Archivi categoria: Oltre la letteratura

Fieramente in vendita -di Angela Vettese

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[dalla Domenica del Sole 24 Ore del 18.1.2009]

“Ma è meglio – mi dirai – spendere soldi per comperare libri, piuttosto che per accogliere bronzi di Corinto o Quadri”. Così recitava Seneca, fingendo un contraddittorio, nel IX capitolo de La tranquillità dell’animo. Già dai tempi della romanità, chi comperasse opere d’arte con la smania di accumularne veniva visto come persona fatua.
In altri tempi, Andy Warhol fu un bulimico dell’acquisto, nell’arte così come nelle manifatture pregiate, e si narra che avesse un intero palazzo pieno di casse e imballi con opere mai guardate dopo averle pagate. Continua a leggere→

“Libeccio” – Intervista a Folco Quilici

Testo introduttivo e intervista di Giovanni Agnoloni

Folco Quilici, giornalista, scrittore e regista, è il protagonista per eccellenza della storia del documentario di cultura e viaggio in Italia. In questa intervista cercheremo di scavare un po’ più a fondo nei “segreti” e nello spirito del suo affascinante lavoro, prendendo spunto dall’uscita del suo ultimo romanzo, “Libeccio” (ed. Mondadori, 2008). Continua a leggere→

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne

Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni

“Un dramma in Livonia”, di Jules Verne (a cura di Giuseppe Panella e Massimo Sestili) Altrimedia Edizioni, € 16,00

Un dramma in Livonia: un inedito di Jules Verne (Nantes, 1828- Amiens, 1905), l’autore de “Il giro del mondo in 80 giorni” e “Ventimila leghe sotto i mari”. Un libro del 1904, che non conoscevamo e che ci può sorprendere. È edito da un piccolo editore, Altrimedia Edizioni, che balza all’attenzione generale con una pubblicazione di qualità. Il tutto a cura e per la traduzione di due professori e scrittori, Massimo Sestili (docente presso una Scuola Media Superiore di Roma) e il “nostro” Giuseppe Panella (che insegna alla Normale di Pisa).
Quale miglior occasione per una chiacchierata in compagnia, o se vogliamo un’“intervista di gruppo”, neanche fossimo in videoconferenza? Continua a leggere→

Giorno della memoria: tre problemi

Giorno della memoria
di Stefano Levi Della Torre

La “Giornata della memoria” non può seguire un corso lineare. Mentre si estingue la generazione dei testimoni, cambiano gli interlocutori, la loro ricezione e le loro domande. Ci rivolgiamo soprattutto ai giovani, alle scuole, e con l’immigrazione cambiano la composizione culturale, le mentalità e le sensibilità delle società europee. Si infiammano i rapporti tra maggioranze e minoranze, e le rispettive pretese identitarie entrano in competizione. La stessa integrazione degli ebrei, già tradita dalle persecuzioni del xx secolo, si misura ora coi problemi dell’integrazione di altri gruppi e di altre comunità. Le memorie competono con le memorie, e lo statuto di “vittima”, che è andato crescendo di peso nell’immaginario simbolico, è sempre più conteso per la sua valenza identitaria e politica. Continua a leggere→

I domatori di stelle

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di Luigi Dell’Aglio

Parla Buscema: «La matematica è l’arte di immaginare che apre strade anche all’uomo comune. Credere? Può essere d’aiuto nella ricerca»
«La matematica è l’arte di immaginare e di dimostrare, cogliendo le invarianti più astratte della realtà. Procedendo solo con un pensiero astratto e con le sue conseguenze logiche, ci si allontana infinitamente dalla realtà ma per trovarsi, alla fine, nel cuore stesso della realtà. Ecco il prodigio della matematica, arte di trasformare, in maniera analitica, l’impossibile nel possibile». Questa è oggi la scienza di Euclide e Leibniz, secondo il professor Massimo Buscema, computer scientist di grande successo, che ha conseguito fama internazionale con nuovi modelli e algoritmi di intelligenza artificiale, alcuni dei quali confluiti in 14 brevetti internazionali. È fondatore e direttore del centro di ricerche «Semeion» ed è il secondo tra gli autori più prolifici, a livello mondiale, nel campo delle reti neurali artificiali (fonte: GoPubMed 2008). Consulente di New Scotland Yard, con il Progetto Central Drug Trafficking Database ha fornito alla più famosa polizia del mondo il know how per scoprire le rotte del traffico internazionale di droga dal momento dell’entrata e della capillare distribuzione sul territorio britannico. Continua a leggere→

Il mercante di utopie, di Anna Sartorio

Recensione di Alberto Pezzini

Il mercante di utopie (La storia di Oscar Farinetti, l’inventore di Eataly) – Anna Sartorio – Sperling & Kupfer – pagg. 273 – euro 17,00

