Vivalascuola. Annuncio. Quale educazione per il bene di tutti

Quale educazione per il bene di tutti?
5 sfide per la scuola
In memoria di Rosi Spadaro
e del suo impegno nelle istituzioni
per una scuola di tutti e per tutti

Milano, facoltà di Scienze Politiche,
via Conservatorio 7 – Aula 6
19 MAGGIO 2011

14.30-18.30
(MM1, San Babila
Autobus 61, 54, 60)
Rivolto a insegnanti, educatori, studenti, rappresentanti delle istituzioni

Una presentazione e il programma del seminario

Pensiamo che la scuola pubblica italiana sia a un bivio storico: o utilizzare gli stimoli di una società in profonda trasformazione, ormai multiculturale di fatto, o ridursi sempre più a un’esperienza culturale e formativa marginale per le nuove generazioni, destinata a chi non ha chance migliori. Continua a leggere→

Croce del Sud

Parcheggiarono in piena mattinata sullo sterrato che correva alle spalle della baia. La spiaggia cominciava poco più sotto, dove gli arbusti andavano diradandosi fino a sparire e la costa si apriva come una bocca spaventata sull’orizzonte.
Le portiere si aprirono e uscirono prima due ragazzi da quelle anteriori, poi la ragazza, un attimo dopo, da quella posteriore. Indossavano tutti e tre magliette estive e calzoncini da mare. Avevano la pelle abbronzata, gli sguardi nascosti dietro grossi occhiali da sole. Nessuno di loro parlava. Scesero dall’auto e camminarono fin sull’orlo dello sterrato, e una volta raggiunti gli ultimi arbusti si fermarono a fissare l’oceano.
“Cosa vi avevo detto?” chiese allora uno dei due ragazzi.
L’altro fece un cenno d’assenso. Pareva stesse cercando qualcosa di cui non conosceva l’ubicazione. Continuava a scivolare con lo sguardo da sinistra verso destra e poi viceversa, da destra a sinistra, come in attesa di un’apparizione. Lo aveva fatto dal giorno in cui erano partiti. Era passato da uno scenario a un altro, da un sentimento all’opposto, da un pensiero al successivo, da una possibilità a un dato di fatto senza riuscire a trovare in nulla un appiglio sicuro. Qualcosa di cui poter dire di questo almeno ne sono certo. Continua a leggere→

Qui. Appunti dal presente. Badanti

E’ uscito il numero 24,
dell’aprile 2011,
della rivista
Qui. Appunti dal presente.

Il tema è: Badanti

Propongo una pagina
della rivista,
il sommario e
una breve presentazione.

Rommel Bondoc,
Nueva Ecija, Filippine, 1 ottobre 2010

Ricordo il giorno in cui dovevo discutere la tesi all’università. Proprio quel giorno mia zia Anita sarebbe partita per andare a lavorare negli Emirati Arabi. Avrebbe viaggiato insieme a una donna che insegnava in una scuola elementare pubblica a Nueva Ecija. Andavano entrambe a lavorare come collaboratrici domestiche. Fu allora che iniziai a chiedermi che cosa mi sarebbe successo dopo la laurea. Promisi a me stesso che non avrei mai lasciato il paese, che non sarei mai diventato uno dei Lavoratori migranti Continua a leggere→

16. Pane

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=qDUYpfbc9Kg]

da qui

Yehochoua fa miracoli, da tempo. L’ultimo è accaduto sulle rive del lago, dove le rocce si alternano ai ciuffi di sterpaglie e agli arbusti di conifere nane. Aveva attaccato discorso coi passanti incontrati per caso o arrivati fin lì per ascoltarlo; le file di uditori si erano ingrossate, al punto da riempire lo spazio fra il promontorio e la quercia secolare. Continua a leggere→

“Il bisogno dei segreti”, di Marco Candida

Marco Candida, Il bisogno dei segreti (Las Vegas Edizioni, 2011)


