Si vedrà

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=SISpxNgg7zc]

da qui

Arriva un’auto dei carabinieri. Lo stesso pensiero di quando chiama il Cardinale: che sarà successo? Entrano in chiesa dalla porta laterale: lasciando l’auto aperta (una gazzella non la ruba mai nessuno), chiedono del parroco. Mi affretto a raggiungerli macinando ipotesi, con l’aria più cordiale a mia disposizione. Buongiorno don Fabrizio. Buongiorno, qual buon vento? In chiesa c’è la nostra consacrata: la maglia comoda digrada su pantaloni altrettanto larghi e chiari; dietro le lenti spesse e un po’ ingiallite si intravede un’aria interrogativa, ma non troppo, perché da noi ci si abitua presto a tutto. Ecco, meno male, ti stavano cercando. Sono due appuntati con il vice maresciallo: che strano, in genere li ho visti sempre in coppia. Mi viene in mente Burattino senza fili, di Bennato; me ne vergogno, sarebbe stato più all’altezza un Kafka o un Dostoiesvski. Che cosa ci sarà di tanto urgente e grave da venire in tre, lasciando la gazzella incustodita, cercandomi affannosamente, come potessi essere fuggito?E’ per il funerale di domani, don Fabrizio: vorremmo venire col picchetto d’onore e leggere i brani della liturgia. Il sorriso si allarga, più spontaneo: Ma certo, ci mancherebbe altro! Si fa presto a finire nelle pagine di un romanzo dell’angoscia, ma per oggi mi accontento di Bennato. Domani si vedrà.

E se potessi – di Carlotta Giucastro

E se potessi risalire a morsi
il corso del tuo corpo liberato
dagli abiti, e poi bevuto a sorsi,
mi temeresti o mi saresti grato?

E se volessi aggiungere vergogna
ai tuoi ricordi per gli anni a venire,
raccogliendoti là dove si sogna,
anima mia, soltanto di finire?

Che non resti di te che un centro nudo,
arso dal vento, scarnito, rappreso,
mendicante a se stesso eppure pieno,

nell’arco vivo del tuo corpo teso
che cerca la sua morte sul mio seno
e la offre tremante, come un dono.

[Immagine: Franz Krauspenhaar – Mirror tree.]

Incontri sul confine

STAZIONE DI TOPOLO’ – POSTAJA TOPOLOVE
XVII EDIZIONE

sabato 3 luglio

verso le cinque della sera
apertura e incontro con gli artisti presenti

presso Casa Juljova
Pinacoteca Universale di Topolò
inaugurazione e apertura con Guido Scarabottolo

nel buio
Natura VI
progetto interattivo LOST di luce, musica e danza
con Giorgia Minisini, Brice Desault,
Alessandro F.Damiani, Federico Petrei Continua a leggere→

Poi sparse intorno un grido

di Alfonso Nannariello

Il capricorno sfondò per me la porta di un’alba di gennaio. Mamma nel contraccolpo gli cedette. Sparpagliando intorno un grido mi sgravò.

Nacqui un martedì, un giorno dedicato a un dio in guerra. La sera prima, però, il 17, quando si ruppero le acque, era iniziato il carnevale, un tempo che sterra la terra e la rivolta mettendo tutto sottosopra. È in quel momento che i morti ritornano tra i vivi.

Tra l’altro io fui concepito nel mese di aprile, «il più crudele dei mesi», perché «genera lillà da terra morta». Continua a leggere→

IL TERZO SGUARDO n.8: Sottratto all’oblio. Mirko Grasso, “Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi”

Il primo sguardo da gettare sul mondo è quello della poesia che coglie i particolari per definire il tutto o individua il tutto per comprenderne i particolari; il secondo sguardo è quello della scrittura in prosa (romanzi, saggi, racconti o diari non importa poi troppo purché avvolgano di parole la vita e la spieghino con dolcezza e dolore); il terzo sguardo, allora, sarà quello delle arti – la pittura e la scultura nella loro accezione tradizionale (ma non solo) così come (e soprattutto) il teatro e il cinema come forme espressive di una rappresentazione della realtà che conceda spazio alle sensazioni oltre che alle emozioni. Quindi: libri sull’arte e sulle arti in relazione alla tradizione critica e all’apprendistato che comportano, esperienze e analisi di oggetti artistici che comportano un modo “terzo” di vedere il mondo … (G.P.)

