Il disco dell’anno

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David Byrne & Brian Eno
Everything That Happens Will Happen Today

di Pierfrancesco Pacoda

Musica della liberazione, tappeti sonori incalzanti, elettronica ‘amorevole’, perché capace di riconciliarci con l’ambiente, ed una voce salmodiante, come se mantra urbani accompagnassero le nostre vite. Un capolavoro, quasi trent”anni dopo My Life in the Bush of Ghost, l’album che, per la prima volta, portò tutti i colori e le emozioni tribali dell’Africa nelle città, tra la giungla ed il cemento. Byrne e Eno, ballate che utilizzano la musica popolare come fosse una tavolozza pop, dove scegliere, e poi mischiare, le passioni necessarie. La produzione di Eno varca i confini del rock, ci fa entrare, con la voce di David Byrne, in un universo ancora meravigliosamente ricco di palpitanti sensazioni. Esplorazione, come pratica di esaltazione della creatività.

(Hot Contemporary Magazine)

DALLA PARTE – di Giulio Mozzi. Posfazione di Marino Magliani

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[Pubblico qui il racconto Dalla parte di Giulio Mozzi, bonus track dell’antologia Tutti giù all’inferno, curata da Monica Mazzitelli (Giulio Perrone editore, 2007). Qui è possibile scaricare il pdf dell’antologia. Una curiosità filologica: nel testo qui proposto, lo scrittore ha apportato varianti minime.  Infine, in coda al racconto, nota di lettura di Marino Magliani: Per Charlie. Domenica 25 gennaio pubblicheremo un secondo racconto di Mozzi. f.s. ]

 

di Giulio Mozzi

 

È il quindici marzo, mercoledì. Mercoledì è il giorno che mi fermo a Milano. Dormo all’Hotel Charly di via Settala, vicino alla Stazione Centrale. È un alberghetto pulito, tranquillo ed economico (ma il caffè è micidiale). Ora è notte, sono le undici e un quarto, e da piazza Missori scendo nella metropolitana. Quattro stazioni (Duomo, Montenapoleone, Turati, Repubblica), due passi a piedi, e sarò a casa. Per me a Milano il Charly è “casa”, perché sono cinque anni che ci dormo praticamente tutti i mercoledì sera. La stanza undici al secondo piano, senza bagno ma con lavandino e bidè (e il bagno sul pianerottolo: da condividere, certo, ma tanto la mattina mi sveglio presto, e sono sempre il primo).

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NEL CUORE CHE TI CERCA di Paolo Di Stefano

Storia di un sequestro. Storia di un dolore che non si placa, di una ferita che non si rimargina.
La protagonista si chiama Rita: una bambina che viene rapita da un maniaco e tenuta segregata per ben otto anni in condizioni spesso disumane.
L’altro protagonista si chiama Toni Scaglione. È un uomo obeso che fa il giornalista in un giornale scandalistico. Ed è anche il padre della piccola Rita.
Scaglione va alla ricerca della figlia. Non si rassegna al tempo che passa senza esiti, non si piega alla disperazione dei fallimenti; né alle beffe delle illusioni.
Infine la figlia viene ritrovata.
Ma è ancora Rita, la giovane sopravvissuta al pluriennale rapimento?
“Nel cuore che ti cerca” (Rizzoli, 2008, pag. 296, euro 19) è il nuovo romanzo di Paolo Di Stefano a cui è stato recentemente tributato il Premio Selezione Campiello: una storia struggente e coinvolgente; caratterizzata dalla presenza di più voci che si avvicendano alle due principali. Continua a leggere→

Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia

di Alfio Squillaci

Roberto Bizzocchi, Cicisbei. Morale privata e identità nazionale in Italia, Laterza, Bari, 2008

