A metà giornata, Gesù raccomanda alla Bossis di considerare la mattina come fosse il passato e futuro ciò che resta del giorno come, fino alla morte: chiedere perdono per ciò che è stato e grazie per ciò che sarà.
Preti contro il genocidio
UNA DELEGAZIONE di “PRETI CONTRO IL GENOCIDIO” a ROMA
di Giselda Pontesilli
Ci sono stati a Roma, il 22 settembre 2025, cento sacerdoti del movimento “Preti contro il genocidio”, i preti e vescovi cioè (oltre 1600, di 5 continenti e 50 paesi) che, contro “il genocidio in atto a Gaza”, hanno sottoscritto gli scopi espressi nel documento fondativo pubblicato sul sito dei Saveriani.
Si sono incontrati all’obelisco del Quirinale, hanno pregato e cantato nella vicina Chiesa di Sant’Andrea, hanno poi camminato per le vie di Roma, e di nuovo cantato e pregato a Montecitorio, portando ciascuno con sé in processione il disegno dal titolo “Christ Died in Gaza” dell’artista Gianluca Costantini. Continua a leggere
Fernando Pessoa
Stazioni della Via Crucis
II
C’è in me un poeta che mi ha detto Iddio…
La primavera scorda nei burroni
le ghirlande che trasse dagli slanci
della sua gioia effimera e spettrale…
Su rugiada di prato fanciullezza
i suoi zoccoli batte allegramente…
Senza desii, su panche il tuo restar
mirando l’ora come chi sorrida…
Fiorir del giorno a pulvini di Luce…
Violini del silenzio inteneriti…
Tedio ove alletta il solo avere tedio…
L’anima bacia il quadro che ha dipinto…
Mi seggo accanto ai secoli perduti
e sogno il suo profilo, inerzia e volo…
Il Tempo
Frammenti di Cinema # 92

L’I.A. almeno ad una cosa mi è servita. Dopo anni di vane ricerche sono riuscito a individuare un film di cui conservavo una vaga memoria, per averlo visto da ragazzo in un ozioso pomeriggio estivo. Duke Anderson, interpretato da Sean Connery, mette su una banda per rapinare un intero edificio di lusso. Loro non lo sanno ma tutta l’operazione viene sorvegliata. Infatti, il colpo fallisce perché la polizia, nel frattempo, era già tutta schierata intorno all’edificio. Questo epilogo era l’unico particolare di cui mi ricordavo. Davvero per molto tempo ho consultato motori di ricerca, siti specializzati, come quelli che ti chiedono la trama e loro ti suggeriscono il titolo. Niente. Solo interrogando ChatGPT l’arcano è stato svelato. Il film era Rapina record a New York diretto da Sidney Lumet nel 1971. Il titolo originale è The Anderson Tapes, mal tradotto con la scelta della parola “record”, secondo me, con allusione, tra i suoi possibili significati, più a “registrare”, che a quello apparente di primato, visto che la rapina fallisce miseramente.
Luigi Maria Corsanico legge Federico Garcìa Lorca. 31
Contento
POESIA E POLITICA.24. Gianni D’ELIA

Da: TRENTENNIO (Einaudi 2010)
Per una ballata italiana
O questa mostra gente
che tutto sa di niente,
questa grandeur abbiente
abominevolmente… Continua a leggere
20 righe (per niente) facili

di Pasquale Vitagliano
E’ ancora possibile la poesia?, si chiedeva Eugenio Montale. Mi pare significativo che già nel 1975 poteva sembrare che si fosse raggiunto il punto zero del verso, il limite estremo di saturazione della scrittura poetica. Mi è capitata sotto gli occhi questa invenzione di Maria Benedetta Cerro, Corrispondenze. Proposte di interazione e scrittura poetica (Macabor, 2925), e mi sopravviene l’azzardo di capovolgere la prospettiva montaliana affermando, dopo la lettura di questo libro, che da quel limite ci siamo mossi. La poesia così è ancora possibile. Quest’opera della Cerro è un’invenzione perché azzarda (anche lei) una scrittura doppia, a “specchio” e in “dialogo”, con ventuno poeti e poete. Non è un’antologia pur essendo un libro plurale. Non è un libro a tema perché la coerenza è data dalla autenticità della voce poetica nel suo svolgimento.
