Archivi categoria: Poesia

Intervista ad Anita Piscazzi


di Luca Pizzolitto

Poetessa e musicista, due manifestazioni che caratterizzano il tuo percorso artistico e di vita. Poesia e musica, che spesso si sfiorano, si intersecano; altre volte, invece, percorrono sentieri distanti tra loro.

Che importanza hanno, nella tua vita, queste due anime e in che modo, nella tua esperienza, si sfiorano, si intersecano o si distanziano? Continua a leggere→

Un tentativo di tradurre Garcia Lorca, di Riccardo Ferrazzi

Tradurre la poesia, si sa, è praticamente impossibile. Ogni singola parola di ciascuna lingua ha un suono particolare, e il poeta se ne serve per evocare significati molteplici o per conferire musicalità al verso. Anche i poeti contemporanei, che volutamente rifuggono da rime e metri, vanno alla ricerca di una loro musicalità.

Il traduttore deve essere ben consapevole dei suoi limiti: passare da una lingua all’altra mantenendo il senso, le allusioni e la musicalità dell’originale è quasi sempre una sfida persa in partenza. Quando poi si tratta di affrontare Garcia Lorca, la sfida diventa estrema. Le metafore lorchiane sono spesso criptiche, stralunate, o anche studiatamente ingenue, ma la versione non è una esegesi e non può destrutturare le metafore: mettere in chiaro il significato occulto di una metafora sarebbe uno snaturare la poesia. Continua a leggere→

UN ARCIPELAGO DI VOCI. Poeti delle isole toscane per l’ecologia integrale, a cura di Nunzio Marotti

di Antonio FIORI

 

AA.VV.

Un arcipelago di voci

Poeti delle isole toscane per l’ecologia integrale

A cura di Nunzio Marotti

Con la collaborazione di Claudio Damiani e Alessandra Palombo

Edizioni Il Foglio, 2023

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L’ecologia integrale al centro di questa antologia è quella illustrata nell’enciclica papale Laudato Si nel 2015. Continua a leggere→

Giovanni Parrini, Quattro più quattro poesie

Viaggio

E fu viaggio e ritorno e sperso canto,
scomposto che chiamava e tramortiva,
nel tempo remotissimo e pur ora,
che le binarie stringhe spazi solcano
e gli dei disconoscono. Ma poi
resta la vita, l’antico suo vago
credo: tanto rimane, che la storia
ne ridirà, il bimbo che è nell’uomo
e punta al punto nebuloso dove
una Thule si staglia tremolante
e la spuma sull’onda annuncia il mare
arabescato dell’immensità. Continua a leggere→

Intervista a Emiliano Cribari

di Luca Pizzolitto

1) Emiliano: poeta, fotografo, guida ambientale escursionistica; hai mollato tutto per dedicarti interamente a queste tre cose. In che misura espressioni artistiche così affini tra loro diventano un tutt’uno nell’espressione della tua persona, e quanto invece mantengono dei confini precisi, amplificando invece diverse sfaccettature di te, del tuo percorso di vita?
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Biagio Accardo, Luce del più vasto giorno


di Giannino Piana

La raccolta di queste splendide liriche di Biagio Accardo presenta una ricchezza di motivi accomunati da un coinvolgimento personale, nel quale trova espressione, con rara finezza, il mondo interiore del poeta. La poesia è sempre, al là dei temi affrontati (anche di quelli apparentemente lontani da questa finalità), la “cifra” di una tensione esistenziale della persona. Ma nel caso di Accardo essa presenta connotati del tutto particolari, e non solo per l’insistenza con cui tale tensione ritorna – vi è qui un continuo, diretto riferimento a vicende personali – ma anche (e soprattutto) per l’esistenza di un “filo rosso” che attraversa l’intera narrazione e che forma l’ordito di un tessuto che ha per oggetto il “sacro” nelle sue più variegate manifestazioni. Continua a leggere→

Lettura di una poesia di Rosaria Madonna,

di Giorgio Linguaglossa

Lettura di una poesia di Maria Rosaria Madonna (1942-2002)

[da Stige. Tutte le poesie (1990-2002) Progetto Cultura, Roma, 2018, pp. 150 € 12]

È un nuovo inizio. Freddo feldspato di silenzio.
Il silenzio nuota come una stella
e il mare è un aquilone che un bambino
tiene per una cordicella.

Un antico vento solfeggia per il bosco
e lo puoi afferrare, se vuoi, come una palla di gomma
che rimbalza contro il muro
e torna indietro.

«È un nuovo inizio». Così inizia la poesia.

