Archivio mensile:Luglio 2013

I LIBRI DEGLI ALTRI n.48: La delibazione del nulla. Carlo Cannella, “Tutto deve crollare”

Carlo Cannella, Tutto deve crollareLa delibazione del nulla. Carlo Cannella, Tutto deve crollare, Bologna, Perdisa Pop, 2011

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di Giuseppe Panella

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“E’ finita, mi dico, è finita. Tutto deve crollare” (p. 11) // ” Ho la nausea”, dice. “Il mondo è vanità, tutto deve crollare” (p. 234) ribadiscono i due protagonisti principali di questo romanzo (scritto con l’inchiostro impastato dalle parole dei peggiori), prima il padre, poi la figlia, all’inizio e poi alla fine della narrazione della loro agghiacciante vicenda di morte, sopraffazione, sesso e potere. Tutto deve crollare, allora, ma perché non crolla niente alla fine del tutto? Perché le fondamenta su cui si basa il dominio di alcuni uomini su tutti gli altri sono ancora ben saldi e affondano nella palude limacciosa dell’ipocrisia consenziente a tutto quello che può essere vantaggioso per il proprio interesse personale, del sopruso e della corruzione organizzata e del profitto: ciò che da sempre sostiene il modello capitalistico di produzione delle merci e dell’estrazione del plusvalore. A questo si aggiunge la consapevolezza della dimensione biopolitica delle nuove forme di potere create dallo sviluppo dispiegato della globalizzazione economica vittoriosa (non casualmente uno dei personaggi del romanzo, l’eccentrico e polemico outsider Gianmario, è lettore attento e puntuale delle opere di Michel Foucault, oltre che di Marx, di Engels e soprattutto dell’anarchico individualista Max Stirner, l’autore di L’Unico e la sua proprietà).

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29. Per davvero

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da qui

Va bene, il discorso del monte non esiste: non hai rivolto alla folla seduta sull’erba, col lago sullo sfondo che è un pezzo di cielo capovolto – l’orma di un Dio che passa e lascia una traccia umida di nostalgia – le parole che Matteo riporta nel Vangelo. Continua a leggere

Viaggio nella poesia di Nino De Vita

De SimoneIl Cielo sull’altura (viaggio nella poesia di Nino de Vita), a cura di Anna De Simone, edizione Il Menocchio, 2013

di Anna Elisa De Gregorio

Perché in questi tempi “sconfinati”, si continua a sentire l’esigenza di scrivere in una lingua puntiforme, meglio, in un dialetto parlato da una manciata di persone “confinate” in un’isola, meglio in un angolo di isola, che ha nome Marsala? Risponde lo stesso Nino De Vita nel risvolto di copertina di questo libro Il cielo sull’altura dalla bella copertina azzurra, colore delle saline notturne specchiate dalla luna: ‹‹…Ritornando a casa, quella mattina, lungo la strada che fiancheggia le saline con i mulini a vento, meditavo – con amarezza, decisamente – su questo arco di tempo della mia vita, che andava, nella sua “parlata”, irrimediabilmente scomparendo. Continua a leggere

Guido Michelone intervista Giacomo Verri su “Partigiano Inverno”

PartigianoInverno copertina

di Guido Michelone

Così, a bruciapelo chi è Giacomo Verri?
Papà di due bimbi e persona curiosa. Amo ciò che è strano e ciò che è raro. Mi piacciono le imprese difficili.

Di cosa parla in tre righe il tuo libro?
Dell’uomo di oggi di fronte alla questione morale della memoria; dell’uomo di oggi stretto tra le fittissime maglie della contemporaneità che illudono, distraggono e nascondono, non permettendo più di avere uno sguardo profondo sulla storia. Continua a leggere

Giancarlo Consonni, Da grande voglio fare il poeta

E’ appena uscito, per le edizioni de La vita felice, Da grande voglio fare il poeta di Giancarlo Consonni, libro che, come succede nelle opere più “ispirate“, supera gli steccati tra poesia e prosa, narrazione e saggio. Ne consiglio vivamente la lettura e ne propongo qualche assaggio, delle tante pagine che meriterebbero di essere segnalate, accompagnato da una mia breve nota.

