Cristo Re


quando ti ho visto con la faccia grigia

amico

mi sono chiesto tutto in una volta

mi sono fatto tutte le domande

ho sognato di morire

da sveglio

di risorgere in un mondo

dove non bruciano la gente

paradiso dove l’odio si stempera

e l’ira e la follia sono ricordi sbiaditi

come vecchi film

né posso dire che mi manchi

perché sei qui più di tante persone

morte prima del tempo

sei diventato voce

suono

vento di novembre

Spirito Santo delle ore più comuni

Padre Elia Spezzano. Una poesia


Ferite, Stelle, Spina, Pesci

Tu sei la mia ferita più profonda,

La spina più acuta che ho dentro;

Ferita aperta dentro l’anima,

Spina viva nel cuore sanguinante.

Ed insieme sei stella luminosa

Nel mio cielo, e pesce più lucente

Nel mare sopra cui sto navigando,

Che nuota libero nelle sue acque.

E metterò un’esca su un amo,

Getterò una rete per pescarti,

E quando salirai sulla mia barca,

Scioglieremo le vele per andare

Spinti dal vento, in mare aperto

Verso terre alla fine del mondo.

E vivo nel dolore di amarti, di tenere vivo il tuo ricordo;

Nella gioia di renderti presente

Sapendoti ogni giorno lontana.

Poesia italiana del XXI secolo

Elisabetta Stragapede vive a Ruvo di Puglia e lavora nel campo dell’editoria. Ha fondato l’Associazione culturale In folio, per la quale si occupa dell’organizzazione di eventi, manifestazioni culturali e della realizzazione del format “Passeggiate letterarie”. Le sue poesie sono presenti su diverse antologie e enciclopedie poetiche. Ha partecipato all’album Anche se parto domani con il testo della canzone Se tornasse primavera, Osteria del mandolino Edizioni musicali Flipper/Cosmica (2020). Ha pubblicato La misura del tempo, Secop edizioni (2018) e La variabile umana Liberaria Editrice (2022).

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Un’altra cosa


Il nostro compito? Far crescere l’amore. È possibile facendo memoria dell’amore ricevuto. Il flusso della vita ha bisogno di espandersi, di riempire l’universo. All’inizio della Sua predicazione, Gesù non disse “il tempo è compiuto”, ma “il tempo è riempito”, che è tutta un’altra cosa.

David Maria Turoldo. Maniaco di Dio

di Alida Airaghi

Vent’anni fa l’editore Rizzoli ha dedicato alla figura di Padre David Maria Turoldo un prezioso volumetto, Nel lucido buio, ormai recuperabile solo tra i Remainders o negli outlet di qualche libreria online. Vi sono raccolte brevi prose liriche e i versi scritti dal frate poeta pochi mesi prima della morte, avvenuta a Milano il 6 febbraio del 1972 per un tumore al pancreas. Continua a leggere

Frammenti di Cinema # 57

L’antropocene al cinema si declina in catastrofi o fantascienza. Impressionante è vedere il letto del Tevere completamente prosciugato nell’ultimo film di Paolo Virzì, Siccità (2022). La trama è meno inedita. L’aridità è quella dei sentimenti. Quando riscopriremo la nostra umanità comincerà a piovere (ma può essere il contrario, comincerà a piovere quando ritroveremo la nostra anima autentica). Ridley Scott gioca con una suggestione opposta in Blade Runner (1982). Nel suo futuro piove sempre. Nel sequel, invece, Blade Runner 2049 (2017) di Denis Villeneuve, sopravviene la neve a ricoprire ogni residua traccia del nostro passaggio. Il mondo di Waterworld (1995) di Kevin Reynolds, poi, sembra un contrappasso:  le guerre di oggi hanno l’acqua quale oggetto del contendere (Le guerre dell’acqua, Vandana Shiva, 2003). Il film, come si sa, fu un flop, ma non impedì allo sceneggiatore David Twohy di ritornare sulle catastrofi climatiche, questa volta da regista di The Arrival (1996). Con un particolare non secondario: il riscaldamento globale è stato provocato dagli alieni.

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Down Under: Finalmente letteratura! ITALO CALVINO (seconda parte).

Sponsorizzato dall’Ambasciata d’Italia a Wellington, dal Ministry for Ethnic Communities della Nuova Zelanda e dalla Società Dante Alighieri di Auckland, il podcast Finalmente letteratura! vede il Professor Bruno Ferraro* e Matteo Telara chiacchierare di autori, società, letteratura e cultura italiana dal lato opposto del mondo, in leggerezza, nel cosiddetto Down Under neozelandese, tra aneddoti curiosi e brevi approfondimenti.

