
Gesù si riflette nell’anima, come un’aurora boreale: è lo spettacolo quotidiano dell’Amore, messo su dal Padre di ogni bellezza e di ogni bene.
Archivio mensile:Marzo 2023
Incontri II
Punizione
di Ruxandra Niculescu (Romania, 1949)
Non fu un dono
scrivere in due lingue!
Sempre cedendo alla tentazione
di trasferire la poesia
-appena nata
in una lingua-
nell’altra
e riportarla
in una nuova veste
nella prima
per spingerla
dopo amputazioni dolorose
ancora nella seconda.
A ogni passaggio di confine
si perdeva qualcosa di familiare
mentre qualcosa di estraneo
entrava nel suo cuore,
che la rendeva
un’altra poesia
sempre in viaggio
mai arrivata.
Epitaffio
di Reiner Kunze (Germania,1933)
a Selma Meerbaum Eisinger
Alla morte era dato
di portarla via dalla vita
ma non
dalla poesia. Continua a leggere
Chiamate
Frammenti di Cinema # 61

Nel 2022 è uscito Living di Oliver Hermanus. È la storia di un impiegato che riscopre il senso della vita all’annuncio della malattia. Anche lo scenario collettivo nel quale si muove è malato, la guerra. Il film è un remake del capolavoro di Akira Kurosawa (1952), Vivere. A sua volta, l’idea centrale sembrerebbe derivare dal racconto La morte di Ivan Ilic di Lev Tolstoj. Mr. Williams e San Watanabe ci ricordano anche il sig. Umberto Domenico Ferrari di Vittorio De Sica. Ad interpretata l’umile impiegato Umberto D. (1952), dedicato alla memoria di suo padre, il regista chiama un attore non protagonista. Si chiama Carlo Battisti, insegna glottologia all’Università di Firenze. Chissà, allora i docenti universitari non erano ancora saliti al rango di baroni. Anche Totò ha vestito i panni del travet in una esilarante versione del racconto Morte di un impiegato di Anton Cechov. Il titolo del film Totò e i re di Roma (1951) cita la domanda che viene fatta al povero archivista durante l’esame tardivo per la licenza elementare. Con la regia di Steno e Mario Monicelli, è l’unico film in cui Alberto Sordi, che rischia il famoso “palliatone”, recita con Totò. Continua a leggere
Domenico Pelini legge Nazim Hikmet. 2
Nascere
Rossella Pretto, La vita incauta
a cura di Alberto Fraccacreta
Glasgow
C’è un’aria di ferro nell’alba fredda che tenta di farsi largo tra le strade bagnate di Glasgow. Devo raggiungere la sua tomba, quella che si dice sia la sua tomba. A Iona, St. Columba Abbey, estrema propaggine scozzese. Al di là di Oban, al di là dell’isola di Mull, dopo lo stretto braccio di mare che lambisce Fionnphort.
Scesa dall’albergo, ho raggiunto il bus che mi ha portato a Queen Street Station. Non sono entrata da George Square su cui si affaccia l’imponente ed elaborato municipio di Glasgow progettato dall’architetto William Young, ma da Dundas Street, una stradina abbastanza stretta e occupata dai lavori in corso in cui sfioro il buongiorno di alcune persone che emettono piccole nuvole di fumo denso. Continua a leggere
Sorprendente
Claudio Magris: Mark Axelrod «smonta» i maestri – Il gioco del Lego in letteratura
Articolo di Claudio Magris
Mark Axelrod «smonta» i maestri – Il gioco del Lego in letteratura
Balzac’s Coffee, DaVinci’s Ristorante dello studioso americano è un libro
bizzarro e inclassificabile che prende di mira, e supera, il post-postmoderno
«Gioco di costruzioni in plastica costituito da piccoli pezzi di forma geometrica a incastro tali da permettere una grande quantità di combinazioni». Così lo Zingarelli, il grande vocabolario della lingua italiana, definisce il gioco del Lego, che per generazioni di bambini è stato scuola di arte combinatoria e costruttivistica, castelli che smontati e riaggregati diversamente diventano mostri o navi. D’altronde Dante, rimescolando le lettere dell’alfabeto, è riuscito a rappresentare Dio e tutte le passioni umane.
Mark Axelrod insegna Letteratura comparata alla Chapman University di Orange, in California. Per 16 anni è stato il direttore del John Fowles Center for Creative Writing.
