Archivi categoria: Letture

“Il grande dandy”, di Marcello Sorgi

Recensione di Alberto Pezzini


Molti sono convinti che il vezzo di portare l’orologio sopra il polsino della camicia oppure la cravatta direttamente sul pullover siano farina di Gianni Agnelli. Così Un vecchio frac, la canzone in cui l’alba non sa tacer la morte, è stata cantata da Domenico Modugno con in mente la figura precisa di Riccardo Lanza di Trabia, il principe siciliano più dandy, come per una malattia nel sangue. Fu anche, e questo lo dice Marcello Sorgi (siciliano in purezza ed ex direttore de “La Stampa”) ne Il Grande Dandy (Rizzoli, pagg. 209, euro 18,90) l’inventore del calciomercato divenendo Presidente del Palermo e gareggiando con l’amico Gianni Agnelli nell’accaparrarsi i giocatori migliori. Siccome il calciomercato all’epoca – siamo negli anni ’50, in piena ripresa economica – non esisteva, e la televisione non faceva ancora esplodere le notizie come oggi, Lanza capì che doveva occuparsi degli scambi nel luogo dove il denaro diveniva trasparente, merce sotto gli occhi di tutti:la Borsa di Milano. Si installò al Gallia, albergo che gli sarà eterno debitore, ed inaugurò una stagione in cui accanto al telefono rovente stava sempre una bottiglia di champagne sotto ghiaccio e qualche cronista della Rosea da informare sull’ultimo acquisto di bipedi con ali ai piedi. Continua a leggere

Inciampi e marcapiano. Anna Maria Curci


Inciampi e marcapiano. Anna Maria Curci


Di Laura Vazzana

Con la silloge Inciampi e marcapiano, suddivisa in cinque sezioni, Anna Maria Curci ci regala una raccolta di componimenti nella quale utilizza, con soave sapienza, varie forme di espressione poetica, come il sonetto o la terzina, il distico o i versi sciolti.
Si tratta di cammei delicati, vivaci, intensi e profondi che, in un gioco di intenzionali chiaroscuri, quasi nascondendolo, tratteggiano lo schiudersi parziale di scene dal teatro della vita, di altre persone in relazione all’autrice e dell’autrice stessa nell’intimo delle sue sensazioni. Funge da scenografia un mondo a volte poco comprensivo e altre volte difficile da comprendere, che tenderebbe a fagocitare.
Siamo di fronte a fotografie scattate ad attimi. Continua a leggere

Salvatore PINTORE “Disseminati passi”

« Quel che rimane costante nel pensare è il cammino.
E i sentieri del pensiero
nascondono in sé un aspetto di mistero:
noi li possiamo percorrere in un senso e nell’altro;
anzi, proprio solo il percorrerli a ritroso
consente di avanzare.
L’«avanzare» è andare «avanti»
verso quel massimamente Vicino
di fronte a cui continuamente passiamo
frettolosi e distratti;
e che sempre di nuovo ci «spaura»
ogni qualvolta lo scorgiamo.
Da cui perciò di nuovo distraiamo lo sguardo
per attenerci al quotidiano e all’utile ».

Martin Heidegger:
Unterwegs zur Sprache, Pfullingen, 1959;
In cammino verso il linguaggio, Mursia, Milano, 1973

 

IL CAMMINO

Camminando si svela
quel che in noi ama nascondersi. Continua a leggere

Allez Botescià: un eroe di tutti i tempi

Sabato 7 maggio 2011 alle ore 15,00, all’Info Point della Provincia di Genova, al Porto Antico, nei pressi di Palazzo Millo, sarà presentato Bottecchia, Tunué Edizioni, fumetto di cui sono autori Giacomo Revelli e Andrea Ferraris (che ha lavorato alla sceneggiatura insieme a Revelli, e realizzato i disegni).

