Io sono una persona normale, ho un lavoro, una casa, perfino un fidanzato, che ogni tanto riesumo e maltratto. Una famiglia no, ho appena litigato con lei, la stronza, e le ho detto che non voglio vedere più nessuno di loro. La famiglia la cancello con una ics, tanto non serve a niente. E’ meglio, con questo caldo, risparmiare le forze e le parole.
Non posso stare qui sul balcone, perché mi guardano tutti, quelli del palazzo di fronte, anche i bambini piccoli. Mi guardano anche quando sembra che facciano altro, mi guardano con la coda dell’occhio. Chissà che cazzo vogliono, forse pensano che ci sia qualcosa di sbagliato in me. Ma certo, mi criticano, criticano le mie tute e magliette, il mio modo di stendere il bucato e le mie piante. Faccio un cenno di saluto a quella maledetta, che continua a guardarmi, fingendo di giocare con il mostriciattolo nano che sta allevando. Anche due complimenti al piccolo che cresce, per nascondere quello che penso di loro, che mi impediscono di stare qui, sul balcone, sul divanetto di vimini con accanto un tavolino, sempre in vimini, a leggere le mie riviste di moda e di attualità. Rientro in casa. Magari adesso esco. Continua a leggere


