Archivi categoria: Letture

76. Righe

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da qui

Bisognava conquistare il Nord, per impedire che il movimento si arenasse.
Le solite critiche: patteggia con i bianchi, ottiene che i ghetti si disinfestino dai topi; bella vittoria, dottor King!
Una rosa è una rosa, un labirinto di petali, un cartoccio rosso di sogni.
Fu allora che decisi per la marcia nel quartiere peggiore, il più razzista.
Due anni dopo, si sarebbero ribellati al mio assassinio, i negozi distrutti e saccheggiati, le case in fiamme. Continua a leggere

Pensando a George Harrison, nel decennale della sua scomparsa

Tratto da I DIARI DI RUBHA HUNISH, di Davide Sapienza, Galaad Edizioni 2011, pagine 206-209

1 dicembre 2001. George Harrison. Bivacco Presolana.

Sono nel posto dove oggi volevo essere per il mio saluto a George, il beatle giovane. Sono passati quasi quattro anni da quando salii nella neve sino a quassù per rendere il mio omaggio a Claudio, artista amico scomparso dal nostro orizzonte, senza preavviso. Questo sembra proprio essere il luogo giusto per ascoltare la partenza di chi sta lasciando il pianeta terra. Era sabato allora, è sabato anche oggi. Era giovedì allora, è stato giovedì anche questa volta.
Ho portato con me la sua musica scegliendo le canzoni per cercare di catturare qualcosa che non so cosa sia. Sono qui per interrompere il consueto scorrere dei pensieri, delle emozioni e delle parole; so che ascolterò queste canzoni come mai le ho ascoltate, né come mai le ascolterò più. Continua a leggere

72. Cluster bombs

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da qui

El Pueblo de la Iglesia de Nuestra Señora la Reina de Los Angeles de Porciúncola. Gli angeli, Los Angeles, LA, un bel nome, forse non c’è modo migliore per chiamare una città.
La luna: me la ricordo in mezzo ai rami che parevano un merletto, un pezzo pregiato di biancheria intima steso contro il cielo.
Il mare era un panno azzurro ondulato, su cui galleggiavano materassini e bagnanti di ogni età.
Difficile dire quali fossero le cause: la povertà, il degrado; la criminalità cresceva a vista d’occhio. Continua a leggere

“Amsterdam è una farfalla”, di Marino Magliani

Recensione di Angelo Ricci (da qui)

Se pensate ad Amsterdam è una farfalla come a una tranquilla guida della città olandese compilata per l’occasione, e a uso e consumo degli amanti della bicicletta, da uno scrittore italiano che in Olanda ci vive, ebbene vi state sbagliando.
Marino Magliani, con la sua scrittura dalle pieghe inquiete e dall’incedere ritmico, amalgama i piani di lettura, i personaggi, gli avvenimenti. Continua a leggere

poeti per cui vale la pena

alberto pellegatta
l’ombra della salute

ho conosciuto la poesia di Alberto qualche anno fa grazie alla rete commentando alcune sue bellissime poesie e poi come d’incanto ritrovandolo su Fb in un periodo in cui leggevo cose che mi riportavano amore e dolore insieme
trascrivendo in quei giorni alcune poesie ho trovato un piccolo elenco di parole e poeti e poetesse con sotto evidenziata la scritta persone che vale la pena di…
e tra questi nomi il suo: Alberto Pellegatta
allora sono andato a rileggermi qualche commento e intanto mi è arrivato questo libro dolce incantato con una copertina di un colore che ti fa sentire bene e amare di già e di più la Poesia
che nel caso di Alberto Pellegata tocca vertici sublimi.
perchè incomincia a soffiare forte in un posto di mare e io ci vivo e so sembra urlarti
perchè tra le pagine corrono parole non dette ,mappe dei cieli,incanti a bocca aperta, disperazioni.
girandole di tempi e spazi ,appuntamenti dati e fenicotteri, in apparenza cosi distanti ma sotterraneamente e sensibilmente vicini,quasi a portata di mano come fossero fiori recisi ma ancora in vita.
sono macchie queste liriche
potenti come quei sogni agognati che al mattino dissolvendosi ti restano attaccati alla pelle
difficili come le cose che cercano di convincerti
primitive come la grammatica i primi giorni sui banchi di scuola
e poi e ancora discordanze ,risoluzioni ,svenimenti.
quasi un saliscendi come se una luce forasse per sempre e comunque il buio
per questi e molti altri motivi che si possono scoprire solo come cristalli ad ogni pagina credo in questo libro e in questa poesia
che non si auto celebra che si discosta dall’io che sceglie il senso finemente artistico della parola per delle emozioni che sanno dare corpo parola poesia
un poeta da leggere
da assimilare
uno di quelli per cui vale la pena di.
davvero .

