Archivi categoria: Letture

La professione delle parole

Articolo di Giovanni Agnoloni

Dal blog di Easy Languages

Easy Languages è un’agenzia di traduzioni che ha lanciato un interessate blog imperniato sulle traduzioni, letterarie e tecniche. Gli articoli vertono sui diversi aspetti del mondo e del mestiere del tradurre. Quello che leggete oggi qui è un mio contributo.

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“Cielo Nero”, di Giacomo Sartori

Recensione di Alberto Pezzini


Ci sono storie scomode che fa comodo pensare non siano mai esistite. Qualcuno ricorderà ancora oggi Claretta, un film di Pasquale Squitieri sugli ultimi giorni di Benito Mussolini. Una pellicola ambientata tra Salò e Gardone, con Claudia Cardinale, sotto un cielo gonfio d’acqua. Ultimi giorni di vita di un uomo che aveva conosciuto sole e distese di uomini acclamanti. Quel film passò inosservato nonostante una sua bellezza interiore, e venne criticato come una pellicola grottesca. Che non accada a Cielo nero (ed. Gaffi, pagg. 214, euro 16,00), scritto da Giacomo Sartori, il quale ha deciso di raccontare invece gli ultimi giorni di vita di Galeazzo Ciano, l’ombra di Mussolini come lo ha immortalato Roy Moseley in una biografia intensa come un ritratto da vicino. Continua a leggere

Laboratorio di scrittura – Bettona (Pg) – 24-31 maggio 2011

Dal sito della Casa Editrice Senzapatria

IL LABORATORIO
SenzaPatria editore organizza un laboratorio di scrittura residenziale a numero chiuso, ideato e diretto dallo scrittore ligure Marino Magliani. Base del corso sarà l’incipit di un racconto dello stesso Magliani, che i candidati svilupperanno fino a 30.000 battute spazi inclusi. Il laboratorio si articola in 2 corsi distinti, ognuno rivolto a 8 partecipanti. La durata di ogni singolo corso è di 4 giorni. Il primo si svolgerà dal 24 al 27 maggio 2011, il secondo dal 28 al 31 maggio 2011. Le lezioni teoriche e il lavoro pratico si svolgeranno a Casa Calidonia, un antico casale situato a 5 chilometri da Bettona, un paese di origine etrusca in provincia di Perugia. Un attento lavoro di editing assisterà i corsisti nell’elaborazione dei loro racconti. Alla fine del corso tutti i racconti saranno raccolti in un volume antologico edito da SenzaPatria Editore. Continua a leggere

Jules Verne al Gabinetto Vieusseux


Lunedì 14 marzo, alle ore 17,00, presso la Sala Ferri di Palazzo Strozzi (Firenze), si terrà il seminario del Centro Romantico del Gabinetto Vieusseux dal titolo “Crisi del mito del progresso e dialettica dell’avventura”, in riferimento al romanzo di Jules Verne Un dramma in Livonia (ed. Altrimedia, 2009), a cura e per la traduzione di Giuseppe Panella e Massimo Sestili.

Saranno presenti i curatori, e coordinerà Giovanni Agnoloni.

Locandina evento Verne

“Viaggio sentimentale in Liguria”, di Giuseppe Conte

Recensione di Marino Magliani


Alla fine del secolo scorso a Giuseppe Conte è stato chiesto di raccontare la Liguria. Il lavoro gli è stato commissionato dal Secolo XIX, i testi del reportage sono apparsi tra l’aprile del 1998 e il 6 agosto del 2001 sulle pagine nazionali.

