56. Eris

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=C9E5my_x-JI]

da qui

Dopo il primo momento di euforia, in cui ha avvertito la potenza di un’ispirazione ritornata vergine, Alberto si rende conto di dover ricostruire il suo romanzo, anzi, di aver bisogno di renderlo irriconoscibile, perché la copia originale è nelle mani della ragazza dai capelli rossi, che potrebbe spacciarlo come suo. Il punto di partenza è l’aula universitaria gravida di possibilità, coi richiami a un parlamento, a un teatro greco, o una nave, un treno, l’universo. Continua a leggere→

Mistificatori e alienati

 

Alcune settimane fa ho chiesto a un amico, lo scrittore di origine algerina Abdelmalek Smari un suo commento riguardante gli avvenimenti in Nord Africa. La sua risposta mi è sembrato così interessante che ho deciso di pubbliacarla.

Grazie, Malik!

 

Abdelmalek Smari

From a jack to a king o La favola (democrazia) che i mistificatori raccontano e a cui gli alienati credono

“Nemmeno il mercurio del barometro è variabile come queste categorie di passeggeri che, quando la nave solca superbamente le acque, impallidiscono d’ammirazione e giurano che il comandante è il più grande di tutti i comandanti mai esistiti, e perfino propongono una sottoscrizione per offrirgli una targa ricordo; ma se la mattina dopo la brezza è calata e le vele penzolano inutili tornano a scuoter la testa e a labbra strette sibilano di sperar bene che il comandante sia un marinaio, e aggiungono di dubitarne profondamente.”

Charles Dickens “America”

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55. Pigro

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=TDUmK9leSmU&feature=related] da qui Bisognerebbe risolvere una volta per tutte la questione di Cosimo, anche perché le stanze d’ospedale si riempiono di personaggi e si rischia l’inflazione. Non potrebbe morire sull’asfalto, tra la folla assiepata nonostante gli inviti a fare spazio, a non sottrarre aria all’investito, a usare discrezione? La massa, per Cesare, ha sempre qualcosa di inumano: è pigra, passiva, assetata di emozioni, pronta a muoversi in branco per schivare la fatica del pensiero. Continua a leggere→

I negri in canottiera, i gay e i capelloni non viaggiano in Mercedes

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=nIJoEyZ-85A]

di Miller Canenero

Questo spot della Mercedes è omofobo e classista? si chiede la responsabile commerciale della Fiat Cristiana Alicata, che è anche scrittrice e attivista dei diritti delle persone omosessuali e transessuali nel Partito Democratico.
La domanda ovviamente è retorica, e contiene la risposta: sì, lo spot è omofobo, è razzista, di un razzismo estetico di stampo piccolo borghese e snob. I due giovani, belli, puliti, magri, ben vestiti, ben pettinati, di razza bianca, passano indenni tra persone dall’aspetto minaccioso, barbute, tatuate, gay, e se ne andranno felici sulla loro Mercedes. I pubblicitari devono avere valutato che gli acquirenti Mercedes hanno paura del diverso, e quindi reagiscono chiudendosi nella loro bellezza minacciata – ma vincente – e nel loro stile. A loro è diretto lo spot. Loro sono il target.
Sembra tutto così arcaico, così anacronistico, e così reazionario.

54. Lotta

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=PAiinBH6guo]

da qui

La posizione di Teodora e Olivia non è delle più comode: la gamba destra della prima (che indicheremo con T) è irrigidita sullo stomaco dell’altra (O), che cerca di afferrare la caviglia sinistra di T sotto la propria schiena inarcata il più possibile, stretta com’è in una specie di tenaglia; la mano destra di T stringe il polso destro di O, piegato su se stesso nel tentativo di svincolarsi dalla morsa; un ricciolo a forma di S cade dalla fronte di O e va a congiungersi perfettamente col cerchio dell’occhio semichiuso per lo sforzo; la mano sinistra di T fa pressione sulla spalla destra di O, temporaneamente impossibilitata a muoversi. Continua a leggere→

UNA PASSIONE LUNGA TUTTA LA VITA. Per Vittorio Vettori studioso e poeta (Parte II). Saggio di Giuseppe Panella

di Giuseppe Panella

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4. Da Campaldino patria ideale a Eleusis forma di esperienza spirituale: nascita dello “stile etrusco”