Recensione di Manuela Giacchetta

E’ difficile prevedere il funzionamento di un cervello in certe circostanze, quali strade sceglierebbe, fra le tante possibili, in condizioni anomale. Se sai di morire, per esempio, all’improvviso hai qualcosa di irripetibile fra le mani: gli ultimi momenti della tua vita. Decidere come impiegarli diventa una faccenda piuttosto complessa.
Quello che mi piace di Candida, in secondo luogo – sì perché “il primo” lo dirò poi – è che non pone il minimo accento drammatico o tragico alla certezza di questa fine. Connie dovrà morire, siamo d’accordo, ma non è questo il punto. Il punto è: dato che Connie dovrà morire, e Connie questo lo sa, Connie decide di cambiare. Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.73: “Mimicry” e letteratura. Francesco Recami, “Il ragazzo che leggeva Maigret”

Mimicry e letteratura. Francesco Recami, Il ragazzo che leggeva Maigret, Palermo, Sellerio, 2009

______________________________

di Giuseppe Panella*


Il ragazzo Giulio ha solo tredici anni ma ha già un fisico ben formato (è grosso, ha le spalle larghe e un’ombra di pelo sulle labbra) e dei gusti ben definiti: gli piace la cucina saporita e un po’ greve della madre composta essenzialmente di piatti di carne e di dolci con la panna e ama leggere i romanzi di Georges Simenon, soprattutto le storie con protagonista il commissario Maigret (d’altronde si chiama Giulio proprio come lui…). La sua passione per le inchieste del grosso e umanamente ispirato poliziotto del Quai des Orfevrès gli ha fruttato il nomignolo di Maigret con il quale lo interpellano quasi tutti quelli che lo conoscono (tranne i genitori, ovviamente). Suo padre è il fattore di una tenuta, quella di San Vittore (come quella di Saint Fiacrei in cui era vissuto Maigret fino al momento di trasferirsi a Parigi), che ha certamente conosciuto momenti migliori e che ora si è ridotta ad un’unica fattoria e a non molti vigneti e capi di bestiame. Il proprietario è la Contessa di San Vittore ormai vedova ma c’è anche un erede, detto il Signorino, che non bada agli affari di casa ma si concede un’intensa vita mondana, auto di lusso (possiede una Porsche 3600 Carrera) e donne di livello superiore al normale anche come pretese economiche. Maigret va a scuola dove va bene ma non ha molti amici – è appartata, più serio di quanto lo siano i ragazzi della sua età, pensoso e con una forte vena di immaginazione creativa. Giulio è in realtà più “adulto” di quanto dovrebbe essere e ha molta più esperienza di altri ragazzi.

Continua a leggere→

Vivalascuola. E dopo l’Invalsi?

Non è vero che nel nostro Paese ci sia un’assenza di strumenti di valutazione: c’è l’assenza di una cultura della valutazione
di Marina Boscaino

Dunque, proviamo un po’ a ragionare a bocce ferme. Passata la buriana, passata la settimana calda dell’Invalsi a tutti i costi, a dispetto della normativa, a dispetto delle delibere, a dispetto di una legge ambigua e di ambigui comportamenti – specie da parte di alcuni dirigenti – che hanno artatamente bypassato alcuni ostacoli e un confronto democratico e civile con il proprio collegio. Continua a leggere→

15. Cella

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=v2PjrUNOoSk]

da qui

La stanza è minuscola: cinque metri quadrati, riempiti quasi per intero dai letti a castello, un armadietto dalle ante sconnesse e un tavolo in legno con una sedia instabile. Yoh’anan, Eleazar e Nathane sono ancora storditi dall’aggressione subita nel deserto. Si chiedono cosa abbia spinto la squadraccia a ridurli così e a rinchiuderli qui dentro. Yoh’anan intreccia le mani sulle cosce e guarda dritto avanti a sé. Eleazar ha gli occhi bassi, mortificato che un omaccione come lui possa ricevere una batosta di tali proporzioni. Gli occhiali di Nathane sono rotti, una tragedia per uno come lui. Continua a leggere→