Da Da grande voglio fare il poeta

Frumento e granoturco
Il granoturco ha possanze turgide, il frumento morbide flessuosità. Il granoturco ha la compattezza di una falange, il frumento le sinuose movenze delle olas da stadio. Il granoturco ha foglie come lame taglienti, il frumento – se accosti l’orecchio – il suono di mille violini. Il granoturco maturo ha in cima un pennacchio militare, il frumento indossa papaveri e fiordalisi come voiles. Il granoturco ha la barba, il frumento lunghe ciglia. Il granoturco è maschio, il frumento femmina. Continua a leggere

Cipango! di Riccardo Ferrazzi

Cipango!

Generalmente parlando, i romanzi storici non li digerisco. Sono allergico all’armamentario pronto all’uso della docufiction, allo sferragliare di meccanismi arrugginiti, sovvenzionati da apparati polverosi che tengono artificialmente in vita il Saviano di turno, esibendolo negli antri tristi dei fabiofazi o dei corradoaugias, col contorno squallido di claques sottopagate. Ho smesso di inviare romanzi alle mummie imbalsamate della pseudo intellighenzia nostrana, eterodiretta da uno dei tanti potentati economici, possibilmente di sinistra, ma non solo. Continua a leggere

Faber il poeta

Fabrizio De André

di Augusto Benemeglio

A Fabrizio Centofanti.

1. Portami a vedere il colore del vento

E venne nella notte di gennaio di fine secolo , nell’esatta luce irreversibile e pura, altera e lodata, sora nostra morte corporale; attraversò il vasto e casto sudario, entrò silenziosa nel giardino di rose, e portò una musica lieve nel colore azzurro del vento. Fabrizio De Andrè , ormai simulacro di se stesso, in coma irreversibile, staccò la spina per sempre da questa terra. Continua a leggere

MASSIMO NOVELLI, LA GRANDE ARMATA DEI DISPERSI E VISIONARI

Estratto da

Massimo Novelli, La grande armata dei dispersi e visionari – Vita dello scrittore Stefano Terra (Ediesse).

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Premessa:

Qualche critico lo riteneva uno dei maggiori narratori italiani del secondo Novecento. Lo scrittore napoletano Michele Prisco disse che tra i nostri romanzieri era «il più europeo». Vinse peraltro premi letterari prestigiosi, il Campiello e il Viareggio, pubblicando con Einaudi, Bocca, Mondadori, Bompiani, Robert Laffont, Guanda, Rizzoli, Editorial Laia e Scheiwiller, ed ebbe un largo seguito di lettori. Eppure dopo la morte, avvenuta nell’ottobre del 1986, Stefano Terra è stato dimenticato completamente, scontando un destino analogo a quello di altri letterati considerati fuori moda e senza mercato. I suoi libri non sono più stati ristampati, salvo che in un paio di casi, lodevolissimi, certo, ma per iniziativa di piccoli e poco distribuiti editori. Romanziere «conradiano», l’unico del genere in Italia insieme al veneziano Alberto Ongaro, e poeta, fu giornalista di valore per il Sempre Avanti!, il Corriere Lombardo, La Stampa, la Rai e l’Agenzia Ansa. Continua a leggere

Agenda

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Da qui

Dai secoli dei secoli, da quando
ancora il mondo non c’era, e il tempo
nemmeno, con i suoi
inevitabili ritardi, guarda
che cosa aveva in mente, che disegno
preparato nei minimi dettagli,
che sorpresa impensabile. La storia
è un’attesa che ripaga di tutto,
della lotta infinita, il corpo a corpo
con l’angelo di Dio, la sua missione
disperata di convincere, l’atto
di fede necessario per esistere,
per esserci: questo è l’amore, questo
dai secoli dei secoli segnava
il calendario.

