Archivi categoria: Letture

Poesie per la pace

L’Associazione Culturale Internazionale SICA [http://www.subud?sica.org], parte della coalizione globale di associazioni non profit che partecipano a Peace one day [http://www.peaceoneday.org], organizzazione riconosciuta dall’ONU, dall’Unicef e da moltissime altri organismi internazionali, ha indetto per il 21 settembre prossimo, in occasione della giornata mondiale della pace, un evento diffuso in ogni nazione: Poem for Peace one day  [http://www.facebook.com/PoemsForPeaceOneDay ].
La Giornata Internazionale della Pace è stata stabilita con una risoluzione delle Nazioni Unite nel 1981. La prima Giornata della Pace è stata celebrata nel mese di settembre 1982. Nel 2002 l’Assemblea Generale ha dichiarato ufficialmente il 21 settembre come data definitiva per la Giornata Internazionale della Pace.
“Peace One Day” ha iniziato le sue attività nel 1999 grazie ad un giovane inglese di nome Jeremy Gilley proponendo un’iniziativa di cessate il fuoco in Afghanistan per consentire ai lavoratori di ai bambini e alle persone bisognose di essere mantenuti, almeno per quel giorno in sicurezza e salute. Nel 2001, gli sforzi di Peace One Day sono stati premiati quando le Nazioni Unite hanno adottato all’unanimità una nuova risoluzione con la quale la “Giornata della Pace” veniva dichiarata, inoltre, un giorno di cessate il fuoco e di nonviolenza globale. Gilley e Peace One Day sperano di vedere il 21 settembre 2012 come il giorno della più grande riduzione della violenza globale; un solo giorno nella storia, sia a livello nazionale che internazionale.

L’intento di questa iniziativa è raccogliere quante più adesioni possibili attorno alla poesia. Che sia una poesia recitata e registrata, una poesia scritta e fotografata, una poesia lasciata su una panchina: basterà aderire al progetto iscrivendosi al gruppo facebook: http://www.facebook.com/groups/poesieperlapace/?notif_t=group_r2j e lasciare una propria creazione.
Nel gruppo troverete tutte le indicazioni e i progetti di eventi che verranno organizzati per celebrare, con la poesia, la giornata internazionale della pace in Italia.

Intervista a Claudio Volpe

Intervista di Giovanni Agnoloni

– Sei un esordiente giovanissimo e al fulmicotone. Il vuoto intorno (Edizioni Anordest) è stato giudicato un romanzo di assoluto pregio e novità, e sei stato segnalato da Dacia Maraini e Paolo Ruffilli al Premio Strega. Puoi spiegarci il tuo approccio alla scrittura? Da dove nasce? Dove vuole arrivare?

Il mio approccio alla scrittura nasce da qualcosa di istintivo e viscerale, da una sensazione fisica, materiale nonché dal bisogno di indagare a fondo il senso dell’esistenza umana. La scrittura è per me un dolore e al contempo un piacere oltre che mentale anche fisico. Le parole sono lì che premono nello stomaco e scalpitano per uscire, per conquistare il proprio posto nel mondo. Scrivo per bisogno. Quando mi trovo davanti a cose troppo più grandi di me, davanti a riflessioni sul senso del nostro esistere, sul dolore, sulla felicità, sento come una conflagrazione interiore, un’esplosione che distrugge al contempo crea. L’arte nasce dal caos, dalla distruzione ed è un modo attraverso il quale imparare a dominare il disordine, a dargli forma, dargli un significato. La scrittura per me ha un compito fondamentale, che è quello di costruire la civiltà. Leggere significa venire a conoscenza di diverse modalità di esistenza, significa imparare a capire e apprezzare la diversità che è ricchezza immensa, possibilità di evoluzione per il genere umano. Scrivere significa sfondare i limiti duri del vivere, significa non aver paura del mondo, delle persone ma anzi, amare universalmente. Scrivere è un modo di amare. Le parole sono amore esse stesse. Le parole possono cambiare le cose, possono migliorarle. L’arte e non la sola conoscenza, salverà il mondo. Continua a leggere

Savina Dolores MASSA – OGNI MADRE

 

Dopo i romanzi Undici (2008) e Mia figlia follia (2010) escono di Savina Dolores Massa, scrittrice di narrativa, poesia e testi teatrali, tredici racconti sotto il titolo Ogni madre, sempre per i tipi de Il Maestrale di Nuoro. Continua a leggere