14. Cupole

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Vheyo83k-uM&feature=related]

da qui

Qubbat al-?akhr?’, Kippat ha-Sel‘a, la Cupola della Roccia domina il panorama di case, alberi, archi, grattacieli. Da qualunque parte si guardi la città, l’occhio è colpito dall’oro che manda bagliori tutt’intorno. Il mondo è giallo: un limone, una banana, un canarino; un pompelmo, un pulcino, un peperone; contro il nero della notte si battono la luna, le stelle e la cupola accesa come le luci a spina dei bambini, per chi ha paura del buio o della vita. Continua a leggere→

Da un segreto futuro – La poesia di Carlo Gasperino di Antonio FIORI

Carlo GASPERINO (Albertville, 11 dicembre 1913 – Parigi, 15 agosto 2000). Francese solo per nascita e per morte, Gasperino è vissuto in Italia, a Genova, ma ha abitato per brevi periodi a Parigi, e a Cagliari, Milano e Roma, mutevoli sedi di lavoro del padre. Figlio di Antonio Gasperino, marchigiano di Porto San Giorgio, ferroviere, e di Maria Conti Passini, casalinga toscana, istruita e dai nobili ascendenti, ha pubblicamente coltivato la passione per il canto e per la scultura oltre quella, segreta, per la poesia. Dall’aprile del 1937 al giugno del 1941 è corista, con voce di basso, nel Chorus Felix di Genova, per poi dedicarsi, finita la guerra, all’amata e impegnativa arte della scultura policroma con lavori in legno, giada e marmo rosa. Notato e valorizzato da Federico Seri attorno al 1970, Carlo Gasperino riuscirà pian piano ad affermarsi e a vivere dignitosamente dai proventi artistici fino alla morte, che lo coglierà a Parigi nel 2000, durante una breve vacanza con la moglie Piera Busetti. Ma il più grande evento da registrare in relazione all’arte del nostro è la straordinaria scoperta delle sue poesie nel 2010, a dieci anni dalla morte. Continua a leggere→

13. Suocere

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=RnBl6JC6QNU]

da qui

La casa in pietra è suggestiva, riporta alla memoria un tempo che fu, e che in fondo resta sempre. Due letti appaiati sotto un soffitto a cassettoni, tre quadri alle pareti, un tavolo minuscolo e una sedia delle stesse proporzioni, un mobile antico, color sabbia. Nel giaciglio più vicino alla porta è coricata una donna, una smorfia di dolore in fondo agli occhi. Una suocera è sempre una suocera: Shime’on si avvicina con prudenza, come temendo di essere invadente. Continua a leggere→

12. Promontorio

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=tD4ZqSkguWI]

da qui

La stanza è moderna: l’armadio è una linea curva che protegge l’intimità del letto, sospeso da terra come un ponte sopra il nulla; il colore prevalente è il bianco, interrotto dal marrone-daino della tenda, della coperta imbottita e il comodino con la sveglia, un libro e il posacenere. Continua a leggere→

La primavera in Val Curone è come un balsamo sulle ansie dell’anima

di Marco Grassano

(da Alibi Online)

