Archivi categoria: Letture

“1975” – recensione di Pasquale Vitagliano.

1975 Nonostante Pasolini, e purché Buzzanca non lo sappia, al liceale piacciono le donne, Franz Krauspenhaar, Caratterimobili, Bari, 2010

“Ci sono ragazzini segnati da un’epoca. E poi ci sono scrittori che segnano un’epoca”, si legge in copertina. Ragazzini e scrittori hanno bisogno di un luogo per segnare un’epoca. Il luogo di FK è la Milano di piombo degli anni ’70, rigata dalle lacrime degli scontri fra ragazzi di sponde politiche opposte – apparentemente divisi tra il gallismo di Buzzanca, che in quegli anni imperversava nei cult-movies di serie B, e la disperazione di Pasolini,  scandaloso ed eretico persino a sinistra – ma accomunati dalla infantile e ingorda voglia di sesso. Sesso, droga e rock’n roll. Continua a leggere

“Uomini e cani”, di Omar Di Monopoli

Recensione e intervista di Marino Magliani

E’ stata la parola “western” che avevo letto in qualche intervista rilasciata da Omar Di Monopoli, o in qualche recensione ai suoi libri, a incuriosirmi. Volevo vedere se la narrativa di Di Monopoli per un qualcosa poteva regalarmi le emozioni che mi hanno dato certi western della Garfagnana di Vincenzo Pardini. Lo so, non è un buon approccio per conoscere un autore, quello di leggerlo per vedere se si può paragonare a un altro. Ma così è stato. Leggendo ho scoperto altre affinità. Pardini, oltre a essere narratore di storie selvagge e di tragedie, racconta di bestie, di lupi e rapaci, di prede e predatori e di notti epiche e crudeli; e anche Uomini e cani (Isbn edizioni, euro 13), di OmarDi Monopoli racconta esattamente di tragedie e di bestie.

Alla fine ho scritto all’autore e gli ho fatto qualche domanda e Omar, con la gentilezza che contraddistingue anche Vincenzo, mi ha risposto. Continua a leggere

Tolkien a Milano e dintorni con Giovanni Agnoloni

Ecco i prossimi appuntamenti tolkieniani di Giovanni Agnoloni, a Milano e dintorni:

 

4 giugno – ore 19,30: premiazione “Premio Italia” (con “Nuova letteratura fantasy“, ed. Sottovoce, in finale come miglior saggio in volume), nell’ambito dei Delos Days, a Sesto S. Giovanni.

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Gloria Gaetano. Prima che il domani vada

da Prima che il domani vada

LA CASA SUGLI SCOGLI

Finisce qui il mio viaggio,
sulla casa a picco sulla scogliera,
travagliata da onde schiumose.

Lo scoglio levigato ci vide avvolti
nelle nebbie marine dell’azzurro
nella sera che ancora conserva
l’aroma dell’estate,
macchie celesti sul tuo fianco
che si allungava contro le mie mani. Continua a leggere

Destra e sinistra a confronto sulla mafia

Saranno il vicepresidente della Commissione antimafia, Fabio Granata, e l’ex presidente e attuale membro della stessa Commissione, Giuseppe Lumia, a confrontare due culture, quella di destra e quella di sinistra, sul tema della mafia e dell’antimafia.

L’occasione sarà la presentazione, organizzata dalla proloco di Ciampino nella sala convegni in via del lavoro 59 a Ciampino (Roma), alle 17.30 di martedì 31 maggio, del libro di Pino Nazio Il bambino che sognava i cavalli – 779 giorni ostaggio dei corleonesi. Continua a leggere

La luna a strisce

Giovedì 26 maggio 2011 alle ore 18 nella sala conferenze della Libreria Croce

Rosanna Salzano Trezza presenta il romanzo

La luna a strisce
Guida Editori

di Lucia Amendola Ranesi

Margherita De Donato legge alcuni brani del libro. Interviene l’autrice.

