 100.000 cittadini: 1) un appello ai Presidenti di Senato e Camera affinché permettano che la LIP possa avere la stessa visibilità e lo stesso percorso istituzionale che sta avendo in questi giorni il Piano “La Buona Scuola” presentato il 3 settembre da Matteo Renzi; 2) un appello a insegnanti, studenti, cittadini affinché nelle scuole e ovunque possibile si porti l’attenzione sulla Lip, cioè su un testo di riforma della scuola che – a differenza di quello governativo – non può contare sulla propaganda della maggior parte dei media, nonché sull’occupazione di tutti i possibili spazi istituzionali. E’ necessario che la “consultazione” promossa dal Governo non sia a senso unico e possa svolgersi nel confronto con ipotesi alternative. Nell’interesse della scuola e nell’interesse della democrazia. Continua a leggere→

«L’UOMO È BUONO» (2)

L'uomo è buonoLeonhard Frank, L’uomo è buono, Del Vecchio Editore (traduzione e cura di Paola Del Zoppo)

Nel ciclo di cinque novelle L’uomo è buono, Frank mette in scena una lenta e inesorabile presa di coscienza del popolo della necessità della pace. Nel primo racconto, Il padre, un cameriere d’albergo con una avviata carriera si annichilisce nella disperazione per la morte dell’unico amato figlio finché non trova la forza di reagire e di trascinare con sé, a manifestare per strada, donne e vecchi rimasti a casa a vivere la difficoltà della solitudine e dell’abbandono derivanti dalle molte morti sul fronte. Di racconto in racconto – in ognuno una figura centrale che focalizza il dolore e la forza di chiedere la pace – frotte di persone si riversano in strada Continua a leggere→

11. Il mondo del bambino

[youtube=https://www.youtube.com/watch?v=7IdcNE3Bb_w]

da qui

“Fatti non foste a viver come bruti, ma per seguir virtute e canoscenza”, scrive Dante nel XXVI canto dell’ Inferno, dove riflette sull’ingegno e sul suo impiego: è un dono di Dio, ma il desiderio di sapere può anche trascinare al fallimento, se non lo guida la virtù cristiana. Continua a leggere→