alberto pellegatta – l’ombra della salute – mondadori collezione lo specchio

Il cattivo sergente

Tipo senza scrupoli Nicholas Deville, sergente marcio con la faccia da criminale, un’insonnia cronica a fargli da compagna e la dipendenza da anfetamine a seguirlo ovunque vada.
Eppure qualcosa nel suo agire ci risulta simpatico.
Sarà quel sogno del prepensionamento in qualche spiaggia assolata, o sarà la bravura di Baldrati a fare al meglio ciò che il noir sa fare meglio, ovvero rimescolare le carte un attimo dopo averle distribuite: fatto sta che alla fine parteggiamo  quasi per lui, per Deville, che poi è il male, che poi è il poliziotto che nessuno vorrebbe mai ritrovarsi davanti.
La storia potrebbe essere già sentita; una partita di droga da recuperare, un poliziotto che lavora anche per la mala (la nuova mafia di Londra), una città che non vede o non vuol vedere, e soprattutto non perdona, a prescindere dalla divisa che si indossa e dalla porta da cui si è deciso di entrare.
Ma non c’è storia già sentita che non si possa ri-raccontare, Continua a leggere

Viola AMARELLI – Le nudecrude cose e altre faccende. Con nota di lettura di Antonio Fiori.

Con Viola Amarelli non c’è bisogno di ricostruire ragioni, decifrare poetiche nascoste. In questa silloge ad esempio lei stessa – a latere – dichiara: “Si presta voce a un mondo… ci si illude, perché il mondo resta tutto…  E’ la scrittura spugna, materia che respira: quello che hai ridai. Per questo ogni poesia è sempre, dannatamente, anche nolente, politica.” Continua a leggere

Émile Zola, “L’affaire Dreyfus. La verità in cammino”, a cura di Massimo Sestili

Da qui

Intervista a margine di Giovanni Agnoloni 

«La lettera di Zola è il più grande atto rivoluzionario del secolo»

a cura di Massimo Sestili
Prefazione di Roberto Saviano
Firenze, Giuntina, novembre 2011
ISBN 978-88-8057-423-1
? 9,90

Zola nel suo J’accuse indica con nome e cognome i responsabili della condanna di un innocente e chiede di essere portato in giudizio, firmando una delle più grandi requisitorie contro la ragion di stato che siano mai state pronunciate. Una denuncia che rimarrà nella storia, da un lato per la forza e il coraggio che esprime nel voler difendere i valori di Giustizia e di Libertà e, dall’altro, per il richiamo al principio di responsabilità degli intellettuali, che da questo momento percepiscono il loro ruolo all’interno della società in modo del tutto diverso, fino a raggiungere nel corso del Novecento un peso sempre maggiore soprattutto nei momenti in cui la loro protesta è riuscita a saldarsi con la politica.

dalla introduzione di Massimo Sestili

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Ho una perenne

ho una perenne paura di morire.
mi devo fare una maglietta con questa scritta
e devo indossarla al bar
a scuola
alle presentazioni dei miei libri.
ditemi la frase della vostra maglietta
per favore.

***

quando mi sveglio di notte
e non posso più dormire
è colpa delle parole.
sono le parole
a tirarmi fuori dal letto.

“Soglia d’amore”, di Monica Pareschi

[Sono particolarmente lieta di pubblicare questo racconto di Monica Pareschi, una tra le più apprezzate e capaci traduttrici editoriali italiane. Se volete avere un’idea di massima delle autrici e degli autori che ha tradotto, vi invito a leggere la nota biografica alla fine del racconto. Monica Pareschi è una donna che lavora con le parole degli altri e che, una volta di più, dimostra attraverso le sue parole che grande scuola di scrittura sia la traduzione. Soglia d’amore è un racconto cui tengo molto, che amo molto, di un amore razionale e viscerale al contempo. L’immagine a sinistra è La fine del mondo, di Leonor Fini.G.C.]

di Monica Pareschi

Un brusio d’insetti. Forte. Come quando cerchi i canali col telecomando. Una tempesta d’insetti. Nero e materia stellare. Lampi. Esplosioni. Un po’ di rosso. Come quando si strizzano forte gli occhi premendoci sopra le palme delle mani. Ma il suo occhio è aperto adesso. Contempla quest’ultimo paesaggio galattico. L’occhio rimasto scruta nel buio. Un occhio cieco, un occhio buono. Sulla soglia.

Qualcuno, sulla soglia.