La prima raccolta di versi veramente significativa di Vettori come poeta è Poesia a Campaldino del 1950. Sono versi legati alla tradizione novecentesca ermetica e non (in particolare alla versione cristiana di questa corrente letteraria con riecheggiamenti di autori quali Betocchi e Lisi, poeti e scrittori amati poi fino alla fine, anche se meno presenti in seguito e sostituiti nelle scelte di scrittura da altri – e certo più prestigiosi – modelli). Nella seconda delle liriche presenti in Versi per l’Italia (del 1960) è forte l’eco di una delle poesie meno “ermetiche” di Salvatore Quasimodo (la Lettera alla madre):

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La scuola: gli italiani e gli altri. Su due libri recenti

di Michele Lupo

Due libri recenti sulla scuola e i ragazzini immigrati.
Due libri importanti perché si tende a omettere nel discorso odierno una serie di questioni che riguardano non gli aspetti spesso biecamente politici – per non dire soltanto elettorali – dei nuovi cittadini italiani, ma l’insieme di contenuti culturali non necessariamente pacifici, anzi non di rado conflittuali ma sempre e per forza di cose stimolanti che la nuova convivenza comporta. Continua a leggere→

In uscita “Tolkien e Bach” di Giovanni Agnoloni (ed. Galaad)

Giovanni Agnoloni

Tolkien e Bach

Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori

(Galaad Edizioni, 2 aprile 2011)

Un ponte tra letteratura, medicina olistica e spiritualità


Il 2 aprile arriva in libreria un saggio che rappresenta una novità assoluta a livello mondiale. Tolkien e Bach. Dalla Terra di Mezzo all’energia dei fiori, di Giovanni Agnoloni (Galaad Edizioni; collana “Altrove”; € 13,00) è una ricerca che, per la prima volta, accosta le vite e le opere di John Ronald Reuel Tolkien, l’autore del celeberrimo Signore degli Anelli, ed Edward Bach, il medico inglese scopritore dei Fiori di Bach. Il saggio mira a evidenziare i sottili nessi, e l’efficacia liberatoria sul piano psicologico e spirituale, del Legendarium tolkieniano, confrontato con il meccanismo d’azione dei rimedi floriterapici del Dr. Bach, che nacque nello stesso villaggio in cui Tolkien trascorse un periodo della sua infanzia. Continua a leggere→

53. Fiori

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=-ZwEnbJUkjs]

da qui

Cloe ripensa a quando, sdraiata sul divano con l’ultimo romanzo, affondava nel mondo incantato delle righe nere, assaporava il contrasto tra la monotonia delle pagine uguali e i fuochi d’artificio dell’intreccio, le svolte improvvise, i cambi di ritmo, gli agguati alle attese del lettore. Continua a leggere→

Silvio Forever, un’autobiografia semi-autorizzata del Gran Simpatico

di Miller Canenero

Il sottotitolo “autobiografia non autorizzata di Silvio Berlusconi” se riferito alla prima parte, fino circa a metà documentario, potrebbe essere cambiato in “autobiografia super autorizzata”. Infatti è una celebrazione continua, persino ossessiva – ma in questo molto efficace visti gli attuali meccanismi persuasivi dei media – dei successi dell’uomo fatto da sé, del suo vitalismo, dell’ottimismo, dei sorrisi a 32 denti, delle affermazioni semplici e positiviste, io faccio, io vinco, tutti mi seguono, mi amano, come sono bravo e bello e furbo e simpatico, perché io sono il Gran Simpatico. I filmati, le foto e le interviste della madre si alternano in un tripudio di allegria e di successi fino al 1994, con la discesa in campo nella politica e gli immediati trionfi, con inquadrature di folle osannanti e bandiere di Forza Italia sventolanti, musiche, donne innamorate, uomini che lo difendono aggressivi, feroci addirittura, e poi le foto di Craxi, l’amico-protettore e, pare, complice, la comunione in chiesa (perché, manco a dirlo, è molto credente), Andreotti, qualche affermazione dissonante del vecchio Montanelli ma anche tante testimonianze infarcite di “nanetti” sulle sue conquiste femminili, le barzellette, l’avanzata irresistibile nel businnes della televisione privata, fino all’avventura fallita de La cinq, con l’aristocratico Chirac che lo definisce “un bottegaio italiano”.
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CETONAVERDE POESIA 2011

