Archivio mensile:Febbraio 2010

Vivalascuola. A 15 anni: se non a scuola dove?

Nell’apprendistato, dice il Governo. In un Paese (l’Italia) dove nel 2008 il 47% della popolazione aveva come titolo di studio solo la licenza di scuola media inferiore. Dove l’abbandono scolastico sfiora il 22% (la media europea è del 15%). Dove (rapporto Isfol) sono 126.000 (5,4%) i giovani tra i 14 e i 17 anni fuori da qualsiasi persorso di istruzione e formazione. Nel 2006 il Governo allora in carica in Italia innalzò l’obbligo scolastico a 16 anni. Adesso il Governo stabilisce che a 15 anni si possa accedere all’apprendistato, introducendo un conflitto tra norme, essendo vigente la Legge 296/06 che fissa a 16 anni l’età minima per lavorare. Si torna a una precoce scelta tra istruzione e avviamento a un lavoro che non c’è (v. qui e qui).

E se provassimo con la scuola?
di Marina Boscaino

Basta dare uno sguardo all’organizzazione dei sistemi scolastici dell’Europa dei 27 per rendersi conto dell’errore compiuto Continua a leggere→

Teresa De Sio. Rondine


Teresa De Sio. Rondine
Da: Primo Viene L’Amore (1997)

Lei aveva un’aria serena

dentro al suo abito da sposa

e un’andatura leggera

sembrava una maestra di ballo

Uscendo poi dalla chiesa

il sole forte l’abbagliò

sentì intorno l’aria del sabato

e con gli occhi socchiusi pensò

se fossi l’ultima rondine

io volerei anche stanca Continua a leggere→

Il romanzo delle alghe

di Guido Tedoldi
foto di Valter Binaghi

Milano, venerdì 19 febbraio 2010, Blam bar. Il programma della serata prevedeva la presentazione de Il magazzino delle alghe, oggetto narrativo dirò poi perché l’ho chiamato così) coordinato da Marino Magliani, pubblicato da Eumeswil e scritto da 20 scrittori noti nel web e sulla carta stampata.
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Ricordo di Nadia Campana.

(Nadia Campana. Da “Poesia” novembre 1990)

Per Nadia Campana.
di Maria Pia Quintavalla

Visto l’ultimo film di Marina Spada su Antonia Pozzi, ho – inevitabilmente – pensato a Nadia. Al frammento che si usa, come forma artistica, quando si deve ri-costruire o riparare alla pochezza, in un gesto d’amore, della memoria. Sono delle ricercate, delle scomparse.
Ho trovato grande l’analogia creata nel film, fra l’immagine di Antonia Pozzi, che sbocconcella e poi sputa, di nascosto, nel palmo della mano, l’arancia, subito dopo un’immagine eco cardiaca, diastole e sistole: la timidezza di lei rivelata. Così bella, altrettanto, sempre nel film, la sacralità di rivisitarne lentamente i luoghi vissuti. Se questo rito è vero, dà salvezza, e noi dovremmo terminare quelle tappe di avvicinamento al luogo natale (e mortale), per lei, di Cesena. Continua a leggere→

Unterm Machandelbaum

Unterm Machandelbaum

to Rachel Wetzsteon (1967- 2009)

Dies ist die Stelle

wo ein Kuss

immer den Falschen trifft,

die Kuckucksuhr

ihr Haifischblut

in meine leeren Arme bricht,

brennend vor Scham, Schande

und Glück.

Bin ich verwechselbar?

Wirst du an meinen Wunden mich erkennen? Continua a leggere→

In lotta con Dio

Adelio Valsecchi, In lotta con Dio. Il rifiuto , la fede in alcuni scrittori del XX secolo, Mimep-Docete.

