Archivi categoria: Poesia

Giselda Pontesilli, “La città antica” e la poesia odierna

1) Come risponde, ora, la poesia all’abbandono d’ogni persona, ogni casa, ogni cosa? Al nostro vivere, azzerato, internato, non in borgate, quartieri alti, monti, campagne, ma in campi-profughi ormai, campi di erranti: – isolati, macchinizzati, numerizzati?

Ora -ancora- la poesia ridice, ridesta ciò che resta, la realtà cioè, effettiva, effettuale: comunità per vivi e “morti”, figli e avi, “futuri”/ presenti / ”passati”.

MA: come fa, come può, se tutti! ormai sono espropriati d’ogni esperienza, comunità ovvero realtà? e gli avi (in cimiteri precari macchinizzati), insepolti, isolati, smembrati?

«All’ombra de’ cipressi e dentro l’urne / confortate di pianto» fu meno dura la nostra vita, anzi fu celeste… 

e celeste, era la terra: «questa / bella d’erbe famiglia e d’animali».

MA ormai, che ne resta? Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Antonietta Gnerre è nata ad Avellino nel 1970, è poetessa e scrittrice per ragazzi. Ha pubblicato le sillogi poetiche: Il Silenzio della Luna (Menna,1994), Anime di Foglie (Delta 3, 1996), Fiori di Vetro – Restauri di Solitudine (Fara, 2007), Preghiere di una Poetessa (Lo Spirito della Poesia, Fara, 2008), Pigmenti (Edizioni L’Arca Felice, 2010), I ricordi dovuti (Le Gemme, Edizione Progetto Cultura, 2015), Quello che non so di me, Interno Poesia, 2021. I Saggi: Meditazione poetica e Teologica in Mario Luzi (Delta 3, 2008),  Cristina Campo – Il viaggio silenzioso e spirituale e Forme di pensieri, saggi di Diritto e Letteratura, a cura di Felice Casucci (ESI, Napoli, 2013 – 2015). Ha curato insieme a Rita Pacilio l’Antologia poetica Una luce sorveglia l’infinito sul tema del Giubileo della Misericordia (La Vita Felice 2016). Ha curato, insieme alla famiglia Bellofatto, l’antologia Abbracci (D&P 2016). Consulenza e postfazione del libro di Andrea Fazioli La beata analfabeta. Teresa Manganiello, la sapienza delle erbe (San Paolo, 2016. Collana Vite Esagerate). La favola La storia di Pilli (Scuderi Editrice, 2019). È Presidente del PREMIO Internazionale PRATA, la cultura nella Basilica, giunto alla quindicesima edizione, e Direttore artistico della Festa dei Libri e dei Fumetti di Avella. Collabora come opinionista con quotidiani e riviste religiose. Come critico letterario e intervistatrice, invece, con riviste cartacee e on line di cultura poetica.

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Lirico terapia. Bartolo Cattafi


Inquilini

Sbatter di porte

girare di chiavi nella toppa

morti nel vostro letto

dietro le vostre porte

e morte intermittente

entrare e uscire

mani irose impazienti

al pomo delle porte

passi

i nuovi arrivati

con valigie e fagotti

con otri di vento

inquieti portatori

di mistero nelle stanze

a voi morti a voi vivi

con filo ritorto appunto

speranza e fiducia

chiedo clemenza

creature del mio piano

a metà o del tutto

interrato.

Cosa succede in un condominio? Quali stratificazioni di eventi, anche drammatici, la storia registra, magari a nostra insaputa? Solo il poeta può restituire spessore a un’umanità dimenticata.

Lirico terapia. Nelo Risi


Da “Pensieri elementari”

Il contromemoriale

VI

Il coro dice “lo prevedevo”.

Tutto facile, sì, tutto scritto

ben chiaro ma con il sangue

con il mio seme

con le mie lacrime

e con l’aiuto dell’altro

anche nel bene.

Quello che si dice “il senno del poi”. Ma il poi si costruisce con il prima, spesso con dolore, faticosamente. Nelo Risi ce lo ricorda con questo “pensiero elementare”, ma non troppo.

Lirico terapia. Alessandro Parronchi


A quel filo di luce

A quel filo di luce

che filtra nella camera fugando

i fantasmi notturni


a quel filo di luce

che rivela a chi giudica il tormento

d’una realtà più vasta

 

a quel filo di luce

che non trova più cuori in cui specchiarsi

né in tanti volti un solo sguardo vero

 

a quel filo di luce

che vagola in riflessi tra le molte

costruzioni dell’ombra

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Poesia italiana del XXI secolo