Questo è un libro scritto con dei sogni. Nel senso che Anna Sartorio ha usato qualcosa più simile ad una bacchetta magica che ad una penna. O ad un computer. Per i giri delle frasi, e per le parole che ci sono nelle pagine. Le parole, si sa, sono come pietre. Oppure rune dentro cui scavare e cercare un significato alternativo. Come guardarsi dentro un sogno, appunto. In un’altra dimensione. In uno specchio fatto di tradizione, colline, terra da mangiare quasi, e sogni. Oscar Farinetti non è persona normale. Nel senso che non è uomo di terra e basta. E’ uomo di nuvole, spiriti che arrivano da lontano, ed una dose enorme, ma enorme di fantasia. Accanto al fiuto terragno per gli affari c’è una zona molto profonda da cui Farinetti deve trarre le sue visioni. Nasce come elettrodomesticaro ma già con qualcosa che lo divora da dentro. Sartorio ci parla di una scimmietta che sta tutta una vita a cissare (in piemontese cissa chi ti tormenta) l’uomo, quasi fosse il suo daimon, un minuscolo spiritello capace di indirizzare Farinetti sempre verso nuovi lidi. E’ uno spirito inesausto il suo, che non si accontenta mai di dove è arrivato. Ricorre addirittura a dei binocoli ad infrarossi per cercare di bruciare la concorrenza. Continua a leggere→

25° anniversario della morte di Giuseppe Fava (1925-1984) ucciso dalla Mafia.

 [youtube=http://www.youtube.com/watch?v=jAogBSvaSyU&hl=it&fs=1]

VIDEO: L’ultima intervista del giornalista Giuseppe Fava, da “Film dossier” . Una settimana dopo, il 5 gennaio 1984 a Catania, Fava viene ucciso dalla mafia.

La trasmissione della Rai “La Storia siamo noi” ha dedicato una bella puntata a Giuseppe Fava: “Giuseppe Fava, un uomo”. Se non avete visto la trasmissione, il video è online [QUI]

Per saperne di più su Giuseppe Fava: Fondazione Fava [QUI]

(f.s.)

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Ryuichi Sakamoto – Arto Lindsay: War & Peace

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=HKkZL86ZaOw]

Dall’ultimo disco “ufficiale” di Ryuichi Sakamoto, Chasm (2005), War & Peace è il risultato di una collaborazione tra Sakamoto (musica) e Arto Lidsay (liriche). Mille voci che si rincorrono, mille accenti diversi. Non è più Inglese, è world language.

Is War as old as Gravity?

If I love Peace, do I have to love the trees?

Are there animals that like peace and animals that like war?

Is peace quiet?

Is making war an instinct that we inherit from our Hunting or Farming Ancestors?

Were Farmers the first Warriors?

Do we love without thinking?

Do we do the right thing without thinking?

When children fight with their brothers and sisters, are they learning how to make war?

How do we test the limits of our bodies without war?

Why do they compare war to a man, and peace to a woman?

Peace is unpredictable.

Why is war so exciting?

War is the best game and the worst fight.

Is peace the hardest work?

Is peace a time of tension?

What are the different kinds of victory in a war? In a race?

Is despair a solution?

Why is dangerous to say: never forget? Continua a leggere→

Il disco dell’anno

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David Byrne & Brian Eno
Everything That Happens Will Happen Today

di Pierfrancesco Pacoda

Musica della liberazione, tappeti sonori incalzanti, elettronica ‘amorevole’, perché capace di riconciliarci con l’ambiente, ed una voce salmodiante, come se mantra urbani accompagnassero le nostre vite. Un capolavoro, quasi trent”anni dopo My Life in the Bush of Ghost, l’album che, per la prima volta, portò tutti i colori e le emozioni tribali dell’Africa nelle città, tra la giungla ed il cemento. Byrne e Eno, ballate che utilizzano la musica popolare come fosse una tavolozza pop, dove scegliere, e poi mischiare, le passioni necessarie. La produzione di Eno varca i confini del rock, ci fa entrare, con la voce di David Byrne, in un universo ancora meravigliosamente ricco di palpitanti sensazioni. Esplorazione, come pratica di esaltazione della creatività.

(Hot Contemporary Magazine)

Stiamo attenti alla nostra umanità

di Massimo Parizzi

Mi hanno chiesto di parlarvi di Beslan. Sapete tutti che cos’è Beslan?
L’1 settembre 2004 un gruppo di terroristi ceceni assalta, dopo averla minata, una scuola elementare di questa cittadina dell’Ossezia, nel Caucaso, e prende in ostaggio centinaia di alunni, genitori e insegnanti. È il primo giorno di scuola. Il 3 settembre nell’edificio si odono spari ed esplosioni, e le forze speciali russe intervengono. I morti sono centinaia, in gran parte bambini. Continua a leggere→

Il ritorno dell’incubo del diavolo – di Franz Krauspenhaar

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Eppure si tratta di onde, e di emozioni. Al caldo delle nostre casupole, stretti alle radici di pietra, stretti alle coperte di musica e di libri che leggiamo. E carezze a qualcuno. E scuoterci. Se non rimane che il freddo dei nostri scontenti. Se non rimane che il biscotto al cioccolato della prima colazione e la sigaretta della prima autopunizione. Continua a leggere→

SCEMPIATI TASSELLI DI UN UNIVERSO IN COSTRUZIONE di Alfonso Lentini

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di Alfonso Lentini

Mi scrivi: “La terra che attraversiamo è in parte raccolta negli specchi della nostra casa. Noi siamo questi specchi, che vanno consumandosi nel viaggio intrapreso. Siamo la loro lucentezza e il loro lento offuscamento”.