“Ciao… Ciao… Siamo noi…”

La chiave entra e gratta nel silenzio che la strangola, le voci recitano l’allegria. Cigolio di porta, bisogna darci l’olio, e poi la gragnuola dei tacchi sul marmo, lo scatto degli interruttori, la lama di luce che scivola sotto il battente e taglia un triangolo bianco sul pavimento. Sei al buio, si scandalizza la voce di quella che guida la truppa, che irrompe e poi spiega: La nonna è al buio. Braccia protese, pratica, un po’ ansante, si avvicina vivamente alla finestra e con grandi gesti capaci si appende alla cinghia della tapparella: un po’ ginnasta e un po’ infermiera. Continua a leggere

65. Passeggiava nel giardino

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da qui

Si chiamava padre Turoldo e aveva capito molte cose.
Ci sono momenti in cui ti pare che Dio passeggi ancora nel giardino: quando il sole appare all’improvviso tra le foglie e le nuvole sono batuffoli posati sui comodini azzurri, in ospedale – perché ti viene da piangere, quando pensi all’ospedale?
Forse perché hai paura di restare solo? Perché gli amici ti seguono finché le tue parole si scandiscono nell’aria come gridi di rondini, annunciando una felicità che nessuno immaginava? Continua a leggere

“Addio, Liguria”: franano le Cinque Terre care a Eugenio Montale

Articolo e foto di Marco Grassano (già pubblicati su AlibiOnline, qui e qui)

“Addio, Liguria”: franano le Cinque Terre care a Eugenio Montale
“Addio, Liguria, per i tuoi grandi paesaggi d’olivi
dove il colore in maggio è bronzo fiorito; per il verde
chiaro delle vigne di cui vivono anche in estate
le ardenti terrazze di pietra sollevate all’infinito sul mare…”
Vincenzo Cardarelli

Il sole di fine settembre balugina caldo sul mare in un crepitio luminoso mentre dall’uscita autostradale di Carrodano scendo verso Monterosso. Il mio albergo – Hotel Cinque Terre – è nella frazione Fegina, di fianco a Villa Montale. Scriveva il poeta:

La casa delle mie estati lontane
t’era accanto, lo sai,
là nel paese dove il sole cuoce
e annuvolano l’aria le zanzare. Continua a leggere

Francesco Dalessandro, L’Osservatorio

 

di Claudio Damiani

L’osservatorio è un poema, o un “romanzo in versi” come ci suggerisce Domenico Adriano nella bandella, composto di quattro sezioni: la prima, la seconda e la quarta sono costituite, ognuna, di dodici poemetti (da ricordare che la prima sezione era già uscita, in plaquette, nel 1989, con lo stesso titolo), mentre la terza sezione è una lettera. Cominciando a leggere colpiscono soprattutto i paesaggi, le vedute. Sono vedute romane, piuttosto periferiche: viene da pensare a Pasolini, ma anche alla vedutistica romana del sei-settecento. Continua a leggere

56. Buchi neri

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da qui

La lotta era entrata nel vivo, mi arrestarono per l’ennesima volta.
Fu allora che accadde qualcosa che ognuno interpretò secondo la propria prospettiva. Parlo di Malcolm.
La piazza era gremita, come sempre, il colonnato era la casa dei fantasmi, da cui uscivano ombre mute che curiosavano nei pensieri della gente.
Quando piombò a Selma, qualcuno pensò che infliggesse il colpo di grazia del partito radicale.
Era imprevedibile, sapeva accendere le folle con l’eloquenza incalzante del violento, di chi trascina in azioni di forza anche i più restii. Continua a leggere

Fidel

Articolo e intervista di Marino Magliani e Giovanni Agnoloni

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Direttore Editoriale delle Edizioni Il Foglio Letterario. Collabora con La Stampa di Torino come traduttore del blog di Yoani Sánchez. Direttore della collana di narrativa latinoamericana Célebres Inéditos di Edizioni Anordest. Ha tradotto i romanzi del cubano Alejandro Torreguitart Ruiz: Machi di carta (Stampa Alternativa, 2003), La Marina del mio passato (Nonsoloparole, 2003), Vita da jinetera (Il Foglio, 2005), Cuba particular – Sesso all’Avana (Stampa Alternativa, 2007), Adiós Fidel – all’Avana senza un cazzo da fare (A.Car, 2008), Il mio nome è Che Guevara (A.Car, 2009), Mister Hyde all’Avana (Il Foglio, 2009) e Il canto di Natale di Fidel Castro (Il Foglio, 2010). Continua a leggere

