Era difficile predire che la scrittura di Yari Selvetella sarebbe diventata ancora più elegante e elaborata di come è stata nei suoi ultimi romanzi (avevo recensito qui “Le stanze dell’addio”, candidato a suo tempo al Premio Strega). Ma così è stato. La cura della lingua gli consente di dipingere un piccolo ma universale mondo affettivo e emotivo in pochissime precise parole, necessarie e compiute, di una raffinatezza senza fronzoli.
Ne ho letti alcuni passaggi a alta voce per sentirne i suoni, le carezze ruvide che facevano alle mie orecchie, intanto che la storia mi trascinava via con la forza della sua corrente quasi subdola, consentendomi di entrare in stanze private con la scabrezza di una videocamera nascosta. È così: in questo romanzo si accede a un mondo come lo si potesse spiare, quotidiano e vero con la sua fatica, le sue paure, la sua noia persino, i gesti del cucinare, del pulire, gli odori di una casa, le voci dei figli – ciascuna unica e piena della sua storia.
Il suo protagonista narrante entra in scena deragliando di stanchezza, proclamando la sua epifania: non è più in grado di amare. Ho scelto di condividere con voi il primo capitolo del romanzo in questa videolettura. Continua a leggere
L’amicizia fra Alberto Moravia e Pier Paolo Pasolini & Moravia parla di Pasolini (Interzona)
Dunque
Poesia italiana del XXI secolo

Luciano Nota è nato ad Accettura in provincia di Matera. Docente di lettere, vive e lavora a Pordenone. Ha pubblicato sei sillogi poetiche. E’ laureato in Pedagogia ad indirizzo psicologico e in Lettere moderne. Intestatario di assenze, Campanotto 2008; Sopra la terra nera, Campanotto, 2010, prefazione di Giovanni Caserta, postfazione di Carlo Marcello Conti; Tra cielo e volto, Edizioni del Leone, 2012, prefazione di Paolo Ruffilli, postfazione di Giovanni Caserta; Dentro, Associazione culturale LucaniArt Onlus, 2013, prefazione di Abele Longo; La luce delle crepe, EdiLet 2016, prefazione di Dante Maffia, postfazione di Marco Onofrio; Destinatario di assenze, ArcipelagoItaca, 2020, nota di Anna Maria Curci. Sue prime poesie sono state pubblicate su varie riviste letterarie e in diverse antologie: “Solo buchi in un barattolo” (Ibiskos- Ulivieri 2011, a cura di Aldo Forbice); “Poesie del nuovo millennio” (Aletti 2011); “Arbor poetica” (LietoColle 2011); “Dedicato a…Poesie per ricordare” (Aletti 2011; “Parole in fuga” (Aletti 2011); “Tra un fiore colto e l’altro donato” (Aletti 2012); “Agenda 2012” (Ibiskos-Ulivieri): “Verba Agrestia” (LietoColle 2012); “Le strade della poesia ” (Delta 3 Edizioni, 2012); “Le strade della poesia” (Delta 3 – 2013 -); “La migliore produzione poetica dell’ultimo ventennio 1990 – 2012”, (Kairòs Edizioni, 2013, a cura di Ninnj Di Stefano Busà e Antonio Spagnuolo); il saggio critico “Dopo il Novecento” di Giorgio Linguaglossa (Società Editrice Fiorentina, 2013); “L’Amore ai tempi della collera” ( LietoColle, 2014). Nella trasmissione di Rai RadioUno Zapping a cura di Aldo Forbice sono state ospitate molte sue liriche. E’ presente sul blog di Poesia Rainews24 a cura di Luigia Sorrentino; sul blog di Nazario Pardini “Alla volta di Leucade”; il blog “Poetrydream” di Antonio Spagnuolo; il blog “Moltinpoesia”; “LucaniArt Magazine”; “Il giardino dei poeti”; “WordSocialForum”; “Sagarana” rivista letteraria a cura diJulio Monteiro Martins; “Neobar”; “Poesia2.0”; “La Poesia e lo Spirito”; “Patria Letteratura”: Rivista internazionale di lingua e letteratura; “Poetarum Silva; 2 liriche sul sito di RaiRadioTre. Una sua lirica è stata ospitata nella trasmissione “L’uomo della notte” sezione “Poetando” condotta da Maurizio Costanzo.