 

CETONAVERDE POESIA 2011

15-16 luglio, Cetona

Con il contributo di Intesa Sanpaolo

Per gli under 35 è attivo il Premio biennale Cetonaverde Poesia, tra i più autorevoli riconoscimenti dedicati ai giovani. Chi volesse partecipare può inviare gli elaborati entro e non oltre il 15 maggio. Verranno selezionati dieci autori di tutta Italia. Cetonaverde Poesia ha come obiettivo la promozione e la valorizzazione dei migliori talenti della poesia contemporanea in un momento in cui la poesia esprime un irrinunciabile valore anche nella sua pratica etico-sociale. Il Premio si articolerà in tre sezioni: il Premio Internazionale alla Carriera proclamerà un poeta di indiscusso valore internazionale, al cui merito andrà un riconoscimento di 10.000 euro. Continua a leggere→

UNA PASSIONE LUNGA TUTTA LA VITA. Per Vittorio Vettori studioso e poeta (Parte I). Saggio di Giuseppe Panella

[Immagine: Carlo Carrà, Le figlie di Loth (1919)]

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di Giuseppe Panella

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«Non so se tra roccie il tuo pallido / Viso m’apparve, o sorriso / Di lontananze ignote / Fosti, la china eburnea / Fronte fulgente o giovine / Suora de la Gioconda: / O delle primavere / Spente, per i suoi mitici pallori / O Regina o Regina adolescente: / Ma per il tuo ignoto poema / Di voluttà e di dolore / Musica fanciulla esangue, / Segnato di linea di sangue / Nel cerchio delle labbra sinuose, / Regina de la melodia: / Ma per il vergine capo / Reclino, io poeta notturno / Vegliai le stelle vivide nei pelaghi del cielo, / Io per il tuo dolce mistero / Io per il tuo divenir taciturno / Non so se la fiamma pallida / Fu dei capelli il vivente / Segno del suo pallore, / Non so se fu un dolce vapore, / Dolce sul mio dolore, / Sorriso di un volto notturno: / Guardo le bianche rocce le mute fonti dei venti / E l’immobilità dei firmamenti / E i gonfii rivi che vanno piangenti / E l’ombre del lavoro umano curve là sui poggi algenti / E ancora per teneri cieli lontane chiare ombre correnti / E ancora ti chiamo ti chiamo Chimera»

(Dino Campana, La Chimera)

1. Un filosofare pallido e assorto

La produzione culturale (letteraria, poetica, filosofica, storico-politica, storico-artistica, finanche utopistica) di Vittorio Vettori è stata sterminata. Analizzare tutte le opere da lui prodotte nei più svariati campi del sapere umanistico è probabilmente impossibile per ora. Anche chi si è posto il compito improbo e meritorio di antologizzare le sue opere più significative non ha potuto che selezionare proficuamente i suoi testi più noti e probabilmente più duraturi. Di se stesso Vettori avrebbe scritto per interposto personaggio in un romanzo, L’amico del Machia, che forse avrebbe meritato maggior fortuna sia critica che di lettori avvertiti (1):

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“Occorre un rogo del vaniloquio”: riscopriamo con i versi sublimi di Luzi quella bellezza sempre semplice” di Marco LODOLI

Mario Luzi sperò ardentemente che gli venisse assegnato il Premio Nobel per la letteratura: anche troppo sperò, in modo forse poco elegante, e se ne ebbe a male quando l’ambito alloro scese sulla fronte di Dario Fo. Mario Luzi è stato un poeta sublime, degno di stare accanto a Ungaretti, Saba e Montale, tanto per ricordare la triade dei massimi poeti del Novecento; vi voglio solo ricordare i bellissimi titoli di alcune sue raccolte di versi: “Su fondamenti invisibli”, “Per il battesimo dei nostri frammenti”, “Frasi e incisi di un canto salutare”: già queste poche parole fanno capire quale universo misterioso la poesia di Luzi arriva a toccare e a benedire.Nel passaggio nel nuovo millennio, Mario Luzi scrisse la poesia che ora vi voglio far leggere. Era già vecchio, stanco, la sua ispirazione era molto più flebile, e dunque questa poesia non è particolarmente significativa da un punto di vista letterario. Non ci sono immagini memorabili, non c’è la musica profonda e universale che esce quasi sempre dai versi di Luzi. Continua a leggere→