Abele Longo è nato a Depressa (Lecce) nel 1963, si è laureato in Dams all’Università di Bologna e ha proseguito gli studi in Inghilterra, conseguendo un Master in Television and Film Studies presso l’Università di Westminster e un dottorato in cinema italiano, con una tesi sulla rappresentazione di Palermo nel cinema di Ciprì e Maresco, presso la Middlesex University di Londra. Insegna alla Middlesex University di Londra traduzione audiovisiva e letteraria. Tra le sue pubblicazioni: Danilo Dolci – Environmental Education and Empowerment (Springer 2020); ‘Roma, viandanza dell’esilio. Rafael Alberti tradotto da Vittorio Bodini’ in N. di Nunzio and F. Ragni (2014) “Già troppe volte esuli” Letteratura di frontiera e di esilio, Morlacchi Editore, Perugia; ‘The Cinema of Ciprì and Maresco: Kynicism as a Form of Resistance’, in W. Hope (2010) Italian Film Directors in the New Millennium, Cambridge Scholars Publishing, Cambridge; “Subtitling the Italian South”, in J. Díaz-Cintas (2009), New Trends in Audiovisual Translation, Multilingual Matters, Bristol; “Palermo in the Films of Ciprì and Maresco”, in  R. Lumley and J. Foot (2004) Italian Cityscapes, Culture and Urban Change in Contemporary Italy, Exeter University Press, Exeter. Co-autore della pièce teatrale Il Valzer di Vittorino, messa in scena da Ippolito Chiarello nel 2009. Ha pubblicato per le Edizioni Accademia di Terra d’Otranto – Neobar: la raccolta Reversibilità (2012); come co-autore Pugliamondo (2010); e con il collettivo “Poeti per don Tonino Bello”: La Versione di Giuseppe (2011) e Un sandalo per Rut (2014). Fa parte, con la silloge “Terra di nessuno”, dell’antologia, a cura di Giorgio Linguaglossa, Il rumore delle parole Poeti del Sud, Edilet Edizioni Letterarie, 2015.

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Franchi tiratori, di Giorgio Stella.

 

Franchi tiratori

 

                 

                      Per se…

 

La mia ora è questa […]

[Franco Tralli]

                               

 

– 1 – Scrivi Samantha piano

Lo sciogliersi

Dei Santi amori –

L’alce promette

Il miele nel nettare Continua a leggere→

Poesia italiana del XXI secolo

Sabatina Napolitano é nata nel 1989 a La Maddalena, in Sardegna. Insegna in Toscana, amante della storia dell’arte, adora i musei oltre che i libri. Ha pubblicato sette raccolte di poesie, una prefazione e recensisce autori di saggi, poesie e romanzi anche nel sito ilgiornaleletterario.it. Edita e scrive articoli e racconti e ha già parlato del suo romanzo d’esordio dal titolo «Origami». É una appassionata della letteratura nabokoviana, intervista attivamente autori e scrittori in interessanti dibattiti con temi civili, sociali e letterari.

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ITALIA INSULARE, I POETI. Angelo Mundula e i luoghi dell’anima.

 

 

ITALIA INSULARE. I POETI. Volume secondo

Angelo Mundula e i luoghi dell’anima

A cura di Bonifacio Vincenzi

Macabor (2021)

*

Pochi giorni fa ricorreva il sesto anniversario della morte del poeta Angelo Mundula, avvenuta il 28 luglio 2015 a Sassari, dove era nato e vissuto. Mi sono sempre sentito in debito verso di lui, pur senza avere mai avuto con lui alcun reale debito, ma solo una sincera stima e gratitudine per la sua straordinaria poesia, per il suo essere testimone e modello di un’idea di umanità e di letteratura rigorosa e coerente, e per la sua affettuosa amicizia.

Il mio primo incontro con lui è stato grazie all’amico scrittore Antonio Strinna, nei primi anni novanta; il secondo, intorno al 2000, grazie all’amico e poeta Antonio Fiori. Un legame e una fiducia che sono andate rafforzandosi nel tempo, e la sua dipartita, come avviene per le persone care, ha lasciato un vuoto e un silenzio solo in parte compensati dalle sue opere.

Così quando l’editore Bonifacio Vincenzi (Macabor) mi chiese di collaborare per dedicare una monografia ad Angelo Mundula non potevo che accettare di buon grado la sua proposta. Con Antonio Fiori cominciammo così a prendere contatto coi poeti e gli scrittori che potevano offrire su di lui una testimonianza umana e critica.  E le testimonianze sono arrivate, in breve tempo, da poeti, scrittori e critici sardi che lo hanno apprezzato negli anni; ma anche da parte di altrettanti scrittori della penisola ai quali l’editore aveva richiesto un loro intervento.

Così la monografia è uscita, qualche mese fa, all’interno dell’ambiziosa collana di Macabor, Volume secondo, dedicato ai poeti dell’Italia insulare, col titolo: Angelo Mundula e i luoghi dell’anima. Il volume contiene anche un’antologia che raccoglie poesie di autori scomparsi (Voci dal Silenzio) e di autori viventi (Antologia dei poeti delle isole).