Senza questa premessa si potrebbe affermare che il libro Viaggio sentimentale in Liguria (ed. Philobiblon 2011, euro 13) sia un progetto letterario che cerchi di costruire la mappatura di una Liguria straordinariamente non olearia, o non ulivaria, ma preferisco il primo. Anche i romanzi liguri che più mi sono piaciuti negli ultimi tempi sono storie di una Liguria non olearia. Parlo de La Ballata della piccola piazza di Elio Lanteri, dove gli ulivi sono quasi del tutto assenti, e di Battitore libero di Riccardo Giordano, straordinario affresco sul colore e il profumo della lavanda che cresce (vi cresceva di più anni fa) nelle terrazze sopra Pietrabruna, in uscita per Philobiblon. Continua a leggere

“Femminile”

di Maria Pia Quintavalla

a Nadia Campana

 

Con un’amica niente più bianco

e nero, né morte

di nuovo dio piccolo

dio diffuso

 

tante piccole teste noi

e plurali sulla terra,

sui  muri della schiena

incubi e infanzia da vedere.

 

Cantare le righe

le miglia di un’altra,  scomparsa

. non consumabile silenzio

 

Con una nave niente più bianco

e nero,

solo dio piccolo

piccolo e diffuso.

 

scritta nel  giugno 1984, anno precedente la morte di Nadiella Campana

 

Da “Lettere giovani”, Campanotto, 1990

Le donne e la scrittura

(disegno di Niccolò Pizzorno)

di Marilù Oliva e Laura Costantini

Questa ricerca nasce da un confronto privato durante il quale sono emerse alcune riflessioni sull’editoria e la scrittura al femminile. Volendo approfondire l’argomento, abbiamo interpellato alcune donne (scrittrici, giornaliste, blogger, studiose di storia delle donne) e abbiamo posto loro una domanda. Avvertiamo senza ricorrere a troppe statistiche (comunque essenziali) che gli autori sono in sovrannumero rispetto alle autrici, ma non crediamo che questo fenomeno si riesca a spiegare con una risposta univoca o ricorrendo al vittimismo. Grazie ai contributi che seguono è stata evidenziata una pluralità di punti di vista che rendono la risposta complessa e ci portano a considerare diversi fattori.

La domanda posta è la seguente:

Pensi che nell’ambito editoriale ci siano le stesse possibilità e gli stessi trattamenti per un uomo e per una donna o pensi che questo, come molti altri ambiti, sia contraddistinto da una forma di differenza (preferiamo non chiamarla discriminazione)?
Come si spiega allora la presenza consistente di autori maschi in libreria (cfr. Indagine Istat http://www.calamandrei.it/editoria.htm o siti delle più importanti case editrici – ma anche quelle minori – alla pagina “autori”), in contrasto con la tendenza che vede prevalere le donne tra gli aspiranti scrittori (dato emerso da un sondaggio effettuato tra 10 scuole di scrittura italiana e seminari) e tra i lettori (cfr. Indagine Istat e tabella p. 48 di “Libri e Riviste d’Italia”: http://www.bv.ipzs.it/bv-pdf/007/MOD-BP-07-4-12_542_1.pdf)?

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Parole canaglia

di Gualberto Alvino

Pietro Trifone, Storia linguistica dell’Italia disunita, Bologna, Il Mulino, 2010, pp. 205, € 16

Rovesciando argutamente, ma senza alcuna irriverenza, l’insigne titolo di Tullio De Mauro Storia linguistica dell’Italia unita («opera magistrale — si precisa nella Premessa —, cui spetta il merito di aver messo per la prima volta in relazione sistematica gli sviluppi della lingua con le più ampie dinamiche sociali del paese»), il grammatico Pietro Trifone — uno dei più attenti osservatori, dalla specola linguistica, della realtà socio-culturale del nostro paese — celebra da par suo il 150° della disunità nazionale con un saggio non meno brioso che istruttivo sul lessico della faziosità, del settarismo, dell’intolleranza e della litigiosità degli italiani, «bastian contrari di professione, sempre pronti ad aprire nuovi fronti di battaglia». Continua a leggere

“La spiaggia dei cani romantici”