L’Età dei Lumi coincise in Italia con la diffusione della singolare pratica sociale presso la classe aristocratica dei cosiddetti “cicisbei”. Cicisbeo è un termine attestato in Italia fin dalla fine del ‘600 col quale si designa quel Cavalier servente pronto ad accompagnare in tutte le attività pubbliche la dama sposata con il consenso pacifico del di lei marito, e con la quale egli si intrattiene in fitti bisbigli, da dove forse trae origine onomatopeicamente il termine stesso. Dall’immagine posta in copertina del libro (un dipinto di Giandomenico Tiepolo) si evince icasticamente la consuetudine pubblicamente accettata di questo singolare ménage à trois, abbastanza bizzarro per i nostri costumi di oggi.
A dire il vero questo costume sociale fu indicato da osservatori arcigni, quali Sismonde de Sismondi, come il punto più basso del rammollimento di una nazione intera. Nel volume XVI della sua monumentale Histoire des Républiques italiennes Sismondi (con il quale polemizzò, com’è noto, il Manzoni delle Osservazioni sulla morale cattolica), indicò proprio nel cicisbeismo il punto di approdo di quel grande arco di civiltà italiana iniziatosi con i Comuni. Continua a leggere→

Tortuga

di Alberto Pezzini

Valerio Evangelisti ,Tortuga, Mondatori Strade Blu, 2008, pag. 330 – Euro 16,50
** * **
Finalmente c’è ogni tanto da divertirsi. Evangelisti deve molto a Salgari. Con un occhio capace però di solleticare la sessualità. In maniera sottile, quasi perfida. Questo è un romanzo d’appendice allo stato puro. E’ trasgressivo come certi romanzi psicologici ed ha in più la forza oscura ed inconscia del sesso a tenerti avvinto alle pagine. In Noi saremo tutto il sesso era più esplosivo, più manifesto. Non aveva paura alcuna di chiamare le cose con il loro nome. Forse era addirittura troppo accelerato in alcuni punti. Qui il sesso è un’attesa infinita sul mare. Con un exploit finale che non ti saresti aspettato per la crudeltà secca con cui si chiude. Continua a leggere→

Poesie inedite di Michele ORTORE

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(Ellen Burgin, Marking time)

 

                         E il motivo

                         E’ nella rigidità flessibile
                         della foglia di eucalipto,
                         è nella pesca a strascico del vento
                         sui rami

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Pensieri sull’amore davanti alla tele (III/III), di Andrea Sartori

III . Disperare delle cose, del mondo, della disperazione

Frammenti d’invarianti antropologiche, pezzi di psicologia della specie mimetizzata nella totalità falsa, sono le linee di tensione che ambiguamente, e a volte rovinosamente, attraversano l’amministrazione dei dispositivi della cultura, della produzione economica, della vita sociale. Da qui l’impressione che i veri centri propulsori della creatività, oggigiorno, non abbiano più sede nell’arte contemporanea, ma direttamente nelle dinamiche sociali che la commercializzano, la promuovono, la sponsorizzano: l’indecifrabile molteplicità dei servizi di telefonia mobile personalizzata; le disorientanti possibilità offerte dalla tecnologia tramite i sistemi d’orientamento satellitare per l’automobilista, il ciclista, il pedone; l’anarchia delle forme di comunicazione per e-mail, sms, mms, che de-alfabetizzano i parlanti-utenti, ed insieme li istruiscono a nuovi linguaggi…

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IMPRONTE SULL’ACQUA di Francesco Marotta. Note di lettura di Ivan Fedeli e Luigi Metropoli

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 [Pubblico qui la prefazione di Ivan Fedeli e la postfazione di Luigi Metropoli a Impronte sull’acqua (Sasso Marconi, Le voci della Luna, 2008) di Francesco Marotta, nonché una mia selezione di poesie. Inoltre qui potete leggere altre poesie della raccolta selezionate da Giorgio Morale insieme a un altro testo critico di Luigi Metropoli. f.s.]

 

 

 

Ivan Fedeli, Non sottrarsi al dolore: un sofferto umanesimo, prefazione a Impronte sull’acqua, prefazione a Impronte sull’acqua.