Uno di noi
Angelus Silesius. Il pellegrino cherubico
Il Regno
Una delegazione lucchese in Giappone
Ci sono legami speciali tra la città di Lucca e il Giappone, in particolare con la città di Nagasaki: la figura del beato Angelo Orsucci e… l’opera lirica “Madama Butterfly” del maestro Giacomo Puccini.
Grazie al progetto “Thesaurum Fidei”, portato avanti dall’Arcidiocesi di Lucca in seguito all’incontro – veicolato dal Centro studi Puccini di Lucca – tra la professoressa Olimpia Niglio e l’arcivescovo Paolo Giulietti, tali legami sono stati e continuano ad essere valorizzati. Così dopo la mostra “Thesaurum Fidei” allestita a Lucca nel 2023 e poi in altre città italiane, l’intero progetto è approdato all’Expo di Osaka dove, ad inizio settembre 2025, è stato presentato il libro “Tenso. Diario di un pellegrinaggio giapponese alla curia romana” alla presenza di alcuni pellegrini lucchesi, che dopo hanno visitato la città di Nagasaki e le isole di Amakusa. Luoghi nei quali i missionari cristiani stranieri, guidati da Francesco Saverio, arrivarono per la prima volta nel 1549, iniziando da lì un’attività evangelizzatrice missionaria nei territori giapponesi.
Nelle varie tappe del viaggio-pellegrinaggio, svoltosi dal 1° al 10 settembre, i partecipanti hanno ricordato i momenti dell’evoluzione del cristianesimo nell’impero del Sol Levante. Inizialmente, come del resto sempre, le motivazioni religiose si intrecciavano con quelle economico-commerciali e questo favoriva la diffusione della nuova religione soprattutto nel sud del Paese. Continua a leggere
Lucerne nella luce, di Lucio Brandodoro
Mem, Mamma, Mammona
lettera ebraica Mem
In quel tempo, Gesù diceva ai discepoli: “Un uomo ricco aveva un amministratore, e questi fu accusato dinanzi a lui di sperperare i suoi averi. Lo chiamò e gli disse: “Che cosa sento dire di te? Rendi conto della tua amministrazione, perché non potrai più amministrare”.
L’amministratore disse tra sé: “Che cosa farò, ora che il mio padrone mi toglie l’amministrazione? Zappare, non ne ho la forza; mendicare, mi vergogno. So io che cosa farò perché, quando sarò stato allontanato dall’amministrazione, ci sia qualcuno che mi accolga in casa sua”.
Chiamò uno per uno i debitori del suo padrone e disse al primo: “Tu quanto devi al mio padrone?”. Quello rispose: “Cento barili d’olio”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta, siediti subito e scrivi cinquanta”. Poi disse a un altro: “Tu quanto devi?”. Rispose: “Cento misure di grano”. Gli disse: “Prendi la tua ricevuta e scrivi ottanta”.
Il padrone lodò quell’amministratore disonesto, perché aveva agito con scaltrezza. I figli di questo mondo, infatti, verso i loro pari sono più scaltri dei figli della luce.
Ebbene, io vi dico: fatevi degli amici con la ricchezza disonesta, perché, quando questa verrà a mancare, essi vi accolgano nelle dimore eterne.
Chi è fedele in cose di poco conto, è fedele anche in cose importanti; e chi è disonesto in cose di poco conto, è disonesto anche in cose importanti. Se dunque non siete stati fedeli nella ricchezza disonesta, chi vi affiderà quella vera? E se non siete stati fedeli nella ricchezza altrui, chi vi darà la vostra?
