Parliamo di razzismo: ma prendiamola larga. In un articolo di Repubblica dell’otto Agosto scorso – Maurizio Ferraris, docente di filosofia presso l’Università di Torino – proponeva un ritorno al pensiero forte in opposizione, ovviamente, a quello debole di cui si è fatto portatore il postmodernismo sostenuto ad esempio da Vattimo, sempre della stessa Università. Coinvolgendo la stampa nazionale, ed internazionale, in quello che di solito potrebbe sembrare un problema trincerato dietro le mura delle accademie, Ferraris scatena una reazione a macchia d’olio su tutti i maggiori quotidiani da parte di autorevoli filosofi e critici che, dalle barricate di Micro Mega, Il Sole 24 Ore, Corriere della Sera, ecc., rispondono a suon di tecnicismi, visioni filosofiche diverse, o solidali a quella di Ferraris. Ma perché tutto questo interesse per un dibattito filosofico sui maggiori media nazionali? Continua a leggere
23. Per stanotte
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– Come sa che ho un marito?
– Non ho l’abitudine di mettermi seduto e chiedermi perché.
Cos’ha quest’uomo che ti attira tanto? Non hai ancora smaltito la birra: è un buon motivo? Perché hai perso i freni inibitori? Basta per essere felici?
– Mi fa soffrire, sa anche questo?
– Non importa, ogni persona soffre: il problema è quando si soffre nello stesso istante. E’ così che finiscono i migliori matrimoni. Continua a leggere
Attualità di Giorgio Ambrosoli
di Andrea Sartori
A partire dal 1991, con la pubblicazione presso Einaudi del libro di Corrado Stajano Un eroe borghese. Il caso dell’avvocato Giorgio Ambrosoli assassinato dalla mafia politica, l’indifferenza, se non la diffidenza, che circondava la figura di Giorgio Ambrosoli, è progressivamente mutata. Lo scorso 14 novembre 2011, ad esempio, l’Associazione Giorgio Ambrosoli ha organizzato, sotto l’alto patronato della Presidenza della Repubblica, la prima Giornata della Virtù Civile, dedicata a un’altra figura di resistente contro l’illegalità e le mafie, quella di Libero Grassi. L’oblio si è così riconvertito in ricorrenza, e si è fatta strada l’idea che la condotta di Ambrosoli rappresenti un esempio trasversale di onestà e integrità etica, soprattutto in un’epoca in cui i crimini finanziari dei colletti bianchi sono lo strumento più subdolo con cui le aree corrotte dell’imprenditoria e della politica, non di rado assistite dalla malavita organizzata, addebitano alla collettività i costi di spregiudicate operazioni speculative e di imbrogli di bilancio. Continua a leggere
22. Capire cosa
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– Sei bella, Ester.
– Grazie.
– Pensi che vada tutto bene?
– Che intendi?
– Se mi fermo un attimo, vedo un sacco di cose che non quadrano.
– Per esempio?
– A volte mi viene da pensare alla vita come a un purgatorio. Continua a leggere
Ganesh Del Vescovo. La chitarra, il suono, l’anima
Introduzione e intervista di Giovanni Agnoloni
Fin dalla prima volta che andai a un concerto di Ganesh Del Vescovo, ormai più di quindici anni fa, capii di trovarmi davanti a un artista che nella musica aveva realizzato qualcosa di straordinario: evocare a ogni nota immagini e percezioni che nel rumore del mondo di oggi tendono a sfuggire, anche se sono sempre lì, pronte a essere colte e sottolineate.
La sua vita artistica è interessantissima: musicista e compositore, il Maestro Del Vescovo è nato come autodidatta, sebbene poi abbia condotto studi formali al Conservatorio “Cherubini” di Firenze, sotto la guida sensibile e raffinata del Maestro Alvaro Company, celebre compositore italiano e allievo di Andrés Segovia. Continua a leggere
Provocazione in forma d’apologo 210
Mio padre amava la geografia, sicché, stupidamente, io la odiavo.
Sull’argomento c’era una cosa soltanto a metterci d’accordo: l’enciclopedia geografica della De Agostini intitolata “Il Milione”.
Mio padre, profondo nel suo essere pratico, passava le ore a controllare chi confinava con chi, quali stati e in quale sequenza fossero bagnati da un medesimo fiume; mentre io, in attesa di perdermi nelle mie nebbie, andavo appresso a quelle altrui, e m’incantavo sulle saghe e sulle leggende, sui costumi e sugli usi.
Il ricordo più vivo però non è incantato, né riguarda un uso incantevole.
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21. La lettera
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– Gilda, parliamoci chiaro: di questo Arturo non mi frega niente.
– La cosa mi dovrebbe far piacere.
– Voglio confidarmi, con qualcuno bisogna pur parlare: amo un uomo che si chiama Fausto. E’ sposato, e presidente di una casa editrice che sforna un bestsellers dopo l’altro.