Eppure era ancora primavera

di Elisabetta Bordieri

“…..Lisa stava correndo a perdifiato da più di un’ora. Come se scappasse. La sensazione era quella, tanto era lo sfinimento. Non si voltò indietro mai. Ormai non sentiva più nemmeno il dolore alle gambe. Voleva solo sbrigarsi. La testa le martellava dentro. Ma tra poco sarebbe arrivata. Ancora poco e ce l’avrebbe fatta. Continuava a correre senza tregua. Ormai sapeva che le rimanevano poche forze. E soprattutto poco tempo. Corri Lisa. Corri. Non ti voltare. Corri. Guarda solo davanti a te. E corri. La notte sembrava non finire mai. Si dibatteva così tra un surreale sudore e le bianche lenzuola. Tra un sogno e la realtà. Come se le gambe sbattessero penosamente sullo spigolo del letto. Come se le braccia si dimenassero a tenere il ritmo costante di una sfrenata corsa. Come se la testa sembrasse una trottola senza carica. Ma non era così. Ogni parte del suo corpo giaceva nell’immobilità della stanza. E Lisa era persa dentro il divenire del suo sogno….. ” La sala d’attesa era deprimente, in realtà era un corridoio alle cui pareti, di un colore bianco spento, erano appesi dei manifesti posticci tenuti su da un adesivo poco efficace, le sedie, di un metallo freddo, erano lì una in fila all’altra, stanche e vuote e così sarebbero rimaste. Nemmeno i due tipi pensarono di sedersi. Erano lì da più da più di due ore e aspettavano. “…..per quanto ancora avrebbe dovuto correre Lisa non lo sapeva. Sapeva però che non doveva mancare poi molto. Sentiva che nell’aria c’era qualcosa di impalpabile, un sapore buono che le diceva che c’era quasi. Ed infatti poco dopo arrivò. Si fermò di scatto. Ogni sensazione di stanchezza svanì all’improvviso. Il suo intero corpo riacquistò le forze che sembrava non aver mai perso. Continua a leggere

La Mappa degli slittamenti spaziotemporali di Sandro Battisti

Introduzione di Giovanni Agnoloni

Un altro capitolo della vicenda dell’avanguardia letteraria dei Connettivisti, che dagli universi della fantascienza s’infiltra sempre più nelle crepe della realtà.
Ecco un estratto de La mappa è una contrazione, racconto di Sandro “Zoon” Battisti, co-fondatore del movimento letterario, uscito in e-book per e-Tales, uscito su posthuman.it con un commento a seguire di Mario Gazzola.

Un viatico di eccellente qualità e potenza suggestiva, in vista della NeXtCon, il grande raduno-reading con musica che si terrà a Firenze il 15 dicembre. E sul quale, ovviamente, avrete presto notizie.

Da qui in poi, il testo in tondo è di Mario Gazzola, mentre in corsivo è l’estratto del racconto di Sandro Battisti.


Esce in ebook per Graphe.it il racconto La mappa è una contrazione di Sandro Battisti, ambizioso esperimento di connessione fra dimensioni temporali del presente, di un futuro postumano e dell’antichità romana. Ve ne proponiamo un breve estratto. Continua a leggere

Intervista a Roberta Borsani

Intervista di Marino Magliani

Persuasori di morte (OGE, 2011) è il secondo romanzo di Roberta Borsani. Un racconto di potere regolato dal male, narrato da una Borsani che predilige per le sue storie una provincia piemontese che sa di corteccia e odori di muschio e pioggia. Ma qui la storia è grande ed è come se non si parlasse solo di provincia, ma come se l’Italia intera fosse una provincia. La provincia d’Italia. Il commissario Realis ama curare le sue rose, come una specie salvacondotto, di vaccino contro l’orrore che va conoscendo, mentre indaga sulla morte di Fiammetta Uslenghi, ragazza fragile. Continua a leggere

Nuove iniziative della Fondazione Tobino

Articolo di Paolo Russo

(da “La Repubblica” di Firenze del 29 ottobre 2011)

La Fondazione Tobino presenta alcuni importanti progetti. Da una parte l’apertura del museo e l’attivazione della “Fondazione virtuale” che, strumento innovativo di prima qualità, metterà in condizioni gli utenti di consultare cinquemila documenti relativi a Tobino e di viaggiare virtualmente nella sede dell’ex-manicomio anche nelle parti non ancora aperte al pubblico. Dall’altra la costituzione di uno staff di studiosi, diretti da Giulio Ferroni, che scriveranno e studieranno la storia di un angolo di terra (Viareggio-Lucca-Garfagnana) che nei vari atlanti letterari del nostro tempo, di cui tanto si parla in questo periodo, ancora non compare, pur contando su un reticolo di relazioni intense e numerose che partono da D’Annunzio, Pascoli, Carducci, fino a Garboli e Monicelli. Continua a leggere

Editori in ascolto – Galaad Edizioni

Intervista a cura di Gloria M. Ghioni

(da Criticaletteraria)

Editori in ascolto
– con Paolo Ruggieri e Paola Vagnozzi per la Galaad Edizioni

  

Quando è nata la vostra casa editrice e con quali obiettivi?
La Galaad Edizioni è nata nel settembre 2006 ma l’attività editoriale vera e propria è iniziata negli ultimi mesi del 2007. Gli obiettivi di allora erano gli stessi di oggi: pubblicare libri che riflettano i nostri gusti letterari e la nostra linea editoriale. Continua a leggere