In Puglia con Amir Valle, parlando di Charles Chaplin

di Giovanni Agnoloni

da blog.edizionianordest.com

Rientro da una di quelle trasferte di lavoro che sono dei viaggi nel senso più ricco della parola. In Puglia, invitato insieme allo scrittore cubano Amir Valle a presentare Non lasciar mai che ti vedano piangere, suo romanzo da me tradotto, edito da Anordest per la collana “Célebres Inéditos”.

da blog.edizionianordest.com

La serata, svoltasi a Castellaneta (TA), rientrava nel programma di “Spiagge d’Autore”, manifestazione pregevolmente organizzata dalla Regione Puglia, in collaborazione con l’Agenzia PugliaPromozione, la Confcommercio Puglia e il Teatro Pubblico Pugliese.

Non lasciar mai che ti vedano piangere è un romanzo potente, di grande impatto sul piano letterario, umano e storico. L’ho voluto sottolineare fin da subito, nell’ex-Convento delle Clarisse, una piccola e bellissima chiesa sconsacrata nel centro dell’affascinante cittadina; subito dopo l’introduzione del moderatore Fabio Salvatore. Sì, perché è vero che la presenza di Charlie Chaplin imbeve di sé un’opera che ha nelle memorie cinematografiche un motore fondamentale – fatto significativo, visto che presentavamo il libro nel paese natale di Rodolfo Valentino, il mito per eccellenza del cinema muto, laddove Chaplin ha segnato proprio la transizione al sonoro. Continua a leggere

“El otro paredón”: la distruzione della reputazione a Cuba

di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

blog.edizionianordest.com è la nuova versione del già attivissimo blog di cultura e latinoamericana di Gordiano Lupi, scrittore ed editore de Il Foglio Letterario nonché curatore della collana “Célebres Inéditos” delle Edizioni Anordest, per la quale è già uscito in libreria da qualche mese La moglie del colonnello di Carlos Alberto Montaner (per la traduzione di Marino Magliani) ed esce in questi giorni Non lasciar mai che ti vedano piangere di Amir Valle (da me tradotto).

Le tematiche affrontate su questo blog hanno una rilevanza non soltanto letteraria, ma anche politica e sociale, nella misura in cui riguardano problemi e situazioni inerenti ai diritti umani, spesso compressi e inaccettabilmente violati dai governi autoritari di quest’area geografica (su tutti, quello cubano).

In questo senso, vogliamo qui segnalare un’opera (cui, unico italiano, ha partecipato con un suo articolo anche Gordiano Lupi), El otro paredón (Eriginalbooks.com), giunta alla seconda edizione e disponibile anche in e-book in spagnolo (già adesso su Amazon.com, Amazon.es e Amazon Italia, e in inglese (da agosto), nonché come sito internet, nella quale accademici e giornalisti condannano esplicitamente un’altra, sottile e pericolosissima forma di eliminazione dell’opposizione politica in atto a Cuba da mezzo secolo, che è il “killeraggio” della reputazione, ovvero la “deliberata e completa distruzione della credibilità di una persona, gruppo o istituzione” (dalla presentazione ufficiale dell’opera).
Sono riportati vari esempi, tra cui il politico Carlos Márquez Sterling, l’imprenditore Amadeo Barletta e il già ricordato giornalista e scrittore Carlos Alberto Montaner. Continua a leggere

Intervista a Morgan Palmas

Morgan Palmas è stato uno degli organizzatori di k.Lit – Il Festival dei Blog Letterari, che si è svolto a Thiene il 7 e 8 luglio scorsi. Blogger e agente letterario è il fondatore del litblog Sul Romanzo. Ha pubblicato Come scrivere un romanzo in 100 giorni, edito da Marco Valerio Edizioni

Dopo la chiusura del Festival gli ho posto alcune domande. Ecco le sue risposte.

Il K.lit-Il Festival dei Blog Letterari si è da poco concluso. Che bilancio ne fai, da organizzatore che in prima persona ha vissuto la genesi e lo sviluppo di questa importante iniziativa?

Il bilancio contiene aspetti positivi e negativi, ma è difficile essere esaustivo, troppo poco il tempo che ci separa dal festival. Da un lato, abbiamo lavorato bene nell’organizzazione, i riscontri, da parte di molti, hanno confermato tale concetto, dall’altro lato, il territorio di Thiene non ci ha reso facile la realizzazione dell’idea, pensavamo di poter contare su un sostrato istituzionale più presente, invece abbiamo dovuto constatare che portare la cultura in piazza in una cittadina di circa 20.000 abitanti non è affatto semplice, perché gli interessi politici e le tradizioni di potere non accolgono con favore le novità, diffidandone.