52. Onda

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=EjrnWY-bWk4]

da qui

L’immagine che Marco ha negli occhi è di quelle che impressionano: uno scorcio di piazza in cui si ammirano palazzi dai grandi portici come buchi neri in universi di pietra variegata, incisa, fitta di bifore e trifore ricamate con spreco di bellezza; sulla sinistra spiccano serrande verdi che risuscitano ricordi infantili di pistacchi e dentifrici, l’odore e il sapore del pulito, i rimproveri della madre ansiosa, la fretta di uscire col cestino pronto, il fiocco mezzo gualcito, la paura di incontrare gli altri, la maestra, i compagni sempre pronti a fare scherzi, anche cattivi; Continua a leggere→

Forforismi [prima dello shampoo aiutano il cuoio capelluto a non detergersi troppo.]

di Franz Krauspenhaar

[Avvertenza: i forforismi sono 49 ma sono brevi e soprattutto abbastanza comprensibili. Sono numerati rigorosamente in successione. Potete usarli come freddure soprattutto in spiaggia d’estate; escluderei le località di Capalbio, Ventotene, o la Costa Smeralda – lì rischiate di passare per poeti dialettali. Meglio Bocca di Magra, nelle Cinque Terre, che almeno ha un’antica tradizione di villaggio di pescatori meta di grandi poeti del Novecento. Tanto per darci lustro sul passato. Accertatevi però che sia rimasto in vita qualche lettore e non ci siano solo pescatori col “bélin” sempre in bocca. Se citate il nome dell’autore, magari facendo lo spelling, sarà apprezzato, anche se a gratis. FK.]

1Non ce l’ho tanto con i cacciatori, quanto con le povere bestie che non hanno la forza necessaria per sbranarli

2Oggi sono così annoiato che gli sbadigli di tutto il mondo, appena si risveglieranno, probabilmente mi vorranno come testimonial.

3Lo spleen è il mio stato d’animo quando vuol darsi un contegno internazionale.

4La felicità è la sospensione involontaria di un giudizio.

5La noia è una nebbia dentro la quale si vede tutto.

6Non mi tapperanno mai la bocca. Al massimo, il naso.

7La pazienza non basta mai. Ma mai quanto l’impazienza.

8Sono il più grande poeta italiano fondente.

9Quando ti dicono: ‘Nessuno te l’ha chiesto!’, è venuto il momento del commiato.

10L’eleganza spesso è solo un camuffamento. Continua a leggere→

La fantascienza tra monachesimo, nucleare e filosofia

di Paola Pegoraro

«A spiritu fornicationis,
Domine, libera nos.
Dal lampo e dalla tempesta,
Liberaci, Signore.
Dal flagello del terremoto,
Liberaci, Signore.
Dalla peste, dalla carestia e dalla guerra,
Liberaci, Signore.
Dal luogo del ground zero,
Liberaci, Signore.
Dalla pioggia del cobalto,
Liberaci, Signore.
Dalla pioggia dello stronzio,
Liberaci, Signore.
Dalla caduta del cesio,
Liberaci, Signore.
Dalla maledizione del Fallout,
Liberaci, Signore.
A morte perpetua,
Domine, libera nos».

Mentre in questi giorni seguiamo con apprensione la vicenda della centrale di Fukushima Daiichi, mi sono tornare alla mente le litanie che Walter M. Miller Jr. (1923-1996) poneva sulle labbra di una immaginaria congregazione monastica futura, l’Ordine Albertiano di San Leibowitz. Il romanzo dal quale sono tratte – Un cantico per Leibowitz (riedito lo scorso anno nella collana Urania Collezione n. 084, Mondadori, pp. 432, € 5,50) – è annoverato tra i capolavori della fantascienza, o meglio, della “fantateologia”, come ebbe a scrivere Umberto Eco. Continua a leggere→