Che strana materia è un corpo
e che strani noi che ci stiamo chiusi dentro
murati, o appesi a un filo, poco importa.
Che piacere denso e sofferto
stare con te sotto un albero
e vedere che da zone lontane del mio corpo
tornavano a casa i pensieri perduti
in questi mesi di troppi commerci
con gli umani.
Che strano il resto della giornata
con l’emozione che mi girava dentro
come una farfalla
o come un carro armato.
Questo è quanto ho visto nel mio campo,
il campo avverso.
Non so cosa sia accaduto nel tuo campo,
non so com’era l’emozione
ma spero che sia stata
cauta, incauta, verticale
libera dal bene e ancor più dal male.