L’infinito
Gianni Ruscio e Riccardo Renzi
a cura di Alberto Fraccacreta

Gianni Ruscio, Mutazioni, Terra d’ulivi Edizioni
Mi accarezzavi le pupille
e da loro apparve un abbraccio
luminosissimo. Poi ti scioglievi
nel gioco
scappando qua e là
per nasconderti.
Risalivi la spuma che ti rideva
nel grembo
e così era alito di mare
nelle tue manine
di sabbia. I capelli al vento
rinascevano
in una brezza oltremare.
Equivoci
Vivalascuola. La scuola per la pace

Il mondo della scuola non può rimanere insensibile di fronte alla possibilità di una guerra nucleare né può accettare lo stato di guerra in cui versano tante, troppe parti del mondo. Lanciamo un appello a studenti, insegnanti, lavoratori della scuola affinché si facciano parte attiva di un movimento popolare e dal basso che reclami a gran voce il rispetto dell’articolo 11 della nostra Costituzione. Il nostro slogan è già scritto nella Carta costituzionale: “L’Italia ripudia la guerra”. A partire da questa affermazione inequivocabile chiediamo che si cessi di alimentare i conflitti, che il nostro Paese lavori seriamente per la soluzione diplomatica del conflitto tra Russia ed Ucraina e che si arrivi, in tempi brevissimi, ad una tregua. L’ombra scura di un conflitto nucleare non deve incombere sul nostro futuro. La barbarie della guerra, alla quale i potenti del mondo guardano con cinica ed interessata indifferenza, ci ripugna. Vogliamo la pace! Comincia da Torino una protesta che speriamo tocchi tanti altri luoghi d’Italia, d’Europa, del mondo. Presidio di fronte al Comune di Torino, Piazza Palazzo di Città, sabato 15 ottobre, ore 15.00. Per firmare l’appello: [email protected] Continua a leggere
Luigi Maria Corsanico legge Mario Luzi. 20
Di là
Quattro poesie di W.B. Yeats tradotte da Luigi Paglia
Le quattro poesie di William Butler Yeats presentate appartengono tutte alla raccolta The Rose (1893) e, sono le prime liriche “ il cui ritmo abbia qualcosa della mia musica”, come afferma lo stesso poeta. Si è voluto, quindi proporre il primo manifestarsi della grande poesia del poeta irlandese. Le traduzioni di Luigi Paglia, tratte dall’antologia, ancora inedita, di 111 poesie di Yeats, sono state eseguite metricamente (per la prima volta in Italia, a differenza delle traduzioni con versi liberi di Marianni, Sanesi e Melchiori) per conferire loro il necessario impulso ritmico. In particolare, sono stati tradotti quasi sempre i dimetri con settenari, i trimetri con novenari, i tetrametri con endecasillabi, i pentametri giambici con versi di 16 sillabe, seguendo l’esempio di Ungaretti che tradusse i Sonetti di Shakespeare, appunto, con versi di 16 sillabe e i tetrametri di Donne con endecasillabi. Luigi Paglia ha insegnato Letteratura italiana contemporanea e Teoria e prassi dell’intertestualità nella Facoltà di Lettere dell’Università di Foggia. Ha pubblicato 13 “libri d’artista” (con suoi testi poetici, sue traduzioni di poeti stranieri, suoi commenti e con incisioni di artisti italiani). Altre traduzioni da Yeats sono apparse nell’ultimo numero della rivista “Poeti e poesia”. Per la saggistica ha pubblicato una quindicina di monografie in volume, tra cui: Invito alla lettura di Marinetti (Mursia, 1977), L’urlo e lo stupore. Lettura di Ungaretti. L’Allegria (Le Monnier, 2003); Il grido e l’ultragrido. Lettura di Ungaretti (Mondadori, 2009); La scrittura e l’immagine (FBM, 2012). Una cinquantina di suoi saggi, relativi alle letterature italiana e inglese (l’ultimo su Eliot uscirà nel n. 1/2023 di “Strumenti critici”), è apparsa in qualificate riviste italiane e straniere Inoltre, ha composto una silloge di poesie, dedicate ai maggiori poeti italiani e stranieri, una sorta di originale storia personale in versi della letteratura occidentale. Continua a leggere