Dall’ Introduzione

………..Gli scrittori, per loro natura, descrivono la realtà del mondo e dell’uomo mettendo in equilibrio o in pieno contrasto, le ragioni della mente e le pulsioni del cuore. I sogni, le astrazioni, spingono l’artista ad uscire dall’immobilità dei concetti per accedere al dinamismo dell’esistenza reale. Ma è difficile decodificare compiutamente le allusioni, le suggestioni, i simboli, le immagini del poeta e del narratore. Ecco la necessità di indagare, senza prevenzioni, insinuandoci nella psicologia dello scrittore, per raccogliere, anche in modo frammentario, le velate sincronie, le molteplici discordanze sul concetto di Dio e sulle sue più varie configurazioni. In alcune opere il volto di Dio è esplicito, in altre si impone un’indagine più approfondita negli  scritti autobiografici, negli epistolari dove il tono estetico è abbandonato per lasciare il posto all’immediatezza dei ricordi e delle aspettative sulla vita, sulla morte, sul Trascendente…………… Continua a leggere→

QUEL CHE RESTA DEL VERSO n.28: Lettere dall’interno della poesia. Paolo Maccari, “Fuoco amico”

Il titolo di questa rassegna deriva direttamente da quello di un grande romanzo (Quel che resta del giorno) di uno scrittore giapponese che vive in Inghilterra, Kazuo Ishiguro. Come si legge in questo poderoso testo narrativo, quel che conta è potere e volere tornare ad apprezzare quel che resta di qualcosa che è ormai passato. Se il Novecento italiano, nonostante prove pregevoli e spesso straordinarie, è stato sostanzialmente il secolo della poesia, oggi di quella grande stagione inaugurata dall’ermetismo (e proseguita con il neorealismo e l’impegno sociale e poi con la riscoperta del quotidiano e ancora con la “parola innamorata” via e via nel corso degli anni, tra avanguardie le più varie e altrettanto variegate restaurazioni) non resta più molto. Ma ci sono indubbiamente ancora tanti poeti da leggere e di cui rendere conto (senza trascurare un buon numero di scrittori di poesia “dimenticati” che meritano di essere riportati alla memoria di chi potrebbe ancora trovare diletto e interesse nel leggerli). Rendere conto di qualcuno di essi potrà servire a capire che cosa resta della poesia oggi e che valore si può attribuire al suo tentativo di resistere e perseverare nel tempo (invece che scomparire)… (G.P.)

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di Giuseppe Panella

Lettere dall’interno della poesia. Paolo Maccari, Fuoco amico, presentazione di Mario Specchio, Firenze, Passigli, 2009

Scrive Mario Specchio nella quarta di copertina a questo libro (il terzo di poesia dell’autore):

«Maccari sostiene il flusso dei sentimenti individuali, esistenziali, con una maturità disincantata e la punta di diamante della sua poesia penetra la realtà oggettiva, il cui spettro si va sempre più ampliando, delineandola in tutta la sua durezza, nella plasticità dell’immagine ed anche nella struggente tenerezza della sua caducità. E spesso il lievito segreto di questa felice alchimia risiede in una ironia sottile e indagatrice che niente ha a che fare con la corriva e spesso stolida ironia ‘minimalista’, ma è semmai vicina a quella che Thomas Mann definiva “ironia erotica”, che è difesa e attacco. Difesa dell’Io poetico e dalle sue sempre incombenti ipertrofie, e attacco alla esistenza delle cose, alla loro, non di rado, crudele sordità».

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Frammenti di romanzo (La conquista dello spazio 10)

Nella mia stanza non ci sono solo parole già confezionate, ma anche parole da comporre con pazienza, a volte con fatica. Per esempio quelle di un romanzo su don Mario, che sto incubando da tempo e che prima o poi dovrebbe apparire in superficie..

