Capita, credo, un po’ a tutti di cambiare i gusti nella vita. Ciò che ci piaceva una volta oggi non ci piace più. Ciò che non ci piaceva allora ora ci appassiona. Questo vale indubbiamente anche per le nostre letture.
Per quel che mi riguarda in questo senso, come Picasso, riconosco di avere avuto i miei periodi. Il periodo del giallo, il periodo del rosa, il periodo del nero e dell’horror, il periodo rosso piccante dell’eros, il periodo grigio fumo del legal thriller, eccetera.
E la lista di quello che voglio ancora leggere è lunghissima e molto varia, sconfina perfino dal colore: va da alcuni classici immortali (ebbene sì, qualcuno mi è pur sfuggito) ai contemporanei italiani, cercando non so cosa, forse di riempire dei vuoti personali. Sono spinta a cambiare (a cercare) dalla fame di conoscenza, dalla voglia di aggiornamento, dalla sensazione assillante di non riuscire a fare in tempo a leggere tutto. Se penso a quanto non ho ancora letto di quello che vorrei, mi assale l’angoscia: morirò prima di avercela fatta! Continua a leggere



di Monica Mazzitelli



Premessa necessaria: conosco, anche se non troppo bene, Tiziano Scarpa: una conoscenza nata dal fatto di averlo invitato ad alcune rassegne da me organizzate negli anni precedenti e dal fatto che, grazie a lui, ho ‘esordito’ sulla Rete, in Nazione Indiana, alcuni anni fa. Ricordo le sue mail in cui con dolcezza ostinata mi invitava a ‘sfrondare’ il più possibile dalla mia scrittura tutto quello che appariva ridondante o cerebralistico. E aveva perfettamente ragione. L’ho recensito ( la rece di ‘Stabat mater’ sta anche in questo blog) ed intervistato ( una lunga intervista che mi ha concesso in occasione dell’uscita di ‘Batticuore fuorilegge’ sta nel mio ’69 posizioni’ in uscita per Cattedrale ( così mi sono fatto anche un po’ di autopromozione).
L’estate è un tempo estremo.