I LIBRI DEGLI ALTRI n.47: Il segreto mortale dei sentimenti. Francesca Petrizzo, “Il rovescio del buio”

Francesca Petrizzo, Il rovescio del buioIl segreto mortale dei sentimenti. Francesca Petrizzo, Il rovescio del buio, Milano, Frassinelli, 2011

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di Giuseppe Panella

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Il secondo romanzo di Francesca Petrizzo, a differenza del precedente racconto “storico” Memorie di una cagna (Milano, Sperling & Kupfer, 2010) dedicata alla rivalutazione di Elena di Troia, è una lunga narrazione (dolorosa, angosciata, tormentata con radi e rari sprazzi di felicità) di quella che si può definire di “formazione dell’anima”. La protagonista ne esce, alla fine, completamente sconvolta ma apprende una dura lezione sulla vita, sulla sua fragilità, sulla sua impossibile realtà.

Le sue vicende sono quelle quotidiane di una studentessa alla soglia dell’esame di maturità ma quello che deve superare è qualcosa che va molto al di là di esso: deve confrontarsi compiutamente con la morte e con l’esistenza come un lungo tunnel da attraversare. Percorso buio e pieno di sofferenza ma, in conclusione, necessitato dalla prepotenza della vita e della sue svolte repentine e piene di amare sorprese. La protagonista del romanzo, Marta Deangelis, infatti, non dovrebbe avere altri problemi che quelli relativi alla scuola e ai suoi sentimenti (fino ad allora piuttosto confusi) riguardo all’amore futuro e ai possibili rapporti di coppia.

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Il passo

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Da qui

Hai capito in quell’attimo terribile,
quando tutto sembra perso e il mondo
ti pare all’improvviso senza senso,
perché l’unica ragione, l’unica forza
che ti spinge si è sfaldata, s’infrange,
e tu sei solo, solo in questo gorgo
di eventi, immerso in un mare di voci
che stridono, ti scorticano vivo,
e se non ti giungesse, nell’istante
prima di morire, l’unica voce
capace di rialzarti,
se non ti sussurrasse puoi contarci
ancora, è ancora vivo
il cuore del tuo cuore, ancora batte
con la porta aperta, la luce spenta,
e dalle scale il passo
fa fremere la pelle, allaga il fondo,
tocca con mano ed entra,
se non ti ricordasse
la perfetta unità, vivresti invano.

Coscienze assuefatte e narrazioni distopiche

di Massimo Maugeri

Mitridate VI, re del Ponto dal 111 a.c., è ricordato anche per un aneddoto particolare. Pare, infatti, che temesse di essere avvelenato a causa di una cospirazione. Per difendersi chiese al medico di corte di preparagli degli antidoti. Questi cominciò a somministrargli piccole dosi di un miscuglio di veleni. Il tentativo di immunizzazione fu così efficace che, quando (sconfitto da Pompeo Magno) Mitridate decise di togliersi la vita (dopo aver invano tentato il suicidio col veleno) fu costretto a chiedere di essere pugnalato.
Da qui nasce il termine “mitridatizzazione”, o “mitridatismo”: per indicare – appunto – un processo di assuefazione determinato da un procedimento simile a quello descritto.
Ora… immaginiamo di essere continuamente bombardati da notizie di morti, di violenze, di scandali, di truffe nel settore pubblico e in quello privato. Immaginiamo che certe dichiarazioni “assurde”, o frasi che nascondono biechi ideologismi, o mode discutibili vengano ripetute ogni giorno senza soluzione di continuità. Immaginiamo di essere oggetto di continue menzogne spacciate per verità. Qual è uno dei principali rischi di siffatta situazione? Che la nostra attenzione, la nostra sensibilità, il nostro senso critico vengano risucchiati nel gorgo dell’assuefazione, generando un processo di mitridatizzazione delle coscienze. Continua a leggere