***

Il Cardinal *** convocò don Davide tramite la sua segreteria. Il prete, come sempre in questi casi, ebbe un sussulto. Fece una rapida anamnesi per ricondurre alla memoria eventi che potessero risultare sgraditi alle gerarchie ecclesiastiche, ma gli parve di non trovare nulla. Continua a leggere→

Consiglio di classe

La scuola. Ancora un De Profundis
di Michele Lupo

Filippo La Porta, nell’introduzione a un volumetto di scrittori-insegnanti sulla scuola, Consiglio di Classe, uscito da poco per Ediesse, scrive che “Non si ragiona abbastanza sul conflitto che si è formato tra la scuola e la società (come si è andato configurando nell’ultimo decennio)”. Continua a leggere→

Anche Carver ha scritto poesie – Daniele Gennaro

di Franz Krauspenhaar

Una raccolta comprendente 50 poesie abbastanza brevi, divise in sei sezioni. L’autore, Daniele Gennaro, classe 59, è uno psichiatra di quel Piemonte alessandrino che guarda a media distanza le selve e i mari della Liguria. Genova fa ben sentire la sua influenza, così che possiamo parlare di una terra lieve e mesticata. Gennaro scrive con la sua penna affilata versi veloci e fortemente impressionistici, poco attenti alla sonorità. E’ un rifarsi, il suo, a una poesia prosastica che appunto canta poco e solo per avventura, e che secerne immagini spesso impreviste accostando parole desuete con altre a noi molto vicine nel tempo; e anche, spesso usando verbi inventati traendoli da certi sostantivi. Il titolo richiama alla poesia in forma di prosa (o viceversa) del grande scrittore di racconti americano e forse è la cosa meno riuscita di questo buon esordio. Apre le danze una bella prefazione di Elio Grasso. Continua a leggere→

NEL SEGNO DELLA PAROLA

Jean-Jacques Viton (FRA), intervista e reading
Biagio Cepollaro (MI), reading con videoproiezioni
Mario Bertasa (MB), reading con videoproiezione

Giovedì 18 febbraio h. 21.00
MONZA Teatro Binario 7 (via Turati 8, di fianco alla stazione FS)

Serata nel segno del fare poesia con la parola, così come nel segno della parola poetica in quanto segno.

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Jean-Jacques Viton: “Il commento definitivo”

Viton (1933), uno dei poeti francesi contemporanei più significativi, leggerà il suo “commento definitivo” (traduzioni di Andrea Inglese). Inoltre, grazie all’intervista live condotta dal poeta Andrea Raos, sarà possibile approfondire la poetica dell’autore, la cui ricerca è per prospettiva difficilmente rintracciabile in autori Italiani.
La sua scrittura predilige l’attraversamento burlesco e anarchico di eventi che si offrono senza gerarchie allo sguardo e alla memoria poetica. Spesso la sfera dell’esperienza quotidiana diviene terreno prediletto per un’esplorazione dei margini, dei resti, delle anomalie. I testi sono tratti da DECOLLAGE (P.O.L, 1986) e da IL COMMENTO DEFINITIVO. POESIE 1984-2008 (Metauro, 2009)

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Biagio Cepollaro: “Da strato a strato”

Cepollaro, poeta di punta del Gruppo 93, traccerà con testi rappresentativi, il suo percorso poetico-artistico con la proiezione di immagini della sua ultima produzione visiva e leggendo dall’ultimo libro DA STRATO A STRATO (La Camera verde, 2009), da SCRIBEIDE (P. Manni,1993), da NEL FUOCO DELLA SCRITTURA (La Camera verde, 2008) e da LAVORO DA FARE (E-book, 2006). Si è distinto per l’acume critico e le sue doti di didatta, doti che per molti anni gli studenti del Liceo Scientifico Statale “P. Frisi” di Monza hanno potuto apprezzare.

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Mario Bertasa: “Atroce #31-0 (Integrale 0.1)”

“Atroce”, la silloge poetica di una delle voci più rilevanti di MeB, inclusa nell’antologia “Mappa giovane”, debutta nella versione live, integrale, detta tutta d’un fiato, con articolazioni rapidissime della pronuncia e videoproiezione verbali e distorsori di voce.
Nel foyer, a disposizione del pubblico, “LaPoesiaSalvaLanima” distributore gratuito di poesie, realizzato secondo i principi della street art (installazioni create con materiale di riciclo e collocate in luoghi non convenzionali) dalle classi II E e III A della Scuola Secondaria di Primo Grado “Anna Frank” di Monza nel laboratorio di scrittura e lettura “pronto soccorso poetico” curato da Silvia Monti (con la collaborazione della prof. Licena Elli)