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La fine della poesia di accademia

 

di Giorgio Linguaglossa

È noto che la poesia italiana ed europea durante gli anni settanta ha subito l’invasione della vita privata e del quotidiano nella forma-poesia.
In Italia questa moda prende inizio con il libro di Patrizia Cavalli, Le mie poesie non cambieranno il mondo (1975) e, successivamente, con il libro di Valerio Magrelli, Ora serrata retinae (1980). La versione storiografica accademica però trascura che negli anni novanta ci sono stati poeti che hanno seguito una via del tutto diversa: Giorgia Stecher (1936-1996) con Altre foto per Album (1996), Maria Rosaria Madonna con Stige (1992), Helle Busacca (1915-1996) con I quanti del suicidio (1973), Niente poesia da Babele (1980), Anna Ventura di cui si ricorda il volume delle Poesie scelte Tu quoque (2014) e Mario Lunetta (1934-2017) con una fluviale produzione poetica, narrativa e saggistica che lo contraddistinguerà come la punta di diamante della opposizione permanente alla deriva minimalista della poesia italiana. Continua a leggere→

Per far vivere altro cadiamo, di Marco Carretta

a cura di Alberto Fraccacreta

Per far vivere altro cadiamo (Industria&Letteratura, 2023) di Marco Carretta

dalla sezione Tra gli arnesi le carezze del padre 

Ronzava in fabbrica
la corsa continua il rito
ognuno cercava piegato arnesi
e tra gli arnesi le carezze del padre.
Nel gennaio ’94 ascoltai
un uomo come noi
sicuro del proprio creare.
Costruivano strade per uscire in citta?.
I nostri figli ormai
seduti anche a questa tavola
raffinati pensieri di facolta?
dissero che il mondo era molto vicino. Continua a leggere→

La poesia di Sabatina Napolitano

 

Sabatina Napolitano è nata a La Maddalena (SS) il 14 maggio del 1989. Vive ad Asciano, nelle Crete Senesi. Scrittrice, poeta, articolista, freelance, critica ha pubblicato otto libri di poesia. Suoi racconti si trovano in riviste online. Origami è il suo primo romanzo. Recensisce, collabora e intervista autori di poesia, narrativa e saggistica ed è  una studiosa dell’opera di Nabokov. Appassionata d’arte scrive articoli, comunicati e saggi di arte antica e contemporanea.

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Antonio FIORI, Vita di un altro

di Giovanni Nuscis

E’ uscito il nuovo libro di Antonio Fiori dal titolo Vita di un altro, per le edizioni Inschibboleth, nella collana Margini diretta da Filippo La Porta. Tre anni fa, nel 2020, per le stesse edizioni, ricorderemo I poeti del sogno, che riscosse ampio apprezzamento sia tra i critici e i poeti sia tra i lettori. Continua a leggere→

Andrea Temporelli, “L’amore e tutto il resto. Poesie 1996-2022”

di Giselda Pontesilli

«A poco a poco anche l’epoca evapora», auspica Andrea Temporelli (alias Marco Merlin) in questo primo verso, così elaborato e immediato, di   Epoca, poesia (in cinque strofe) della presente raccolta; e l’ultimo verso, ripetuto anch’esso due volte (in quarta e quinta strofa), così annuncia e conclude:

«Un nuovo mondo dietro l’angolo aspetta» : Continua a leggere→

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La parola ai poeti. Luca Benassi

Abbiamo bisogno di luce. È un dato di fatto che quando osserviamo la realtà che ci circonda siamo portati a coglierne gli aspetti negativi. Vediamo uomini e donne affaticati dal lavoro e dal moltiplicarsi delle difficoltà, vediamo persone narcotizzate davanti agli schermi, allo scorrere di video colorati, confuse di fronte a un panorama di notizie e menzogne, scandali, attrazioni, tutto mischiato insieme. Siamo portati a vedere un mondo in disfacimento, che corre verso la rovina. Tendo a essere pessimista; non perché lo sia di natura, ma perché sono un poeta. Il Novecento ha amato il nero, ha lucidato come ninnoli d’argento il dolore, ha messo in crisi i linguaggi. Essere poeti significa cantare lo sfacelo, aderire a “ismi” che devono raccontare il fallimento e il crollo dell’essere umano. Vedo nero non perché ami le tenebre, ma perché il poeta ha cantato e deve cantare l’oscurità dell’abisso ed io sono un poeta. Dunque, quando vedo l’umanità sono chiamato a coglierne la desolazione e il buio. Continua a leggere→

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Francesco Varano “Il gabbiano inattuale”.