Vi hanno collaborato Franca Alaimo, Sandro Angelucci, Efisio Cadoni, Tito Cauchi, Marta Celio, Maria Pina Ciancio, Pietro Civitareale, Mariapia L. Crisafulli, Antonio Fiori, Franco Fresi, Gianni Mazzei, Pasquale Montalto, Giovanni Nuscis, Plinio Perilli, Antonio Spagnuolo, Antonio Strinna, Silvano Trevisani.

La monografia contiene un’ampia bibliografia, compresa quella essenziale della critica, preziosa per conoscere e approfondire l’opera di Angelo Mundula.

Il volume contiene anche una ricca selezione delle sue poesie tratte dai libri pubblicati, e se ne consiglia pertanto la lettura a tutti i lettori di poesia, che resteranno conquistati da questo autore importante quanto, ancora, non sufficientemente conosciuto.

Giovanni Nuscis

Lirico terapia. Mario Luzi


Questa felicità

Questa felicità promessa o data

m’è dolore, dolore senza causa

o la causa se esiste è questo brivido

che sommuove il molteplice nell’unico

come il liquido scosso nella sfera

di vetro che interpreta il fachiro.

Eppure dico: salva anche per oggi.

Torno torno le fanno guerra cose

e immagini su cui cala o si leva

o la notte o la neve

uniforme del ricordo.

Perché è così difficile la felicità? Perché è così esposta al fallimento, in modi a volte incomprensibili, sottili? Come, dove cercare la salvezza? E esiste una salvezza? La poesia domanda, il lettore cerca di rispondere, talvolta per tutta una vita.

Lirico terapia. Rocco Scotellaro


La luna piena

La luna piena riempie i nostri letti,

camminano i muli a dolci ferri

e i cani rosicchiano gli ossi.

Si sente l’asina nel sottoscala,

i suoi brividi, il suo raschiare.

In un altro sottoscala

dorme mia madre da sessant’anni.

Morto d’infarto a trent’anni, Rocco Scotellaro è stato pubblicato postumo. Le sue poesie, nate da un impegno civile intenso e tormentato, portano con sé un incanto che tocca corde intime nei lettori sensibili. Lasciamoci raggiungere dalla sua voce.

Lirico terapia. Vittorio Sereni


Di passaggio

Un solo giorno, nemmeno. Poche ore.

Una luce mai vista.

Fiori che in agosto nemmeno te li sogni.

Sangue a chiazze sui prati,

non ancora oleandri dalla parte del mare.

Caldo, ma poca voglia di bagnarsi.

Ventilata domenica tirrena.

Sono già morto e qui torno?

O sono il solo vivo nella vivida e ferma

nullità d’un ricordo?

Qual è il confine tra la vita e la morte? Cos’è che ci fa sentire vivi e cosa, invece, ci spegne? Sereni, come sempre, coinvolge il lettore nelle sue domande.

Maria Novaro, “Kairòs”

Recensione di Marino Magliani

Maria Novaro, Kairòs, ed. 1000eunanotte

Significa il momento giusto, quello giudicato opportuno. Kairòs.

La raccolta poetica di Maria Novaro, uscita per la collana Nuvole di 1000 e una notte, è una di quelle opere annunciate. Sapevamo perfettamente che prima o poi quest’opera sarebbe transitata. Transitata è una delle parole più mi vengono in mente rileggendo (il libro è uscito nel 2020) i versi di Kairòs e ragionandoci da tempo. Quanto all’autrice, poche persone al mondo, in grado di curare, organizzare, dirigere, decidere progetti culturali importanti, mi hanno fatto sentire a mio agio come Maria Novaro. La conobbi in occasione di un convegno su Elio Lanteri, e poi di un premio, il Premio Novaro, e ascoltandola, che parlava di un secolo di poeti ed eccellenze della cultura, ligure e non, di riviste che hanno fatto la storia editoriale e letteraria, mi dicevo: ecco, una intellettuale che sicuramente ha scritto, ha quaderni pieni e taccuini di note di viaggio, di versi, immagini, racconti, di opere transitanti, giunte attraverso la frequentazione degli scritti di suo nonno Mario Novaro, della cura dei carteggi con Boine, Palazzeschi, Dino Campana, della pubblicazione di una rivista come La Riviera Ligure e della rivisatazione magistrale di marginali e dimenticati artisti (ultimo il prezioso studio su Vico Faggi di Taggia). Di una cosa ero certo: quando Maria Novaro (perché prima o poi succederà: lo diceva Blanchot, prima o poi la parola deve bruciare e farsi carta) darà alle stampe i suoi versi; quando verrà il momento giusto, Kairòs, sarà come ritrovare quel mondo transitato, passato attraverso altri occhi, un’Alpicella abitata da altri io, un’impossibile e solitaria moltidune, diceva Tabucchi per Pessoa e i suoi eteronimi… Ecco, forse Maria Novaro senza accorgersene, ma senza poterne fare a meno, darà involontariamente vita a un catalogo di suoi imperdibili e impossibili eteronimi.                                                                                  Continua a leggere→