Archivi categoria: Poesia

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente”

Intervista di Marie Laure Colasson a Giorgio Linguaglossa sul libro “Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica)” (2018)

1) È scomparsa la critica militante?
2)È ancora valida la linea dicotomica tracciata da Gianfranco Contini: la «Linea innica» e la «Linea elegiaca» del Novecento?
3) La Nuova Ontologia Estetica?
4) Il Grande Progetto

Domanda: Ho letto il tuo libro, Critica della ragione sufficiente (verso una nuova ontologia estetica (Progetto Cultura, 2018 pp. 512 € 21), un lavoro monumentale di indagine ermeneutica sulla poesia italiana e sui nuovi orientamenti della «nuova ontologia estetica». Perché quel titolo? Continua a leggere→

Poesie di Anna Littardi

Una selezione di versi di Anna Littardi, da AA.VV., Quaderno di Poesie. Ottobre 2022 (ed. Robin)

 

Nel vecchio parcheggio
davanti al mare
la solitudine si dilata,
toccando angoli celati alla coscienza
le parole rotolano
costruendo nuove cattedrali,
non ho il tempo di spiegare
travolta dall’urgenza delle paure,
non riesco a definire i confini
di un dolore che penetra a fondo
nelle trame di un dipinto
nascosto tra nuovi timori.
Fuori i gabbiani
solcano i cieli dell’ Apocalisse.

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Poesia italiana del XXI secolo

Francesco Marotta è nato a Nocera Inferiore (SA) nel1954. Laureato in Filosofia e in Lettere Moderne, insegna Storia e Filosofia e risiede in provincia di Milano. Ha tradotto Bachmann, Bolaño, Bonnefoy, Char, Celan, Jabès, Sachs, Bergeret. Autore di numerose raccolte poetiche. Da anni gestisce uno dei più autorevoli lit-blog, Rebstein – La dimora del tempo sospeso.

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Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, recensione di Giannino Piana.

Annalisa Ciampalini, Tutte le cose che chiudono gli occhi, peQuod, Ancona 2022, pp, 75.

       La poesia, anche quando affronta temi consueti che si riferiscono a situazioni umane e naturali comuni, non cessa di proporre una varietà di approcci che rivelano la pluralità e la ricchezza dei sentimenti e delle emozioni proprie dello spirito umano. In essa si concentrano, colte nella loro forza sorgiva visioni del mondo e della vita scolpite nel vivo della coscienza e proposte senza bisogno di pletoriche argomentazioni. Questa immediatezza, che ha nella freschezza del linguaggio evocativo (non dimostrativo) la propria “cifra”, è ciò che anzitutto emerge accostando le liriche di grande eleganza che Annalisa Ciampalini ci propone con questo prezioso volumetto. Continua a leggere→

Giorgio Stella. Da “L’arco del cerchio”


L’arco del cerchio

L’infinito asse formato

Orizzonte appeso

Al verticale

Nulla della rosa

La radice di tutto

Il niente

Dell’oracolo

Divide uno nello zero –

 

Colma distesa

L’ombra, niente

Ci segue –

Ora non ora

Il carnevale circense


Aspetta l’arco del cerchio;

Siamo in pochi

Nel nulla di tutto

E nessuno sarà molto

Di più dello zero nell’uno

Nel valore dell’addio muore

Talent scout. Andrea Milano, Paesaggio con figura verticale

a cura di Alberto Fraccacreta 

Andrea Milano, Paesaggio con figura verticale, Transeuropa

 

Il mio augure 

 

A Eddy, Amelio filosofo solitario 

 

Ascoltavamo il verso degli uccelli. 

Per me il verso degli uccelli

era sempre stato un senso di colpa. 

Il mio augure li distingueva. 

Sotto questo manto di neve 

riesumeremo nuovi corpi? 

Sorprendersi resuscitare – mi dicevo. 

“Il verso degli uccelli” – lui diceva – 

“è una chiamata al bello”. 

Insegnami mio augure a distinguere 

il senso di colpa e la bellezza. 