Nel primo episodio dedicato ad Italo Calvino, Bruno e Matteo avevano conversato dell’arte combinatoria, la struttura letteraria usata da Calvino in alcuni dei suoi libri, quali Le città invisibili e I tarocchi.
Calvino scrisse anche saggi teorici, tra i quali Cibernetica e fantasmi, tratto da una serie di conferenze fatte nel 1967 in varie città italiane, sulla narrativa come processo combinatorio. Calvino era molto interessato alla Continua a leggere

Matera in alcune poesie di Danila Marchi

Danila Marchi è un’insegnante imperiese di scuola primaria. Come poetessa, ha ricevuto il riconoscimento della giuria nel concorso poetico letterario del ponente ligure ( Arma Di Taggia) “Ossi di Seppia” negli anni 2015, 2016 e 2017, e quello al concorso Engels Von Bergeiche nel 2015. Nel 2016 e nel 2017  è entrata tra le  finaliste al concorso Magnificat a Falconara Marittima e, nel 2016, ha conseguito il primo premio per il racconto “La ragazza del blues”in Basilicata. Ha partecipato al premio Poseidonia Paestum e nell’estate del 2022 ha ottenuto una menzione di merito per una poesia in vernacolo.

Seguono alcune sue poesie ispirate da Matera.

LE ANIME TRA I SASSI

Mentre raminga vago tra i sassi
smuovo dalle rocce nitidi i ricordi
candore di anime scolpite sulla pietra

Vedo ancora grandi quegli occhi assorti
indugiare invocando ai piedi delle grotte
pane pietà e la misericordia di Dio

Avvolti nello spesso specchio vitreo bianco
assenti al vagito che fluisce dal mondo
agli sguardi ignari ai volti indifferenti

Malati di vita nel glaucoma antico
che opacizza il limpido cristallo
mentre moscerini mosche e pece
si posano sulle pupille imbrunite
retine vuote di laghi prospicienti
orli di anime senza sensibile sentire

E in quegli sguardi madidi mi perdo
tra quei destini amari avari mi protendo
nella viuzza all’uscio della spelonca al chiuso
che il buio della notte ingoia e inghiotte

E mi sento addosso gli affanni di quelle brevi vite
di quei tempi di quegli anni nelle rocce intrise
di quei corpi dolci amati avvolti di incolore
su quegli usci aperti in quelle vite acerbe di dolore Continua a leggere

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente”

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica)” (2018)

1) È scomparsa la critica militante?
2)È ancora valida la linea dicotomica tracciata da Gianfranco Contini: la «Linea innica» e la «Linea elegiaca» del Novecento?
3) La Nuova Ontologia Estetica?
4) Il Grande Progetto

Domanda: Ho letto il tuo libro, Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica (Progetto Cultura, 2018 pp. 512 € 21), un lavoro monumentale di indagine ermeneutica sulla poesia italiana e sui nuovi orientamenti della «nuova ontologia estetica». Perché quel titolo? Continua a leggere

Un mondo nuovo (II)

di Roberto Plevano

Certi giorni ho l’impressione di essere su un treno che corre rapido verso un ponte crollato. Si sa che ci vuole tempo e spazio per fermarlo, ma non si capisce bene chi è ai comandi, nessuno sa quale sia la leva del freno, ammettendo pure che ce ne sia una (non c’è, o non è stata finora trovata), tutti, o quasi tutti, pensano alle loro faccende personali e di famiglia, e che in qualche modo se la caveranno. Dopotutto, gli esseri umani attualmente viventi se la sono comunque cavata, fino a oggi, anzi, fino a ieri. Il treno accelera, le porte sono sbarrate.

(Fuor di metafora – e dàgli con gli stilemi della civiltà del libro, le convoluzioni del pensiero sono costrette da molti ceppi – il ponte crollato è il mondo di ieri, e il mondo di ieri, così esplorabile e disponibile alle umane necessità, se pure in modi e gradi diversi, potrebbe essere, di qui a poco, l’unico mondo che la specie umana ha abitato, prima di annientare sé stessa.)
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Poesie di Anna Littardi

Una selezione di versi di Anna Littardi, da AA.VV., Quaderno di Poesie. Ottobre 2022 (ed. Robin)

 

Nel vecchio parcheggio
davanti al mare
la solitudine si dilata,
toccando angoli celati alla coscienza
le parole rotolano
costruendo nuove cattedrali,
non ho il tempo di spiegare
travolta dall’urgenza delle paure,
non riesco a definire i confini
di un dolore che penetra a fondo
nelle trame di un dipinto
nascosto tra nuovi timori.
Fuori i gabbiani
solcano i cieli dell’ Apocalisse.

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Primi passi del fascismo nel dopoguerra

di Antonio Sparzani

A partire dalla tenera età di 3 anni (aprile 1945) e fino alla laurea (1964) ho abitato a Desenzano del Garda, ridente cittadina – così si dice nelle migliori occasioni – sul fondo dell’assai frequentato in estate, soprattutto dalla gioventù tedesca, Gardasee. Era il primo dopoguerra, tempi non facili, poco da mangiare, difficoltà di vario genere, stanze da letto non riscaldate, i miei facevano “i conti” tutte le sere appena dopocena, ma cercavano di non far mancare niente al piccolo di casa, che prima dei pasti sempre prendeva l’Amaro Medicinale Giuliani, per crescere bene e forte. La mia famiglia, prima della guerra aveva senz’altro aderito a quel regime ventennale che tutti sappiamo; soprattutto mio padre, che aveva un buon posto nell’allora esistente Ministero delle Corporazioni – ministero bellamente abolito dopo la guerra, lasciando mio padre del tutto all’asciutto e senza più un lavoro possibile. Continua a leggere