Archivi categoria: Letture

“Libertà” di Beatrice Fiaschi

Un racconto di Beatrice Fiaschi.

LIBERTÀ

Nel nero della notte, a una a una, si accendono sette piccole luci.
Il mio respiro è il loro interruttore: click e un globo caldo, mulinando nelle tenebre, ricava la sua nicchia di fulgore e illumina la notte sin dentro le sue più segrete viscere oniriche.
Quei piccoli globi potrebbero essere lucciole, almeno basandomi su quel vago ricordo che ne conservo di quando ero bambina e mi era concesso attraversare prati e cieli sterrati solo con lo sguardo, dal lucernario della mansarda, sdraiata sul letto della mia cameretta.
La mia fantasia aveva finito con l’assumere la forma squadrata del finestrone, la direzione obliqua del sottotetto e la voce insopportabile della solitudine. Tuttavia è stata l’unica strada attraverso la quale ho da sempre potuto accedere a quella porzione di cielo sopra di me, un mistero che solo con le parole avrei potuto dirimere: le stelle – all’apparenza vicine al punto da poterci scrivere una storia d’amore – erano in realtà distanti anni luce tra loro. Eppure creavano figure, frasi, disegni. Continua a leggere

Fabrizio Ottaviani, “La gallina”

Testo introduttivo di Marino Magliani

Fabrizio Ottaviani, La Gallina (Watson Edizioni)

È uscito da poco il romanzo di Fabrizio Ottaviani La gallina per l’elegante Watson. Ai suoi tempi fu un romanzo che piacque molto, ed è un bene che torni, rivisto, con aggiunte, come succede in questi casi. Un romanzo pieno di follia, e i paragoni sarebbero tanti. Il lettore saprà apprezzare questo romanziere prestato alla critica (Ottaviani collabora con inserti importanti). Lo conobbi, ma magari lui non lo ricorda neanche più, con Vittorio Macioce in Val Comino, che è poi la valle di entrambi se non sbaglio, verde e costellata di paesini bianchi – una valle viva, del resto come la gallina di Ottaviani.

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Buona lettura 31: “La ragazza dei colori”, di Cristina Caboni

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

La storia di Stella è quella di una donna priva di sicurezze, incapace di trovare un aggancio concreto per spiegare assenze e rimpianti: licenziata ingiustamente, si rifugia dall’anziana prozia Letizia, nella cui villa trova una valigia piena di disegni dai tratti infantili ma dall’impatto visivo potente.

Dopo tanto tempo, i colori e la pittura da cui ha cercato di allontanarsi per non esserne travolta, tornano ad avere significato, come quadri pronti a raccontare una storia che affonda le radici nel periodo buio del fascismo. Continua a leggere

Laura Guglielmi, “Lady Constance Lloyd”

Laura Guglielmi, “Lady Constance Lloyd – L’importanza di chiamarsi Wilde” (Morellini Editore, 2021)

Comunicato stampa e sinossi

Colta, ironica e attraente, Lady Constance Lloyd (Dublino, 1858 – Genova, 1898), scrittrice, giornalista e attivista, è una figura femminile che deve ancora trovare la sua giusta collocazione nella Storia. Oscurata dalla fama e dal processo del marito, dal quale ebbe due figli Cyril e Vyvyan, Constance è una donna che merita di essere riscoperta. Femminista e progressista, è stata paladina di una rivoluzione culturale che voleva migliori condizioni di vita e istruzione per tutte le fasce “deboli” della società inglese, a partire proprio dalle donne. Ai suoi tempi era conosciuta quasi quanto Wilde per il suo impegno nella rigida, e spesso ipocrita, società vittoriana. Erano la coppia più in vista della scena londinese. Continua a leggere

Marino Magliani intervista Lamberto Garzia

Marino Magliani intervista Lamberto Garzia sul suo nuovo libro Capped Dice (Betti Editrice, 2021)