LA FILOSOFIA DEL CAMMINO NEL CAMMINARE DI DAVIDE SAPIENZA

Articolo e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Lo confesso: sono uno che, pur amando camminare, spesso indugia anche troppo davanti al computer, seduto a lavorare. Fa parte del mestiere di scrittore e traduttore. Ma ho un autorevole collega che, con i suoi scritti e le belle conversazioni che spesso mi ha regalato per telefono e di persona, mi ricorda sempre che c’è un oltre, rispetto a tutto questo. Che in definitiva non è neanche un oltre, ma un prima. Ed è il cammino. L’arte del camminare. Sì, perché la Natura si esprime attraverso un’energia che scaturisce dalla Fonte di tutto ciò che esiste.

Davide Sapienza (da scriptavolant.info)

L’autore di cui parlo è Davide Sapienza (www.davidesapienza.it): un uomo che scrive prima di tutto nella mente e nel cuore, e matura le sue idee creative rendendosi tramite, guidato dal ritmo implicito ma palpitante del Mondo, di quella Grande Madre Terra che è specchio dell’Amore universale.

In suoi recenti editoriali pubblicati su “La Stampa” e “La Scienza Verde”, Davide ha scritto libri come I diari di Rubha Hunish e La valle di Ognidove, oltre all’ultimo uscito, La musica della neve,

che veicolano direttamente dentro il cuore del cammino e della natura. Qui possiamo vedere come questa condizione, ovvero quella del camminare integrati con l’anima del mondo, sia una realtà del tutto naturale, perché fa tutt’uno con la condizione stessa di esseri umani. Eppure non è un fatto per niente scontato, perché quante circostanze, non ultima la nostra volontà, ce lo possono impedire? Ma l’istinto è quello, fin dalle origini più ancestrali della specie umana e dei suoi precedenti stadi evolutivi.

Sapienza si richiama a grandi filosofi del cammino, quali Jack London (di cui è un grande traduttore), Henry David Thoreau e Barry Lopez: cantori – com’è anche lui – dell’energia cosmica espressa nell’armonia di un pianeta sempre più minacciato dalla mala fede e dall’ignoranza umana, espresse in forme industriali e tecnologiche. Eppure ogni passo conta, dal primo all’ultimo della vita. E allora ci può giovare a comprendere, a sentire più nostro questo cammino, la visione di un video girato qualche anno fa per la televisione svizzera. Senza dimenticare i servizi da L’Aquila, città pressoché chiusa al cammino, dopo il terremoto del 2009: autentica espressione di una carenza della democrazia, perché una democrazia che impedisce prolungatamente l’accesso al cammino in alcuni suoi luoghi-chiave non si può dir tale. Continua a leggere

ISABELLE EBERHARDT E IL DESERTO – INTERVISTA A MIRELLA TENDERINI

Recensione e intervista di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

Mirella Tenderini:

Isabelle, amica del deserto

(ed. Opera Graphiaria Electa)

La vita di Isabelle Eberhardt è uno di quei misteri che ogni tanto spuntano fuori dai cassetti della vita. E non lo dico soltanto perché, prima di leggere la biografia di Mirella Tenderini, non ne avevo mai sentito parlare (lacuna mia). È anche perché il percorso esistenziale di questa viaggiatrice del Nordafrica e scrittrice dalla mano felicissima, di origini russe ma cresciuta in Svizzera, è una successione praticamente ininterrotta di svolte e colpi di scena, e tanta parte resta ancora avvolta nel mistero. Vissuta per soli 27 anni a cavallo tra XIX e XX secolo, questa ragazza dall’acuta intelligenza, la spiccatissima propensione linguistica e un’inesauribile curiosità, sembra essere costantemente perseguitata da un daimon, uno spirito che la consuma e la costringe a spingersi sempre oltre.