La primavera è la stagione che preferisco. L’autunno è triste, l’inverno è cupo, l’estate è monotona e asfissiante (e, nella sua parte finale, mostra già la velatura malinconica – starei per dire sinistra – del commiato). In primavera tutto è in continua evoluzione; ogni settimana, quasi ogni giorno si ha una fioritura nuova, un verde nuovo, una profondità nuova nel paesaggio…
Certo, con gli anni mi è aumentata la capacità di percepire i particolari della Natura, o forse di sentirne l’emozione, la consonanza interna. Anche in città ho cominciato a far caso alla fioritura rosata, soffice, spumosa di alcuni alberi da giardino, e al graduale insinuarsi, in essa, delle foglie novelle, dapprima timide e poi prorompenti, mentre la brezza si portava via i petali, come un nugolo di coriandoli rosa. Ma è soprattutto in Val Curone, dove la Natura ha recuperato il suo ruolo primigenio ammantando e inglobando anche le rovine in pietra delle case abbandonate, che questa sintonia si fa più marcata. Così, neppure un cielo grigio di nuvole mi impedisce di avvertire un tocco al cuore, come un miele o un balsamo sull’anima, un brivido di acuta armonia con la Natura, osservando i molteplici verdi intessuti nel paesaggio, le felpature d’alberi, i densi chiaroscuri della tridimensionalità (le ombre che impastano e digradano e sbalzano come un cesello piante e cespugli), i campi che si diffuminano di tonalità diverse, i verdi teneri che punteggiano quelli più maturi come macchie di incandescente luce smeraldina. Continua a leggere→

Arcadie e disincanti. Sebastiano Vassalli poeta della Neoavanguardia. Saggio di Giovanni Inzerillo

Arcadie e disincanti. Sebastiano Vassalli poeta della Neoavanguardia

___________________________

di Giovanni Inzerillo

Dire non significando nulla, dunque;

ma dire, appunto, per necessità di significare.

Pochi sanno, ad oggi, che Sebastiano Vassalli uno dei maggiori scrittori in prosa della nostra letteratura contemporanea, conosciuto esclusivamente per i suoi romanzi, abbia esordito nella veste di poeta. L’esordio vero e proprio avviene nel 1965 con Lui (egli) a cui segue, nel 1968 Disfaso, raccolta di poesie di chiara impronta neoavanguardistica. L’epigrafe, tratta dalla citazione di Franco Cavallo alla raccolta, ben sintetizza lo stile poetico del primo Vassalli, fortemente attratto dai giochi funambolici della Neoavanguardia e da uno sperimentalismo capace di sfruttare tutte le potenzialità della parola.

Continua a leggere→

“C’era (quasi) una volta in Liguria”

Segnalo l’uscita della raccolta di fiabe liguri, a cura di Achille Maccapani e Marino Magliani, dal titolo C’era (quasi) una volta in Liguria (Edizioni Zem), con fiabe di Giorgio Amico, Fabio Beccacini, Bruno Bianchi, Valentina Bosio, Gabriele Virgillito Cassini, Marco Cassini, Chiara Daino, Sira De Guglielmi, Stefano Delfino, Enzo Ferrari, Dino Gambetta, Ino Gazo, Riccardo Gorlero, Raffaella Gozzini, Laura Guglielmi, Mara Pardini, Alberto Pezzini, Giovanna Profumo, Massimo Raineri, Giacomo Revelli, Marco Scullino, Viviana Spada, Aldo Trucco, Maria Pia Viale.

Illustrazioni di: Magda Bernini, Marco Cassini, Tiziana Di Cicco, Monica Di Rocco, Silvia Ferrari, Massimo Galleano, Massimo Gilardi, Libereso Guglielmi, Stefano Gurnari, Ksenja Laginja, Andrea Pisano, Daniela Rossi, Camilla Traldi, Aldo Trucco, Cesare Viel.

La prefazione è mia, e si può leggere qui.

11. Senza fiato

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=_jLPeX_ZogU]

da qui

Prima di giungere all’hotel, passano in un  punto in cui è visibile il lato occidentale della città. La cupola dorata campeggia sotto le macchie bianche e nere delle nuvole, il campanile, dalla parte opposta, sembra segnare l’ora in cui qualcosa accade, dopo tanta attesa. La massa opaca delle case, trafitte da finestre grigie, è guarnita dal verde dei cipressi, spuntati come ciuffi d’erba tra le pietre. Continua a leggere→