 

Francesco Marotta. Di professione fabbro, levigatore, cesellatore. Se la poesia è magma, materia da plasmare e – proprio per questo – in continuo divenire, nessuno più di Marotta dimostra da tempo di affinare gli strumenti necessari a forgiarla, renderla evoluzione, fabbrica di senso.

     Impronte sull’acqua conferma questa ricerca più che ventennale: ricerca seria, inappagata, fuori dai riflettori della facile comunicazione e necessariamente dotata di forza etica, energia primordiale.

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La via d’uscita

Marc Batard,  La via d’uscita. Confessioni intime di un alpinista estremo, Cda & Vivalda 2007, Euro 17,00. ( trad. di Gabriella Bosco e Paolo Brunati)

di Alberto Pezzini

Può un libro del genere passare praticamente inosservato ? In Italia dove si scrive più di quanto si legge e dove perfino Cristian De Sica scrive un libro godibile e casereccio come Figlio di papà ? E’ strano pensare che un alpinista express come Batard, famoso nel mondo per la velocità con cui inanella le scalate, scriva un libro per dire di essere omosessuale, abbandonare l’alpinismo, e non susciti se non un battito di ciglia ? Mettiamo che per una volta un libro non sia soltanto tale. Continua a leggere→

Israele sperimenta armi non convenzionali

COMUNICATO STAMPA

Israele sta sperimentando nuove armi non convenzionali contro la popolazione civile di Gaza. E’ la denuncia del New Weapons Research Committee (NWRC), secondo il quale “si sta ripetendo nella Striscia ciò che è già avvenuto in Libano nel 2006, dove lo stato ebraico utilizzò il fosforo bianco, il Dense inert metal explosive (Dime) e gli ordigni termobarici, tre tipologie di strumenti di offesa riconoscibili per le caratteristiche delle ferite che provocano, nonché le bombe a grappolo e i proiettili all’uranio, che hanno lasciato tuttora sul terreno nel Paese dei cedri tracce di radioattività e ordigni inesplosi”.

Si moltiplicano le evidenze dell’impiego di queste armi ora anche nella Striscia di Gaza anche se, precisa il NWRC, a causa del blocco degli ingressi ancora non sono state possibili verifiche dirette indipendenti. “Le immagini e le testimonianze che giungono dal conflitto – spiega Paola Manduca, professoressa di genetica dell’università di Genova e membro del NWRC – presentano significative somiglianze con quelle raccolte e verificate nella guerra di luglio e agosto 2006 in Libano”. Mads Gilbert, medico norvegese dell’organizzazione non governativa Norwac, attualmente al lavoro nell’ospedale Shifa, il maggiore di Gaza, segnala che “molti arrivano con amputazioni estreme, con entrambe le gambe spappolate”; ferite, spiega, “che io sospetto siano ferite da armi Dime”. Non solo, ma anche le immagini che arrivano da Gaza sembrano confermare i sospetti. Le ustioni riportate da alcuni bambini a Gaza, appaiono molto simili a quelle evidenziate nel 2006 dal dottor Hibraim Faraj, chirurgo dell’ospedale di Tiro e dal dottor Bachir Cham di Sidone. “Attualmente – sottolinea Manduca – ci arrivano report da medici e da testimoni informati che ci fanno ritenere che, oltre alle armi usate nel 2006, ulteriori nuove armi siano sperimentate oggi a Gaza. Questo rende necessario che ulteriori indagini scientifiche e tecniche siano intraprese”. Continua a leggere→

GARANTIRE IL COLPEVOLE. Logica dell’errore giudiziario di Giuseppe Panella

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Postfazione al volume L’errore giudiziario. L’affaire Dreyfus, Zola e la stampa italiana a cura di Massimo Sestili

di Giuseppe Panella

“La sala straripava di gente: malgrado le imposte, il sole filtrava dentro qua e là e l’aria era già soffocante. Avevano lasciate le vetrate chiuse. Mi sono seduto e i gendarmi sono venuti a mettersi uno per parte. E’ a questo punto che ho visto una fila di facce davanti a me. Tutte mi guardavano: ho capito che erano i giurati. Ma non saprei dire che cosa li distinguesse l’uno dall’altro. L’impressione che avevo era soltanto questa: ero di fronte a una panca del tram e tutti quei viaggiatori anonimi osservavano il nuovo arrivato per scoprire ciò che era ridicolo in lui. So bene che era un’idea sciocca perché qui non era il viaggiatore che cercavano, ma il delitto. Comunque la differenza non è tanto grande e in ogni modo è questa l’idea che mi è venuta”