Il potere
La parola ai poeti. Lucianna Argentino
Ogni poeta ha con la poesia un legame unico, profondo e personalissimo che sfiora l’indicibile e per descriverlo ci si serve di parole che mai riescono a dirne la pienezza. La poesia è dunque qualcosa che vive nelle profondità della mia anima e la apre alla molteplicità e alla complessità della realtà. Qualcosa di intimo e personale che, tuttavia, amplia e feconda il rapporto con il mondo e con gli esseri che lo abitano, uno stare esposta a quanto del e dal mondo mi giunge. Mondo che pur essendosi fatto più piccolo non ha però diminuito la distanza tra gli esseri umani. Distanza che ha molte fisionomie, alle quali la poesia tenta di dare un volto in cui poter rispecchiare il nostro volto e sentire che quelle distanze sono fallaci creazioni della stupidità umana, di dirci che non è lì che sta la nostra umanità, la nostra verità di esseri umani chiamati alla fratellanza, alla sorellanza
L’intenzione
La parola ai poeti. Luca Pizzolitto
La parola poetica è una parola che, all’interno del mio personale percorso di scrittura, ha la propria gestazione e nasce dal silenzio, dall’approssimarsi al vuoto, alla solitudine, alla mancanza; la parola poetica diventa, in questa misura, un qualcosa di imprescindibile, necessario.
La parola poetica, come scrive in maniera stupenda Bonnefoy, “avvicina soltanto ma è, nello stesso tempo, quella parola che salva il mondo dall’abbandono, trasforma l’esilio in speranza, ritesse il filo spezzato della vita.”
Lettera da Berlino
di Stefanie Golisch
Berlino, 8.10.2022
Caro lettore sconosciuto,
certo, preferirei parlare dei colori dell’autunno, del sapore dell’aria mattutina e del cielo azzurro intenso di certe giornate fredde e limpide.
Ma i tempi sono di guerra e, parafrasando liberamente un famoso verso di Brecht, ci sono delle situazioni in cui una conversazione sui colori degli alberi diventa inadeguata, si vieta quasi da sé, perché sembra che ignori tutto il resto.
Brecht scrisse questa poesia che s’intitola Ai posteri in esilio, tra il 1934 e 1938.
Io, in questo autunno del 2022, mi trovo a Berlino e, pur volendo lavorare piuttosto sulla mia pace interiore anziché immergermi in sempre nuovi conflitti, in questi tempi non è possibile rimanere fuori da ciò che succede intorno a noi: questa volta non, come al solito, in qualche parte del mondo lontano, ma proprio in Europa.
La strada
Si vis pacem, para pacem. Contro la minaccia nucleare: scendere in piazza in massa, ora

Il Parlamento europeo ci invita a prepararci a un attacco nucleare. Mi rifornisco di viveri? Di pillole? Di armi? Scavo un rifugio in casa mia? Non dice che vuole intraprendere, con sette mesi di ritardo, una iniziativa diplomatica, questo non lo dice; ci invita a prepararci a un attacco nucleare. Nonostante l’ennesimo appello di papa Francesco a fermare la “pazzia” della guerra che è sempre in sé un «errore e un orrore». Ancora una volta sono gli Usa a fare e disfare: prima i maggiori sostenitori del proseguimento della guerra, adesso disponibili a trattare. Tutto sulla testa dell’Unione Europea. Propongo un appello di Tomaso Montanari: “I cuori pulsanti delle democrazie sono i parlamenti, ma ci sono dei momenti così gravi da pretendere che il popolo faccia sentire direttamente la propria voce: in questo caso, la propria voglia di vivere“. Continua a leggere