Recensione di Alberto Pezzini

Chissà se Belén Rodriguez sa di un romanzo che potrebbe fare al caso suo. Nel senso che contiene una storia esattamente contraria rispetto alla sua esistenza ed a quanto conquistato in Italia.
Parliamo de La spiaggia dei cani romantici (Instar libri, pagg. 233, euro 14,00), l’ultimo romanzo di Marino Magliani. Qualcuno lo ha già voluto definire il suo romanzo più bello. Forse è quello dove Magliani – onestamente – prende le distanze da se stesso anche se non ci riesce del tutto. Una terra come la Liguria fa fatica a tramontare dentro. Comunque.
Il titolo poetico, che sa di mare dove si fa l’amore, arriva da un libro di poesie di Bolaño, Los perros románticos, lo scrittore de I detective selvaggi, uno degli autori più calcinati di poesia al mondo che Magliani ha tradotto l’inverno scorso. Continua a leggere

Kafka Hotel

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da qui

Non c’era posto per loro nell’albergo: meglio così? A volte è difficile capire dove sia meglio vivere, o meglio morire.

Benvenuti all’hotel Occidente

Proprio all’angolo di strada Kafka oggi ha visto un manifesto
Sopra c’era scritto andate e fate presto
All’ippodromo di Clayton oggi viene assunto personale
e la paga è buona e non si mangia male Continua a leggere

Pronuncia d’inverno, di Evelina de Signoribus

 

Vegliare

Si può scrivere di dialoghi comprensibili solo per se stessi se lo sguardo dell’interlocutore segue altre storie? Così penso che un mio amico se n’è andato, scavalcando un’aiuola, completamente sfrenato. Quando l’ho raggiunto, mi hanno detto che parlava da un paio d’ore ma nessuno lo intendeva. Aveva in mano un bastone con la punta in acciaio, di quelli che si usano per allontanare le vipere in montagna. Mi disse che un pensiero gli era rimasto, quello di salutare la piazza. Qualcuno pensò che il bastone gli dava un’aria da saggio. Qualcun altro notò la somiglianza con il vecchio prete. Respirava affannosamente, io osservavo e non facevo niente più degli altri. Per questo non dormo più e vi vengo a svegliare.

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Il Nilo e la memoria del futuro

Articolo di Guglielmo Spirito


Gli dei conoscono il futuro, gli uomini ciò che accade,
i saggi ciò che si avvicina.
Filostrato, Vita di Apollonio di Tiana, VIII, 7

 

Gli uomini conoscono ciò che accade.
Il futuro lo conoscono gli dei,
assoluti e unici detentori di ogni luce.
Del futuro i saggi vedono
Ciò che si avvicina. L’udito,

in ore di studi profondi, a volte
è scosso. Il segreto clamore
dei fatti che si avvicinano giunge loro.
E lo ascoltano con devozione. Fuori, invece,
sulla strada, il popolo non sente nulla.

Konstantinos Kavafis, I saggi ciò che si avvicina Continua a leggere

“La spiaggia dei cani romantici”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Marino Magliani

La spiaggia dei cani romantici

Ed. Instar, 2011

Almeja è uno degli uomini-mito della Pampa da cui prende le mosse La spiaggia dei cani romantici (ed. Instar Libri), il miglior romanzo di Marino Magliani. Il titolo è ispirato a una raccolta poetica (Los perros románticos) del geniale scrittore cileno Roberto Bolaño, che fu, come Almeja e gli altri ‘animali notturni’ protagonisti del libro di Magliani, sospeso tra due continenti separati dalla “pozzanghera”, come l’autore ligure chiama l’Oceano Atlantico. Continua a leggere

Istantanee sbagliate

Questo gioco che faccio ogni tanto: penso che vorrei vedere una Polaroid di me, scattata qualche anno dopo. Una foto del futuro presa magari di corsa, sfocata, con le figure piccole ma riconoscibili, che mi sveli chi sarò diventata, con chi starò, in che luogo.
Così ogni tanto ci inciampo in queste immagini, in quelle illusorie, beffarde. Come quella del mio ultimo compleanno ad agosto, a Stoccolma: la bimba dai capelli rossi in braccio, tenuta come figlia, amata come figlia. L’avessi vista sedici anni fa quell’immagine, poco dopo il mio matrimonio, ne sarei stata felice. Mi sarei detta che bella donna che sei diventata, con il tuo marito svedese. Siete a Stoccolma, chissà se ci abitate o se siete lì solo in vacanza, ma questa è di certo la tua bambina, così uguale a lui; a te non assomiglia, ma non importa: guarda quanto è carina, guarda con che felicità la tieni in braccio, come una Madonna col bambino. E invece tuo marito è un ex, e questa figlia non è la vostra, ma la felicità di qualcun’altra; anche se la tieni in braccio e con amore, anche se lei ti vuole bene. Continua a leggere

