Archivio mensile:Maggio 2008

PRINCIPESSA

di Blackjack

Mi ero alzato soddisfatto. Non capita tutti i giorni di sedersi al tavolo con uno dei migliori giocatori di poker del mondo che, fra le altre cose, è anche il russo ricercato dalle polizie e dai servizi di mezzo mondo per traffico d’armi, e vincere. Il mio ego era più che appagato, galleggiava, anzi volteggiava leggero e invincibile. Continua a leggere→

L’UNA o L’ALTRA

Da un seminario interuniversitario da me condotto intorno al tema dell’importanza di essere umani. Il seminario intendeva portare l’attenzione su cosa accade quando diveniamo vittime dell’impulso all’elusione, quando diveniamo incapaci di riconoscere il dolore, la sofferenza, la tristezza nel volto di un altro. In questa negazione e indifferenza dimentichiamo il tratto distintivo della nostra umanità, che ritengo sia proprio abbandonare la nostra “persona”, cioè la nostra personalità, per accogliere il transpersonale. Lasciare attraversare la propria (?) identità dalla presenza altrui come presenza umana, divenire capaci di risponderle. Nell’incontro con l’altro scoprire le risorse simboliche della propria identità, raccogliere la brezza dello Spirito che pervade ogni cosa, fare esperienza del divino. Qui è il paradosso: si è veramente umani solo se si abbandona la nostra, presunta umanità!

Chi si rinserra nell’umano soffoca. Chi si proietta nel cosmo da cui è avvolto, si annulla estaticamente (Elèmire Zolla)

“Nella misura in cui si accetta, l’uomo scende nella profondità della propria natura che è negazione. Per questa ragione, non essere te stesso se non vuoi essere perduto”.

Sai che non è la ricerca della felicità il grande movente delle azioni degli uomini, ma il desiderio inerente a ciascuno dei tuoi atti “Non essere colui che sono”

(Basile Sureau) 

  Chiudevo il seminario invitando a una meditazione su questa poesia di Bousquet. Continua a leggere→

La poesia creatrice e redentrice di Arturo Onofri

di Magda Vigilante

Sulla poesia di Arturo Onofri gravano ancora numerose incomprensioni. In generale la critica tradizionale ha riconosciuto l’influenza che Onofri ha esercitato sui poeti ermetici, ma non ha approfondito, tranne alcune eccezioni, l’analisi della Terrestrità del sole, ultimo ciclo lirico composto dal poeta alla fine degli anni Venti (1) , giudicandolo una troppo programmata costruzione poetica il cui intento spiritualistico finisce per sopraffare l’espressione artistica. Solamente in anni recenti sono stati riscoperti il valore e l’originalità dell’ultima fase poetica onofriana per merito anche della ristampa dei 6 volumi che compongono il ciclo, eseguita tra il 1998 e il 1999 dalla casa editrice La Finestra di Trento. Continua a leggere→

Ermanno Cavazzoni: “Consigli a rovescio” [da: “Griselda on line, portale di letteratura”]

Se dovessi dare dei consigli ad uno a cui viene voglia di scrivere, gli direi: parti dalle interiezioni, che forse sono la parte più negletta della lingua scritta: ah, ahimè, porco cane eccetera, sono la parte più trascurata e invisa alla scuola. Gli direi: parti da un bel “oh perbacco”, da cui poi ne consegue qualcosa; non ogni persona dice “oh perbacco”, e lo si dice in situazioni particolari, con addosso una carica di sorpresa e anche di perbenismo, per cui c’è già tutto un abbozzo di personalità del personaggio parlante, che se avesse detto invece “vacca d’un cane”, io lo avrei già classificato come un rozzo e un banale, con tutto quello che ne consegue, anche un po’ di schifo per una tale greve personalità. Preferisco in genere i tipi che dicono perbacco. Continua a leggere→

LIBERI IN RETE – ibrid@prosa, ibrid@poesia

Da Ibridamenti

LIBERI IN RETE – ibrid@prosa, ibrid@poesia
Tre novità per Ibrid@prosa e Ibrid@poesia.
La prima è che anticipiamo il tema Libertà in rete perché vorremmo raccogliere i vostri testi su questo argomento, prima di lanciare la seconda fase del progetto Ibridamenti.
La seconda è che unifichiamo le due iniziative e perciò i vostri testi andranno inviati sia che si tratti di versi o di prosa, o di testi sperimentali basati sull’uso di immagini e suoni a: [email protected]
La terza è che avete più tempo.
Scadenza invio testi: non oltre le ore 24.00 del 30 giugno 2008

Tema:Libertà in rete
Virtualità significa possibilità di una libertà che non abbiamo mai conosciuto nel mondo off-line. Grazie alle tecnologie digitali, diventa possibile comporre, costruire un mondo artificiale, che ha carattere di singolarità: un mondo che è fatto soltanto per me, o per me e te, un mondo condiviso da un piccolo numero di persone (Franco Berardi)

Si tratta questa volta di dare ali all’immaginazione e di usare il testo per creare nuovi mondi. Perciò lo staff di Ibridamenti vi invita caldamente a partecipare perché abbiamo bisogno di sognare con voi.