La storia è quella di Ottavio Bottecchia, il primo vincitore italiano del Tour de France nel 1924, scomparso nel 1927 in circostanze misteriose: fu trovato agonizzante nella campagna friulana, dove stava allenandosi, probabilmente a causa di un pestaggio fascista. Continua a leggere

Punto: almanacco della poesia italiana, 1 – 2011

 

 

GLI AUTORI A CHI LEGGE

 

Ancora una pubblicazione dedicata alla poesia: ce n’era bisogno? . . . La poesia si esercita, da anni, a sostenere una sua battaglia silenziosa, una sua severa resistenza alla baraonda dei sistri inquietanti e stordenti della società mediatica. Continua a leggere

Giuseppe Genna: un’installazione fascista.

[Riprendo da Facebook – il noto social network – di qualche giorno fa.  – Franz Krauspenhaar.]

Giuseppe Genna Ho bannato Franz Krauspenhaar per le sue opinioni da autentico fascista, quale so che è. Da ora in poi banno tutti i fascioqualunquisti. Sarò lieto d’altro canto di essere cancellato al più presto dall’elenco dei vostri contatti Facebook, se pensate che tanto sono tutti uguali, che la vedova di Almirante fa bene a dirle certe cose, etc.

Ieri alle ore 0.37

Mi piace: Enrico Miceli, San Glinglin, Antonio Lorenzo Falbo e altri 68 piace questo elemento.

Federico Miozzi Standing ovation.

Giuseppe Genna Non mi frega un cavolo di quello che può fare dire scrivere Franz Krauspenhaar.

Toti Balia Ci hai messo anche troppo…

Giuseppe Genna Non sono solito bannare, se non ci sono motivi gravi o moleste rotture di palle. Franz lo conosco, non dico sia un amico, ma lo conosco. Non si è mai dimostrato maleducato pubblicamente qui o con me in privato. E’ la prima volta che enuncia… le sue cazzate fascioqualunquiste e destrorse, che in questi anni ho letto vergate da lui in Rete. Prima non c’era motivo. Ora sì. Chiarito questo, il problema non è Franz, bensì quello che altrove ho definito “OGM nazionale che sceglie Berlusconi”. Sottolineo che da stasera siamo in guerra con la Libia, ripudiandola (la guerra, non la Libia, ché tutto abbiamo fatto finora tranne che ripudiare la Libia) per Costituzione. E che oggi è apparsa a Roma la scritta di ingresso ad Auschwitz. L’italiano medio non pare reagire? Io reagisco, non essendo reazionario. Continua a leggere

Best New American Voices 2010 e qualche domanda che mi faccio a riguardo.

Ci sono diverse maniere di guardare a questa nuova pubblicazione della serie Best New American Voices. La serie, giunta alla sua decima edizione, testimonia ancora una volta la grande vitalità delle scuole e dei corsi di scrittura creativa nordamericani e soprattutto la qualità della narrativa da questi prodotta.
Si può non essere d’accordo con l’approccio metodologico/sistematico e coi programmi di creative writing (si avrà modo di parlarne nel proseguo di questo articolo) resta il fatto che questi siano divenuti una realtà effettiva del sistema educativo statunitense e canadese oramai da più di vent’anni, e costituiscano la spina dorsale di una produzione letteraria attiva e vibrante, in continua mutazione, ma sempre fedele al dettato fondamentale dell’aderenza alle trame della realtà. Continua a leggere

Il gabbiano vola basso

Recensione del romanzo di Antonio Lanza Il gabbiano vola basso, Armando Siciliano editore

di Gloria Gaetano

Ti affidiamo, o Signore, l’anima fedele del nostro fratello
Ambrogio, perché, purificata dalle sue colpe, l’accolga nella tua
infinita misericordia …

Non mi sembra vero, ma sono in prima fila, il posto riservato ai congiunti del caro estinto, con sguardo fisso sulla bara, rigidamente piantato sulle gambe. Ascolto le ultime parole del parroco in mesto raccoglimento; …., ho appena superato uno stato d’angoscia”. Continua a leggere

“Nuova letteratura fantasy” di Giovanni Agnoloni finalista al Premio Italia

Il saggio Nuova letteratura fantasy (v. qui e qui) del nostro collega LPELSiano Giovanni Agnoloni (ed. Sottovoce) è fra i tre finalisti della categoria “Saggio in volume” del Premio Italia 2011, organizzato dall’Italcon (Convention Nazionale della Fantascienza e del Fantastico).