di Giorgio Linguaglossa

Francesco Varano, Il gabbiano inattuale (Poesie 1982-1985), ilfilorosso, 2023

 

La poesia modernista in Europa ha avuto un merito: quello di mettere fine alla poesia orfica, epifanica, intuizionista che intendeva il «lirico» come la categoria centrale del novecento poetico italiano. La poesia modernista europea ha avuto il merito storico di porre fine alla poetica dell’implicito e del soggetto, ha reso l’implicito, esplicito. Mandel’stam in Russia e Eliot in Europa introducono il dispositivo modernista nella poesia occidentale cambiandola in profondità. La poesia italiana del Dopo Eliot cadrà però in un equivoco, intenderà il «correlativo oggettivo» come «comunicazione», al punto che oggi tra la «comunicazione» del linguaggio relazionale e la «comunicazione» del discorso poetico non c’è differenza alcuna, si è solidificata promiscuità e complicità.  Continua a leggere→

La parola ai poeti. Salvatore Contessini

La poesia e fotografia sono le forme espressive che meglio soddisfano la mia creatività. Due modalità che condividono molteplici punti in comune. Si tratta di attimi che vengono fermati, registrazioni che continueranno a mantenere la loro essenza oltre il deterioramento indotto dal fluire del tempo. 

Uno dei temi ricorrenti dei componimenti è appunto il tempo. La sua manifestazione filosofica è maturata grazie alla lettura di Agostino d’Ippona ne Le confessioni, di Nietzsche con il suo “eterno ritorno” e la circolarità del tempo, di Carlo Rovelli e Jung con il concetto di sincronicità. Quest’ultima la vivo come dono capace di significare nessi a-causali che comunicano in travasi continui tra mondo esterno e mondo interno. A volte il legame tra eventi è diverso da quello causale ed esige principi interpretativi inconsueti o interrogativi che trovano soluzioni nei mondi dell’irragionevole legame tra lo spazio-tempo e la sfera psichica. Nella silloge La cruna (La Vita Felice, 2018) provo a versificarne con diversi componimenti. Continua a leggere→

Tiziana Colusso, Ogni respiro un mondo. Lettura critica di Letizia Leone

Tiziana Colusso, Ogni respiro un mondo, La Vita Felice edizioni, Milano, 2022

Lettura critica di Letizia Leone

Quanto mai adeguato ai versi di Tiziana Colusso, l’assunto del Nobel Tomas Tranströmer che interpreta la poesia quale meditazione attiva. E certo a leggere i versi di un discorso poetico calibrato sul nitore e la limpidezza della parola, e che parte dalla ‘messa a fuoco’ dell’atto della respirazione, si intuisce subito l’influsso di dottrine buddiste o perlomeno di un certo atteggiamento spirituale. Inoltre non può certo sfuggire il profondo legame analogico tra respiro e verso. Ogni verso entra nel ritmo della respirazione, tanto che l’endecasillabo (verso principe della tradizione italiana) è calibrato perfettamente sulla frequenza di un respiro, avvicinando la lettura metrica alla recitazione sacra di un mantra.  Continua a leggere→

Paolo Valesio, Il Testimone e l’Idiota

di Paolo Valesio

IL TESTIMONE E L’IDIOTA

(Milano, La nave di Teseo, 2022)

 

I personaggi 

Il Testimone (intorno ai quarant’anni: italiano, piuttosto austero e intenso)
l’Idiota (sotto i quarant’anni: italiano, poroso verso la realtà ha letto il romanzo omonimo di Dostoevskij)
la Voce (emana di solito dal soffitto, o dal pavimento o dalle pareti laterali di diverse stanze)
la Fiamminga (trent’anni: belga, curiosa, forte della sua intelligenza)
Il Testimone e l’Idiota sono in grado di ascoltare la Voce, ogni volta che essa (facendosi sentire d’improvviso) parla. La Fiamminga non ode mai la Voce.
I personaggi sono apparsi lentamente, emergendo da una sorta di nebbia. Io ho trascritto parole udite, inquadrandole (i titoli, le epigrafi ecc.) come poesie.

Il Testimone, l’Idiota, la Fiamminga, la Voce.
Due uomini sulla quarantina, tra New York, Bologna e Parigi.
Una giovane belga che intesse relazioni di intima amicizia con entrambi.
Una voce che anima il dialogo, interlocutore onnisciente che conduce la discussione tra filosofia, amore, esistenza, la fede, il peccato, il ricordo. Questo minimo teatro diventa spazio di interazione di vere e proprie maschere, una messinscena universale per anime solitarie, disincantate e inquiete.  Continua a leggere→