(Flavio Ermini, Il moto apparente del sole)

Tagliando idealmente a metà in senso verticale il corpo di un essere umano, notiamo che (in base a quella che viene comunemente definita “simmetria bilaterale”) esso è formato di due parti specularmente identiche.

C’è dunque nel corpo (e forse anche nella natura) degli umani una sottile armatura specchiante, inesauribile fonte di mille diramazioni mitologiche, iconologiche, religiose, filosofiche, fra cui spicca un’allusione al mito dell’Ermafrodito, cioè alla coesistenza del due nell’uno; e alle due nature, femminile e maschile, che solo se fuse insieme conducono a una qualche completezza, per quanto problematica. C’è nei corpi (e forse nella natura umana) questo taglio verticale, questa ferita primigenia: un’interfaccia speculare che ognuno porta celata dentro di sé. Una cerniera che separa, si direbbe. Ma anche una tessitura che “rispecchia” e per questo tende a gettare ponti, riannodare. Come quella dell’orizzonte, è una linea che distacca ma nello stesso tempo congiunge terra e cielo.

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CUORI SENZA FRONTIERE

ar-palORE 23.00.
Yesser era stufo di studiare. Nella tiepida notte mediorientale mille aromi: profumo di fiori, di primavera, di vita. Tutto invogliava a uscire, a camminare fischiettando e ringraziando Allah per la sua grande e illuminata presenza. C’era gente per strada. Non si udiva sparare nel cuore di Gerusalemme; la paura poteva essere accantonata, almeno per quella sera. Yesser decise di raggiungere il bar e cercare qualche amico. Continua a leggere→

Consigli di fine anno, ovvero il peccato di essere divertenti

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di Sergio Pasquandrea

Se dico “divertente” dico una parolaccia? A volte, nel jazz, pare di sì.
Ho sentito con le mie orecchie esimi critici biasimare Stefano Bollani perché “non fa musica seria”. Ossia: è divertente, quindi non è abbastanza “rispettabile”.
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Gesù ebreo

di Mauro Pesce

I. Gesù fu ebreo nella pratica di vita, nelle idee e nella cultura

L’esperienza di Gesù e quella dei primi cristiani non è una esperienza filosofica, una riflessione astratta a tavolino condotta da singoli, ma l’esperienza di vita di un gruppo. Il primo messaggio di Gesù è la sua pratica di vita, come Adriana Destro ed io abbiamo cercato di mostrare in L’uomo Gesù. Luoghi, giorni, incontri di una vita (Mondadori, 2008). Come nel cattolicesimo può nascere un nuovo ordine religioso, senza che questo comporti la sua uscita dalla chiesa cattolica (si pensi ad esempio al manifestarsi della novità di Francesco di Assisi e al costituirsi dell’ordine dei francescani) così la nascita del movimento di Gesù, con la sua originalità, non significa l’uscita dal Giudaismo, ma soltanto che ai diversi gruppi giudaici se ne aggiunge un altro: quello dei gesuani. Continua a leggere→

La Cracovia di Wojty?a

Articolo di Giovanni Agnoloni, pubblicato per la prima volta su www.alibionline.it (sito creato e gestito da Saul Stucchi)

A Cracovia mi affaccio da una finestra che dà su cortili interni dai muri sbrecciati. Verde trascurato, cancelli semiaperti. Rami di alberi protesi come dita moribonde verso il cielo. In fondo si vede una casa dalla facciata fiamminga, che sembra una di quelle di Amsterdam. L’aria sa di foglie morte, in quest’autunno iniziato da poco. È una fragranza che mi invoglia ad uscire. Continua a leggere→

I racconti della libertà, di Agnes Heller

In questo testo farò ricorso al concetto di grand récit (”grande narrazione”) nello spirito di Pierre Nora e della sua scuola di Storia e Memoria. Con ciò alludo ai racconti, alle storie, alle fantasie, ai modelli dell’immaginario che funzionano come una sorta di archetipo in una data cultura […]. Le grandi narrazioni europee sono da una parte la Bibbia, dall’altra la filosofia e la storiografia grecoromana. Si tratta di testi perché è l’unico approccio possibile a eventi, azioni e lingua parlata. Anche se oggi ne sappiamo di più grazie agli scavi archeologici e ai ritrovamenti, queste conoscenze aggiuntive non influiscono minimamente sul nostro rapporto con le grandi narrazioni. I testi, e non i reperti archeologici, vengono ancora oggi continuamente reinterpretati, presentati ed elaborati nella letteratura, nella pittura, nella filosofia, nella politica e anche nella vita quotidiana […] Continua a leggere→