Arcipelago Solženicyn / 1 – A colloquio con Adriano Dell’Asta

di Paolo Pegoraro

Chi ha paura di Aleksandr Solženicyn? La recente uscita della monumentale biografia Solženicyn di Ljudmila Saraskina (San Paolo, pp. 1441, € 84) rappresenta un’occasione per tornare a leggere il grande autore russo, Premio Nobel per la letteratura nel 1970, imprigionato nei campi di lavoro e successivamente esiliato dall’Unione Sovietica.
Strano destino, il suo: pare che dopo aver letto il suo primo romanzo – Una giornata di Ivan Denisovi? – la poetessa Anna Achmatova abbia sentenziato: «Questo romanzo deve essere letto e imparato a memoria da ciascuno dei duecento milioni di cittadini dell’Unione Sovietica». Nikita Chruš?ëv in persona volle conoscere colui che aveva raccontato secondo verità quanto accadeva nei campi di lavoro. Ma il favore sarebbe durato poco… ben presto il suo «umanesimo di compensazione» nonché l’«inutile senso di pietà» – così secondo la Pravda – furono considerati ostacoli contrari alla «battaglia per una moralità socialista».
Ne abbiamo parlato con Adriano Dell’Asta, professore di Lingua e Letteratura Russa all’Università Cattolica di Brescia e di Milano, Direttore dell’Istituto Italiano di Cultura a Mosca e curatore dell’edizione italiana della biografia di Solženicyn. Continua a leggere

La lingua terza: su Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin

di Adelelmo Ruggieri

 

 

    Mentre che mi sono deciso di scrivere queste robe che mi rosega dentro, à scuminziato a nevicare
    (F. Franzin, “Camioneto roso”)
    ???

Quasi in coda a Co’e man monche [Con le mani mozzate] di Fabio Franzin (Le voci della Luna, 2011) sventola il tricolore italiano; appena dopo – la sola poesia motivata al centro del libro – nelle due pagine finali c’è un pioppo: nella pagina di sinistra è chiamato nel dialetto dell’opitergino-mottense, piòpa, nella pagina di destra pioppo. Continua a leggere

el que no afana es un gil Il tango «Cambalache», di Enrique Santos Discépolo

[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=AhXnoiaLFc0]

Que el mundo fue y sera una porqueria,
ya lo se…
En el quinientos seis
y en el dos mil también!
Que siempre ha habido chorros,
maquiavelos y estafaos,
contentos y amargaos,
valores y dublés…
Pero que el siglo veinte
es un despliegue
de maldad insolente
ya no hay quien lo niegue.
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SENZA STUPORE: ECCEZIONE E NORMA AI TEMPI DI ARCORE

 

 

«Lo stupore perché le cose che noi viviamo sono “ancora” possibili nel ventesimo secolo non è filosofico.

Non sta all’inizio di alcuna conoscenza, se non di questa: che l’idea di storia da cui deriva non è sostenibile».

Walter Benjamin, 1940.

 

Con queste parole, Walter Benjamin impartiva una lezione di metodo critico che continua a valere: quando di fronte ad accadimenti politici ci si appella all’eccezione – oppure ci si indigna denunciando un regresso rispetto a una presunta norma di civiltà – ciò significa semplicemente che non si è capito nulla o non abbastanza, che non si dispone di strumenti adatti a comprendere il proprio tempo. A partire da questa considerazione – assunta come strategia metodologica – è possibile costruire una riflessione sugli scandali sessuali che hanno scosso la cronaca italiana delle ultime settimane, cercando di sottrarsi sia alla trappola del cinismo che a quella del moralismo.

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