 

E le mie mani, che non ho mai usato 

per ammazzare, le userò un giorno 

le userò per rubare. Ruberò

i petali ai ciliegi ancora in fiore 

li ruberò per ridarmi vita, 

per ridarmi vigore. 

 

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Intervista di Gino Rago a Giorgio Linguaglossa sul suo ultimo libro saggistico sulla «nuova poesia»

Intervista di Gino Rago a Giorgio Linguaglossa sul suo ultimo libro saggistico sulla «nuova poesia», L’elefante sta bene in salotto (la Catastrofe,l’Angoscia, la Guerra, il Fantasma, il kitsch,il Covid, la Moda, la Poetry kitchen) Ed. Progetto Cultura, Roma, 2022, pp. 232 con una poesia kitchen da Le risposte del Signor Cogito

 

Domanda: Il retro di cover di L’Elefante sta bene in salotto,  una riflessione sulla «nuova poesia» che si snoda per 222 pagine, recita:

»L’Elefante sta bene in salotto. Intanto, con la sua proboscide fracassa il vasellame, le suppellettili e tutti i ninnoli; ci dice che siamo già oltre i confini del Moderno, che siamo in pieno Dopo il Moderno, nell’epoca del modernariato e del vintage come repertorio permanente di stili defunti che possono essere ripescati riciclati e disusati; ci dice che non c’è alcun elefante, che tutto è a posto, che i nostri dubbi sono in realtà miraggi, prodotto di scetticismo e di cinismo, che abitiamo il migliore dei mondi possibili e ci invita a costruire con uno stile patico le nostre abitazioni di cartapesta ed i lungometraggi con i quali allietiamo le nostre solitudini sociali. Il Signor Capitale ci ammannisce la sordità e la cecità ad obsolescenza programmata, ci dice che l’ultroneo va bene per situazioni ultronee e va bannato, che il reale è razionale e che non esiste nulla di meglio della condizione in cui ci troviamo. Nella realtà viviamo come se fossimo a bordo di un sommergibile: amiamo e odiamo senza le isoglosse del desiderio e della passione, preda di invidie distopiche; in realtà siamo tutti diventati apatici e atopici.  Continua a leggere→

La parola ai poeti. Anita Piscazzi

La parola poetica è una condizione necessaria, spirituale e intima che prelude alla relazione con gli altri e cerca il confronto, anche se l’inquietudine porta ad essere in continua conflittualità interiore e a tendere verso un qualcosa di estremamente riservato e inspiegabile.
Credo sia l’impasto di mano, cuore e mente che portano ad una riflessione che è sempre abitata dalla vita stessa, dal quotidiano e anche da tutto ciò che può sembrare in apparenza banale.  Continua a leggere→

Giorgio Stella. Da “Sterpia”


Dove pisciano i cani

È là, dove pisciano i cani

tra i santi e i morti

che io, davvero, non posso

più morire

ma solo essere me stesso –

Qualche volta ci passa Pasolini;

scende dalla sua Cadillac bianca

che sembra il baraccone

d’un circo, così ridotta a

sanguinare quel sangue antico

che l’anima estinta tace –

Quando gli si chiede

com’è che è andata lui

risponde che

“è stato come gridare tutto

quanto in una sola volta” –

Se lo si interroga meglio

si prende a massaggiare le

guance scavate,

come alludesse che era una

carezza lo scialle che lo coperse.

Raffaela Fazio. Dalla ferita, la vita.

da qui


Nella singolarità di ciascuno di noi, dovuta al diverso bagaglio con cui nasciamo e alle diverse esperienze che facciamo, esiste un sostrato comune, che potremmo chiamare anche “verità”. Una verità non tanto oggetto di conoscenza circoscrivibile, quanto ispiratrice di vita; ad essa attinge il linguaggio archetipico, declinandosi in modo sempre riconoscibile. Questo è il motivo per cui paure e sogni a cui la creatività umana ha dato voce millenni fa trovano tuttora in noi risonanza.