(Albert Camus, Lo straniero, trad. it. di Alberto Zevi, Milano, Bompiani, 196713 , pp. 102-103).

Dreyfus, Crainquebille e altre vittime di una giustizia sempre più “giusta”

Il solido lavoro e l’accanita ricerca che Massimo Sestili ha compiuto per anni per ricostruire l’impatto che l’affaire Dreyfus ha avuto sulla cultura italiana e europea conserva caratteristiche di originalità anche in un contesto già abbondamente studiato e verificato storicamente come quello relativo alle tragiche vicende giudiziarie subite dallo sfortunato capitano francese di origine alsaziana.

Il segno lasciato dall’affaire nella cultura francese di fine secolo lasciò cicatrici non facilmente rimarginabili se non a costo di immensi sacrifici umani e politici. Continua a leggere→

Eclipse – di Mario FAVINI

eclissi4… and everything under the sun is in tune,

but the sun is eclipsed by the moon.

Pink Floyd, Eclipse.
(The dark side of the moon, 1973)

Quando apro gli occhi la luce del sole appena sorto m’abbaglia, per un attimo.

Entra dalla finestra a fianco del letto e si staglia sulle lenzuola, riflettendone il candore.

Illumina il volto ed i capelli di Hannah, mia moglie: dorme ancora, sorridendo cullata da chissà quali sogni.

Mi alzo, senza far rumore.

Devo andare al lavoro, ed è già tardi. Continua a leggere→

Intervista a Giuseppe Catozzella – di Franz Krauspenhaar

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GIUSEPPE CATOZZELLA è l’autore di “ESPIANTI” (TRANSEUROPA)

Una setta segreta di suicidi, le Sfingi. Tutti appartenenti all’alta società, stanca e corrotta. Un funzionario del ministero degli Esteri. L’omicidio di una ragazzina, sua figlia. Un fascicolo dei servizi segreti che prova che l’uomo nato con Edipo è davvero morto: l’uomo non è più che carne da macello.
Il giovane Livio passerà suo malgrado attraverso tutto questo, e attraverso la scoperta di un Sud non corrotto, sfiorando l’amore per una quattordicenne e finendo realmente sulle acque del fiume indiano invisibile, la terza via che cercava dentro di sé.

FK Giuseppe Catozzella, giovane autore di Espianti, il suo primo romanzo per Transeuropa. A mio avviso, un bell’esordio. Giuseppe, se dovessi definire il tuo libro come si definisce una persona, come la dipingeresti in poche battute?

GC Direi che è speranzosa e volante, nonostante tutti i pesi, e sono grossi. Continua a leggere→

La poesia e lo spirito ospite a Ritratti di poesia (Roma, 22 gennaio)

poesia_locandina1“La Fondazione Roma, nell’ambito del suo diversificato programma di attività nel settore dell’ Arte e Cultura, promuove la terza edizione della manifestazione “Ritratti di Poesia”, che negli anni passati ha riscosso un consenso di critica ed un successo di pubblico non consueti per una iniziativa di questo genere.

La manifestazione, curata da Vincenzo Mascolo, che ha il fine di favorire la diffusione sempre più ampia della poesia e dei valori culturali, etici e sociali propri di questa espressione artistica, si svolgerà il 22 gennaio nel prestigioso spazio del Tempio di Adriano in Piazza di Pietra a Roma.“

La poesia e lo spirito sarà presente alla manifestazione con una postazione internet e qualche redattore che parlerà un po’ di noi.

