“Le elezioni europee e i trattati da rifare” di Luciano GALLINO

di Luciano Gallino

 
da MICROMEGA

Sulle condizioni di vita dei cittadini europei, già afflitti dalle politiche di austerità, incombono altri rischi presenti in alcuni trattati che la Ue si accinge a varare o sono appena entrati in vigore. Riguardano i salari pubblici e privati; i diritti del lavoro; le politiche sociali; lo stato della sanità pubblica; il sistema previdenziale; la sicurezza alimentare; infine la possibilità di una crisi economica ancora più grave dell’attuale. Le prossime elezioni europee offrono una importante occasione sia per cominciare finalmente a discutere in pubblico di tali rischi, sia per fermare un paio dei trattati ancora non sottoscritti perché su di essi il Parlamento europeo ha diritto di veto. Continua a leggere→

Robert Louis Stevenson, Una vecchia canzone.

stevenson COPERTINA
di Guido Michelone

Le fiorentine Edizioni Clichy propongono per la prima volta in Italia un inedito del grande letterato scozzese Robert Louis Stevenson (1850-1894) dal titolo Una vecchia canzone: si tratta di un racconto lungo o romanzo breve che esce a puntate nel 1877 sulla rivista ‘London’ alla maniera dei feuilletons allora di moda; i pezzi non vengono firmati e solo un casuale ritrovamento di una pagina autografa nel 1982 fa sì che l’attribuzione al testo allo scrittore di Edimburgo possa ritenersi certa e definitiva. Continua a leggere→

Una risposta di Einstein su pensiero e linguaggio

di Antonio Sparzani
Jacques Salomon Hadamard

Nel 1945 Jacques Salomon Hadamard (1865?1963) pubblicò, dopo una lunga e assai prolifica carriera di matematico, come autore di molti notevoli risultati nell’analisi moderna e ormai illustre accademico e membro del Collège de France, un libro dal titolo accattivante: An essay on the psychology of invention in the mathematical field (Princeton Univ. Press ? Hadamard si era rifugiato negli USA durante la guerra ?; trad. it. e cura di B. Sassoli, La psicologia dell’invenzione in campo matematico, Raffaello Cortina, Milano 1993), nel quale si interrogava, con dovizia di esempi di situazioni e di illustri ricercatori, sui meccanismi psicologici che presiedono alla scoperta e al “progresso” nella costruzione di nuove scoperte matematiche. Continua a leggere→

40. Un’altra prospettiva

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da qui

La mia vita, ultimamente, è un paradosso. E cos’è, in definitiva, un paradosso? Secondo il dizionario, una proposizione che apparentemente, per forma o contenuto si oppone all’opinione comune o all’esperienza quotidiana. Apparentemente? Gli aspetti inconciliabili sono quanto mai evidenti, quando li si vive. Come si spiega, allora, la presenza dell’avverbio? In modo che pare, ma non è, recita ancora il dizionario. Continua a leggere→

La Via XX Settembre di Simonetta Agnello Hornby

di Massimo Maugeri

Via XX Settembre si trova poco lontano dal teatro Politeama, nel cuore di Palermo. Proprio in questa via, nel 1958, lasciata Agrigento, la giovane Simonetta Agnello Hornby (all’epoca tredicenne), viene a vivere con tutta la famiglia. La storia di questi suoi anni, a partire da quel 1958, fino al momento in cui Simonetta decide di trasferirsi in Inghilterra, è raccontata tra le pagine di un volume – pubblicato di recente da Feltrinelli – che ha per titolo lo stesso nome della via citata.
“Un libro che”, rivela l’autrice, “nasce dal desiderio di onorare la memoria di mia madre e di mia zia Teresa, e di raccontare ai miei nipotini come era diversa la vita di un ragazza nella Palermo degli anni ’60. E dall’amore per Palermo”. Continua a leggere→

Dave Van Ronk o Llewyn Davis: un libro e un film

Van Ronk COPERTINA
di Guido Michelone

Quanta realtà o quanta fiction nel pur bellissimo film dei fratelli Coen dal titolo A proposito di Davis Ecco che in aiuto giunge puntuale l’autobiografia di Dave Van Ronk dal titolo Manhattan Folk Story pubblicata dalla BUR di Rizzoli per l’occasione, quasi in concomitanza con uscita del lungometraggio medesimo (non a caso il tomo di oltre 400 pagine in vendita ha pure la faccetta con la locandina del film). Continua a leggere→

Silloge dell’abbandono, di Claudia Fofi

Mare
Tutte le donne felici hanno ritrovato il loro marito.
Egli torna dal sole tanto è il calore che porta.
Ride e dice buongiorno dolcemente, prima di dare un bacio alla sua meraviglia.
(Paul Eluard)

