
di Giulio Bruno
L’omelia del cardinale decano Thomas Lawrence e la questione del rapporto fede – dubbio.
Il cardinale decano, attraversato da una profonda crisi di fiducia nella preghiera che lo ha in precedenza portato a rassegnare le dimissioni (non accettate dal papa ora defunto), preferisce non essere votato. Egli esprime, prima dell’inizio delle votazioni, la sua avversione per le certezze granitiche. Sono le parole pronunciate durante l’omelia a sviluppare in modo inatteso il tema del rapporto fede – dubbio: “Lasciatemi parlare con il cuore per un momento. San Paolo disse: Siate sottomessi gli uni agli altri nel timore di Cristo. Per lavorare insieme, per crescere insieme, dobbiamo essere tolleranti, nessuna persona o fazione deve cercare di dominare l’altra. […] Paolo ci ricorda che il dono di Dio alla Chiesa è la sua varietà, questa diversità di persone e di opinioni che dà alla Chiesa la sua forza. E nel corso di tanti anni di servizio alla nostra madre, la Chiesa, c’è un peccato che ho imparato a temere più di tutti gli altri: la certezza. […] La certezza è la grande nemica dell’unità. La certezza è la nemica mortale della tolleranza. […] La nostra fede è una cosa viva proprio perché cammina mano nella mano con il dubbio. Se ci fosse solo certezza e nessun dubbio, non ci sarebbe mistero e, quindi, nessun bisogno di fede. Preghiamo affinché Dio ci conceda un papa che pecca e chiede perdono… e va avanti”.