Stiamo attenti alla nostra umanità

di Massimo Parizzi

Mi hanno chiesto di parlarvi di Beslan. Sapete tutti che cos’è Beslan?
L’1 settembre 2004 un gruppo di terroristi ceceni assalta, dopo averla minata, una scuola elementare di questa cittadina dell’Ossezia, nel Caucaso, e prende in ostaggio centinaia di alunni, genitori e insegnanti. È il primo giorno di scuola. Il 3 settembre nell’edificio si odono spari ed esplosioni, e le forze speciali russe intervengono. I morti sono centinaia, in gran parte bambini. Continua a leggere→

Duflo, pensieri anti-miseria

La studiosa non crede ai teorici della «mano invisibile» del mercato.
36enne, è la più giovane docente del Collège de France e oggi inaugura la cattedra «Saperi contro la povertà»

36enne

IL CASO. È ritenuta una dei 100 intellettuali più influenti del mondo: l’appello dell’economista dello sviluppo per un mercato equo

DA PARIGI
DANIELE ZAPPALÀ

« Voglio raccontarvi una storia, la storia di Abu, contadino del Bangladesh negli anni Settanta » . Ogni anno, cominciano così i corsi di una giovane docente di ruolo d’economia al Mit ( Massachussetts Institute of Technology), la più celebre università di scienze e tecnologia al mondo. « Abu è malato perché è povero ed è povero perché è troppo malato per lavorare », narra con forte accento francese la giovane insegnante. Prima di aggiungere ogni volta, senza nascondere l’emozione, qualcosa del genere: « Ma c’è di peggio. Abu aveva un albero del pane che avrebbe potuto garantirgli centinaia di rupie l’anno. L’ha tagliato prima che desse dei frutti, vendendo il legno per pochi spiccioli. Ha dovuto farlo perché la sua famiglia era affamata. Abu ha distrutto il suo capitale. Perché Abu ha agito così? Per un economista, questo gesto è incomprensibile » . Continua a leggere→

Il primo bacio, un’altra cicca


Questo testo, già apparso con qualche variante come racconto nell’antologia Hai da accendere?, Giulio Perrone Editore, 2008, è tratto dal romanzo 100 miglia (0111 Edizioni, 2009).
(N.B. L’autore non intende promuovere o incoraggiare in alcun modo il tabagismo)

Era come guardare i due all’interno della stanza dal buco di una serratura, dietro la porta chiusa. Esserne costretto per necessità di testimonianza, per poter dire: ecco, io c’ero, io ho visto, io so, quello che affermo non potrà essere negato. Non potrà essere deriso. Due personaggi, seduti uno di fronte all’altro ai lati di una piccola scrivania in legno chiaro con il piano ingombro di libri, annotazioni, e una scatola di latta piena di mozziconi di sigarette a far da fermacarte, ben chiusa per buona sorte. La settimana di una fumatrice, e infatti la stanza ha visto molto fumo, fumo nervoso, fumo di giovani che non fanno caso all’inalazione, continuano a parlare e muoversi e far schemi e guardarsi. Gli adulti, quelli per cui l’età comincia a essere una domanda, prendono tempo e sospendono alcune attività, ogni boccata è una pausa rubata, al lavoro, agli impegni, alle preoccupazioni, anche agli affetti. Ma questa non è una vicenda di adulti: due personaggi, un uomo e una donna giovani, soli nella stanza. È scontata la disposizione ad amoreggiare. Continua a leggere→

Da ciò che batte sotto la pelle al formalismo dei dizionari.

[youtube=http://it.youtube.com/watch?v=7ioa4KujJg8]

di Franz Krauspenhaar

Rispondo qui al pezzo di giuliomozzi Scrittori e professionisti, pubblicato su Vibrissebollettino, per mantenere una promessa e soprattutto rispondere alle domande del patròn di quel sito.
Il tutto è partito da un pezzo mio, pubblicato su Nazione indiana, Siamo i fangio della cultura che non paga. E che ha fatto il giro dei blog letterari. Continua a leggere→