Presentazione di “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni

Mercoledì 27 aprile alle ore 18,00, a Firenze, presso il Pub Joshua Tree, in Via della Scala 37/r, si terrà la presentazione del libro di Giovanni Agnoloni “Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori” (Galaad Edizioni).

Introdurrà il Prof. Giuseppe Panella, critico letterario e docente presso la Scuola Normale di Pisa. Continua a leggere

Un caso di Fazite

La Fazite è una pandemia contagiosa ed inestirpabile che miete, nel nostro tempo, vittime ad abundantiam, favorita anche dalla sua penetrante invasività che sfrutta sagacemente l’incantatoria persuasività del medium televisivo; la sua proliferazione incontrollabile, sparsa dalla voce chioccia dell’icona con pizzo del common sense, è favorita dal mortifero dilagare di dosi sempre più massicce di filosofia spicciola da generone, di sinossi di saggezza miserabile da coda alle Poste, di rimostranze da patetismo buonsensista alla ‘volemose bbene’. Continua a leggere

“Passeggiata mattutina”, di Ryszard Kapu?ci?ski

Da “Il Reportage” numero 6, aprile-giugno 2011 (rivista diretta da Riccardo De Gennaro) (poi ripreso dal sito di Repubblica)

Passeggiata mattutina, inedito in Italia, è un reportage ritrovato negli archivi di Kapu?ci?ski nel 2004 e pubblicato in  Polonia nel 2007, due giorni dopo la scomparsa dell’autore. Si tratta di un dattiloscritto di sei pagine, corretto più volte dall’autore, corredato da uno schizzo dei luoghi menzionati nel reportage e da alcune fotografie. Da alcune notazioni contenute nel testo si presume sia stato scritto nel 1995. Il periodo a cui fa riferimento l’autore è quello che intercorre tra la fine del regime comunista e l’ingresso della Polonia nell’Unione Europea (2004), un’epoca ormai conclusa e lontana, in cui erano ancora vivi i ricordi del passato regime e regnavano ancora caos e incertezza. Da qualche anno il percorso della Passeggiata mattutina è ricordato da una lapide celebrativa posta nei luoghi descritti dal grande reporter. Continua a leggere

INTERVISTA A FRANCESCO DALESSANDRO (di Carmelo Pinto) (seconda parte)

(da qui)

– E il riferimento a Sotto il vulcano di Lowry, al quale accenna Gianfranco Palmery nella testimonianza che accompagna la riedizione de L’osservatorio?

Ah, sì… c’è anche quello, il riferimento ai dodici capitoli di Sotto il vulcano, uno dei libri che più amo, insieme a Lord Jim di Conrad.

– Dicci qualcosa di più sulla terza parte di Lezioni di respiro, quella sull’infanzia. Perché quel titolo, La sirena-infanzia, per esempio?

L’infanzia è naturalmente poetica, mitica, perché leggendaria, cioè il più delle volte immaginata; ovvero trasfigurata da una memoria imperfetta perciò fantastica. Nel titolo, l’uso del kenning (che è un procedimento sintattico-retorico tipico dell’antica poesia anglosassone) vuole accentuarne il carattere mitico attraverso il legame con un termine, “sirena” (l’infanzia “sirena del tempo”, secondo Rebora), che nel nostro immaginario rappresenta il fascino dell’inganno o del pericolo e della possibile perdita di sé: tornare all’infanzia non significa regredire fino alle radici della persona? Magari per comprenderne le conseguenze future, le sue prospettive… Continua a leggere

La tavola da surf

È pronto, il bambino,
a fare surfing sulle onde della vita,

con incursioni curiose

in un mare di rischi
che non si sa spiegare,

mentre la tavola gialla plana orgogliosa

tra le incaute certezze che la fanno vibrare.

C’è quel destino imberbe ad aspettarlo,

quella schiuma del mare

che gli fruga tra le pieghe del coraggio

e ne rifrange le speranze,

mentre lo sguardo del padre lo rincorre sincero,

battezzandogli la nuca di consigli e richiami.