Ho scritto queste brevi poesie durante l’abbandono da parte di mio marito. Era un bisogno di trasferire in parole un dolore inaccettabile, accecante. Non solo il dolore della perdita, legato per lo più a una dipendenza e a un bisogno che in qualche modo si può rielaborare, ma anche e soprattutto per la sconfitta, così banale, così imperante oggi, del senso dello stare insieme. Stare insieme, resistere insieme, nonostante le difficoltà, per me è un vero gesto poetico oggi, quasi rivoluzionario, in un mondo che perde ogni giorno pezzetti di valore, assumendo come dato di fatto un consumismo dei sentimenti che nulla ha a che vedere con l’amore inteso come comprensione dell’altro, compassione, accettazione. Nulla dell’amore è sostituibile, ma integralmente e radicalmente la sua Verità non a che fare con compravendite e marketing. Non posso andare al negozio, guardare una vetrina e dire a me stessa: va bene, mi sono stufata, adesso mi compro un nuovo amore. Il mio non è un assunto moraleggiante, non implica un giudizio. E’ la constatazione che il fallimento della relazione è un fallimento di dimensioni epocali che partendo da individui e storie piccole diventa un fenomeno universale, che accade e che si accetta come se niente fosse e del quale si prende atto come se fosse ineluttabile.

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39. Lo sbocco

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Quella mattina mi alzai prima dell’alba, come da tempo avevo preso a fare. Pregavo e meditavo, cercando di trovare il filo smarrito chissà quando, o chissà come. In realtà lo sapevo: fu la paura della libertà, il senso di vertigine che provi quando sei su una ferrata di montagna, o ti affacci all’ultimo piano di un palazzo altissimo. Non mi fidai: temevo di cadere, e quel che temi, spesso, si realizza. Il crollo successivo dipese dall’assenza di fiducia, di autostima: m’era già capitato di lasciare una ragazza nel dubbio che l’avrebbe fatto lei. Continua a leggere→

Giuseppe Panella, “Introduzione all’opera di Vittorio Vettori”: giovedì 20 febbraio alle 16.30, Firenze

Saggio celebra Vittorio Vettori nel decennale della morte

FIRENZE. Sarà presentato giovedì 20 febbraio alle 16.30 al Palagio dell’Arte della Lana (via Arte della Lana, 1) il libro di Giuseppe Panella Introduzione all’opera di Vittorio Vettori. Civiltà filosofica, poetica “etrusca” e culto di Dante, edito da Polistampa. L’incontro, organizzato dalla Società Dantesca Italiana in collaborazione con l’Istituto Culturale “Mircea Eliade”, fa parte delle celebrazioni per i dieci anni della scomparsa di Vittorio Vettori, e vedrà la partecipazione Ruth Cárdenas, Marino Biondi e Mariagrazia Orlandi. Interverrà Eugenio Giani, presidente della Società Dantesca, e saranno presenti autore e editore.
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Mauro Germani, “Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero”

E’ uscito di recente con l’editore Zona Giorgio Gaber. Il teatro del pensiero di Mauro Germani. Uno studio su Giorgio Gaber attraverso la presa in esame di 10 temi: teatro, musica, pensiero, corpo, amore, società, potere, morte, Dio, uomo. Qui si può visionare l’indice, la prefazione di Mauro Gaffuri e il primo capitolo. Riportiamo una dichiarazione di Mauro Germani, un breve brano dalla prefazione, una selezione di recensioni.

Un “filosofo ignorante”
di Mauro Germani

Gaber si definiva “un filosofo ignorante”. Questa espressione – che rimanda al sapere di non sapere di Socrate – rivela non solo la continua volontà di ricerca intorno all’uomo ma anche il proposito di non arrendersi mai di fronte a presunte verità “confezionate”. Continua a leggere→

Amore mio non so dove sei

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Amore mio non so dove sei

esci dalle acque esci da un citofono

se credi esci da un tombino

striscia se devi fino a me

e ridammi la mia piccola corona di fiori.

Fuori è l’alba di un tempo nuovo

e se anche qui non c’è la guerra

è una guerra continua contro noi stessi

e tra poco forse un tifone di niente

ci spazzerà via.

Io aspetto la mia piccola corona sulla testa

a far brillare il mio sorriso per le strade.