Forse è la rigida educazione ricevuta dal precettore russo (Alexandre Trofimovsky), forse l’amore smodato per il fratello Augustin, altro personaggio tormentato e protagonista di itinerari contorti e spesso infruttuosi, ma soprattutto la volontà inarrestabile di inserirsi e inoltrarsi in un mondo – quello arabo – che la affascina come un rovello che non può accontentarsi di lasciar stancare. Continua a leggere

In movimento verso la città

Nell’anno in cui il digitale scavalca il cartaceo (perlomeno a copertina rigida e per ora solo negli Stati Uniti) anche in Italia si assiste a un crescente interesse nei confronti del formato ebook, e sono sempre più numerose le case editrici che (nella maggior parte dei casi forse ancora troppo timidamente) fanno ricorso a quella che con ogni probabilità sarà la corsia preferenziale dell’editoria del XXI secolo.
Certo il mercato editoriale italiano vive di anomalie endemiche e arcinote, quali il ritardo costante e oramai fisiologico rispetto ai cambiamenti che si verificano da anni nei mercati editoriali esteri, una media di lettori tra le più basse d’Europa (tre libri l’anno per persona, ma la percentuale di chi non ne legge nemmeno uno è altissima), lo strapotere dei grandi gruppi editoriali e un sistema di distribuzione (che poi, lo ricordiamo: è quello che davvero stabilisce il successo o l’insuccesso di un’opera) che applica da tempo una sorta di genocidio diffuso nei confronti delle minoranze, siano essi autori o piccoli editori.
Il futuro del libro e della libera editoria (e cosa forse ancora più importante dei potenziali scrittori che faticano a emergere e delle storie che il cartaceo si rifiuta di pubblicare) potrebbe quindi essere legato, soprattutto in Italia, allo sviluppo e alla diffusione del libro elettronico.
Anche alla luce di questo, ovvero di mondi che si confrontano come se fossero generazioni e di generazioni che cercano una propria via alla sopravvivenza in un mondo al collasso, mi pare si possa leggere il racconto Tanatosi di Antonio Paolacci, pubblicato appunto in formato digitale da Perdisa Pop e disponibile su Internet Bookshop, BookRepublic e Amazon.it.
Oltre che essere l’editor coraggioso di Perdisa Pop, Paolacci è anche autore raffinato e capace, e con questa tanatosi ci offre Continua a leggere

La lingua italiana in trasferta a Helsinki

di Guido Michelone

All’Università di Helsinki, in Finlandia, si è svolta, dal 18 al 20 giugno scorsi, un’importante iniziativa culturale: il XII Congresso SILFI, ovvero la Società Internazionale di Linguistica e Filologia Italiana. Il titolo del convegno è già di per sé intrigante, anche per i non addetti ai lavori: Dal manoscritto al Web: canali e modalità di trasmissione dell’italiano; e il sottotitolo ne precisa i contorni epistemologici: Tecniche, materiali e usi nella storia della lingua. In tre giorni assai fitti di relazioni e dibattiti, dove si sono avvicendati un’ottantina di italianisti provenienti dai maggiori atenei di tutt’Europa, i temi e i problemi della lingua italiana sono stati affrontati in svariate prospettive, con specifiche attenzioni verso l’italiano parlato attuale. Continua a leggere

Il Festival dei Blog Letterari. Thiene (VI), 7/8 Luglio 2012

L’idea dietro al concepimento di un Festival dei Blog Letterari, un’idea che si è andata meglio definendo nei mesi di meticolosa preparazione e informazione su questa iniziativa, guarda all’esigenza di un diretto incontro e scambio di esperienze, che vada al di là del continuo intrecciarsi in rete di discussioni tra testate e bloggers.

Il progetto è di Morgan Palmas, agente letterario, creatore del sito Sul Romanzo, che ha avuto il merito e il coraggio di credere in questa idea, la caparbietà di convolgere referenti istituzionali e associazioni locali, e la capacità di coinvolgere un gruppo di persone molto determinato, che ha assicurato un’organizzazione “svizzera” ai due giorni del Festival.
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Non è

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da qui

Non è la prima volta che ci penso.
Con tutta la stanchezza del lavoro
che morde per inerzia le ossa e i nervi,
dalla panchina ancora mezzo in ombra,
mi affaccio sulla scena
che commuove di più di questo denso
tratto di costa: il golfo di Sirolo.
Il sole a picco macchia di colore
chiaro il bosco, il monte, la sottilissima
fettuccia della spiaggia.
Ma è ancora il mare a correggere le rotte,
a darmi una risposta:
migliaia di stelle brillano sull’acqua.
Il riflesso del sole, si direbbe.
Preferisco pensare che la notte
rimanga dentro il giorno;
è un sorriso che emerge dal passato,
che dalla parte oscura dell’assenza
mi rassicura: torno.