Luisa Puttini Hall, Fireflies in the Wood. Selected Poems
a cura di Alberto Fraccacreta
Manca la memoria del quando
il ricordo è rimasto tra i fiori
immobili nel vano di finestra
complici del nostro incontro
Non sapevo che agape
volesse dire amore
ma gli agapanti sorridevano
benevoli
– ne sono certa
al mio stupore d’iniziata
*
I no longer recall
when the memory settled
amid the flowers in window box
unmoving accomplice to our meeting
I was unaware that agape
meant love
but the agapanthus smiled
benevolent
– I’m certain
at an initiate’s astonishment
Luisa Puttini Hall, Fireflies in the Wood. Selected Poems, translated by Susan Burns, Gradiva Pubblications 2023
*
Luisa Puttini Hall, poetessa e narratrice, è nata a Milano, ma vive a Firenze, dove è stata traduttrice, insegnante d’inglese, si è occupata di scambi culturali e di educazione ambientale. Ha un forte legame con la Gran Bretagna per professione e matrimonio. La raccolta poetica Un mare di lucciole, interamente dedicata al suo viaggio di vita insieme al marito David, segue la pubblicazione di Giorni d’inedia e d’abbondanza (Masso delle Fate 2007), Isole e Terre (Mobydick 2011), Non è tempo di pettirossi (La Vita Felice 2016), Alberi maestri (La Vita Felice 2019) e del romanzo di carattere ecologico-fantascientifico Allergia (Mobydick 2013), quasi una premonizione dell’attuale pandemia. Le sue opere hanno ottenuto premi e riconoscimenti, tra cui il “Buonarroti”, il “Firenze Europa”, il “San Domenichino”, il “Città di Recco” il “Sigillo di Dante” e il “Lorenzo Montano”. È socia del Pen Club Italiano.
Perdenti
La parola ai poeti. Lamberto Garzia
LA COMBINE O ALLEGORIA DELL’ ATTUALE POESIA
Il non ancora pece, ma quasi: delle mie divinità (non eroi o semidei) che, pur giacendo in terra, non si erano prodotte in astute o necessarie metamorfosi: divinità in terra, quindi: fino al 6 aprile 1987,Caesars Palace , Las Vegas: mai in me un declinare di entità supreme così repente; un fulmine che mi abbuiò gli occhi per pochi istanti, ma l’anima per un lungo lasso di tempo.
L’aringo, l’anello quadrangolare all’esterno del Palace, nel suo parcheggio: indizio, presumibile, che non si era a spettacolo di fronte ai monti Olimpo ed Otri e divinità darsi battaglia con pietre e frecce di fuoco; un cartone animato antidiluviano e quasi a tartaruga nel proiettato, prima dell’avvento dinamico di Walt Disney, simili a quelli che vedevo al cinema dell’Oratorio Don Bosco: sgraziati, involontariamente comici, irreali nell’irreale narrato, ma intanto ci credevo e con qualcuno di loro, facendomelo fratello, contro altri ci combattevo, mitizzavo, e dardi incandescenti verso il nemico nel dormiveglia, la sera; quando ancora ci credevo. Continua a leggere
Confidenza
Vita del ‘poeta maledetto’ Dino Campana (Interzona)
Silenzio
L’ANNUARIO DI POESIA. ANTOLOGIA 1994 – 2012, a cura di Gabriele TANDA. Nota di lettura di Giovanni Nuscis

A cura di Gabriele Tanda è stata pubblicata l’Antologia dell’Annuario di poesia (anni 1994-2012) della rivista “L’età del ferro” (Castelvecchi), diretta da Giorgio Manacorda, Alfonso Berardinelli e Walter Siti).
Il libro contiene una selezione degli interventi critici, delle recensioni e degli articoli pubblicati negli Annuari dal 1994 fino al 2012. Continua a leggere
La nebbia
Diario di un avvocato di provincia

Ius est ars boni et aequi
(Celso, II secolo d.C.)
(A Lola,
mia amorevole compagna di vita)
Introduzione
* * *
Eravamo riuniti nella sala curatori del Tribunale … Eh va bè, lo so, ricorda l’inizio di Madame Bovary, ma che ci posso fare, eravamo riuniti lì … Dicevo, eravamo riuniti nella sala curatori del Tribunale. C’era il Presidente della sezione, in piedi accanto al cancelliere che sedeva alla sua scrivania, davanti al computer. Era un martedì, giornata di ricevimento dei magistrati. Fu un incontro spontaneo, improvvisato, nato da una discussione intorno a una delle ultime, indesiderate riforme legislative. Anch’io ero lì, nascosto, incerto, quale giovane curatore beneficiato di alcuni incarichi minori, per farmi le ossa, nella speranza un giorno di entrare a far parte del gotha dei curatori fallimentari, di quelli cioè destinatari di liquidazioni a cinque zeri. I colleghi avvocati, e i commercialisti, si accalcavano nella stanza: il Presidente aveva preso la parola e bisognava farsi notare. Io invece mi nascondevo sempre di più, timoroso di incrociare gli sguardi degli altri giudici delegati, nel frattempo intervenuti, e di essere coinvolto in una discussione che aveva raggiunto il livello di un convegno, di un corso di alta formazione professionale; il che mi avrebbe creato molto imbarazzo e avrebbe turbato la mia serenità, già minacciata da quell’evento inatteso.