– Che strano, potrebbe essere l’incontro ideale per Arturo: ha tutti i romanzi sepolti nel cassetto. Continua a leggere
L’ultimo dei grandi
Giorgio Bocca era un grande. Dalle colonne dell’Espresso ogni settimana sferzava la pessima politica italiana, e l’opportunismo, il qualunquismo, l’egoismo, che stanno alla base dell’involuzione che ha rovinato questo paese. Parlare di “italiani” è sempre rischioso, e spesso sbagliato, perché significa generalizzare, fare di tutta l’erba un fascio. Forse solo Giorgio Bocca poteva permetterselo. Nella sua scrittura essenziale, veloce, secca, vibrava tutta l’indignazione e la rabbia fredda di chi ha vissuto grandi epoche, ha condiviso grandi ideali ed è costretto ad assistere, nell’ultima fase della sua vita, alla salita al potere di personaggi meschini, corrotti, amorali, che usano le istituzioni nate dalla Resistenza per scopi privati. Ultima penna magistrale del giornalismo moralista italiano, ha denunciato per anni la falsità del berlusconismo, il suo disprezzo per la Costituzione e per la cosa pubblica, l’esaltazione del malaffare e il consenso di cui, nonostante tutto, ha goduto. Continua a leggere
20. Suo marito
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Hai presente quando piove troppo? Sì, uno dei temporali che vorresti stare a casa a vedere che succede: l’albero che si piega per il vento, lo spessore dell’acqua che cresce fino a formare una specie di fiume senza pesci né piante, ma sempre fiume, come chiamiamo amore molte cose, anche quelle che non lo sono affatto. E’ per questo che sono a casa sua? Continua a leggere
Francesco D’Assisi, “Cantico di Frate Sole” e “Della vera e perfetta letizia”
Francesco D’Assisi, Cantico di Frate Sole e Della vera e perfetta letizia, in Gli scritti di Francesco e Chiara d’Assisi
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di Dianella Bardelli
Avevo voglia di scrivere qualcosa sul Natale, e non so perché mi è venuto in mente Francesco D’Assisi e il suo Cantico di Frate Sole. Apparentemente c’entra poco con il Natale, ma nessuno più di lui evoca in me la santità come qualità prettamente umana che deriva però da quel qualcosa di divino che è nel mondo e nelle sue creature. Ma non avevo questo testo e così sono andata dal parroco del mio paese per farmelo prestare. Lo scritto si trova all’interno di un libro antologico che contiene, per quando riguarda Francesco, tra l’altro, la Regola, il Testamento, molte lettere e le Laudi e preghiere, tra cui il Cantico di Frate Sole.
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Doni a Natale
Non lo sai ciò che stava succedendo. Sai cosa sta succedendo alle tue mani ora, serrate dalle manette. Pochi passi di mala voglia, il carabiniere o che so io puzza di sudore ed ha meno voglia di te. Tanto è questione di tempo, fare di nuovo progetti. E che ci vuole. Basta il primo che dia il la, la battuta. “Ecco i Doni per Natale”. Poi tutto acquisterà un senso anche per forza, come è sempre stato, anche quando le cose succedevano prima. Anche un amen di un prete con la frangia rossa sembrerà un gioco erotico.
Farò il capitano dei capitani, mi troverò un lavoro in gattabuia, fare a cambio con la tazza di cesso dove si scolano gli spaghetti. Fare i turni col bacherozzo che corre sulla parete, quello si che è furbo. Corre sulla parete bianca dove possono vederlo e così schiacciarlo. Tu farai il capitano dei detenuti, avanti con quella palla, un due uno due fino alla vittoria finale. Un incidente che ti stronchi la carriera. E ti faccia vincere la cempions lig. Un posto permanente in infermeria.
Di Vincenzo Ricchiuti
Da http://www.uccellinodidelpiero.com/
ps: Per Natale a Doni sono stati concessi i domiciliari, dopo una lunga chiacchierata con i pm…
19. Quello sguardo
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Vedo un sacco di gente entrare e uscire dall’appartamento. Un uomo pallido col soprabito scuro, la ragazza che è venuta a suonare con la busta di giocattoli. Ma chi si aggiunge, adesso? Sembra un tipo distinto, sicuro di sé. La cosa comincia a complicarsi. E se facessi un colpo di testa? Se mi presentassi senza preavviso, facendo una scenata? Continua a leggere
Angelo MUNDULA – DIALOGHI, Scritti per un’idea di letteratura
Ecco un libro da leggere e, come pochi, da rileggere e da proporre. Dialoghi (Edizioni Feeria 2011) di Angelo Mundula è una scelta di articoli pubblicati sull’Osservatore Romano dal 1996 al 2005, che trattano di svariati argomenti come precisa il curatore Federico Favali nella sua nota: “E’, infatti, proprio dal dialogo di Mundula con i libri e i loro autori che nascono questi scritti che spaziano nei vasti orizzonti della poesia, della letteratura, dell’arte, della spiritualità, della società contemporanea, con quella sensibilità e quello spirito critico che lo contraddistingue.” Continua a leggere
Risposte
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di Federica Carlini
Stanotte ho risposto al tuo invito.