Il titolo del libro, Capped Dice, prende spunto da un termine desunto dal gioco dei dadi o Craps, che vuole intendere un dado (truccato) sottoposto a limatura di uno dei lati e consequenziale certosino riempimento/incappucciamento (capping) dello spazio lavorato con un materiale diverso, che alla vista appare identico all’originale, ma anche e più semplicemente L’INCAPPUCCIATO (l’autore) DICE, racconta, attraverso le pagine di un Diario allucinato e a tratti esilarante, di una pericolosa  indagine tesa a svelare un Mistero, nella quale il personaggio principale, almeno nelle prime pagine, è quello del grande scrittore Tommaso Landolfi («Giusto appunto, mi hai detto dell’esistenza del gran segreto, che se permetti lo intenderei col termine inganno. E quindi, più precisamente, mi hai rivelato di possibili, sebbene in dato modo catalogabili, malefatte di tale signor Landolfi. Ma questo oscuro non me lo puoi per il momento squadernare, anche perché questo oscuro non è ancora per te del tutto chiaro… e una volta portato alla luce ciò che è intimo nella sua mantella lisa, sarà una calamità, anche se poi una calamità per chi, Lamberto…»). Ma accanto all’illustre narratore, nel Diario compariranno, sotto forma di racconto diretto o citazione, personaggi reali noti (Valentino Zeichen, Giuseppe Conte, Nico e Matteo Garrone, Oriana Fallaci, Rocco Carbone, Franco Cordelli, Alberto Sironi, Antonio Franchini, Alessandro Ceni, Giovanni Maccari, Aldo Gabrielli, Jonny Deep, Orson Welles, Sylvester Stallone,  Sugar Ray Leonard, Roberto Duran, Eddy Merckx, Philip Warren Anderson e molti altri, che per “opportuna delicatezza” verranno nominati soltanto con la lettera X, sia perché alcune indagini non sono concluse e sia perché alcune sono donne che nei loro specifici campi sono assai popolari) e meno noti, ma non per questo meno importanti all’interno della puntigliosa struttura del romanzo. Continua a leggere

“Piazzale senza nome”, di Luigia Sorrentino

Recensione di Gisella Blanco

Luigia Sorrentino, Piazzale senza nome, Collana Gialla Oro, Pordenonelegge-Samuele Editore 2021

Leggendo la nuova raccolta poetica di Luigia Sorrentino ci si ritrova, quasi involontariamente, al centro di uno sconfinato Piazzale senza nome (Collana Gialla Oro, Pordenonelegge-Samuele Editore 2021). Nel cuore di un inverno archetipico, l’umanità è radunata al cospetto di una grande morte, nello spazio atemporale di un piazzale in cui i destini umani, pur non conoscendosi, si incrociano.

La poeta pone in esergo un frammento di Plutarco dal quale si evince la dicotomia esistenziale che attraversa l’intera opera: “La morte dei vecchi è come un approdare al porto, /ma la morte dei giovani è una perdita, un naufragio”. Sullo sfondo dei versi, infatti, esiste e insiste il parallelismo fra il morire da vecchi e il morire da giovani di una sola, identica morte. Mentre, però, la morte del vecchio uomo è una morte d’approdo che esprime la pienezza di una vita vissuta senza difficoltà, le vite dei giovani si sono spezzate prematuramente nell’ebbrezza della dipendenza, nella chimera della gioia. Il libro della Sorrentino è dedicato al padre ed è stato scritto in un periodo cronologico ben preciso (2017-2018) che, però, sembra espandersi e inerire a un presente, il nostro, in cui il passato non ha mai smesso di pulsare e di operare una costante contaminazione dell’attualità. Continua a leggere

Francesco Forlani. L’estate corsa

di Roberto Plevano

Francesco Forlani si presenta come un dandy cosmopolita tra Parigi e Napoli, spazi geografici e sentimentali – e tanti sono i legami sotterranei, elusivi, imprevedibili, che si stringono tra le due capitali –, ma il suo lavoro di scrittore è assai lontano da un cliché di decadentismo.