Daniela Stallo, “Winday”
Recensione di Giovanni Agnoloni
Daniella Stallo, Winday, Armando Editore, 2022
L’indagine al centro del romanzo Winday di Daniela Stallo è al contempo letteraria, sociale e politica. Non poteva che essere così, per una vicenda ambientata a Taranto e che ha al proprio centro l’Ilva, coi suoi fumi e il suo multiforme impatto sulla vita delle persone.
Una misteriosa esplosione che appare come un attentato terroristico sopraggiunge durante una processione religiosa in città, interrompendo le cicliche abitudini della popolazione, che sono andate avanti a dispetto dei tanti problemi causati dall’inquinamento prodotto dalle acciaierie. E la piega che prende la ricerca condotta da Lucrezia, la fotografa protagonista, insieme all’ispettore di polizia Iacovelli, finisce dunque per entrare in territori scomodi, quelli del terrorismo a matrice ambientalistica, le cui lontane matrici risalgono agli anni ’70. Continua a leggere
Incontro
Compianto senza musica
di Edna St.Vincent Millay (USA, 1892-1950)
Non mi arrendo allo schiantarsi dei cuori amanti sul duro suolo.
Così è e così sarà perché così è sempre stato:
Verso il buio vanno i saggi e i gentili. Incoronati
di gigli e alloro vanno; ma io non mi arrendo.
Amanti e pensatori, scendete nella terra.
Unitevi con la polvere di tutti.
Quel che rimane sono solo frammenti di quello che sentivate, sapevate,
una formula, una frase, – ma il meglio è perduto.
Le risposte veloci e acute, lo sguardo sincero, il riso, l’amore.
Tutto se n’è andato. Andato per nutrire le rose. Elegante
È la fioritura. Profumata è la fioritura. Lo so. Ma non sono d’accordo.
La luce nei tuoi occhi era più preziosa che tutte le rose del mondo.
Giù, giù, giù dentro il buio della tomba,
Gentilmente se ne vanno i belli, i teneri, i buoni;
silenziosamente se ne vanno gli intelligenti, gli spiritosi, i coraggiosi.
Lo so. Ma non sono d’accordo. E non mi arrendo.
Essere umani
di Al Purdy (Canada,1918-2000)
Quando mia madre fu ricoverata all’ospedale
dopo essere caduta da sola in camera da letto
io stavo costruendo una casa
a diciotto miglia di distanza
Andai a trovarla più tardi
e qualcosa nel mio viso le fece dire:
“Sicuramente ti senti malissimo”
intendeva che ero sconvolto
da ciò che le era successo
ma io non sentivo quasi nulla
all’epoca, tant’è vero che
pensavo solo che avrei dovuto
fare diciotto miglia ogni giorno
per andare a trovarla e ero infastidito
In quell momento
lei aveva guardato dietro la facciata
che normalmente nasconde il viso umano
e improvvisamente comprese
che non c’era molto
affetto per lei nel mio viso
e questa certezza era
peggio delle sue ferite
Ma non è possible tornare indietro nel tempo
nulla si può fare ora
che all’epoca
non è stato fatto
Morì non molto tempo dopo
disorientata
Aveva dimenticato ciò che le era successo
ma io mi ricordo sempre di quelle ultime parole
che sono le prime sulla lista
delle mie vergogne
intollerabili come quando ci si accorge
che una intera vita è stata buttata via
mi vengono in mente le parole di mia cugina
a proposito di suo fratello alcolizzato:
“Sarebbe stato meglio
che non fosse mai vissuto”
Mi ricordo di queste ultime parole
prima che la febbre portasse via la sua mente
e ora l’unica cosa buona è
che pensando a queste parole
nella mia mente lei
immediatamente
ritorna in vita
ripetendo le sempre stesse parole
“Sicuramente ti senti malissimo”
ancora e ancora e ancora
e ancora mi vergogno
e ancora sono vivo Continua a leggere