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di Giuseppe Panella

Sottratto all’oblio. Mirko Grasso, Cinema primo amore. Storia del regista Antonio Marchi, con una prefazione di Adriano Aprà, una nota critica di Paolo Simoni e un ricordo di Bernardo Bertolucci, Calimera (Lecce), Kurumuny Editore, 2010

«Elegante e misterioso. Così mi appariva Antonio Marchi da bambino. Capitava a pranzo da noi di domenica, nella luce marina degli anni Cinquanta. Sono stato geloso di lui. Pensavo piacesse a mia madre. A tredici anni volevo picchiarlo. Fu la mia prima pulsione erotica cinematografica. Se sono diventato regista di film è stato per imitare Antonio Marchi» (p. 7).

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Quello che chiamiamo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=olz_TKEaO8s&feature=related]

da qui

Oggi andrò a parlare della trasfigurazione in una parrocchia della zona. Trans-figurare, mutare figura, immagine, quello che dovrebbe essere la crescita: dall’imperfezione a una perfezione mai raggiunta del tutto. Lo facciamo d’istinto, come fosse scritto dentro, prima di venire al mondo. Un progetto di cui ti convinci a poco a poco, nonostante le delusioni e le sconfitte. Condizioni necessarie: la fiducia, il sostegno di un altro, la certezza di chi crede in te; solo allora si sprigiona una luce sufficiente per muoversi, avanzare, pro-gredire. La figura cambia, dal brutto anatroccolo prende forma il cigno, cui spetta il compito di ripetere il ciclo, trasmettere fiducia perché un altro possa giungere al traguardo. La mitologia, l’epica, il romanzo, cominciano quando s’inceppa la precisione di questo meccanismo. La favola rimane intangibile, ma diventa una conquista, si trans-figura nella lotta drammatica del giorno dopo giorno. La letteratura è un fallimento, ma solo dalle sue ceneri può nascere quello che chiamiamo uomo.

Davide Sapienza: il podcast di Senigallia

La riflessione di Davide Sapienza, autore di La strada era l’acqua (ed. Galaad), come emersa nel corso della recente presentazione curata da Valeria Bellagamba a Senigallia, è adesso disponibile in un podcast audio su Librisenzacarta.it

Imperfetto sublime. Conversazione con Cristina Annino


(La corrida)


Imperfetto sublime.
Conversazione con Cristina Annino.

Di Nadia Agustoni

La poesia e internet, la casualità e la simpatia hanno portato a un incontro con la personalità unica del poeta Cristina Annino, voce di una forza rara e di un originalità che non smette di stupirmi. Uno scambio intenso di e-mail e un parlare aperto, pur a distanza, hanno poi avuto l’esito di alcune conversazioni nella sua bella casa romana. La semplicità della persona mi ha doppiamente impressionato. Temo da sempre gli incontri viso a viso, con autori amati, perché di solito deludono. Non è stato questo il caso, perché Annino è quel che è, nella parola come nella vita. Diretta, semplice e mai banale, mai arresa a un cedere dei discorsi quando potrebbero inclinare a frasi fatte o a luoghi comuni. I pochi giorni romani hanno intensificato le mie precedenti impressioni e il nostro discorrere è proseguito. Continua a leggere→

Rosso Strega

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Tgxg0skpmWg]

da qui

Scolava la bottiglia dello Strega,
con soddisfazione.
Tutti avevano detto l’Avallone, compreso me,
ma non avevano capito una

piega, che evidentemente
nascondeva Antonio,
Mondadori, lui, se non mi sbaglio.
La canzone è la stessa,
cambiano i ritmi
fortunatamente,
gli angoli bui restano quelli.
Il sorso di Pennacchi
sembrava genuino,
per il resto sono

ammacchi di Silvia,
che avrà tempo di rifarsi con il vino
(e Machiavelli).

NO AL SILENZIO DI STATO!

“Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione.
La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.” (Art. 21 Costituzione)

NO AL SILENZIO DI STATO!