Provocazione in forma d’apologo 147

Congedo con una stretta di mano il tesista raggiante per i dati e i consigli che gli ho fornito e mi affaccio alla porta del mio ufficio. Per un istante contemplo soddisfatto il mio piccolo e scelto pubblico di ricercatori e di manager, poi io stesso chiedo: “Chi è il prossimo?”. Oggi la segretaria non c’è, devo provvedere da solo a far passare i clienti in attesa. Naturalmente pronuncio la frase, quasi degradante per un funzionario par mio, cercando di virgolettarla con un sorriso ironico.
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Il cielo sopra i comignoli. Di Nadia Agustoni

(comignolo)

Il cielo sopra i comignoli.
Di Nadia Agustoni

Il primo cielo che incontro lo dico sottovoce. Appare pochissimo ed è un cielo calmo che respira e ha un azzurro che si apre tra le nuvole e scende fino a una linea bianca simile al fumo di comignoli invisibili. Mi protendo sul cornicione e rimango in bilico un attimo e prendo questo cielo come se stesse tra due dita. In effetti dopo ho le dita azzurre, a piccole macchie quasi pallide. Penserete che sono un artista o un semplice acrobata. In verità è tutto diverso da come sembra. Io sono un bambino che sta sopra i tetti e conosce i tetti e le tegole e i comignoli e il fumo dei comignoli e il cielo sopra i comignoli. Vi basta? Dovete sapere che non è difficile vivere sui tetti. Molti gatti lo fanno e anche io lo faccio, anzi non saprei vivere in un paese dove le case non hanno i tetti. Continua a leggere→

Presentazione de “Il magazzino delle alghe”

Giovedì 18 febbraio
ore 19.30
Presso il bar BLAM di via Ronzoni, 2 a Milano
presentazione del volume
“IL MAGAZZINO DELLE ALGHE”
a cura di
MARINO MAGLIANI


Giovedì 18 febbraio alle ore 19.30 presso il bar BLAM di via Ronzoni, 2 a Milano, sarà presentato il nuovo libro a cura di Marino Magliani: IL MAGAZZINO DELLE ALGHE edito da Eumeswil. Il volume contiene inediti di Franco Arminio, Mauro Baldrati, Remo Bassini, Mario Bianco, Valter Binaghi, Fabrizio Centofanti, Riccardo De Gennaro, Marco Drago, Riccardo Ferrazzi, Francesco Forlani, Carlo Grande, Franz Krauspenhaar, Giulio Mozzi, Stefania Nardini, Giacomo Sartori, Beppe Sebaste, Alberto Pezzini, Giorgio Vasta e Giovanni Agnoloni. Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.33: Il web e la critica. Giulia Iannuzzi, “L’informazione letteraria sul web. Tra critica, dibattito, impegno e amori emergenti”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

 

Il web e la critica. Giulia Iannuzzi, L’informazione letteraria sul web. Tra critica, dibattito, impegno e amori emergenti, presentazione di G. C. Ferretti, Milano, Biblion Edizioni, 2009

Scrive Gian Carlo Ferretti nella sua Presentazione a questo volume:

«Sull’impostazione del lavoro l’Introduzione stessa porta motivazioni e chiarimenti precisi, indicando tra l’altro due nodi alternativi fondamentali: tra esaltazione e demonizzazione del web (democrazia e mercato), e tra criteri di popolarità e di autorevolezza per valutare i siti. Giulia Iannuzzi scioglie con intelligenza e concretezza questi nodi nel vivo delle analisi campioni scelti, che ne sottintendono naturalmente tanti altri, per analogia o per contrasto. Già questi sei campioni scelti offrono un variegato panorama di strutture e organizzazioni redazionali, ruoli interni e contributi dei lettori, contenuti e rubriche, formule e linguaggi, politiche di recensione e rapporti con l’editoria tradizionale. Un panorama altresì caratterizzato da interessi e sensibilità comuni, e in particolare da una consapevole partecipazione critica ai problemi civili e sociali contemporanei, con iniziative coordinate tra i siti» (p. 5).

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