La prosa sciolta, accattivante, è il prodotto di un progetto di radicale integrità del narrare, debitamente esposto nella citazione di Giambattista Vico in esergo al suo ultimo romanzo, L’estate corsa (Felici Editore, 2021) e compiutamente eseguito: in forza d’una corpolentissima fantasia, i primi uomini delle nazioni gentili, come fanciulli del nascente gener umano, fingendo criavano le cose, onde furon detti «poeti», che lo stesso in greco suona creatori. Questa natura criativa della finzione (narrativa) era ben chiara agli antichi. Una citazione di Tacito funge un po’ da guida intellettuale del protagonista del racconto, Frank, uno scrittore (verrebbe da dire, come tutti, ma Frank pare davvero un bravo scrittore, come pochi quindi): fingunt simul creduntque, “credevano in ciò che avevano appena immaginato”.

Queste serie premesse teoriche non introducono tuttavia un romanzo accademico e libresco. La storia che Forlani racconta ha piglio, inventiva, ritmo; le coordinate culturali, umanisticamente solidissime, sono il telaio su cui Forlani tesse una narrazione che potrebbe farsi tra le piacevolezze di un gruppo di amici intorno a un tavolo, buon cibo e ottimi vini.
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Marco Candida, “I 69 giorni”

Estratto da I 69 giorni romanzo di Marco Candida (Autori Riuniti, 2021)

Capitolo 1

Floris lascia – Trinità al Centro Commerciale – Sangue nella vasca

Pare proprio che stasera Floris abbia l’impellenza di dire qualcosa di improcrastinabile a Lilia. Sta tergiversando o forse sta solo attendendo il momento migliore per farlo. Comunque, deve dirglielo. Lo deve fare. Non è facile. Non è facile soprattutto tenere nascosta l’ansia. Mascherare le cose dietro un tono di voce tranquillo e la solita faccia di sempre: quella del in fin dei conti pacioso e gioviale Floris, primario presso il Dipartimento Malattie Infettive all’interno del nosocomio cittadino. È come tenersi un sasso rovente nello stomaco. Anzi, un rospo rovente. Floris si aggira intorno a Lilia con questo peso nello stomaco – un peso mobile. Si chiede se abbia o meno lo sguardo torvo. Di sicuro, deve avere l’aria tormentata. Almeno quando non si sforza di sorriderle. Sì. Deve sputare il rospo. Non sa ancora quando. Ma lo deve fare. Deve dare a sua moglie la notizia di avere deciso di dimettersi dall’ospedale. Da lunedì prossimo Floris Calligaris si cercherà un nuovo lavoro.  Continua a leggere

“Le stagioni del viaggio”, di Maria Pia Romano

Recensione di Francesco Improta

Maria Pia Romano, Le stagioni del viaggio, Besa Muci Editore, 2021

Placida notte, e verecondo raggio // della cadente luna; e tu che spunti // fra la tacita selva in su la rupe //nunzio del giorno…

È questo l’incipit bellissimo dell’Ultimo canto di Saffo di Giacomo Leopardi che fa da cerniera tra le Canzoni della sua prima giovinezza e gli Idilli della maturità. Leopardi in questo canto accoglie la leggenda di Saffo più facilmente assimilabile alla sua condizione fisica e psicologica, in quanto anche egli non diversamente dalla poetessa di Lesbo per la veste corporea non molto gradevole si sente escluso dall’amore e dalla comunione con la natura. E Saffo ha un posto significativo nell’ultimo romanzo di Maria Pia Romano, Le stagioni del viaggio, che è ambientato non a caso nell’isola di Leucade dove, secondo la leggenda menzionata in precedenza, Saffo pose fine ai suoi giorni, lanciandosi giù da una rupe. Se mi spingessi oltre nel cogliere cor­rispondenze, analogie o semplici suggestioni letterarie non renderei un buon servizio ai lettori, scoprendo le carte prima che inizi il gioco, per rimanere nell’ambito della metafora. Continua a leggere

VOCI. “Post Scriptum” di Roberto Bolaño

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? Noi cerchiamo la poesia. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine e in podcast. (f.s.)

Lettura di Francesco Sasso da “L’università sconosciuta” di Roberto Bolaño (Sur, 2020)


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Buona lettura 30: “I lenti tram”, di Noé Jitrix

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Una delle caratteristiche più convincenti di Noé Jitrix, autore e critico argentino fra i più noti, è l’orecchio infallibile del racconto, ritmico e credibile al tempo stesso.