Antica Libreria Croce
Corso Vittorio Emanuele II, 156
00186 Roma

“Dal cassetto dei ricordi dell’autrice emerge, alla morte di sua madre, la biografia dell’amore dei suoi genitori (un’insegnante di matematica e un suo allievo) e…non solo. La piccola storia si incrocia con la grande Storia e riporta alla ribalta aneddoti ed eventi inediti di grandi maestri del mondo scientifico: Puccianti, Cantone, Majorana, Caccioppoli seguendo – dal 1928 al 1945 – il filo rosso delle vicende di una famiglia che attraversa con i suoi disagi e le sue perdite la dittatura fascista e la guerra.
La narrazione procede con agile, vivace e avvincente freschezza attraverso la felice trasposizione del vissuto, dei ricordi e dei racconti ascoltati. Viene ricostruita nella prima parte la magica atmosfera di un mondo perduto, mentre in quelle successive l’orizzonte si allarga fino a ricostruire la rapida trasformazione di una societa’ che vede crollare tutte le sue certezze, di cui e’ testimonianza e metafora nel 1945 “il matto che suonava sotto le bombe”.
Un romanzo che affascina e cattura.
(Rossana Salsano Trezza)

Pollo alle prugne. Marjane Satrapi

Pollo alle prugne. Marjane Satrapi.

di Nadia Agustoni

Nota per il libro “Persepolis” (2002) da cui ha tratto il film d’animazione co-diretto con Vincent Paronnaud, Marjane Satrapi disegnatrice iraniana nata nel 1969 ci dà con “Pollo alle prugne” la sua terza opera a fumetti. Già con “ Taglia e cuci” (2003) proseguiva il suo racconto della vita in Iran offrendoci una visione di interni di un’ilarità un po’ forzata, e aggiungo giocoforza visto che il rapporto uomo donna ne è il fulcro e non è agevole parlarne tenendo conto della complessità di una società che ha attraversato decenni di sconvolgimenti politici. “Pollo alle prugne” Sperling & Kupfer 2009, è la graphic novel più intensa di Satrapi. Apparentemente una storia intimista su un musicista che sentendosi tradito da tutti si lascia morire, ma la storia costruita con sapienti flash back ci racconta l’Iran degli anni Cinquanta con le sue sfaccettature politiche, religiose ed economiche. Continua a leggere

“The tree of life”: la quinta mitologica fatica del divino Terrence Malick, Palma d’Oro a Cannes 2011

Una summa summarum della poetica e della filosofia malickiana questo ultimo struggente lungometraggio The tree of life dove il regista texano – il più schivo della storia del cinema – ha ripreso le storie, i simboli, le situazioni e il credo narrato nei suoi quattro film precedenti per tirarne fuori un densissimo capolavoro di arte cinematografica. Un film che si ricongiunge alla suggestione del suo primo lavoro La rabbia giovane, interpretato da un intenso carnale Martin Sheen con un’eterea quasi-bambina Sissy Spacek, suggestione che forse in questo film si chiarifica fornendo un senso molto più edipico a quella storia girata nel ’73.
Una famiglia middle class pare all’inizio incarnare la più tipica rassicurante immagine pubblicitaria possibile: un padre affettuoso interpretato da un perfetto Brad Pitt in versione kennediana è sposato e ha tre figli con la giovanissima Jessica Chastain, rossa e lentigginosa come Sissy Spacek, madre-fatina, perfetto angelo del focolare. Nelle loro vite assolate irrompe la tragedia della morte del secondogenito, e a partire da lì, a ritroso, scopriamo i retroscena della famiglia, dove la figura del padre si rivela essere quella di un tiranno insicuro che sfida i figli cercando di piegarli all’ubbidienza, Continua a leggere

Vincenzo MURA “Poesias Sèberas”

Sos ojos mios arribbo

S’ùltima marrada ‘e sole
at isconzu s’istiu.

De sa chìgula restat su repiccu
in ùngias de saucu
e s’imprenta ‘e su càntigu sou
s’est inferchida in ispinas
de ‘ardu siccu.
Immùrinat s’istiu
in su mudor’ ‘e sas cannas
de trigu moriscu,
isbentulende ammentos.
Sos àrvures sun annuzados
che puzones chena nidu
e fintzas a beranu
no an agattare risu.