I dettagli del regolamento sono qui per Ibridapoesia e qui per Ibridaprosa

Notizia l’è morta 2

di Mauro Baldrati

Continua, con grande, incontenibile slancio, la campagna anti dipendenti pubblici, che ha alle spalle la vera motivazione, cioè un attacco al servizio pubblico, il suo progressivo smantellamento e la privatizzazione di settori sempre più importanti.
L’ultimo capitolo di questa gigantesca opera propagandistica è il servizio portante del numero de L’espresso in edicola. Meno isterico del programma de La7 (già commentato qui), con un taglio più giornalistico, apparentemente più scientifico, è tuttavia un esempio di come dati reali, se esposti con una finalità ben precisa, perdano la loro valenza per essere usati come strumenti di propaganda. Perché la tesi è già scritta da tempo, e i dati che vengono forniti, numeri, percentuali, citazioni da studi, servono solo per confermarla: gli enti pubblici vanno ridimensionati, e i servizi esternalizzati (cioè affidati a privati).
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Fabrizio CENTOFANTI “Guida pratica all’eternità”


Vulcani

Turi era un ragazzo esile, ma con un sacco di idee. Nella vita avrebbe fatto qualcosa di grande, come l’Etna, che torreggiava sulle strade del suo paesone. La montagna lo ispirava: si sentiva nelle viscere la stessa potenza, che poteva fare di lui un uomo fortunato, uno di quei ricchi con il Rolex d’oro che aveva visto nelle pagine dei giornali per femmine letti e riletti dalla madre e la sorella. Continua a leggere→

Sigmund Freud [e i poeti]

“I poeti sono alleati preziosi, e la loro testimonianza deve esser presa in attenta considerazione, giacché essi sanno in genere una quantità di cose fra cielo e terra che il nostro sapere accademico neppure sospetta. Particolarmente nelle scienze dello spirito essi hanno di gran lunga sorpassato noi comuni mortali, giacché attingono a fonti che non sono ancora state aperte alla scienza.”

[in: Gradiva. Il delirio e i sogni nella Gradiva di Wilhelm Jensen, 1906, traduzione di Cesare L. Musatti, Bollati Boringhieri, ristampa 1997]

Un ciclo di incontri presso La Camera Verde per questa edizione del «Tiresia»

di Biagio Cepollaro

A Giuliano Mesa La Camera Verde dedica un ciclo di incontri.
Non si tratta di una rituale presentazione ma dell’avvio di un dialogo ‘vivo’ tra testo, autore e lettore.
Un dialogo che si approfondisce nel tempo e che chiama a reagire poeti e critici disposti a mettersi in gioco, a porre e a rischiare la propria esperienza e il proprio gusto nel campo di attrazione di una poesia tra le più significative degli ultimi decenni. Prospettive diverse da cui leggere l’opera ma anche possibilità di verificare tali prospettive grazie alla presenza di Mesa, tanto aperto ad accogliere i diversi apporti quanto rigoroso nel rigettare fraintendimenti.

Gli incontri con l’autore sono previsti alle ore 20.00 di mercoledì 21 maggio, 4 giugno, 11 giugno, 18 giugno e 25 giugno con la presenza di volta in volta di Marco Giovenale, Bruno Torregiani, Andrea Raos, Luigi Severi, Florinda Fusco, Andrea Inglese e Francesco Forlani.
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La tolleranza? Roba da Antico Regime

di Gustavo Zagrebelsky

La democrazia esige che le identità particolari siano ininfluenti rispetto alla pari partecipazione alla vita sociale; esige in breve di essere potenzialmente multi-identitaria. Non è stato così, in passato; anzi, non è pienamente così neppure ora.

Oggi, il problema della coesistenza di identità plurime è di natura etnico-culturale, comprendente l’aspetto religioso; storicamente, in Europa, è stato essenzialmente cultural-religioso, dipendente dalla separazione delle Chiese riformate dalla Chiesa di Roma, una separazione generatrice di guerre civili di religione. Continua a leggere→

E’ mancata Paola Febbraro

(di Massimo Sannelli)

Il peggio non è di chi va – come dice il proverbio: soprattutto se la partenza è preceduta da troppo dolore. Il peggio è di chi resta: soprattutto se i genitori sopravvivono ai figli. Ieri, il 22 maggio, santa Rita, è mancata PAOLA F. FEBBRARO, poeta. È morto il poeta che ha scritto «l’unica cosa che conta per cambiare lo stato di cose sono le cose concrete» (*La rivoluzione è solo della terra*, Manni 2002, p. 14). È morto il poeta che mi aveva inviato l’immagine di *Santa Cecilia e l’angelo*. Paola era bella – ricordo di averlo detto, *almeno una volta*, in pubblico: Paola, sei bellissima. I suoi testi non sono meno belli di lei:

*

il mio era come

un ritrarmi attorno

a fondi di bicchiere ad angoli di carta

i pugni nel cassetto

*

sono presa dalla voglia di lasciarmi attraversare

dalla nebbia mattutina della tua morte

a volte è questo il refrigerio

del ferro incandescente dentro l’acqua

Vecchietti

di Blackjack

Marciapiede. Città. Centro storico. Sono mezzo rimbambito nonostante l’orario, quasi le 10 del mattino, ma la nottata è stata lunga. Mi sono vestito a casaccio, jeans, camicia, un maglioncino blu e Superga bianche anche se ha appena smesso di piovere. Le uniche che ho trovato nel dormiveglia. Cammino rapidamente, assorto e impegnato a schivare un sole smorto che litiga con le nubi. Gli obiettivi sono, in ordine di percorso: edicola, tabaccaio e bar per la colazione.

Ma come fa la gente ad essere già pimpante a quest’ora? Continua a leggere→

Rifiuti speciali

I sacchi erano ammucchiati disordinatamente e il contenuto fuoriusciva sottoforma di involucri aperti e ammaccati, bucce di diversa misura e spessore, liquidi che lasciavano una scia sul nero della plastica, come se tutto l’unto del mondo si fosse dato convegno nella città dalle case di mattoni grigi e beige, dai tetti rossi spioventi su strade piene di gente colorata e vociante. Ventate maleodoranti la raggiungevano senza che ci si potesse difendere, ma c’era una specie di rassegnazione, come se ogni colpa commessa nella vita trovasse nell’offesa alle narici il suo giusto contrappasso. Continua a leggere→