Il freddo accartocciava le foglie
morte, le voci amare rotolavano via.
Solo
il silenzio del Dio delle parole
volava, così dicevi, come una farfalla
bianca in una stanza solitaria
e mai vuota,
parlava e increspava onde leggere
nel golfo dove un tempo
guardavamo le stelle.
Non pensavi fosse possibile
non credevi sarebbe accaduto.
Perdersi
è solo un’illusione
stare è ciò che rimane
quando la folla confonde le mani
e ruba il tuo tempo;
quando è follia restare
amare è andare a piedi
nella pioggia
dove ogni passo è un’impronta di ricordo
e rispondere a un invito
è un cielo capovolto che ti tende
la mano, la trama invisibile che tesse
una stella è ascoltare la tua voce,
o quella del Dio farfalla
che torna quando ti senti solo
e ti porta il mio bacio
18. Albe
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Cos’ha più di me? E’ persino più vecchia. Esercizio di ottimismo: l’alba, il tramonto, il mio sorriso aperto, i ricci a cui l’uomo non resiste, ora glielo chiedo, cos’hai più di me? Gilda, credici: lei potrebbe amare qualcun altro e lo scrittore sarebbe solamente tuo, te lo immagini? Seduti al ristorante, lui ti porge la mano e gliela stringi, Arturo, è bello stare qua.
– E lei chi è? Continua a leggere
dono
dono
“Un giorno così felice.
La nebbia si alzò presto, lavoravo in giardino.
Non c’erano cose sulla terra che desiderassi avere.
Non conoscevo nessuno che valesse la pena d’invidiare.
Il male accadutomi, l’avevo dimenticato
Non mi vergognavo al pensiero di essere stato chi sono.
Nessun dolore nel mio corpo.
Raddrizzandomi, vedevo il mare azzurro e vele”.
czeslaw milosz
un piccolo augurio di serenità per lpels
17. Anelli
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Dalia ha voglia di dimenticare. Ma è possibile? Andrà al pub, sì, quello in cima alla salita, vicino alla banca dove fa il prelievo. Non c’è mai stata: come sarà il gestore? Troverà persone che conosce? Ma perché deve sempre interrogarsi? Lasciati andare, finiscila di girarci intorno. Hai bisogno di stordirti, basta una Guinness, magari due; o tre? Sale. L’ingresso è promettente, intravede una struttura in legno, un’atmosfera da saloon di western all’italiana. Che penseranno di una donna sola che entra in un locale come questo? Ma chissenefrega: butta finalmente a mare la zavorra. Continua a leggere
Andrea Aschedamini e Davide Sapienza presentano “Le OroVie”
Ancora due eventi, oggi e tra una settimana con protagonisti Andrea Aschedamini e Davide Sapienza, coautori de Le OroVie (Lubrina Editore). Cliccate sul manifesto qua sotto per conoscere i dettagli.
Alberi, radici, fiori e fuoco: cosa si distilla dalla quintessenza di Tolkien
Articolo di Andrea G. Sciffo
Dal sito di Arianna Editrice
“Ancora Tolkien?” chiedono esasperate le voci, soprattutto italiane. Quando s’imbattono in qualcuno che gli mostra come attorno al tronco dell’opera (ossia all’Opus magnum) de Il Signore degli Anelli continuino a germogliare gemme, ad irrobustirsi rami e branche, a fronteggiare foglie: cioè, i “commenti” che dal 1954, anno della pubblicazione della prima parte della Trilogia, si infoltiscono, in tutte le lingue, da svariati punti di vista critici e ideologici, al punto che Tolkien è oggi stato confrontato con quasi tutto.
Fenomeno unico nella letteratura contemporanea, paragonabile a quanto accadeva con Omero e con la Bibbia (che, secondo una citata indagine britannica, sarebbe l’unico libro al mondo che superi per diffusione The Lord of the Rings). Peraltro, nella cultura anche accademica anglosassone, l’opera tolkieniana è già accettata a pieno titolo nell’ambito di studi accademico, senza false modestie; come dire: tra dieci anni di questo mio preambolo tutto teso contro gli “antitolkienisti” si riderà come di un inutile aggeggio. Continua a leggere
CARMELO LAURETTA (1914-2011) nel ricordo di Marco Scalabrino
Maestro e amico, autore e persona dalle rare qualità, decano fra i poeti dialettali siciliani, Carmelo Lauretta nasce a Comiso (RG) nel 1914.
Laureato all’Università Cattolica di Milano nel 1939, docente per quarant’anni di Lettere in Istituti Statali, è stato dopo la Liberazione vicesindaco della sua città, nonché negli anni Cinquanta il primo presidente delle municipali ACLI. Continua a leggere