Nessun servitore può servire due padroni, perché o odierà l’uno e amerà l’altro, oppure si affezionerà all’uno e disprezzerà l’altro. Non potete servire Dio e la ricchezza”.» [Lc 16,1-13] Continua a leggere
Fra le righe degli altri: intervista a Francesca G. Marone
Francesca G. Marone è sociologa, counselor, mediatrice familiare e vive a Napoli, dove lavora anche come editor, coach letterario e operatrice culturale. Dove ci sono libri, la trovate sempre. Ha iniziato a scrivere per passione e da una segnalazione al Premio Calvino, ha pubblicato nel 2017 il suo primo romanzo. Nel 2023, una storia ambientata a Napoli fra il XVIII secolo e oggi e incentrata su figure di donne complesse e affascinanti, diventa Le pentite, romanzo edito da Les Flâneurs.
Anche a Francesca abbiamo chiesto che lettrice è ed è stata e come è arrivata la scrittura nella sua vita.
Ricordi il primo libro che hai incontrato?
Non so se fosse proprio il primo ma è certamente uno dei libri più significativi
per me: Fiabe italiane, un doppio volume di circa duecento fiabe della
tradizione popolare, raccolte e trascritte da Italo Calvino nel ’56, un’edizione
Einaudi tutta sdrucita che io leggevo ogni sera nel letto, litigando con mia
sorella perché dovevo spegnere la luce sul comodino. Le ricordo quasi tutte
benissimo, ce ne erano di spaventose, ma anche di romantiche dal sapore
gotico, fra le mie preferite: Il principe che sposò una rana, e Bene come il sale.
Quelle letture serali hanno segnato profondamente il mio immaginario,
contenevano veramente tutto il bene e tutto il male della vita. Il primo romanzo
vero che ho letto fu Forte come la morte di Guy de Maupassant, lo presi dalla
libreria di mia madre, era un piccolo Bur, con le pagine che si staccavano, fu
una folgorazione per me, mi appassionai moltissimo e quando ci ripenso mi
commuove sapere che era un libro su cui si era emozionata prima di me mia
madre. Forse questa è un’altra delle magie della lettura: legare le persone fra
loro.
Che lettrice eri da bambina, ragazza?
Ero piuttosto curiosa ma doveva scattare in me una scintilla prima di mettermi a leggere. Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di lettrici appassionate, specifico lettrici al femminile, perché da mia nonna, a mia madre e alle mie sorelle i libri sono stati una presenza costante nella nostra vita. Pensa che quando è morta mia nonna, lettrice coltissima, mia madre invitò noi e tutti gli altri nipoti a scegliere qualche libro dalla sua libreria. Mi sono appassionata, da piccola, prima alla poesia poi alla narrativa, questo perché mia sorella maggiore fece un rateizzo con Einaudi per farsi inviare tutta la collana bianca di poesia e arrivarono in casa davvero “pacchi di poesia”. Cominciai così a leggerne tanta e a trascriverne su foglietti che poi appallottolavo dedicandoli ad amici, amiche, o amori immaginari. Avevo creato un rituale attorno alla magia della poesia.
Regali
Poesia e mistica, di Massimiliano Bardotti. Emily Dickinson
Tutto quello che io so
è un messaggio ogni giorno
dall’immortalità.
Tutto quello che io vedo
è il presente e il domani,
forse l’eternità.
Ed il solo che incontro
è Dio, la sola strada
l’esistenza; di là
da questa, se altre cose
vi saranno o visioni più mirabili,
ve lo dirò.
Emily Dickinson Continua a leggere
In breve
Maria Marchesi
Verso il traguardo
Dopo la curiosità e la sfida
arriverà la stanchezza.
La sentenza sarà neutralizzata
da altre sentenze passate in giudicato.
Occorrerà molto tempo
e una ricognizione estenuante.
Qualcuno dirà ch’è tutto inutile.
Un altro che bisognava anticipare
le mosse dei giudici o rompere
uno specchio nell’aula.
Le manifestazioni d’orgoglio avranno
adepti impensati. I fucili
rinculeranno all’unisono.