1° Luglio 2010
Ore 17,00

Roma, P.zza Navona

 

Questo provvedimento , se approvato in via definitiva, soffocherebbe tra le altre cose il diritto di cronaca e quello all’informazione, condizionando fortemente la percezione della realtà nei cittadini, e dunque le loro scelte personali, comprese quelle che determinano la composizione e quindi il buon funzionamento delle nostre istituzioni democratiche.

 L’appello contro la legge-bavaglio 

La Federazione della stampa

La posizione del Presidente dell’Autorità garante per la privacy

L’appello di alcuni autori Einaudi

Wilhelm Willms. Life

(Scritte)

life

chi ti recita,
dio,
i testi
che sul lato interno
delle porte dei bagni di stazione
stanno
senza filtro
20 centesimi
una pressione
sulla maniglia
forse
fanno leva su di te
senza trucco questi
detti
dio
forse ti si aprono gli occhi e ci tiri fuori dalla merda
perché solo a noi
si dovrebbero
aprire gli occhi? Continua a leggere→

“Arabeschi di Luce”, di Maria Grazia Maramotti

Recensione di Giovanni Agnoloni

Maria Grazia Maramotti, Arabeschi di luce (Campanotto Editore, 2009)

L’opera di un poeta racchiude in sé significati spesso criptici, che risuonano con le profondità dello spirito, dov’è difficile arrivare per tramiti razionali. Serve un approccio intuitivo, emotivo e spirituale.
Questo è profondamente vero per una poesia d’impostazione ermetico-archetipica, qual è quella di Maria Grazia Maramotti. Continua a leggere→

Il pescatore di scorfani calcistici

di Franz Krauspenhaar

Non assisto alla disfatta di Lippi contro la Slovacchia. Ho capito da tempo che la squadra azzurra non avrebbe fatto strada, e provo per la Nazionale, da tempo, una sorta di sorda inimicizia, di digrignante antipatia. Il presuntuoso “Paul Newman” del caciucco-sport dice di non aver lasciato fenomeni a casa; di certo ha lasciato in Italia i migliori, come Cassano. Su Facebook, la seconda casa di parecchi – me compreso – lancio frasi a effetto sull’argomento, come “Lippi lippi bau bau”, “Credo che un Lippi così non ritornerà più”, “Finalmente Lippi è pronto per la sua nuova carriera di Capitan Findus”, ecc. Sono frasi tristi, in fondo, che fanno comunque risaltare, nella parte del cattivo dello spaghetti western, un personaggio di infinito squallore, l’epitome dell’italiano medio, dell’ex bagnino della Versilia  -posto che ho sempre trovato abbastanza  triste e freddo, nonostante le attrezzature balneari – che fa fortuna fuori, l’ex bel ragazzo dal piglio deciso – che lo sappiamo, in ogni italiano veramente medio si nasconde un Mussolini magari d’altra taglia, come l’allenatore biancocrinuto – che sfonda con la furbizia e un certo rigore nell’impegno. Continua a leggere→

STORIA CONTEMPORANEA n.47: Gli strani incroci del Tempo. Giancarlo Micheli, “La grazia sufficiente”

Negli anni tra il 1896 e il 1901 (rispettivamente nel 1896, 1897, 1899 e 1901), Anatole France scrisse quattro brevi volumi narrativi (ma dal taglio saggistico e spesso erudito) che intitolò alla fine Storia contemporanea. In essi, attraverso delle scene di vita privata e pubblica del suo tempo, ricostruì in maniera straordinariamente efficace le vicende politiche, culturali, sociali, religiose e di costume del tempo suo. In particolare, i due ultimi romanzi del ciclo presentano riflessioni importanti e provocatorie su quello che si convenne, fin da subito, definire l’affaire Dreyfus. Intitolando Storia contemporanea questa mia breve serie a seguire di recensioni di romanzi contemporanei, vorrei avere l’ambizione di fare lo stesso percorso e di realizzare lo stesso obiettivo di Anatole France utilizzando, però, l’arma a me più adatta della critica letteraria e verificando la qualità della scrittura di alcuni testi narrativi che mi sembrano più significativi, alla fine, per ricomporre un quadro complessivo (anche se, per necessità di cose, mai esaustivo) del presente italiano attraverso le pagine dei suoi scrittori contemporanei. (G.P)