In s’ùmbra ‘e unu sàlighe
sos ojos mios arribbo
appittu ‘e dies noas

(Ripongo i miei occhiL’ultima zampata di sole/ha disfatto l’estate.//Della cicala è rimasta l’eco/tra le unghie dei sambuchi/e l’impronta del suo canto/s’è infilzata in spine/di cardo bruciato./Imbruna l’estate/nel silenzio degli steli/di granturco,/sventolando memorie./Gli alberi sono mogi/come uccelli senza nido/e fino a primavera/non ritroveranno il sorriso.//All’ombra di un salice/ripongo i miei occhi/ad aspettare nuovi giorni.) Continua a leggere

Andrea Leone, Lezioni di crudeltà

di Michelangelo Zizzi

Scrivere una prefazione ad Andrea Leone è come andare a vedere uno spettacolo nell’anfiteatro Flavio dopo aver inalato in una sola inalazione tutto il tabacco incatramato di una camel senza filtro, il giorno dopo quello in cui Cesare stravasò con arti divinatorie il Rubicone.

Da lente contrade meridionali dove la resistenza ai bivacchi cartesiani delle metropoli è, per chi scrive, una sosta tra alcoli ingurgitati in un fiato e agone inattuale di gioco di carte di vecchi seduti ai tavoli, l’opera di Andrea Leone vi entra come il pistolero nel far west, il temporale estivo, la rete all’ultimo minuto di una finale mondiale. Continua a leggere

Irene Sánchez Carrón: Razones

Razones

“Bien está en otros sostenerse. 
 Porque nadie soporta la vida solo.”
                              
F. Hölderlin

Y porque estamos solos empezamos un verso.

Porque sentimos frío acercamos las manos
al calor de unos seres imposibles y bellos
que nos prestan sus ojos para observar el mundo.

Porque tenemos miedo miramos otras muertes
y en nuestra oscuridad encendemos un sol
de mediodía, inmóvil, que no se irá al ocaso.

Huyendo del dolor fatigamos el cuerpo
por calles de ciudades que nunca son la nuestra
de la mano de gentes que habitan en nosotros.

Porque tenemos prisa inventamos finales.
Porque nos falta el tiempo inventamos más tiempo.

Porque somos tan pobres no nos pesa apostar
lo poco que nos queda a este número incierto.

Porque somos humanos miramos a los dioses.
Porque no somos dioses jugamos a crear. Continua a leggere

1 racconto horror al dì

Dopo la fortunata 365 racconti erotici per un anno l’editore Delos – un network che produce testi di fantasy, horror, fantascienza, noir, riviste e siti web – ripete l’esperimento: un’antologia di racconti brevi di stile horror, 2000 battute circa per la pubblicazione su una singola pagina, uno al giorno. La raccolta nasce da una campagna diffusa via web, un vero e proprio concorso di idee, che ha visto la partecipazione di centinaia di autori. I testi sono stati letti, discussi e scelti all’interno di un enorme forum coordinato dalla rivista Writers Magazine Italia, con la supervisione di Franco Forte. Tra gli altri si segnala la presenza di Alan Altieri, Danilo Arona, Stefano Di Marino, Patrizia Debicke, Marilù Oliva, Barbara Baraldi. Ma la raccolta ha una forte unitarietà, un ottimo livellamento stilistico, anche per la “gabbia” predefinita, tanto da poterla definire un’opera collettiva.

“Il bisogno dei segreti”, di Marco Candida

Marco Candida, Il bisogno dei segreti (Las Vegas Edizioni, 2011)


Recensione di Manuela Giacchetta

E’ difficile prevedere il funzionamento di un cervello in certe circostanze, quali strade sceglierebbe, fra le tante possibili, in condizioni anomale. Se sai di morire, per esempio, all’improvviso hai qualcosa di irripetibile fra le mani: gli ultimi momenti della tua vita. Decidere come impiegarli diventa una faccenda piuttosto complessa.
Quello che mi piace di Candida, in secondo luogo – sì perché “il primo” lo dirò poi – è che non pone il minimo accento drammatico o tragico alla certezza di questa fine. Connie dovrà morire, siamo d’accordo, ma non è questo il punto. Il punto è: dato che Connie dovrà morire, e Connie questo lo sa, Connie decide di cambiare. Continua a leggere

La primavera in Val Curone è come un balsamo sulle ansie dell’anima

di Marco Grassano

(da Alibi Online)