 

Emanuele Kraushaar

I LIBRI DEGLI ALTRI n.68: Ancora un manoscritto… Francesco Recami, “Il segreto di Angela”

Francesco Recami, Il segreto di AngelaAncora un manoscritto… Francesco Recami, Il segreto di Angela, Palermo, Sellerio, 2013

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di Giuseppe Panella

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Al centro del terzo dei romanzi che andranno a comporre il ciclo dedicata alla Casa di ringhiera (e del quale sono attesi almeno altre due apparizioni nel corso dei prossimi anni) c’è un manoscritto in cui viene narrata la storia parossistica e avventurosa dell’ex-professoressa Angela Mattioli, una delle inquiline dell’immobile milanese e al momento compagna di letto di Amedeo Consonni.

Non si tratta, come di consueto, di un manoscritto autografo “dilavato e graffiato” come quello che costituisce il punto di partenza dei Promessi Sposi di Manzoni o del testo di un Anonimo Lombardo (come nel caso della splendida quanto parodica narrazione contenuta nel romanzo di Alberto Arbasino uscito nel 1959) ma di un manoscritto firmato con nome e cognome anche se contiene parti censurate e tra parentesi quadra apposte da parte del suo curatore nei punti in cui il racconto si arricchisce di particolari piuttosto scabrosi.

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Provocazione in forma d’apologo 261

Un tempo, quando avevo tempo per queste cose, me ne andavo a leggere in un parco cittadino sufficientemente tranquillo e silenzioso. Un giorno che stavo appunto leggendo (un poeta, qui non importa quale) su una panchina, la sola occupata da me fra molte deserte, comparve un uomo e mi si sedette accanto. Era un barbone, peraltro dall’aspetto abbastanza pulito e in ordine, come appurai sbirciandolo con la coda dell’occhio, anche se non mandava un buon odore. Sedeva dritto, guardando avanti, come se non mi avesse visto, come se io non esistessi. Trascorsero alcuni minuti di silenzio durante i quali cercai di proseguire la lettura. Alla fine l’uomo, sempre guardando avanti, sempre all’apparenza ignorandomi, aprì la bocca e incominciò a parlare:
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Vivalascuola. Incantesimi a scuola

Incantesimi a scuola
di Mauro Germani

Da qualche anno propongo ai miei alunni di scuola secondaria di primo grado un’attività di scrittura creativa finalizzata alla realizzazione di brevi testi fantastici o del mistero, che sappiano creare atmosfere d’inquietudine o di paura partendo da situazioni di normale quotidianità, oppure testi in grado di sorprendere il lettore, magari con un colpo di scena finale. I ragazzi solitamente accettano la sfida con impegno ed entusiasmo perché mettono in gioco la loro fantasia e la loro creatività. I risultati raggiunti sono spesso sorprendenti, come credo dimostrino i brevi racconti qui presentati. Continua a leggere→

Sospesi in un oceano di luce e riflessi

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“Intorno al tronco di una grande quercia maestoso come l’albero maestro di un veliero, si avvolgono le scale a chiocciola: una spirale danzante che prende il volo per portarci nel regno dei rami frondosi e dell’immaginazione. È una casa sugli alberi o il nido di un uccello quello nel quale siamo appena entrati?”
Alain Laurens descrive così l’ascesa verso una delle innumerevoli case sugli alberi realizzate dal suo studio d’architettura “La Cabane Perchée” negli ultimi tredici anni, ed è con questa fiabesca didascalia, che introduce una delle tante immagini da sogno in esso contenute, che comincia anche il volume Exceptional TREEHOUSES.
Pubblicato dall’editore Abrams di New York, e corredato dalle brevi descrizioni di Laurens stesso e del suo team, Exceptional TREEHOUSES è un grande libro fotografico che racchiude gli scatti ralizzati da Continua a leggere→

La scoperta dell’orrore (una esperienza taoista).

tumblr_mifk3fOM9G1qb5t88o1_r1_500Il mio battesimo con la morte avvenne quando avevo meno di dieci anni.
Mio padre, mentre eravamo in vacanza nel paese dov’era nato, mi portò un giorno al mattatoio locale.
Non so quale fosse lo scopo che l’animava.
Forse era semplicemente curioso, o forse aveva in mente di impartirmi una lezione, di farmi prendere confidenza con quello che non riusciva a spiegarmi a parole. Continua a leggere→

Ci sei

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da qui

Mancava solo questo per finire.
Ho imparato a innalzare grattacieli,
cattedrali dai nobili pinnacoli,
persino ponti sospesi sul nulla;
volavo e facevo volare, come
certi aeroplani che si lasciano
dietro una scia lucente d’illusioni.
Mancava solo un piccolo dettaglio
che ho scoperto per caso, disperando
d’oltrepassare il muro che isolava
me da lei. Basta poco per trovare
la porta: ecco, un po’ più in là, ci sei.