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di Giuseppe Panella

Gli strani incroci del Tempo. Giancarlo Micheli, La grazia sufficiente, Pasian di Prato (UD), Campanotto Editore, 2010

Chi crede che la Storia abbia un senso o che la filosofia della storia possa essere considerata non soltanto come una teoria astratta pensa che in essa avvengano incontri incroci e contatti che altrimenti non sarebbero spiegabili. Il nuovo romanzo di Giancarlo Micheli vive di questi incroci (quello tra cultura occidentale e modo di vita orientale) e di questi contatti (tra abitanti del Giappone e commercianti olandesi, ad esempio). Vive anche di una riflessione sulla natura della Grazia che oggi potrebbe sembrare di certo surenné se il suo argomento non fosse sempre di attualità e basato su una domanda ineludibile per ognuno di noi: cosa succederà di noi una volta passati a miglior vita? Saremo salvati e redenti o sommersi dal cumulo infinito delle nostre colpe nei confronti del Creatore delle nostre esistenze? In Olanda, dalla metà del Cinquecento fino a tutto il Seicento, nell’epoca di Hugo Grozio e di Baruch Spinoza, la disputa sulla predestinazione e sulla salvezza dell’umanità tiene banco sul fronte teologico e giunge ad infiammare gli animi fino al calor bianco delle accuse di eresia e di ateismo. Il problema della “grazia sufficiente” alla salvezza finale dell’uomo vede fronteggiarsi due posizioni opposte e in violenta lotta tra di loro.

Continua a leggere→

Los monstruos nuncan mueren (Carlos Marzal, Spagna 1961)

A Felipe Benítez Reyes

Si crees que retroceden, si parece
que han olvidado el rastro de tus días,
tus lugares sagrados, tus rutinas,
el bosque inabarcable de tus sueños;
si sonríes porque ya no recuerdas
la última noche en que te atormentaron,
ten por seguro que darán contigo.

Y entonces pisarán donde tú ya has pisado,

incendiarán tu bosque, tendrás cita
con ellos en su cama, jugarán con tus cartas,
beberás de su copa
y soñarán por ti castigos impensables. Continua a leggere→

Se potessi

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=msNdmKAZil4]

da qui

Ultimo pensiero di Loreto: che senso ha invecchiare senza te? Mi hai fatto ascoltare la vita quando gli orecchi erano chiusi, mi hai tratto dal buio mentre ero figlio bastardo di una lunga notte, ed ero solo anche in compagnia, perché non riuscivo a convivere con me. Tu come stai, stasera? Ci potremmo trovare come allora, sotto una grande luna, a vedere se mai passasse un treno. Io, come ogni sera, resto solo. Perché non sorridi? Se potessi darti un bacio sulla fronte ancora calda, come quando te ne andasti senza dirmi nulla, e al telefono sentii: don Mario è morto. Ma che emozione, ogni volta, ritrovarti in un paesaggio, all’angolo di un bar, sulla linea azzurra di un orizzonte d’acqua. Perché non sorridi? Se potessi darti un bacio, presto, dammi un bacio.

“La cultura non può limitarsi alla critica e all’indignazione per sembrare profonda e intelligente” di Franco Bolelli

Permettetemi per una volta di cominciare con tre citazioni. “Nulla è più pericoloso per l’anima che occuparsi continuamente della propria insoddisfazione e debolezza”. “Spezzate, spezzate, ve ne prego, le tavole degli eterni malcontenti!”. “La responsabilità del poeta e dello scrittore è quella di aiutare gli umani a tener duro elevando il loro cuore, ricordando loro il coraggio e l’onore e la speranza e l’orgoglio e la compassione… la sua voce non può soltanto registrare, ma deve essere uno dei sostegni, dei pilastri per aiutarli a tener duro e a prevalere”. Il primo è Hermann Hesse, il secondo è Friedrich Nietzsche, il terzo è William Faulkner nel suo discorso di accettazione del premio Nobel per la letteratura.  Continua a leggere→