Provocazione in forma d’apologo 247

Il primo regalo, se così possiamo chiamarlo, che feci a Lidia poco dopo averla conosciuta fu un gran sacco di pan secco per i randagi di cui aveva (ed ha) cura. Restai oltremodo stupito quando mi confessò che rincasando in auto di quel pane, poiché soffriva (come soffre) di languori di stomaco, ne aveva rosicchiato parecchio, pescandolo direttamente dal sacco. Niente è mai come si presenta al primo sguardo, mi dissi.
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MARINO MAGLIANI, GIACOMO SARTORI: “ZOO A DUE”

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

da valentinamente.wordpress.com

da valentinamente.wordpress.com

Marino Magliani e  Giacomo Sartori sono gli autori di Zoo a due, raccolta di racconti edita da Perdisa Pop, che in realtà non è una semplice serie di storie brevi. È un percorso a più voci, un coro polifonico narrativo. Protagonisti, gli animali, tanti, diversi e spiazzanti.

Una struttura originale, con brevi – ma non brevissime, e soprattutto dense – pillole di Giacomo Sartori, seguite da due componimenti lunghi di Marino Magliani, legati tra loro per i personaggi e l’ambientazione (la Liguria).

Le storie di Sartori, invece, ruotano intorno a figure sempre differenti e si svolgono in luoghi indeterminati, nella miglior tradizione fabulistica, da Esopo e Fedro in poi. A volte scendono addirittura nell’infinitamente piccolo, con i “tormenti” di un organismo monocellulare, o comunque nel piccolo, con – tra le altre cose – le vicissitudini di una laboriosa formica, desiderosa di uscire dagli schemi. Ma troviamo anche un canarino preoccupato dalle conseguenze della sbadataggine dei suoi proprietari, o le vicende di una simpatica cagnetta alle prime esperienze d’amore. Sono pillole, appunto, sorprendenti per la capacità del narratore di calarci in un punto di vista “non umano”, sia pur “antropomorfizzato”. Continua a leggere

MARCO ROVELLI – Per Valter Binaghi

Valter Binaghi se ne è andato guardando in alto, verso il cielo. “Lo spirito si libera”, mi ha scritto nella mail che ho ricevuto da lui un paio di settimane fa. Non ha nascosto la morte che veniva, ma l’ha guardata in faccia. E ha voluto consegnare ad alcuni suoi contatti quella che lui stesso ha definito “un’eredità”: uno scritto assai articolato (Valter insegnava filosofia) cui ha lavorato negli ultimi mesi della sua vita sulla “conoscenza simbolica”, ovvero sul valore di conoscenza di simboli, metafore e analogie, “laddove i concetti risultano indisponibili o inadeguati”. Ed era così che Valter praticava la letteratura: “come costruzione di simboli, forme articolate in cui si allude come si può all’indefinibilità del mondo”. Valter ha scritto nove romanzi, da “L’ultimo gioco” del ‘99 a “Melissa, la donna che cambió la storia”, dello scorso anno. Il romanzo del ‘99 veniva dopo venti anni di silenzio: Binaghi infatti negli anni settanta era stato attivo nella “controcultura” dell’epoca, redattore di Re Nudo, pubblicando per Arcana libri su Pink Floyd, Lou Reed e il punk. Continua a leggere

Corde de tempo, di Anna Elisa De Gregorio

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Corde de tempo, poesie nel dialetto di Ancona di Anna Elisa De Gregorio, Edizioni DARS, giugno 2013

di Antonella Sbuelz

Corde de tempo, la raccolta di Anna Elisa De Gregorio, prende avvio da un’immagine del passato e si conclude con un’immagine del presente.
Prende avvio da spazi aperti, luminosi, estivi, quasi mitici e onirici nella loro rievocazione – l’estate di una bambina divorata dalla malinconia di casa , durante o all’indomani dell’ultima guerra mondiale – e si conclude con lo spazio chiuso e prosaico di un piccolo bagno di appartamento attraversato dai fili stesi per la biancheria. Continua a leggere