
quando ti ho visto con la faccia grigia
amico
mi sono chiesto tutto in una volta
mi sono fatto tutte le domande
ho sognato di morire
da sveglio
di risorgere in un mondo
dove non bruciano la gente
paradiso dove l’odio si stempera
e l’ira e la follia sono ricordi sbiaditi
come vecchi film
né posso dire che mi manchi
perché sei qui più di tante persone
morte prima del tempo
sei diventato voce
suono
vento di novembre
Spirito Santo delle ore più comuni













Certi giorni ho l’impressione di essere su un treno che corre rapido verso un ponte crollato. Si sa che ci vuole tempo e spazio per fermarlo, ma non si capisce bene chi è ai comandi, nessuno sa quale sia la leva del freno, ammettendo pure che ce ne sia una (non c’è, o non è stata finora trovata), tutti, o quasi tutti, pensano alle loro faccende personali e di famiglia, e che in qualche modo se la caveranno. Dopotutto, gli esseri umani attualmente viventi se la sono comunque cavata, fino a oggi, anzi, fino a ieri. Il treno accelera, le porte sono sbarrate. 