Quegli anni maledetti – Franz Krauspenhaar Le monetine del Raphael, Gaffi editore.

di Giorgio Simoni

Franz Krauspenhaar è un toro da monta letteraria. Queste sono le parole che mi sono rimbalzate nella testa durante la lettura di Le monetine del Raphaël, ultima fatica dello scrittore pubblicata da Gaffi editore. Kraupenhaar snocciola frasi che colpiscono come una gragnola del Carlos Monzon dei bei tempi; toglie il fiato, gonfia gli occhi di stupore e rabbia, fa vibrare i polsi: insomma c’è poco da fare i damerini, le pagine del romanzo grondano letteratura, signori. Di quella sopraffina, che ti sbatte sotto gli occhi tanto le scopate furibonde quanto le peggiori stragi dei nostri anni plumbei, che al Robert Palmer cantore plastificato e patinato, sbronzo sboccante come un beone all’ultimo stadio nella ramazzottiana Milano da bere, affianca la scelta irreversibile, per certi versi drammatica, del protagonista – Fabio Bucchi – di lasciare il suo comodo posto impiegatizio in una ?fabbrichetta” dell’hinterland per votarsi definitivamente all’Arte, quella con la A maiuscola. Continua a leggere

“Meditazioni al femmile”, di Michela Zanarella

Recensione di Giovanni Agnoloni

da Postpopuli.it

La poesia di Michela Zanarella sa di canto, nel senso classico del termine e in quello più letterale. Ce lo dimostra la raccolta Meditazioni al femminile (Sangel Edizioni).
Partiamo dal primo aspetto: il tema di fondo è l’amore, universale fonte d’ispirazione per tutti i poeti e, in fondo, essenza stessa dell’anelito artistico, inteso come tendere a asintoticamente, cioè avvicinandosi – senza (forse) mai raggiungerlo – a quel punto intimo in cui l’anima individuale e quella cosmica s’incontrano. È un eros in senso platonico, ma non solo.
I suoi versi, sull’onda di grandi voci classiche della poesia femminile – da Saffo a Vittoria Colonna – vanno a cogliere punti vivi e vibranti, carnosi e carnali, della relazione d’amore, in cui l’afflato umano e fisico si espande dalla coppia alla natura intera. Continua a leggere

Il futuro dell’uomo non è solo nella scienza

di Vito Mancuso

Non guardo con sfavore al progresso scientifico, dei cui benefici godo come essere umano e le cui acquisizioni teoretiche cerco di introdurre nella mia modalità di vedere il mondo (filosofia e teologia) e di coltivare la dimensione contemplativa della vita (spiritualità). Però diffido della scienza e della tecnologia quando manifestano un complesso di superiorità culminante in una sorta di gelosa autarchia che si può riassumere così: gli scienziati hanno il potere di intervenire sulla natura umana, l’umanità si deve fidare perché grazie a loro la vita sarà migliore. Continua a leggere

Piersandro Pallavicini parla di Romanzo per signora

Romanzo per signora è il tuo quinto romanzo, il quarto con Feltrinelli. Che ruolo interpreta nella tua produzione?

Lo ritengo il mio miglior romanzo, mentre lo scrivevo sentivo che c’era una svolta, che era uno scavalcamento, come se dopo una salita faticosa fossi arrivato in un altipiano. La svolta è verso una scrittura più rilassata, dove non mi pongo più l’obiettivo di stupire, di colpire al fegato. Forse mi sono liberato della sindrome di Peter Pan, ecco. Scrivendo avevo voglia di raccontare, col gusto e il piacere di farlo e di divertire il lettore facendolo. L’obiettivo insomma era fare il possibile per scrivere trasmettendo affetto al lettore.

Molti sono i piani narrativi sui quali fai sviluppare la trama. Il rapporto con i ricordi, il decadimento fisico e la malattia, una visione della provincia, trasfigurata semanticamente anche e soprattutto con il ricorso ai termini dialettali e che diviene paradigma della magmatica confusione dei nostri tempi. Le stesse vite dei personaggi che fai muovere tra un presente che si snoda tra Nizza e Vigevano e un passato, quello dell’io narrante, che si fonde con le vicende della letteratura italiana degli anni Ottanta presagiscono forse una sorta di resa dei conti con il passare del tempo? Continua a leggere