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La parola ai poeti. Abele Longo


Credo di aver scritto sempre poesie,
anche se è solo dal 2005, anno in cui è nata mia figlia Sophia, che è diventata una pratica abituale. Con la nascita di Sophia mi sono ritrovato ad avere meno tempo per quelli che sono i miei maggiori interessi, il cinema e il teatro, ed ho così scoperto che forme brevi come la poesia ben si confanno all’essere genitore. Mi sono ritrovato a leggere una cerchia sempre più cara di poeti – Yeats, Thomas, Campana, Vallejo, Bodini, Alberti, Pasolini, Dolci, Gelman, Bishop, Strand, Ondatje – e a scrivere versi su ogni pezzo di carta a portata di mano. Ne ho fatto la mia ”officina”, come mi piace definirla, che mi dà la possibilità di staccarmi dal quotidiano per reinventarlo, cercare parole e immagini come coordinate di un viaggio sempre nuovo.

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Poesia italiana del XXI secolo

 

Franco Manzoni è nato a Milano nel 1957, da oltre 35 anni Franco Manzoni è firma del Corriere della Sera. Ha pubblicato numerose sillogi poetiche, tra cui Esausto amore, Totò, Padania, Verso la seta, Faccina, Lettere dal fronte, Figlio del padre, En sombra de grito, in fervida assenza. Nel 2018 è uscita per l’editore Eidon di Bucarest l’antologia  bilingue Înger de sânge (Angelo di sangue), traduzione di Eliza Macadan.

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Giorgio Linguaglossa. La poesia nell’età della Catastrofe permanente

 

Dalla poesia degli anni Zero alla nuova fenomenologia del poetico, la Poetry kitchen a cura di Giorgio Linguaglossa

 

dal mio libro di critica: Dopo il Novecento. Monitoraggio della poesia italiana contemporanea (2000-2013), Società Editrice Fiorentina, 2013 Firenze, pp. 150 € 15.

 

Nella poesia [italiana] degli Anni Dieci è evidente che il linguaggio tende a stare dalla parte della «cosa», più vicina alla «vita», e quest’ultima si scopre irrimediabilmente lontana dal «quotidiano»; sembra come per magia, allontanarsi dalla «vita» per via, direi, di un eccesso di intensità e di velocità. La polivalenza polifunzionale degli stili emulsionati raggiunge qui il suo ultimo esito: una sorta di fantasmagoria dialettica della realtà e della fantasia: una dialettica dell’immobilità dove scorrono le parole come fotogrammi sulla liquida superficie del monitor globale-immaginario caratterizzate dalla impermanenza e dalla instabilità. È la forma-poesia che qui né implode né esplode ma si disintegra come sotto l’urto di forze soverchianti e disgregatrici. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Alberto Fraccacreta

 

La donna che si nasconde dietro Delia

Della donna che si nasconde dietro Delia, benché io abbia tutte le migliori intenzioni e sebbene desideri apportare necessarie chiarificazioni scritte onde evitare indebite identificazioni, non posso dire molto per ragioni ovvie. Si perderebbe il canzoniere a chiave. Andrebbe a ramengo l’illusione poetica (o meglio la fictio). Spiegherei troppo. Potrei ricevere una multa (salata) sui diritti d’immagine e un’ingiunzione carceraria dalla diretta interessata. Quindi, è meglio tacere.

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Massimiliano DAMAGGIO. Io scrivo nella tua lingua. Nota di Giovanni Nuscis

 

Massimiliano DAMAGGIO

Io scrivo nella tua lingua

Poesie – Testo greco a fronte, traduzione di Giorgia Karvunaki

Editrice ZONA

Collana Rossocorpolingua

Nota critica di Mia Lacomte

 

Rielaborare la propria infanzia, il proprio vissuto è ciò che tutti, in varia misura e modo, proviamo a fare. Talvolta edulcorando ricordi per nulla sereni e gioiosi, e viceversa. Continua a leggere→

La parola ai poeti. Antonio Fiori

 