I lenti tram (Amos Edizioni), primo volume tradotto in Italia, si rivela sin da subito il racconto in prima persona dell’io narrante, dove la rievocazione di se stesso avviene attraverso avvenimenti dell’adolescenza – talvolta rarefatta dalle emozioni che convivono con la durezza della vita – e dove lo sfondo è rappresentato dalla multietnica Buenos Aires degli anni Quaranta. Continua a leggere

Andrea legge nel tubo: legge un episodio della vita di Gustave Courbet, alcuni documenti della Comune di Parigi, e una poesia di Arthur Rimbaud.

Le ‘letture’ di Andrea Sciuto.

Nato in provincia di Bergamo da genitori siciliani, Andrea Sciuto vive tra Catania e Bergamo, dove lavora come insegnante di lettere. Fa parte del Circolo dei Narratori di Bergamo, gruppo di volontari che organizza iniziative di promozione della lettura insieme alle biblioteche pubbliche.
Oggi Andrea legge legge un episodio della vita di Gustave Courbet, alcuni documenti della Comune di Parigi, e una poesia di Arthur Rimbaud.

Per Roberto Calasso

di Giovanna Menegùs – pubblicato su Avamposto. Rivista di poesia

Siano resi onori e grazie e memoria, in lettura, a Roberto Calasso e a «quel libro di libri che è la casa editrice Adelphi», «un insieme di libri autonomi tra loro ma che possono essere letti ‘come un unico libro’: un’esplorazione che chiede una sorta di libertinaggio mentale che ignori le barriere, un viaggio conoscitivo sregolatamente regolato, e la cui sopravvivenza, in un Paese come questo, sembra a volte semplicemente un regalo». Continua a leggere

VOCI: “Bosco dell’essere” di Stefano Lanuzza

Voci, rubrica di poesia “partecipata” a cura di Francesco Sasso.

Leggere e condividere poesie in rete è molto bello. Questa nuova rubrica è aperta a tutti gli appassionati della poesia. 

Cosa cerchiamo? Noi cerchiamo la poesia. Potete quindi segnalare nei commenti il vostro spazio poetico in rete o copiare/incollare una vostra poesia. Noi scegliamo e rilanciamo la poesia su queste pagine e in podcast. (f.s.)

Letture di Francesco Sasso da Stefano Lanuzza, Bosco dell’essere, pref. di G. Tesio, nota di G. Poli, Fermenti Editrice, Roma 2021, pp. 70, €. 12.00


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Stefania Nardini, “La combattente”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Stefania Nardini, La combattente, ed. e/o, 2021

Approcciarmi a La combattente, il nuovo romanzo di Stefania Nardini, per me non è stato facile. Sapevo che la vicenda della sua protagonista rifletteva la sua, e quindi quella di suo marito, Ciro Paglia, che per me è stato (ed è ancora) un grande amico. Inoltre, la mia stessa vicenda personale di vedovanza – sia pur senza matrimonio, se non quello già fissato e mai avvenuto a causa di un maledetto incidente – mi rendeva ancor più sensibile all’argomento.

Poi però ho iniziato la lettura, e in brevissimo tempo sono stato catturato da una storia avvolgente, a più strati, che parte dal disperato e tenace amore tra due attivisti di sinistra, negli anni ‘70 – una giornalista e in seguito scrittrice, Angelita, e uno sceneggiatore, Fabrizio, anche autore di documentari d’impatto sociale e politico – e da allora si proietta su un oggi lacerato dal dolore del lutto. Continua a leggere

Poesie di Giulia Chianese

Mi chiamo Giulia Chianese e sono napoletana di nascita. Dopo anni in giro per l’Italia, sono
tornata a vivere ai piedi del Vesuvio, terra dove mi sono formata artisticamente e dove ho
cominciato a incontrare parole e versi nel caos armonico e infuocato dei figli della lava. Di
questa città mi sento parte evocativa e scollata (come molti di noi) ed ho vissuto sempre divisa
tra la scrittura e le arti figurative a fasi alterne e, a volte, in una sovrapposizione non sempre
facile. Sono un’illustratrice e arredatrice, frequento la poesia da che ho memoria, poesia come
luogo che mi raggiunge nel luogo fisico che mi accoglie e che mi soccorre. Ho pubblicato i
miei versi e racconti in varie collane e su diversi blog come Formicaleone di Valentina di
Cesare e Un marziano a Roma, su Comunità provvisorie di Franco Arminio e Poesia in azione.
Ho fede nell’arte e in tutto quello che nell’arte trova accoglienza.