La primavera è la stagione che preferisco. L’autunno è triste, l’inverno è cupo, l’estate è monotona e asfissiante (e, nella sua parte finale, mostra già la velatura malinconica – starei per dire sinistra – del commiato). In primavera tutto è in continua evoluzione; ogni settimana, quasi ogni giorno si ha una fioritura nuova, un verde nuovo, una profondità nuova nel paesaggio…
Certo, con gli anni mi è aumentata la capacità di percepire i particolari della Natura, o forse di sentirne l’emozione, la consonanza interna. Anche in città ho cominciato a far caso alla fioritura rosata, soffice, spumosa di alcuni alberi da giardino, e al graduale insinuarsi, in essa, delle foglie novelle, dapprima timide e poi prorompenti, mentre la brezza si portava via i petali, come un nugolo di coriandoli rosa. Ma è soprattutto in Val Curone, dove la Natura ha recuperato il suo ruolo primigenio ammantando e inglobando anche le rovine in pietra delle case abbandonate, che questa sintonia si fa più marcata. Così, neppure un cielo grigio di nuvole mi impedisce di avvertire un tocco al cuore, come un miele o un balsamo sull’anima, un brivido di acuta armonia con la Natura, osservando i molteplici verdi intessuti nel paesaggio, le felpature d’alberi, i densi chiaroscuri della tridimensionalità (le ombre che impastano e digradano e sbalzano come un cesello piante e cespugli), i campi che si diffuminano di tonalità diverse, i verdi teneri che punteggiano quelli più maturi come macchie di incandescente luce smeraldina. Continua a leggere

“C’era (quasi) una volta in Liguria”

Segnalo l’uscita della raccolta di fiabe liguri, a cura di Achille Maccapani e Marino Magliani, dal titolo C’era (quasi) una volta in Liguria (Edizioni Zem), con fiabe di Giorgio Amico, Fabio Beccacini, Bruno Bianchi, Valentina Bosio, Gabriele Virgillito Cassini, Marco Cassini, Chiara Daino, Sira De Guglielmi, Stefano Delfino, Enzo Ferrari, Dino Gambetta, Ino Gazo, Riccardo Gorlero, Raffaella Gozzini, Laura Guglielmi, Mara Pardini, Alberto Pezzini, Giovanna Profumo, Massimo Raineri, Giacomo Revelli, Marco Scullino, Viviana Spada, Aldo Trucco, Maria Pia Viale.

Illustrazioni di: Magda Bernini, Marco Cassini, Tiziana Di Cicco, Monica Di Rocco, Silvia Ferrari, Massimo Galleano, Massimo Gilardi, Libereso Guglielmi, Stefano Gurnari, Ksenja Laginja, Andrea Pisano, Daniela Rossi, Camilla Traldi, Aldo Trucco, Cesare Viel.

La prefazione è mia, e si può leggere qui.

Il destino della scrittura e la nascita di un mito letterario: “Gli Inklings”

Recensione di Giuseppe Panella

Humphrey Carpenter, Gli Inklings. C. S. Lewis, J. R. R. Tolkien, Charles Williams e i loro amici (trad. it. di M.E. Ruggerini) (Genova-Milano, Marietti 1820, 2011 – Collana “Tolkien e dintorni”)

C’erano una volta (tra gli anni Trenta e i Quaranta) gli Inklings, scrittori-professori-teologi e cultori della letteratura di genere: quasi tutti insegnavano al Magdalen College di Oxford, o a Oxford vivevano, come Charles Williams. Avrebbero scritto romanzi memorabili per i loro caratteri innovativi all’interno del genere da loro scelto non tanto per la qualità delle vicende raccontate quanto per l’innovazione profonda da essi apportate alla lingua inglese e al modello narrativo adottato. Tolkien diventerà famoso principalmente per Lo Hobbit del 1937, inizialmente concepito come un racconto per bambini, e soprattutto per il suo colossale seguito, Il Signore degli Anelli (1954-1955). Continua a leggere

Storie varie e diverse del disagio mentale

Nota critica a Storie varie e diverse del disagio mentale, di Gloria Gaetano e Manlio Talamo

di Deborah Mega

La lettura critica di un saggio rappresenta quasi sempre un’esperienza che stimola e arricchisce in particolare quando oggetto dell’analisi è un’antologia di racconti e articoli di indubbia qualità, per l’importanza del tema trattato: il disagio mentale. Se dovessimo definire questo libro, diremmo “serio” e “onesto”. Continua a leggere