La poesia è un’infermiera, ovvero colei che somministra il farmaco. Ci viene in soccorso per lenire il dolore delle ferite della vita, quelle che non guariscono, quelle che restano sempre oscenamente aperte, che tentiamo di nascondere, di cui cerchiamo di ricordare l’origine. È dunque un’infermiera che non può curarci realmente, né tantomeno salvarci l’anima ma può offrirci, questo sì, un unguento prezioso che ci aiuta a sopravvivere, ad avere il coraggio di guardare e interrogare la ferita. Lei è l’infermiera di chi scrive ma si prende anche cura di chi legge, proponendo lo stesso unguento anche al lettore (quando parlai di questa infermiera a Vivian Lamarque durante la presentazione del suo libro più intimo – Madre d’inverno, Mondadori, 2016 – ne rimase colpita e condivise con entusiasmo). Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Ilaria Seclì, salentina nata a Ginevra, laureata in Letteratura moderna e contemporanea, insegnante, ha pubblicato D’indolenti dipendenze, Besa, 2005; Chiuderanno gli occhi, Diario a due voci con Federico Federici, Quaderni di Cantarena, 2007; Del pesce e dell’acquario, LietoColle, 2009; La sposa nera, I libri del’Arca, Joker, 2016; L’impero che si tace, Giuliano Ladolfi Editore, 2019. Ha collaborato, nel 2004 e nel 2005 in performance dal vivo, a Lecce e a Bologna, con Giovanni Lindo Ferretti. È stata ospite, nel 2005 a Ginevra, a la 5^ edizione della “Settimana della lingua italiana nel mondo”. Del 2007 è lo spettacolo teatrale La sposa nera con Adamo Toma. Suoi scritti sono presenti, oltre che sui maggiori siti italiani di letteratura, anche in varie antologie, tra le quali: Poeti Circus, I nuovi poeti intorno ai trent’anni a cura di Giuseppe Goffredo, Poiesis edizioni, 2006; Il segreto delle fragole, a cura di Giampiero Neri e Fabiano Alborghetti, LietoColle, 2006; A sud del sud dei santi. Sinopsie, immagini e forme della Puglia poetica. Cento anni di storia letteraria, a cura di Michelangelo Zizzi, LietoColle, 2013), Come una mezza luna nel sole di maggio, Ricognizione della poesia pugliese (1975-1994), Fallone Editore, 2017. La silloge Finché vivrò non passerete è stata pubblicata sulla rivista online La foce e la sorgente, a cura di Marco Ercolani, 2018.  Nel 2014 è stata premiata con l’Apollo d’argento dal centro di cultura e Archivio storico “Il laboratorio” di Parabita. Continua a leggere→

Intervista a Manuel Lantignotti


di Luca Pizzolitto
1) Questa, Manuel, è la tua raccolta di esordio. Tu hai 28 anni. E nella vita, leggendo il tuo curriculum, ti dedichi anche ad altre forme di espressione artistica. Perché (e quando) hai sentito la necessità di investire sulla poesia e scegliere di pubblicare una raccolta?
Il mio approccio al teatro, alla musica, al cinema e alla poesia è sempre lo stesso. L’arte ha qualcosa che la vita non può dare, e cioè l’esperienza amplificata. Con questa espressione intendo indicare il potere che ha una storia, un componimento o l’interpretazione di un ruolo di proiettarti al di fuori della tua singola esistenza che, per quanto piena di esperienze, sarà sempre limitata. In questo modo tu puoi essere un ragazzo di periferia, il capotreno dell’Orient Express, un astronauta, credere in una religione che non ti appartiene, camminare tra gli edifici dell’Atene ellenistica e altre infinite possibilità. Con la poesia vi è uno step in più. Nello spazio di poche righe puoi proiettare il lettore direttamente nell’anima dell’esperienza universale che vuoi far rivivere. La poesia è l’unica forma d’arte che rappresenti nella sua essenza il ricordo, tema centrale di tutta la raccolta e l’unica che in poche righe riesce a intrappolare piccoli frammenti di senso, che una vita intera non riesce a cogliere. Ho sempre amato leggere e scrivere poesia, raggiunta una certa consapevolezza sia tematica che stilistica, ho deciso di mettermi all’opera e creare qualcosa che potesse avvicinarsi a quello che cerco dall’arte.

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