Sa già rinominare la vita,

quel bambino,

sa darne un senso ai singulti

ed ai fragori

tessendone le trame

con un occhio leggero,

traducendone le impronte

per un linguaggio nuovo,

un film diverso

dove nuotando si cade,

ma ci si può aggrappare

mentre la tavola gialla

se ne rimane lì,

serena

ad aspettare.

Di Simonetta Conti

[Foto di Monica Mazzitelli]

Intervista ad Alessandro Barbero (di Angelo Ricci)

Da qui

Alessandro Barbero è docente di storia medievale presso la facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro” (Vercelli).
Unisce all’attività di ricerca storica anche l’attività di scrittore che, con il romanzo Bella vita e guerre altrui di Mr. Pyle gentiluomo (Mondadori) gli è valsa nel 1996 la vittoria al Premio Strega.
Molti dei suoi saggi storici sono stati pubblicati da Laterza: Dizionario del Medioevo (scritto con Chiara Frugoni); Carlo Magno: un padre dell’Europa; Terre d’acqua. I vercellesi all’epoca delle crociate; La battaglia. Storia di Waterloo; 9 agosto 378. Adrianopoli il giorno dei barbari; Barbari. Immigrati, profughi, deportati nell’impero romano; Benedette guerre. Crociate e jihad; Lepanto. La battaglia dei tre imperi. Il suo ultimo romanzo è Gli occhi di Venezia (Mondadori).
Nota al pubblico televisivo è la sua collaborazione con Piero Angela nella trasmissione Superquark. Continua a leggere

Nadia Agustoni, Il peso di pianura (Lietocolle, 2011)

 

 

Dal libro primo: Cosa vuoi che dica la polvere

 

uomini-foreste

 

l’animale fuggiasco e lumini-astri

fabbrica-stella appesa al gesto

il buio nel largo del mondo e sghemba ai paesi

si dilunga terra da terra ci distrae soltanto la lisca di brina

l’indizio-corolla o il cielo quando si divarica

e nuvola s’apre d’acqua e riempie fessure

ogni voce racchiusa dietro speranza

e uomini-foreste s’impigliano ai nomi.

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INTERVISTA A FRANCESCO DALESSANDRO (di Carmelo Pinto) (prima parte)

Testo introduttivo di Marino Magliani. Intervista di Carmelo Pinto.

Francesco Dalessandro è nato a Cagnano Amiterno (AQ) nel 1948; dal 1958 vive a Roma. Ha pubblicato: I giorni dei santi di ghiaccio (1983), L’osservatorio (1998), Lezioni di respiro (2003), La salvezza (2006), Ore dorate (2008), Aprile degli anni (2010), Gli anni di cenere (2010). È stato uno dei fondatori e redattori (dal 1984 al 1987) della rivista di letteratura “Arsenale”. Ha tradotto testi di Shakespeare, Marvell, Byron, Keats, Barrett Browning, Hopkins; gli americani Stevens e Rexroth; gli spagnoli Alvarez, Chica, Pujante, Gimferrer, Sanchez Rosillo; dal latino, Giovenale, Orazio, Ligdamo e Sulpicia.

Carmelo Pinto, traduttore e studioso di letteratura latinoamericana ha intervistato per La poesia e lo spirito Francesco Dalessandro. Ne è uscita un’intervista importante e lunga. Al sottoscritto, malgrado le interviste a rate non piacciano, l’idea di dividerla in due parti. Grazie. Continua a leggere

Le ore, di Michael Cunningham

di Gloria Gaetano

Ci sono indimenticabili figure di donna che sono rimaste nella memoria di chi le ha conosciute attraverso la lettura, e vengono ricordate con commossa enfasi, quasi si trattasse di parenti strette la cui immagine, ancora, è viva e palpitante. Una di queste è Mrs Dalloway, di cui Michael Cunnigham fa la rappresentazione interiore e comportamentale,come se lui stesso fosse la voce di Virginia Woolf, che narra uno spazio breve di vita della sua creatura letteraria. Continua a leggere