Raccontare la follia, in emergenza

di

Andrea Sartori

Che cos’è una diagnosi in ambito psichiatrico? Un’etichetta incollata alla vita del paziente come un destino che questi non si può scrollare di dosso? Un escamotage che il medico utilizza per riempire l’apposita casella di un referto, garantendosi una coscienza tranquilla, professionalmente conforme?
Il libro dello psichiatra e studioso di antropologia culturale Giorgio Villa – Dimagrire con la psichiatria, Exorma Edizioni, Roma 2012 – è il tentativo di ragionare intorno a queste domande, utilizzando la rielaborazione narrativa della propria esperienza clinica nel servizio di emergenza del 118, come strumento d’indagine.
Non a caso Bruno Callieri, deceduto lo scorso febbraio a conclusione di una vita spesa a umanizzare la psichiatria, nella prefazione ascriveva il volume al filone della narrative medicine, ovvero a quell’ambito del racconto della malattia – e del suo possibile impiego clinico – di cui il ‘900 è stato prodigo di esempi ante litteram, basti pensare alle Memorie di un malato di nervi (1903) di Daniel Paul Schreber, ma anche alle angosce e agli sdoppiamenti – di certo non riducibili al solo dato clinico – di Franz Kafka, Italo Svevo, Luigi Pirandello, o allo stesso Sigmund Freud, cronista e narratore dell’inconscio di legioni di pazienti. Continua a leggere

A Medjugorje (e dintorni) fuori dagli schemi

Testo di Giovanni Agnoloni, foto di Andrea Fantini

Il luogo delle apparizioni, sul Podbrdo

Parlare di un viaggio a Medjugorje può rivelarsi difficile. Si rischia di far arrabbiare tanta gente, credente e non. Con queste righe, voglio scansare questo semplice inghippo, che di per sé scoraggia alla lettura, disinnescando le tematiche spirituali e il mio stesso modo di pormi davanti alla fede.
Questo è un reportage, che riferisce fatti e sensazioni. Perché un pellegrinaggio, in definitiva, è un viaggio, e ogni viaggio è, a suo modo, un pellegrinaggio.
Io oggi sono un credente, o meglio, come direbbe Joseph O’Connor, un “vero credente”, nel senso che rifuggo dalle ritualità esteriori bigotte e recitate, e mi calo nella vita. Per me la spiritualità e il rapporto con il Divino sono la ricerca e il dialogo costante con il centro dell’essere, il Sé, la radice dell’identità. E, come prima di partire ho scritto su Facebook, da questo viaggio non mi aspettavo miracoli o rivelazioni sconvolgenti, ma conferme.
Sono arrivate, anche se, come in ogni buon romanzo, in modo piuttosto sorprendente.

Il porto di Ancona alla partenza

Dopo la traversata in mare da Ancona a Spalato con mio cugino Andrea Fantini, matematico pure lui cristiano fuori dagli schemi, il tragitto in auto fino a Medjugorje è stato un percorso nel cuore di una natura scabra e montagnosa, tagliata come un graffio dalla modernissima A1 croata. Poi, dalla fine di questa alla nostra destinazione, passando per la frontiera bosniaca, è stato un susseguirsi di curve e colline boscose aperte su una pianura piatta e mossa da coltivazioni verdeggianti. Un’eco di Vietnam, o comunque di Sud-est asiatico. Mal d’auto del sottoscritto.
Medjugorje si annuncia all’improvviso, e quasi ti ci ritrovi dentro, con la sua proliferazione di alberghi, casette più o meno moderne e negozietti i più vari, che fanno corona alla chiesa parrocchiale e ai luoghi delle apparizioni della Madonna, che sono qui testimoniate fin dal 1981. Prima c’erano solo coltivazioni, soprattutto di tabacco, e pascoli per i pastori e le loro bestie.
In me non ha prevalso il fastidio per la “commercializzazione del sacro”, pur innegabile. Questa gente di qualcosa deve pur vivere. E, come avrei visto nei due giorni seguenti, è per lo più brava gente, segnata dai ricordi della guerra civile e, naturalmente, da quanto qui è successo e succede ancora. Continua a leggere

66. Immagini

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da qui

Dormiva, quando l’hai lasciata. Hai bisogno di uscire, di stare un po’ da solo. Arrivi al ponte, mentre i passanti vanno ognuno verso il suo destino; solo tu sei fermo, con i gomiti sulla pietra bianca della balaustra, gli occhi fissi sull’acqua che scorre lentamente, come il tempo e la vita. Continua a leggere