Certi pensieri sono vicoli
pericolosi e malfrequentati
Se entri può cambiare il corso
di una giornata
ed è una guerra
Dovresti
dovrei
evitarli
Prendere quell’autostrada
al centro del cervello
Dovremmo essere nella fatica
di una corsa
da qui alla spiaggia
la riva dei nervi
Morire di stanchezza
ed arrivare a domani
Quasi amanti Continua a leggere

Buona lettura 29: “Il mio amico”, di Daniela Matronola

Buona lettura è una rubrica curata da Mara Pardini. Uno spazio per “assaggiare” libri buoni, ovvero utili, piacevoli, intelligenti, capaci di lasciare un segno nell’immaginazione di chi li sfoglia. Un taccuino per catturare le impressioni, i messaggi e le parole che escono di pagina in pagina ma anche per incontrare scritture nuove e legate all’attualità. Un angolo per parlare di libri e condividere il gusto di una buona lettura.

Il mio amico di Daniela Matronola (Manni editore) è una storia di racconti, indugi e ritorni, a cui si partecipa con aria quasi trasognata nonostante ci si muova per lo più in ambienti medici.

Mauro, il “domatore del dolore”, il “soccorritore nato”, è un anestesista ormai in età matura, sposato con figli e alle prese con un problema di salute che lo costringe a sottoporsi ad accertamenti clinici. Continua a leggere

Intervista a Andrea Chimenti


Ho intervistato lo storico musicista e autore italiano Andrea Chimenti, che negli ultimi anni si è dedicato anche la scrittura in prosa, per parlare del suo ormai introvabile libro di racconti con annessa scatolina di latta delle piccole meraviglie – come quelle dei bambini! – compresa una pennetta USB con le letture di due dei suoi racconti – ovviamente musicate. Continua a leggere

Carlo Cuppini, “Il mistero delle meraviglie scomparse”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Carlo Cuppini, Il mistero delle meraviglie scomparse, Marcos y Marcos, 2021

Questo, che non è l’esordio, ma senza dubbio il libro finora più importante di Carlo Cuppini, narratore e poeta urbinate ma fiorentino di adozione, è proposto come un libro per bambini, ma di fatto è un’indagine e un percorso trasformativo rivolto anche ai lettori adulti. La storia ruota intorno a uno di quegli inciampi del destino che spesso segnano la transizione in un nuovo ordine di cose – più o meno come il tempo infausto in cui, negli ultimi diciotto mesi, ci siamo ritrovati a vivere (prima analogia significativa con il presente, per un’opera scritta prima della “pandemia”). E il fatto spiazzante è questo: i monumenti di Firenze sono spariti. Qualcuno, nello spazio di una notte, li ha presi e portati via – verranno poi ritrovati sparsi in varie parti del mondo, arrivati lì non si sa come. Continua a leggere

Giorgio Camillo Galli, “I romanzi smarriti sui treni”

Recensione di Giovanni Agnoloni

Giorgio Camillo Galli, I romanzi smarriti sui treni, Algra Editore, 2021

I romanzi smarriti sui treni, tanto per cominciare, è un titolo bellissimo. Ispirato alla vicenda del manoscritto perso su un vagone ferroviario dallo scrittore russo – ubriaco – Venedikt (Viktor) Erofeev, protagonista di uno dei racconti di questa originalissima raccolta di Giorgio Camillo Galli, fotografa alla perfezione lo stato d’animo che li attraversa trasversalmente tutti: quello delle occasioni perdute, ma poi, in qualche modo, recuperate, magari da qualcun altro, e consegnate alla storia e all’attenzione di occhi e orecchie dotati della sensibilità necessaria per apprezzarle. Continua a leggere